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mercoledì 4 maggio 2016

DAVIDE BRAMANTE e FABRIZIO BELLAFANTE in mostra alla FabbricaEos di Milano, a cura di Alberto Mattia Martini.

Fabbrica Eos, dopo la partecipazione a MIA ART FAIR a Milano, propone in galleria un nuovo momento dedicato alla fotografia d’arte con la bi-personale di Davide Bramante e Fabrizio Bellafante “Doppio Scatto. Sovrapposto fino a qui” a cura di Alberto Mattia Martini.
I due autori, già esposti insieme nel contesto della fiera, saranno di nuovo uniti in questa speciale mostra che ha il sapore di un dialogo. L’origine di questo progetto espositivo risiede nella teoria dell’ importanza dell’ incontro, da sempre caratteristica del modo di operare di Fabbrica Eos.
Bramante e Bellafante hanno una simile ricerca poetica a cui sono giunti indipendentemente l’uno dalla conoscenza dell’altro; su suggerimento del gallerista si sono conosciuti, incrociando i loro rispettivi percorsi; ne è nata una curiosa sinergia, si sono scoperti uniti e complici, e non divisi, da questa stessa visione sulle cose che hanno subito individuato come un valore da sostenere e approfondire.
Bramante esporrà alcune significative opere realizzate negli anni in numerose località del mondo di suo interesse; di Bellafante invece sarà presentata la serie inedita interamente dedicata agli USA.
Una comune visione dunque, che si esprime tuttavia mediante due differenti tecniche fotografiche, come raccontato dal curatore Alberto Mattia Martini:

Davide Bramante e Fabrizio Bellafante guardano il reale per immaginare l'irreale.
La mostra nasce dall'incontro di due fotografi che si avvalgono della stessa idea realizzativa, ma utilizzano tecniche differenti.
Prerogativa di Bramante e Bellafante è infatti quella di servirsi della tecnica di sovrapposizione di più immagini: il primo per realizzare le sue opere utilizza la pellicola, compiendo sullo stesso fotogramma più scatti, solitamente da quattro a nove, il secondo invece ricorre alla macchina digitale per immortalare differenti soggetti, che successivamente in postproduzione vengono integrati l'uno sull'altro.
Se l'utilizzo dell'analogico o del digitale risulta importante nella differenziazione dell'approccio tecnico dei due artisti, per quanto concerne la sensibilità visiva, lo sguardo dell'idea e la volontà di immergersi totalmente nella dimensione indagata, sono prerogative caratterizzanti di entrambi i fotografi.
Davide Bramante e Fabrizio Bellafante indagano le metropoli, creano con le loro fotografie una nuova dimensione visiva composta da città, luoghi, oggetti e persone; in un'unica immagine riescono concettualmente e visivamente a ricostruire un'inusitata entità dello spazio, non percorribile fisicamente, ma accessibile con gli occhi e con la mente.
La mostra racconta memorie di viaggio dei due artisti, porzioni di itinerari, di desideri, di sovrapposizioni temporali e spaziali, risultato di un procedimento creativo che implica da parte di Bramante e Bellafante, una predisposizione a non considerare sovrapposto il circostante solo in modalità visiva, ma proveniente da un originale meccanismo messo in atto dalla mente, dal modo di pensare, una condizione evocativa, contraddistinguente, che ha consentito questo incontro e dialogo creativo.

DAVIDE BRAMANTE / FABRIZIO BELLAFANTE
“Doppio Scatto. Sovrapposto fino a qui”
A cura di Alberto Mattia Martini

dal 12 maggio al 25 giugno 2016
Inaugurazione, giovedì 12 maggio 2016, dalle ore 18.30

FABBRICA EOS ARTE CONTEMPORANEA
Piazzale Baiamonti 2 - 20154 Milano

INGRESSO LIBERO
ORARI DI APERTURA:
MARTEDÌ - VENERDÌ, 10.30 – 13.00 / 15.30 – 18.30
SABATO SU APPUNTAMENTO
 

venerdì 18 dicembre 2015

"Time out”. Alla Galleria Lo Magno di Modica, in mostra le opere di Rosario Antoci, Davide Bramante, Andrea Cerruto, Gianni Di Rosa, Emanuele Giuffrida e Francesco Lauretta, a cura di Giuseppe Lo Magno.


Martedì 29 dicembre 2015 alle ore 19.00 nella Galleria Lo Magno di Modica, Via Risorgimento 91/93, sarà inaugurata la collettiva “Time out”, a cura di Giuseppe Lo Magno, che riunisce per la prima volta opere di Rosario Antoci, Davide Bramante, Andrea Cerruto, Gianni Di Rosa, Emanuele Giuffrida e Francesco Lauretta.


Il titolo allude al fatto che la mostra sarà inaugurata a pochi giorni dalla fine dell'anno, ma anche
alla sospensione temporanea del gioco che si effettua in alcuni sport di squadra: una sosta, nello sport come nella vita, può tornare utile per riposizionare il nostro sguardo sul mondo, per leggere la realtà attraverso l'arte. Proprio il dialogo fecondo e creativo tra autori affermati e giovani emergenti, ma anche tra linguaggi diversi (pittura, scultura, fotografia) rappresentano alcuni dei principali motivi d'interesse della collettiva, che si snoda attraverso un interessante percorso espositivo.

Nei soft banner della serie “Cantieri” di Rosario Antoci, per esempio, convergono i linguaggi della scultura, dell’istallazione, della fotografia e del disegno per raccontare oggetti ruvidi (teloni da cantiere, reti metalliche) con superfici morbide.

Davide Bramante propone le sue celebri sovrapposizioni fotografiche, ispirate in questo caso a New York: i fotogrammi restituiscono la simultaneità babelica della città verticale, con i ponti e i docks, descritti come un ricordo d'immagini, una persistenza retinica negli occhi di una donna.
Andrea Cerruto riprendere tecniche tradizionali come lo spolvero per l'affresco, che nelle sue opere non trova però un compimento e rimane allo stadio preparatorio, soggetto ai limiti temporali.
I lavori di Gianni Di Rosa rappresentano iconografie dell’immaginario personale (la partita di calcio Austria-Germania del 1938, una mostra, le civiltà scomparse), in cui memorie e miti riemergono come fantasmi e l’arte è l’eterno ritorno sul luogo del delitto.
Emanuele Giuffrida propone due varianti dello stesso tema: il conflitto interiore dell'artista tra esistenza e problematica sociale raffigurato come una stanza vuota, con uno specchio-vetrata su un lato e un leggio nel centro, illuminata dalla livida luce di un neon.
Completano il percorso espositivo alcuni rari disegni a china di Francesco Lauretta e un'opera di grandi dimensioni raffigurante un paesaggio invernale e spettrale, metafora di fragilità e temporaneità.

La mostra resterà aperta fino al 30 gennaio e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, esclusa domenica e festivi.



Info e contatti
Galleria Lo Magno,
Via Risorgimento, 91-93, Modica (RG)
tel. 0932 763165