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lunedì 3 ottobre 2016

Alla Galleria Deodato Arte di Milano, la personale dell'artista spagnolo José Molina dal titolo “Uomini e altri demoni”, a cura di Chiara Gatti.


DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta 6

José Molina
Uomini e altri demoni

a cura di Chiara Gatti

19 ottobre – 26 novembre 2016
inaugurazione martedì 18 ottobre, ore 18.30



La Galleria Deodato Arte di Milano presenta dal 19 ottobre al 26 novembre una personale dell'artista spagnolo José Molina dal titolo “Uomini e altri demoni”. Ricca di circa quaranta opere, fra dipinti a olio, disegni e sculture, si compone di un nucleo importante di opere recenti e inedite, esposte accanto a lavori storici.

Curata da Chiara Gatti, la mostra mira a raccontare il mondo sommerso della ricerca di Molina, il suo interesse, in bilico fra psicanalisi e antropologia, per i moti dell'animo umano, le pulsioni più intime che distinguono l'inconscio collettivo e nutrono quella genealogia di archetipi primari radicati nella esperienza dell'uomo, sin dalle origini. In un viaggio dentro le anse della nostra mente, Molina scava – forte di una certa lezione junghiana – a caccia di istinti primordiali che traduce in immagini totemiche e primigenie, selvatiche e archeologiche, in una commistione di passato e presente, improvvisamente incontrati sul limite del tempo. Anime e volti si mescolano in un flusso di memoria. L'uomo e i suoi progenitori. La vita, la morte, il cerchio dell'esistenza. La realtà, i sogni, gli incubi.
La pittura di Molina è un grande specchio teso a svelare ciò che siamo nel profondo, quello che mostriamo agli altri e quello che invece nascondiamo. È una pittura colta che, nei ritratti, si dimostra erede della scuola fisiognomica rinascimentale; nei soggetti, tradisce altresì una matrice fortemente letteraria: attinge infatti dai miti e dalle leggende della letteratura mondiale, e intesse storie popolate di dei, eroi e demoni spesso attualizzati sullo sfondo di un panorama contemporaneo.

L'uomo di oggi e le sue relazioni con gli altri, con l'ambiente che lo circonda, è il protagonista di una monumentale saga del potere nelle opere già note, più volte esposte in occasione di mostre pubbliche e private, della collezione “Predatores” di cui si ricorda Le Formiche II; qui il demone sociale si manifesta nella propensione atavica di dominare i deboli, in quella ruota del potere dove chi lo subisce si alterna a chi lo esercita. Un atto di forza sgorga da impulsi basici, dalla volontà di conferma, di accettazione e di gratifica. Nella collezione “Los Olvidados” affiora in superficie, su carte tratteggiate con matite nere e grasse, un corteo di creature ferite dalle leggi della selezione, relegate ai margini della storia per una fragilità congenita. Poetica è la riflessione che alimenta la collezione “Anima Donna”, dove spicca Lucy, la prima Eva, un omaggio alla donna vissuta sulla terra tre milioni di anni fa, un tuffo – permeato di fonti di ispirazione tribali – nel nostro trascorso ancestrale, in cui la testimonianza sposa l'utopia.
Tra le opere della collezione “Beloved Earth” emergono La cacciata dal paradiso e La vita segreta delle piante, realizzate a matita grassa, e il lavoro a olio dal titolo La prima mattina.
Nella collezione “The monsters under my bed” l'attualità torna al centro del discorso: lo sguardo acuto, critico, militante verso episodi di violenza e sopraffazione (Desaparecidos), verso personaggi dal potere molesto (I signori della guerra), verso vizi (Amore Morboso) e corruzione ricorda in sottotraccia – anche nel segno affilatissimo della matita – le condanne di Goya nei cicli leggendari de “I Disastri della guerra” o “I Capricci”. 


La formazione sui grandi classici della sua cultura d'origine, dalla scuola di Madrid (da El Greco a Solana) fino al surrealismo spagnolo, si intravede oggi, ancor di più, negli esemplari della nuova collezione “Peccati e virtù” come Il muro del pianto e Avarizia. Si tratta di dipinti di medie e grandi dimensioni, oli su tela e disegni a matita grassa, studiati come allegorie di perversioni capitali che scuotono le coscienze. La pittura, fatta di modulazioni di colore impercettibile, tratti minuti in punta di pennello su superfici ampie, indaga in modo infinitesimale corpi sospesi in bilico fra bene e male, la loro indole segreta, messa a nudo da un linguaggio espressivo visionario e insieme introspettivo.
Sarà esposto per la prima volta, in occasione di questa importante personale milanese, anche il nucleo inedito di quattro sculture legate a temi analoghi del ciclo “Predatores”, tra cui risaltano in mostra Il sopravvissuto e Il guardiano, con un gusto per il reperto paleontologico, il fossile, la vita calcificata nella roccia e nella materia. 

Cenni biografici. Nato a Madrid nel 1965, José Molina vive e lavora in Italia, a Gravedona, sul lago di Como. Giovanissimo, all’età di undici anni, comincia il suo percorso artistico, frequentando varie scuole d’arte. A diciotto anni si impiega nel settore pubblicitario mentre conclude gli studi all’Università delle Belle Arti di Madrid, coltivando, in parallelo con la passione per l'arte, la ricerca nei campi della psicomotricità, della psicologia transazionale, della filosofia e della storia antica. Si dedica all'illustrazione per il mondo della televisione e dei cartoni animati, operando come consulente nella comunicazione di grandi aziende multinazionali. A trentacinque anni, decide di tornare alle radici e di dedicarsi totalmente alla pittura. Le sue opere sono il frutto di una ricerca sull'uomo, che affronta con grande sensibilità, mettendo in luce gli aspetti più bui della nostra natura. Una abilità tecnica applicata ai linguaggi della pittura e del disegno si unisce a una profonda conoscenza dei diversi materiali, riscontrabile nella cura e nell'attenzione ai dettagli che contraddistinguono le sue opere.

Deodato Arte
Deodato Arte è una galleria d'arte contemporanea con sedi a Milano, a Hong Kong e in Svizzera a Brusino Arsizio. Fondata nel 2010, Deodato Arte vanta una grande collezione di opere di artisti contemporanei e storicizzati. Dal 2013 la galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, si concentra sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, soprattutto in Asia.

La mostra si avvale del patrocinio del Consolato Generale di Spagna a Milano e dell'Instituto Cervantes Milano

     
Coordinate mostra
Titolo José Molina. Uomini e altri demoni
A cura di Chiara Gatti
Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         
Date 19 ottobre – 26 novembre 2016
Inaugurazione martedì 18 ottobre, ore 18.30
Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

martedì 6 settembre 2016

Alla galleria Deodato Arte di Milano, la personale dell'artista spagnolo José Molina dal titolo “Uomini e altri demoni”, a cura di Chiara Gatti.



DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta 6

José Molina
Uomini e altri demoni

a cura di Chiara Gatti

19 ottobre – 26 novembre 2016
inaugurazione martedì 18 ottobre, ore 18.30



La Galleria Deodato Arte di Milano presenta dal 19 ottobre al 26 novembre una personale dell'artista spagnolo José Molina dal titolo “Uomini e altri demoni”. Ricca di circa quaranta opere, fra dipinti, disegni e sculture, si compone di un nucleo importante di opere recenti e inedite, esposte accanto a lavori storici.

Curata da Chiara Gatti, la mostra mira a raccontare il mondo sommerso della ricerca di Molina, il suo interesse, in bilico fra psicanalisi e antropologia, per i moti dell'animo umano, le pulsioni più intime che distinguono l'inconscio collettivo e nutrono quella genealogia di archetipi primari radicati nella esperienza dell'uomo, sin dalle origini. In un viaggio dentro le anse della nostra mente, Molina scava – forte di una certa lezione junghiana – a caccia di istinti primordiali che traduce in immagini totemiche e primigenie, selvatiche e archeologiche, in una commistione di passato e presente, improvvisamente incontrati sul limite del tempo. Anime e volti si mescolano in un flusso di memoria. L'uomo e i suoi progenitori. La vita, la morte, il cerchio dell'esistenza. La realtà, i sogni, gli incubi. La pittura di Molina è un grande specchio teso a svelare ciò che siamo nel profondo, quello che mostriamo agli altri e quello che invece nascondiamo. È una pittura colta che, nei ritratti, si dimostra erede della scuola fisiognomica rinascimentale; nei soggetti, tradisce altresì una matrice fortemente letteraria: attinge infatti dai miti e dalle leggende della letteratura mondiale, e intesse storie popolate di dei, eroi e demoni spesso attualizzati sullo sfondo di un panorama contemporaneo.

 

L'uomo di oggi e le sue relazioni con gli altri, con l'ambiente che lo circonda, è il protagonista di una monumentale saga del potere nelle opere già note, più volte esposte in occasione di mostre pubbliche e private, della collezione “Predatores”; qui il demone sociale  si manifesta nella propensione atavica di dominare i deboli, in quella ruota del potere dove chi lo subisce si alterna a chi lo esercita. Un atto di forza sgorga da impulsi basici, dalla volontà di conferma, di accettazione e di gratifica. Nella collezione “Los Olvidados” affiora in superficie, su carte tratteggiate con matite nere e grasse, un corteo di creature ferite dalle leggi della selezione, relegate ai margini della storia per una fragilità congenita. Poetica è la riflessione che alimenta la collezione “Anima Donna”, dove spicca Lucy, la prima Eva, un omaggio alla donna vissuta sulla terra tre milioni di anni fa, un tuffo – permeato di fonti di ispirazione tribali – nel nostro trascorso ancestrale, in cui la testimonianza sposa l'utopia. Nella collezione “The monsters under my bed” l'attualità torna al centro del discorso: lo sguardo acuto, critico, militante verso episodi di violenza (Ti mangio! Te como!) e sopraffazione (Desaparecidos), verso personaggi dal potere molesto (I signori della guerra - Los señores de la guerra), verso vizi e corruzione, ricorda in sottotraccia – anche nel segno affilatissimo della matita – le condanne di Goya, i cicli leggendari de I Disastri della guerra o I Capricci.

La formazione sui grandi classici della sua cultura d'origine, dalla scuola di Madrid (da El Greco a Solana) fino al surrealismo spagnolo, si intravede oggi, ancor di più, negli esemplari della nuova serie “Peccati e virtù”. Si tratta di dipinti di medie e grandi dimensioni, oli su tela e disegni a matita grassa, studiati come allegorie di perversioni capitali che scuotono le coscienze. La pittura, fatta di modulazioni di colore impercettibile, tratti minuti in punta di pennello su superfici ampie, indaga in modo infinitesimale corpi sospesi in bilico fra bene e male, la loro indole segreta, messa a nudo da un linguaggio espressivo visionario e insieme introspettivo.
Sarà esposto per la prima volta, in occasione di questa importante personale milanese, anche il nucleo inedito di quattro sculture legate a temi analoghi del ciclo “Predatores”, con un gusto per il reperto paleontologico, il fossile, la vita calcificata nella roccia e nella materia.

Cenni biografici
Nato a Madrid nel 1965, José Molina vive e lavora in Italia, a Gravedona, sul lago di Como. Giovanissimo, all’età di unici anni, comincia il suo percorso artistico, frequentando varie scuole d’arte. A diciotto anni si impiega nel settore pubblicitario mentre conclude gli studi all’Università delle Belle Arti di Madrid, coltivando, in parallelo con la passione per l'arte, la ricerca nei campi della psicomotricità, della psicologia transazionale, della filosofia e della storia antica. Si dedica all'illustrazione per il mondo della televisione e dei cartoni animati, operando come consulente nella comunicazione di grandi aziende multinazionali. A trentacinque anni, decide di tornare alle radici e di dedicarsi totalmente alla pittura. Le sue opere sono il frutto di una ricerca sull'uomo, che affronta con grande sensibilità, mettendo in luce gli aspetti più bui della nostra natura. Una abilità tecnica applicata ai linguaggi della pittura e del disegno si unisce a una profonda conoscenza dei diversi materiali, riscontrabile nella cura e nell'attenzione ai dettagli che contraddistinguono le sue opere.

Deodato Arte
Deodato Arte è una galleria d'arte contemporanea con sedi a Milano, a Hong Kong e in Svizzera a Brusino Arsizio. Fondata nel 2010, Deodato Arte vanta una grande collezione di opere di artisti contemporanei e storicizzati. Dal 2013 la galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, si concentra sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, soprattutto in Asia.

Coordinate mostra
Titolo José Molina. Uomini e altri demoni
A cura di Chiara Gatti
Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         
Date 19 ottobre – 26 novembre 2016
Inaugurazione martedì 18 ottobre, ore 18.30
Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it



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martedì 26 gennaio 2016

Alla Galleria Deodato Arte di Milano, la mostra "Picasso, capolavori incisori e litografici”, con numerose opere litografiche dagli anni venti agli anni settanta.

DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta, 6

Picasso, capolavori incisori e litografici

12 febbraio - 30 marzo 2016
inaugurazione giovedì 11 febbraio, ore 18.30


Testimonianza di una genialità eclettica, di un’assoluta modernità artistica, della versatilità, della costante evoluzione stilistica è il corpus di opere grafiche presentate dalla Galleria Deodato Arte, dal 12 febbraio al 30 marzo con la mostra Picasso, capolavori incisori e litografici”.

Maestro e sperimentatore, Pablo Picasso dimostra in tutto il corso della sua carriera uno spiccato interesse per la grafica, dall’incisione all’acquaforte, dall’acquatinta alla litografia, realizzando opere esemplari sia dal punto di vista tecnico, che iconografico per esprimere una grande varietà di contenuti.
Un incessante desiderio di esplorazione, appropriazione e innovazione contraddistingue questi lavori, nei quali non mancano componenti autobiografiche che si uniscono a temi letterari, classici, mitologici, erotici.

In mostra sono esposte numerose opere litografiche dagli anni venti agli anni settanta, oltre a una selezione di incisioni appartenenti alle serie Suite Voillard (1930 - 1937) e La Celestine (1968 - 1971).  
Le 100 acqueforti raccolte nella Suite Voillard, commissionate dall’editore Ambroise Voillard, non fanno riferimento ad un unico testo, ma trattano cinque tematiche differenti: la battaglia amorosa, Rembrandt, il Minotauro e il Minotauro Cieco, lo Studio dello Scultore e Ritratti di Voillard. Rientrano in questa suddivisione 73 tavole, mentre le rimanenti 27 sono a tema libero. Caratterizzate dalla semplicità delle forme e dalla linearità del disegno, questi lavori trasmettono calma, serenità, melanconia sognante e rivelano contemporaneamente una intrinseca tensione erotica come si evince nell’opera Femmes entre elles avec voyeur sculpté. Clin d’oeil au bain turc (1934). Non mancano riferimenti autobiografici, in particolare legati alla rappresentazioni del Minotauro nella cui figura di creatura leggendaria l’artista si immedesima.

La serie di sessantasei lastre incise all’acquaforte e all’acquatinta, nota come La Celestine, illustra il testo della Tragicomedia de Calisto y Melibea, capolavoro della letteratura spagnola, scritto da Fernando de Rojas nel 1499. L’artista, affascinato dalla protagonista, la mezzana Celestina, si concentra sulla sua figura, fatale e ironica, sulle sue macchinazioni diaboliche e su i suoi intrighi amorosi. Le immagini infatti riportano particolare attenzione per i nudi femminili.  

Nel percorso espositivo una consistente sezione è dedicata alla tecnica litografica, già sperimentata dagli anni venti e che raggiunge il suo culmine a partire dal 1944, anno in cui Picasso visita e frequenta assiduamente lo studio di Fernand Mourlot, noto laboratorio di stampa parigino. Rappresentativa di questo periodo è Centaure et bacchante avec un faune (1947) dal tratto morbido e veloce.
Un ulteriore studio e ricerca nell’ambito dell’arte incisoria emerge dai lavori realizzati su linoleum, materiale più morbido e leggero da lavorare rispetto al legno, con tempi di realizzazione molto rapidi e con tonalità cromatiche più vive come si ammira in Jeune homme couronné de fuillage (1962) e in Le vieux roi (1963).

Deodato Arte
Deodato Arte è una galleria d'arte contemporanea con sedi a Milano, a Hong Kong e in Svizzera a Brusino Arsizio. Fondata nel 2010, Deodato Arte vanta una grande collezione di opere di artisti contemporanei e storicizzati. Dal 2013 la galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, si concentra sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, soprattutto in Asia.


Coordinate mostra
Titolo Picasso, capolavori incisori e litografici
Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         
Date 12 febbraio - 30 marzo 2016
Inaugurazione giovedì 11 febbraio, ore 18.30
Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it


Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
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martedì 17 novembre 2015

Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga. Una mostra documentario nella nuova sede della Deodato Arte di Milano. Fino al 21 novembre 2015.

Sono gli ultimi giorni per visitare l’originale mostra “Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga. Una mostra documentario a Milano” ospitata nella nuova sede di Deodato Arte a Milano fino al 21 novembre 2015.
L’esposizione, accolta con grande entusiasmo da un vasto pubblico, presenta per la prima volta in Italia un corpus di opere inedite di Warhol e ricrea il contesto originale nel quale l’artista inizia a sperimentare la digital art e se ne appassiona.

L’evento celebra i trent’anni del lancio di Amiga 1000, il primo personal computer multimediale, per il quale Commodore invita Andy Warhol quale testimonial d’eccezione a realizzare un’opera al Lincoln Center di New York.
In tale occasione, il 23 luglio 1985 al Vivian Beaumont Theater, viene scattata a Debbie Harry, cantante leader del gruppo Blondie, una foto in bianco e nero da una videocamera collegata a un computer - una tecnologia rivoluzionaria per l’epoca - e l’artista, tramite semplici movimenti del mouse, interviene con rielaborazioni cromatiche che danno vita al primo ritratto digitale e alla prima opera di computer-art firmata Warhol.

Da questo momento fino alla sua scomparsa (1987), Andy Warhol sperimenta con grande entusiasmo le potenzialità del rivoluzionario mezzo, acquistando una batteria di Amiga e realizzando numerose rielaborazioni delle sue opere, fra cui il barattolo della zuppa Campbell, i famosi Flowers, il ritratto di Marilyn Monroe e molte altre, che costituiscono ad oggi un inesplorato patrimonio.

Dal 1987, questo corpus di lavori viene temporaneamente dimenticato e solo a seguito di un lungo processo di recupero dei dati, di difficile decriptazione, si arriva a restituirne i contenuti in parte presenti eccezionalmente in questa importante esposizione.

In mostra sono esposti due storici pc Amiga 1000 del 1985 in cui si ammirano 9 opere inedite elaborate da Warhol, 16 acetati di cui 6 inediti, provenienti dalla serie Ladies and Gentlemen, che ritraggono modelle e drag queen ingaggiate per il progetto, serigrafie, dischi, banconote da 2 dollari e da 100.000 lire, oltre a una ricca documentazione che include fotografie, filmati, la rivista “Amiga Word” con l’intervista all’icona della Pop Art, alcuni numeri del mensile “Interview” e biglietti di Leo Castelli.



L'esposizione è arricchita dalle opere del fotografo, stampatore e artista Giuliano Grittini, noto per le sue collaborazioni con molti artisti tra cui Warhol, che per questa eccezionale occasione ha stampato per la prima volta in assoluto e rielaborato a tecnica mista con interventi manuali dieci opere, tra acetati e immagini digitali, del grande artista.

L’interesse di Warhol per il linguaggio digitale viene esaustivamente espresso nell’intervista del 1986 pubblicata su “Amiga Word”, dove alla domanda What are the things that you like the most about doing this kind of art on the Amiga? Warhol risponde Well, I like it because it looks like my work, che sottolinea lo stretto legame nato con una tecnologia estremamente innovativa per l’epoca, ma soprattutto vicina alla sua personale espressione artistica.

Deodato Arte
Deodato Arte è una galleria d'arte contemporanea con sedi a Milano, Hong Kong e in Svizzera a Brusino Arsizio. Fondata nel 2010, Deodato Arte vanta una grande collezione di opere di artisti contemporanei e storicizzati. Dal 2013 la galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, si concentra sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, soprattutto in Asia.

Coordinate mostra
Titolo Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga. Una mostra documentario a Milano
Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         
Date 22 ottobre - 21 novembre 2015
Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

Ufficio stampa mostra
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