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martedì 3 maggio 2016

Sali con noi Sul Soffitto… Del Vecchio Editore invita al Salone del libro di Torino 2016 per vivere l’esperienza del mondo al rovescio.


Sali con noi Sul Soffitto

Salone del libro - Torino
Stand F102 – Padiglione 1


In virtù del successo di pubblico e critica e delle numerose ristampe del romanzo di Éric Chevillard Sul Soffitto (2015), Del Vecchio Editore invita i suoi lettori allo stand al Salone del libro di Torino 2016 per vivere l’esperienza del mondo al rovescio.
Offuscati come siamo dall’omologazione, un libro come Sul Soffitto di Éric Chevillard ci insegna che occorre staccarsi dal conformismo, ognuno nella propria misura, nelle scelte e nei gesti di tutti i giorni.
Sul Soffitto svela che la diversità, la stranezza e il margine sono il nido fecondo di quella cosa cui tutti aspiriamo che è la felicità. 
Perché non mettersi, allora, una sedia capovolta sulla testa?
Perché non pensare che, forse, il posto giusto è sul soffitto?


Vi aspettiamo in un set creato ad hoc per voi!


Su twitter: #salisulsoffitto


Del Vecchio Editore via dei Giardini, 2  - 00062 Bracciano (RM) www.delvecchioeditore.com
UFFICIO STAMPA - Francesca Bellino – francescabellino1@gmail.com – 338.2791296

venerdì 1 aprile 2016

Esce per Del Vecchio Editore, Italia di Fabio Massimo Franceschelli, una storia ambientata nella nostra contemporaneità.


Un apologo surreale e pulp sull’Italia,
 un Paese incapace di guarire da se stesso che si avvia danzando verso la propria rovina
Fabio Massimo Franceschelli
"Italia"
FINALISTA ALLA XXVIII EDIZIONE DEL PREMIO CALVINO, 2015
Nelle librerie dal 28 aprile 2016
Esce per Del Vecchio Editore, Italia di Fabio Massimo Franceschelli, una storia ambientata nella nostra contemporaneità.
Italia. Giorni nostri. Mentre la crisi morde con ferocia e nessuno è più sicuro del proprio posto di lavoro, diciassette lettere di cassa integrazione, più una – giustificatissima – di licenziamento, devono essere recapitate ai rispettivi destinatari. La consegna di
tali missive scatena una girandola di avvenimenti, intrecciandosi alle minute vicende di un grande centro commerciale alla periferia di una città del Sud, accanto al mare. Qui, ne “La Cattedrale”, i destini dei personaggi troveranno compimento: un direttore connivente e succube dei poteri mafiosi, alcuni manager freddi e insensibili alla sofferenza
dei lavoratori (ma anche ingenui e sprovveduti), un anziano dongiovanni ossessionato dal sesso, una giovane donna frustrata da un lavoro indegno, un sindacalista travolto dagli eventi, una guardia giurata che si compiace della propria prestanza fisica, e infine Italia, adorabile vecchina affondata nel proprio oscuro dialetto, che, apparentemente ai margini della modernità, sarà tra i pochi a salvarsi dalla inevitabile catastrofe finale.
Un romanzo che mescola con maestria tutti i generi, dall’horror alla commedia, fino alle suggestioni del cinema americano e d’autore.
L’autore: nato a Roma 
nel 1963, si occupa di teatro dal 1989 in qualità di drammaturgo, regista, critico e organizzatore. Italia è stato finalista al Premio Calvino 2015.

«Una prosa e un racconto di classe.»
«Una lingua espressiva e brillante, che lascia il lettore senza fiato.»
giuria del Premio Calvino

Pagine: 280 - euro 17 - ISBN 9 788861 101630
Del Vecchio Editore via dei Giardini, 2  - 00062 Bracciano (RM)www.delvecchioeditore.com
UFFICIO STAMPA> Francesca Bellino  ufficio.stampa@delvecchioeditore.it – 338.2791296

martedì 8 marzo 2016

Esce per DelVecchioEditore "Breve diario di frontiera", originale testimonianza sul mondo della migrazione, firmata da Gazmend Kapllani.


Un brillante, ironico e divertente romanzo sui migranti. L’autore ci racconta quello che non ci è mai
stato detto prima
Gazmend Kapllani
Breve diario di frontiera
Traduzione di Maurizio De Rosa

Esce per DelVecchioEditore Breve diario di frontiera, originale testimonianza sul mondo della migrazione, firmata da Gazmend Kapllani. Dopo aver trascorso l’infanzia e gli anni della scuola in Albania, immaginando che le minigonne e i quiz della tv di Stato italiana fossero la realtà di ogni giorno della vita in Occidente – e fantasticando di conseguenza di poter vivere
al di là del confine – la morte del dittatore Enver Hoxha finalmente consente a Kapllani di mettere in pratica il proprio piano di fuga.
Tuttavia, al suo arrivo nella Terra Promessa, non trova né procaci e disponibili fanciulle, né il caloroso benvenuto che aveva immaginato di ricevere dai suoi cugini greci. Viene, invece, sbattuto in un centro di detenzione temporaneo, situato in una piccola città di confine. Gazi e i suoi compagni immigrati cercheranno così di trovare un lavoro, cominciando a pianificare le loro vite future in Grecia e immaginando ricchezze e successi che rimangono sempre appena oltre la loro portata.
 Kapllani racconta con irriverenza e ironia di un’infanzia popolata di onnipresenti e paranoici delatori e di cartoni di sapone in polvere sbiancati dalla salsedine del Mare Adriatico utilizzati come feticci dell’Occidente per decorare il salotto di casa, e, intrecciando questi ricordi con il presente di migranti afflitti dalla “sindrome del confine” (uno stato mentale al pari di un’esperienza geografica), confeziona un brillante e divertente romanzo d’esordio.

L’autore: nato nel 1967 a Lushnjë, in Albania. Nel gennaio del 1991 ha attraversato il confine con la Grecia
a piedi per sfuggire alla persecuzione da parte dei servizi segreti comunisti. In Grecia ha lavorato come muratore, cuoco, venditore ambulante, laureandosi successivamente presso l’università di Atene e completando un dottorato sull’immagine degli albanesi sulla stampa greca e dei greci sulla stampa albanese. Ora è uno scrittore di successo e tiene una rubrica bisettimanale su Ta Nea, il più grande quotidiano greco.

«Un brillante, ironico e divertente romanzo sui migranti. Kapllani ci racconta quello che non ci è mai stato detto prima.»
The Times
«Kapllani racconta le assurdità dei nazionalismi e dei sistemi totalitari nei Balcani – e in tutto il mondo – con malizia, arguzia e intuito.»
The Independent
«Un esilarante reportage narrativo – scritto con dosi massicce di humour nero – sulla migrazione e sulle frontiere, dalla penna di un albanese che è cresciuto con il desiderio di arrivare in Grecia, solo per scoprire che la realtà non faceva il paio con la fantasia.»
Granta

Pagine: 310 - euro 16 - ISBN 9788861101449

DelVecchioEditore via dei Giardini, 2  - 00062 Bracciano (RM) www.delvecchioeditore.com
UFFICIO STAMPA
Francesca Bellino ufficio.stampa@delvecchioeditore.it 338.2791296 

lunedì 22 febbraio 2016

Esce dal 17 marzo 2016 "Una morte sola non basta" di Daniela Alibrandi (Del Vecchio Editore), 20 anni di storia dell'Italia in un romanzo.


"Uno stile incalzante, semplice, immediato e coinvolgente"
Daniela Alibrandi
Una morte sola non basta
L’affresco di vent’anni di storia sociale e culturale d’Italia, raccontato attraverso la lente di un grande e coinvolgente romanzo (neo)realistico
Nelle librerie dal 17 marzo 2016

Esce per Del Vecchio Editore, Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi. E’ la storia commovente e avvincente di una relazione profonda e complessa che porta i segni della violenza e delle fragilità di un’epoca. E’ 
il racconto del passaggio all’età adulta di due giovani – prima bambine e poi adolescenti – le cui storie nascono 
si sviluppano e si concludono intrecciandosi con le vicende di un’intera generazione e la Storia di una nazione in fermento, colta nella transizione dalla semplicità degli anni Cinquanta al folgorante e ottimistico sviluppo del boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni, ai contrasti e alle ipocrisie degli anni Settanta.

Ilaria e Michela condividono molte cose. Sono nate nella Roma degli anni Cinquanta e hanno affrontato entrambe la violenza di genere e non di chi avrebbe invece dovuto proteggere la loro infanzia. Si incontrano già adolescenti: hanno ormai lasciato alle spalle i sogni del “miracolo italiano” e, anche in conseguenza di ciò che hanno subìto, cominciano a collezionare errori e profonde delusioni. Nel coinvolgente rapporto che si instaura, nascerà il tentativo di un reciproco riscatto che le porterà a un epilogo totalmente imprevedibile.

Daniela Alibrandi

«Una scrittrice appassionata e onesta, senza artifici.» La Repubblica

L’autrice: nata a Roma, ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si è occupata di relazioni internazionali e 
di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.  Ha vinto numerosi premi letterari nazionali, tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. E’ rientrata, inoltre, tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Tra i suoi romanzi, in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra, Nessun Segno sulla Neve, tradotto anche in inglese, è vincitore del premio letterario nazionale Circe 2013. Nel 2012 ha pubblicato Il Bimbo di Rachele e Un’Ombra sul Fiume Merrimack. Quest’ultimo, anch’esso tradotto in inglese, è tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale Novel Writing Month. Nel 2014 è uscito La Fontana delle Rane che ha vinto la seconda edizione del premio letterario nazionale Perseide. E’ stata insignita di numerosi riconoscimenti anche per i suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e su diverse riviste e ora raccolti nella pubblicazione I Doni della Mente, disponibile nell’edizione inglese Echoes Of The Soul. Con Una morte sola non basta è al suo quinto romanzo.  


I siti internet dell’autrice: danielaalibrandi.wordpress.com  
http://danielaalibrandi.wix.com/danielaalibrandi                                                              







Pagine: 350 - euro 16 - ISBN 9788861 101593



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venerdì 15 gennaio 2016

In arrivo in libreria, dal 28 gennaio 2016, "Il coltello che ricorda", poesie di Hilde Domin.

La parola poetica e la forza del non arrendersi.
«È l’ora della pausa, leggete una poesia.»
Hilde Domin
Il coltello che ricorda
A cura di Paola Del Zoppo
Testo originale a fronte
Nelle librerie dal 28 gennaio 2016
Del Vecchio Editore è impegnato da anni nella cura e nell’edizione dell’opera completa di Hilde Domin, di cui questo volume rappresenta la terza uscita. Ogni volume rende conto della sostanziale unità creativa in apposite note editoriali e tramite l’inserimento di uno o più saggi o testi brevi di 
Hilde Domin volti a illuminare la lettura delle poesie in esso contenute. Questo volume raccoglie tutte le poesie delle ultime raccolte pubblicate dalla poetessa, in prima traduzione completa italiana, con testo a fronte, due saggi di carattere autobiografico. Infine verrà presentata al pubblico italiano 
per la prima volta una delle celebri lezioni di Francoforte di Hilde Domin, in cui con lucida passione la poetessa riassume la sua idea che la poesia si trovi in uno spazio oltre i confini dei generi e delle nazioni.
Il coltello che ricorda è tradotta da un’equipe di traduttori: Valentina Carmela Alù, Maurizio Basili, Nadia Centorbi, Chiara Conterno, Anna Maria Curci, Chiara de Luca, Stefania de Lucia, Paola Del Zoppo, Stefania Deon, Roberta Gado, Ondina Granato, Giuliano Lozzi, Francesca Pennacchia, Silvia Scialanca e Beatrice Talamo.

Hilde Domin
L’autrice: nata a Colonia, studia giurisprudenza, teoria economica e sociologia a Heidelberg, dove conosce Erwin Walter Palm, studente d’archeologia. A causa dell’imminente ascesa del Nazionalsocialismo, i due si spostano a Roma, ma nel 1939 sono costretti a lasciare anche l’Italia per recarsi in Inghilterra; nell’estate del 1940, a causa dell’invasione nazista, sono costretti a partire di nuovo, e approdano nella Repubblica Dominicana, dove la Domin inizia a lavorare come lettrice di tedesco. La morte della madre, avvenuta nel novembre del 1951, coincide con la presa di coscienza della sua vocazione poetica. Grazie a uno studente tedesco di Heidelberg, i coniugi Palm riallacciano i rapporti con la Germania, dove decidono di tornare. Insignita di numerosi premi letterari, viene riconosciuta a livello nazionale come una delle più importanti poetesse tedesche e nel 1989 le viene assegnata la cattedra di Poetica all’università di Magonza. Seguono altri riconoscimenti e premi letterari finché all’età di 96 anni, il 22 febbraio 2006, Hilde Domin muore a Heidelberg.
«I versi di Hilde Domin ci fanno capire in modo diverso ciò che davvero è la poesia.»
Hans Georg Gadamer
«Hilde Domin è una delle voci più interessanti del Novecento letterario tedesco. La sua poesia è lirica e antimetaforica, mossa da una grande passione per i temi universali e le domande esistenziali, segna il ritorno di ogni poeta alla parola, e tramite la parola si fa continuo ritorno alla vita di ognuno»
Satisfiction

Collana Poesia | ISBN:9 788861 101258 
Pagine: 300 euro 15,80 E

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tel.06 97240096 - www.delvecchioeditore.com

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lunedì 26 ottobre 2015

Libro: Jo Shapcott "Della mutabilità" | Tradotta per la prima volta in Italia una delle più intense poetesse contemporanee.

Il ritmo dei versi di Jo Shapcott, pubblicati in Italia da DelVecchiioEditore con la traduzione di Paola Splendore, è rapido e insieme ondeggiante, il suo linguaggio sensoriale e intellettuale è insieme enigmatico e diretto, difficilmente incasellabile, con richiami a Chaucer e Rilke.
La poesia di Shapcott è di rado apertamente autobiografica, anche laddove gli eventi traumatici della sua vita, come la malattia che l’ha colpita nel recente passato e da cui si è completamente ripresa, vengono rielaborati in maniera più evidente, come in Procedure: la descrizione del sapore amaro delle mandorle, che rimanda al pericolo della morte, si tramuta, sorso dopo sorso in una sorta di inno al tè che rivela la gratitudine per la possibilità di poterne ancora gustare il sapore, e si spinge fino al metaforico accenno a una nuova capacità percettiva che rivela un’identità rinnovata, e alla gioia del poter ancora avvertire l’energia e la potenza salvifica della poesia.
  
L’autrice: Jo Shapcott (Londra, 1953) ha studiato a Oxford e Harvard con Seamus Heaney. Tra le sue raccolte: Electroplating the Baby (1988), Phrase Book (1992), My life asleep (1998). Of Mutability/Sulla mutevolezza le è valso il Costa Book Award For Poetry. Nel 2011 le è stata conferita la Golden Medal For Poetry.

« Il carattere quieto e insieme brillante della sua poesia riesce a unire la chiarezza alla profonda attitudine cerebrale e a tutte le sfaccettature dell’essere umano – arte e scienza, vita e morte
Carol Ann Duffy, Poet Laureate

***
Tradotta per la prima volta in Italia
una delle più intense poetesse contemporanee
Jo Shapcott
Della mutabilità

Una raccolta che esplora la morte e la natura del cambiamento
Testo originale a fronte
Traduzione di Paola Splendore
Nelle librerie dal 5 novembre 2015

Collana Poesia | ISBN:9788861100572
Pagine: 200 euro 15,00 E



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