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giovedì 21 aprile 2016

"XI comandamento: non dimenticare". A Palermo, la prima mostra antologica di Mustafa Sabbagh.




 « Uno schizofrenico non dimentica.

Uno schizofrenico accumula  »
MS
 
Sarà il grande spazio di archeologia industriale ZAC ai Cantieri Culturali alla Zisa ad ospitare la prima mostra antologica di Mustafa Sabbagh, la cui inaugurazione è prevista per Sabato 21 Maggio 2016.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città di Palermo, costella la nuova programmazione, avviata lo scorso anno, che ha presto portato all’attenzione nazionale ed internazionale lo spazio ZAC come «luogo di riferimento per il contemporaneo nel sud d’Europa e nel cuore del Mediterraneo », nelle parole dell’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano; «un polo espositivo che sempre più va assumendo un potente connotato caratteriale, attraverso i grandi maestri dell’arte contemporanea ».

Una stagione di mostre inaugurata con la personale di Mauro d’Agati curata da Gerhard Steidl, seguita dalla suggestiva antologica dedicata a Regina José Galindo, per proseguire con le grandi retrospettive di Hermann Nitsch e di Letizia Battaglia. Programmazione che si arricchirà di altri importanti progetti nell’anno in corso, e che precede l’avvenimento-clou che farà di Palermo capitale dell’arte contemporanea nel 2018, con la celeberrima biennale d’arte internazionale Manifesta 12.

L’invito rivolto a Mustafa Sabbagh conferma, da parte dell’Amministrazione, il forte e coerente impegno a costruire una programmazione culturale attenta ai diritti della persona ed alle grandi sfide dell’inizio di questo millennio, riportando in prima linea imperiture domande dell’umanità attraverso i grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale.

«La città di Palermo accoglie Mustafa Sabbagh a ZAC, riconoscendo in lui un comune codice genetico: », afferma il Sindaco Leoluca Orlando: «quello di un funambolo che, non dimenticando il rischio della caduta, vuole imparare a volare - e farlo attraverso il linguaggio a lui più congeniale, l’arte. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricollegare le nostre radici alle ali. Tenere ferma la consapevolezza della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, pur coltivando l’ambizione a volare attraverso l’accoglienza ed il coraggio di scegliere la propria identità, atto supremo di libertà ».

2000 mq di un ex hangar industriale dell’inizio del Novecento all’interno del quale saranno esposte oltre 75 opere fotografiche tra le più famose di Sabbagh, 10 opere video e tre nuove video-installazioni site-specific, oltre all’installazione fotografica acquisita dalla collezione permanente di arte contemporanea del MAXXIMuseo delle Arti del XXI secolo (Roma), che verrà presentata in anteprima assoluta, come molte delle opere inedite che l’artista ha scelto di battezzare a Palermo.

Nell’idea dell’artista, che firma anche la curatela della mostra, ZAC sarà concepito come un contenitore della schizofrenia contemporanea, un grande armadio che vive del suo disordine e della psicosi di chi lo possiede; metafora di un’umanità disorientata, schizofrenica nell’occultamento delle sue paure, che vengono qui catalogate da Sabbagh. Un’umanità dimentica della sua stessa umanità, dell’urgenza di integrazione - individuale e sociale - a partire da Palermo, cui Mustafa Sabbagh richiede un dovere sociale come un comandamento laico: non dimenticare.

Non dimenticare  in Onore al Nero, serie fotografica che lo ha reso celebre nel mondo, riflessione personale e sfida sociale a partire dal lato oscuro individuale, che sovverte le convenzioni attraverso la multidimensionalità di uno #000, e richiama la storia dell’arte reinterpretandola.

Non dimenticare in Candido, progetto inedito, assoluzione laica concessa da chi sa condividere le colpe attraverso gli occhi incontaminati - e le mani insanguinate - di un bambino, come in Das Unheimliche, di freudiana memoria, in cui viene insanguinata l’aspettativa adulta rispetto al c.d. “diverso”.

Non dimenticare in Chat Room, lettera d’amore/sinfonia del dolore tra un povero Cristo e un povero Diavolo, e in Dark Room, riscoperta dell’innocenza attraverso un atto voyeuristico.

Non dimenticare in anthro_pop_gonia, videoinstallazione anch’essa inedita in Italia, filo d’Arianna dalla storia della mitologia greca alla storia del vizio contemporaneo.

Non dimenticare in Made in Italy© - Handle with care, schiaffo cinico a domande urlate, non sussurrate, come dovrebbero essere quelle foriere di rivoluzione. Che cos’è davvero un corpo estraneo, in una società infetta dall’ottusità? Inutile cercare di dimenticarlo, davanti alla serialità di un delitto perpetrato dall’uomo verso l’uomo, nel mare nero dell’installazione - concepita appositamente dall’artista per Palermo - 09.2015: 3944.

Così come per Palermo, e per rimarcarne l’anima profondamente intrisa di arte e contaminazione, è concepita la collaborazione con le prestigiose gallerie FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea e Rizzuto Gallery, realtà palermitane internazionalmente apprezzate per la loro riconoscibilissima ricerca - differente nella semantica artistica, comune nella qualità propositiva. All’interno di esse saranno esposte - come sinapsi connettivali da scoprire nell’articolato sistema nervoso della città - due opere inedite dell’artista, pensate in relazione alle specificità dello spazio espositivo che le accoglie. Una triangolazione per non dimenticare  che ‘diversità’ è un altro modo di definire la ricchezza.   

«Uno schizofrenico non dimentica; uno schizofrenico accumula » scrive Sabbagh, «come in un disturbo da personalità multipla, come in uno zapping impazzito ». Nell’idea di questo nuovo allestimento, le opere d’arte di Mustafa Sabbagh si ribellano alla prevedibilità di un ordine filologico, per irrompere in contraddizioni necessarie.




SCHEDA TECNICA
XI COMANDAMENTO: NON DIMENTICARE
mostra antologica di MUSTAFA SABBAGH
DAL 21 MAGGIO AL 17 LUGLIO 2016
INAUGURAZIONE: SABATO 21 MAGGIO, ORE 18.30

ZAC Zisa Zona Arti Contemporanee
Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili, 4, Palermo
dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 18.30
telefono: 091 8431605 | email: museispaziespositivi@comune.palermo.it

libro d’autore: Mustafa Sabbagh. XI comandamento: non dimenticare
edizione limitata in 601 copie + 40 collector’s edition con opera inedita firmata, in tiratura esclusiva di 40
copertina rigida, 344 pp., 173 illustrazioni, codice isbn #978 8898120 86 4 
realizzazione: Tipografia Altedo | progetto grafico: Aspirine
casa editrice: Danilo Montanari Editore
testi critici di [in ordine alfabetico]: Marcello Carriero, Andrea Cusumano, Marina Dacci, Fabio De Chirico, Antonio Mancinelli, Leoluca Orlando, Giulia Pedace, Antonella Purpura, Davide Sarchioni, Fabiola Triolo, Peter Weiermair

mostra realizzata con il fondamentale supporto e la preziosa collaborazione di:
Comune di Palermo - Assessorato alla Cultura
Dirigenza Area Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo
Centro Studi Storici e Umanistici della Città del Sole [Cosenza]
FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea [Palermo]
Rizzuto Gallery [Palermo]
Accademia di Belle Arti di Palermo
Kontatto [Bologna]
Tipografia Altedo [Bologna]
One of Those – tracks for humans [Parma]

martedì 11 novembre 2014

“100 mq” . Alla galleria Contact Zone di Lugano la prima personale di Mustafa Sabbagh, a cura di Guido Cabib.



Contact Zone – Contemporary Art Gallery è lieta di presentare: “100 mq” , la prima personale di Mustafa Sabbagh a Lugano, a cura di Guido Cabib. Opening 20 Novembre 2014 ore 18.00 – 21.00.

Mustafa Sabbagh presenta, per la prima volta a Lugano, un suo solo show con opere di grande, medio e piccolo formato - di cui alcune inedite, appositamente prodotte per la mostra - accompagnate da due video.

Nell'identificare ciò che per noi è bellezza, ci è d'impedimento la parola stessa: “bellezza”. All'orecchio suona così languida, così inefficace, vezzosa ed eterea, così distante dalle drammatiche urgenze dell'anima. Nel nostro caso, la bellezza risiede proprio nell'opposto: energica, sgraziata e materica, pelle e pece, così vicina a noi esseri di carne ed ossa, alle nostre vite intrise di drammaticità, circondate da cose lasciate fuori al freddo, esposte all'oscurità. Ciascun oggetto, per definizione, viene gettato via prima di essere fabbricato; spazzatura e ciarpame senza vita, che derivano il loro valore esclusivamente dal nostro desiderio consumistico di possedere ed accumulare.

Ma, nell'oscurità che ci avvolge, risiedono Anima e Cuore; sta a noi risvegliarli, ed attraversare con loro questo mondo avvolto dall'orrendo che affascina. Corbin afferma che la modalità caratteristica del cuore non è il sentimento, bensì la Visione. L'amore appartiene allo spirito e rende l'anima reattiva alle sue immagini, che sono nel cuore. Questo, dunque, non è tanto il luogo del sentimento personale, quanto quello della “Imaginatio” vera, che riflette - nel suo microcosmo - un mondo immaginale. Abbiamo bisogno di Visioni, per alzare la testa e pensare; dipende da noi, tenere illuminato il mondo.



Nell’osservare le immagini dei landscapes, dei notturni, delle spiagge, delle foreste, dei cieli, delle nebbie e dei nudi di Mustafa Sabbagh, spazi infiniti racchiusi nei 100mq della galleria, ci troviamo di fronte ad espressioni pure dell’assenza dell’Altro, ma anche a momenti di pura astrazione fisica e mentale, perché Mustafa si concentra su emozioni inconsce.

Si è tentati di qualificare il suo lavoro come autobiografico, date le numerose allusioni dell’artista alla propria vita, ma quest’idea appare incompleta. Nelle sue immagini, Mustafa Sabbagh non racconta la storia di un individuo ma quelle di una coppia, di una coabitazione amorosa. L’incontro e l’unione, la conoscenza dell’altro, la vita in comune e l’assenza, l’abbandono - che include tutte le immagini dei paesaggi. Nella sua globalità, le immagini di Mustafa Sabbagh si articolano proprio intorno a un progetto autobiografico, ma è un’autobiografia condivisa, che stimola in chi le osserva una relazione intima. Mustafa, attraverso un sapiente uso della ritrattistica e dei paesaggi, mette in scena un’etica creativa delle relazioni amorose.


Quando ci si trova di fronte alle immagini di Mustafa Sabbagh, la contemporaneità si appalesa in tutta la sua fragilità e violenza - con nostalgie, lacerazioni e drammi - ma ciò accade anche di fronte al desiderio dell’abbandono, del silenzio e della crescita interiore.

Nelle parole di Mustafa Sabbagh, a proposito di questa mostra: 
L’apparato emozionale di un uomo si estende in uno spazio infinito, al di sotto dello spazio - finito - del suo apparato epidermico. Nei miei due video, la santità di Giuda si rispecchia nell’umanità di Cristo. L’orizzonte del mare non ha confini, all’interno dei confini di un quadro.
Le passioni umane, la santità e il peccato, l’orizzonte, spazi infiniti; tutto, in 100 metri quadri”.  


 “100 mq” 
 Mustafa Sabbagh, a cura di Guido Cabib.
Periodo: dal 20 Novembre al 16 Gennaio 2015
Opening : 20 novembre 2014 dalle ore 18.00 alle ore 21.00
Contact Zone – Contemporary Art Gallery
Indirizzo: Lugano, Via G.Pessina 8
email: contactzonegallery@gmail.com
Tel: +41 (0)79 845 2266