STAY COOL. BE SOCIAL.

Visualizzazione post con etichetta Palermo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Palermo. Mostra tutti i post

mercoledì 13 settembre 2017

Alla RizzutoGallery di Palermo, “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile”, una mostra a tre voci che vede a fianco Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda, a cura di Helga Marsala.


Nyctografie.
Scritture tra il visibile e l’invisibile
Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
a cura di Helga Marsala

Inaugurazione: sabato 23 settembre 2017 ore 18
Dal 26 settembre al 18 novembre 2017


“Chiunque abbia avuto, come spesso ho fatto io, la necessità di uscire dal letto alle 2 del mattino in una notte invernale, accendere una candela, e appuntarsi alcuni pensieri che avrebbe altrimenti dimenticato, converrà con me quanto scomodo possa essere…”

[Lewis Carroll, da una lettera alla rivista The Lady, ottobre 1891]

RizzutoGallery (via Maletto 5, Palermo) è lieta di presentare “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile”, una mostra a tre voci che vede a fianco Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda, a cura di Helga Marsala, che sarà inaugurata sabato 23 settembre 2017 alle ore 18, e resterà visitabile fino al 18 novembre, dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00.
Stefano Cumia, artista palermitano con base a Milano, classe 1980, tra i più raffinati e interessanti esponenti della nuova astrazione pittorica italiana; un maestro come Nunzio (1954, Cagnano Amiterno, Abruzzo), tra le voci italiane più autorevoli nel campo delle scultura, riconosciuto fin dagli Anni Ottanta a livello internazionale; Turi Rapisarda, catanese di nascita, torinese d’adozione, talentuoso sperimentatore della fotografia, con una lunga carriera da outsider, fra traguardi professionali e spazi d’indipendenza. Le opere dei primi due, inedite, sono realizzate ad hoc per il progetto; quelle di Rapisarda appartengono a un ciclo del 2011 raramente esposto.
La mostra, che accosta tre linguaggi diversi (pittura, scultura, fotografia), sul filo di una stessa atmosfera umbratile e di una serie di riflessioni comuni sui meccanismi della visione, è parte di una ricerca curatoriale in corso, intorno alla relazione tra visibilità e invisibilità nel processo di formazione, nei percorsi di lettura e nello statuto concettuale dell’immagine.
Col termine “nyctography” (letteralmente “scrittura notturna”) Lewis Carroll, autore del leggendario “Alice nel paese delle meraviglie”, aveva battezzato una sua invenzione utile a fronteggiare quell’esigenza – così diffusa fra gli scrittori - di prendere appunti nel cuore della notte, sul filo di un’improvvisa ispirazione. Si tratta di un sistema di scrittura collegato a un “nyctografo”, piccola griglia ricavata da un tassello rettangolare di legno, i cui intagli servono da guida nel buio: una sorta di alfabeto astratto fatto di punti e linee, messo a punto da Carroll circa 60 anni dopo l’invenzione del linguaggio Braille. Scrittura in codice, dunque, da appuntare a occhi chiusi e trascrivere sul foglio il giorno dopo.
Da qui si dipanano una serie di suggestioni, per un viaggio simbolico e mentale lungo quello spazio notturno che è metafora di una visione altra, inattesa, radicale, cangiante: spazio di segni, forme, tracciati, soglie, buchi, velature, cecità e illuminazioni, scritture visive o testuali.
Nella serie di ritratti di Rapisarda dal titolo Unt Hitler (2011) i soggetti sono immersi in un’oscurità teatrale, quasi beckettiana, intenti a schermarsi da una luce invadente, che è denudamento, sistema di controllo e macchina spettacolare, per un’impropria “uscita dal margine, dall’intimo, dall’autentico, dal differente”. Passaggio netto dalla figura umana ai dipinti quasi monocromi di Cumia, fatti di tracce, gradienti, velature: l’immagine qui impone all’occhio - nell’assoluto contrasto tra la luce e il buio –  “la necessaria disciplina per imparare a scorgere il nero nel nero, il bianco nel bianco, ma anche il segno e il colore celati nell’uno o nell’altro”. Infine le opere di Nunzio, astrazioni imponenti che aprono spazi di visibilità nel nero profondo e linee d’invisibilità nella tramatura dei materiali, tra l’articolazione di forme dispiegate in orizzontale e la testimonianza di ciò che la forma stessa era, col suo trasmutare: “L’oggetto plastico porta con sé la memoria indefinita dei materiali, dei luoghi d’origine, del primo sguardo e del prossimo, del non finito e dell’irrisolto”.

RIZZUTOGALLERY
Palermo, via Maletto, 5 - Palermo
091. 7795443 - 347.1769901
 

mercoledì 16 novembre 2016

Birra artigianale siciliana e piatti gourmet. Birra Tarì, la birra di Modica, sarà protagonista al compleanno de "Le Soste di Ulisse" domenica e lunedì a Palermo. Sarà abbinata alle creazioni dei migliori chef siciliani.


BIRRA ARTIGIANALE MADE IN SICILY E PIATTI GOURMET: BIRRA TARI’ ALLA FESTA DI COMPLEANNO DE “LE SOSTE DI ULISSE”. IL 20 E 21 NOVEMBRE EVENTO AL GRAND HOTEL VILLA IGIEA A PALERMO PER FESTEGGIARE L’ASSOCIAZIONE PRESIEDUTA DALLO CHEF CICCIO SULTANO.

Decine di chef, alcuni tra i migliori al mondo, esperti del settore, eccellenze siciliane, tutti riuniti per un appuntamento unico, tra degustazioni, incontri e cene di gala.

Birra artigianale siciliana abbinata ai piatto gourmet, creazioni di chef che sono ambasciatori del gusto, della qualità e dei territori. Ci sarà anche Birra Tarì, la birra artigianale modicana ormai di gran successo, alla festa di compleanno dell’associazione “Le Soste di  Ulisse” che compie 14 anni di vita e che sotto la presidenza dello chef due stelle Michelin, Ciccio Sultano, festeggia all’interno del sontuoso scenario del Grand Hotel Villa Igiea di Palermo, in compagnia di ospiti illustri e nomi dell’eccellenza enogastronomica italiana.
Birra Tarì sarà presente sia il 20 che il 21 novembre per l’importante e prestigioso evento il cui tema è “La Sicilia è un continente”, per una due giorni di convention siciliana che riunirà gli chef de “Le Soste di Ulisse”. Il birrificio modicano interverrà in diversi momenti dell’interessante programma per far degustare, al banco d’assaggio, alcune delle sue birre rigorosamente artigianali e che nascono da ingredienti selezionati e ricette assolutamente particolari, come nel caso della birra “Hell” (con malti chiari), o della “Trisca” (con coriandolo, zenzero, basilico, grano Russello e buccia di limone) o ancora “Qirat” (con carrube). 





Grande attesa per la cena di gala di domenica sera 20 novembre che avrà come protagonisti gli chef dell’associazione e le loro interpretazioni culinarie alcune delle quali abbinate proprio a Birra Tarì. Lunedì 21 novembre, ancora degustazioni con un banco d’assaggio aperto al pubblico mentre a pranzo ci sarà la celebrazione dello street food d’autore preparato dagli chef dell’associazione. Ed anche in questo caso non mancherà l’abbinamento con la birra artigianale made in Sicily.
Previsti inoltre vari momenti di dibattito e confronto con i più autorevoli giornalisti di settore e numerosi addetti ai lavori dell’ambito turistico ed enogastronomico. Un evento davvero unico che testimonia il lungo percorso di crescita che l’associazione è riuscita a compiere in questi anni, trasformandosi adesso in un vero e proprio punto di riferimento quando si parla del turismo di qualità in Sicilia. Nata con l’obiettivo di farsi portatrice delle esigenze delle aziende turistiche nel campo della ristorazione e dell’accoglienza per la valorizzazione e promozione del patrimonio enogastronomico, artistico, culturale e paesaggistico siciliano, l’associazione riunisce infatti decine dei ristoranti gourmet, tra cui 13 stellati presenti in Sicilia, 20 charming hotel e 2 maestri pasticceri, oltre ad una ricca collezione di cantine che raccoglie le migliori espressioni enologiche siciliane. “Le Soste di Ulisse”si avvalgono inoltre di sette chef ambasciatori del gusto che sostengono l’associazione in Italia ed all’estero.


giovedì 26 maggio 2016

Alla RIZZUTOGALLERY di Palermo, la mostra personale "Miracoli!" di Katharina Maderthaner.


Sarà inaugurata giovedì 9 giugno 2016 ore 19.00 alla RizzutoGallery (Palermo, via Monte Cuccio 30) Miracoli! – mostra personale di Katharina Maderthaner (Meerbusch, Germania, 1982) artista formatasi all’Università Bergischen di Wuppertal e all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf come allieva di Richard Deacon.
La mostra, accompagnata da un testo di Alessandro Pinto, è realizzata con il Patrocinio del Comune di Palermo, in collaborazione con la associazione Düsseldorf-Palermo, e resterà visitabile fino al 9 luglio.

Il lavoro artistico di Katharina Maderthaner trova ispirazione in alcune bizzarre situazioni della vita quotidiana: le piante artificiali che si trovano all’interno degli uffici ammuffiti di certi funzionari, il finto marmo che ricopre pavimenti e banconi di locali pubblici che tentano di simulare un lusso inesistente, i siti web o  i flyer pubblicitari con pattern di sfondo realizzati in Photoshop da grafici improvvisati che provano a riprodurre improbabili design tessili d’avanguardia …  
Tutto questo innesca un corto circuito tra vero e simulato, tra originale e imitazione, tra buono e cattivo gusto, che fa scattare nell’Artista la necessità di rielaborare l’esperienza attraverso un lavoro di sintesi e di sublimazione, fino alla creazione di qualcosa di assolutamente nuovo del tutto privo di  qualunque pretesa di critica sociale.

“L'atmosfera di situazioni come queste resta nella mia mente come un "suono" o un "gusto".  Ma le mie opere non sono una illustrazione o rappresentazione di questi oggetti o situazioni; a me piuttosto interessa giocare con la particolarità, la stranezza o l'assurdità di queste cose. Oggetti, sculture, dipinti e disegni sono alla fine solo quello che vogliono essere. Essi risultano autonomi perché - nonostante la loro stranezza - io li prendo sul serio e  non li giudico. Io non differenzio nella mia percezione tra alta e bassa cultura, ogni cosa ha un uguale valore.  Io probabilmente gioco con il buono e il cattivo gusto e le mie opere hanno spesso entrambe le cose: qualcosa di piacevole e allo stesso tempo qualcosa di respingente.”







Le opere della Maderthaner suscitano così nell’osservatore un disagio di deja-vu, ricordando qualcosa che si crede di conoscere: il banale rispecchia il serio, la copia rispecchia l’originale, il falso e l’imitazione rispecchiano il reale, in una amalgama tra il bricolage quotidiano e una genialità nascosta, tra il capolavoro e il prodotto di massa, tra il design e il disastro.
L’artista realizza un passaggio tra i due mondi trasformando l’uno nell’altro e sfocando i confini. Nelle sue installazioni, nelle sue immagini e nei suoi oggetti si trovano referenze che a loro volta fanno capo ad altre referenze. Una lunga genealogia del gusto si dischiude davanti all’osservatore della sua arte. Come una simbolica corrente che trascina oggetti, immagini, idee e motivi, lasciando dietro di sé un ricco, eterogeneo e bizzarro deposito.
La Maderthaner apre così prodigiosamente una porta verso il nuovo, verso la percezione di una bellezza inaspettata,  perché la bellezza – dice Katharina –  non è qualcosa che è NELLE cose, essa è TRA di loro - e tra loro e noi.


Miracoli! - Katharina Maderthaner
Inaugurazione giovedì 9 giugno 2016 ore 19:00
visitabile fino al 9 luglio 2016
dal mercoledì al sabato – 16.00-20.00
RIZZUTOGALLERY
Via Monte Cuccio 30 - Palermo
+39 091.526843

 

giovedì 21 aprile 2016

"XI comandamento: non dimenticare". A Palermo, la prima mostra antologica di Mustafa Sabbagh.




 « Uno schizofrenico non dimentica.

Uno schizofrenico accumula  »
MS
 
Sarà il grande spazio di archeologia industriale ZAC ai Cantieri Culturali alla Zisa ad ospitare la prima mostra antologica di Mustafa Sabbagh, la cui inaugurazione è prevista per Sabato 21 Maggio 2016.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città di Palermo, costella la nuova programmazione, avviata lo scorso anno, che ha presto portato all’attenzione nazionale ed internazionale lo spazio ZAC come «luogo di riferimento per il contemporaneo nel sud d’Europa e nel cuore del Mediterraneo », nelle parole dell’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano; «un polo espositivo che sempre più va assumendo un potente connotato caratteriale, attraverso i grandi maestri dell’arte contemporanea ».

Una stagione di mostre inaugurata con la personale di Mauro d’Agati curata da Gerhard Steidl, seguita dalla suggestiva antologica dedicata a Regina José Galindo, per proseguire con le grandi retrospettive di Hermann Nitsch e di Letizia Battaglia. Programmazione che si arricchirà di altri importanti progetti nell’anno in corso, e che precede l’avvenimento-clou che farà di Palermo capitale dell’arte contemporanea nel 2018, con la celeberrima biennale d’arte internazionale Manifesta 12.

L’invito rivolto a Mustafa Sabbagh conferma, da parte dell’Amministrazione, il forte e coerente impegno a costruire una programmazione culturale attenta ai diritti della persona ed alle grandi sfide dell’inizio di questo millennio, riportando in prima linea imperiture domande dell’umanità attraverso i grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale.

«La città di Palermo accoglie Mustafa Sabbagh a ZAC, riconoscendo in lui un comune codice genetico: », afferma il Sindaco Leoluca Orlando: «quello di un funambolo che, non dimenticando il rischio della caduta, vuole imparare a volare - e farlo attraverso il linguaggio a lui più congeniale, l’arte. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricollegare le nostre radici alle ali. Tenere ferma la consapevolezza della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, pur coltivando l’ambizione a volare attraverso l’accoglienza ed il coraggio di scegliere la propria identità, atto supremo di libertà ».

2000 mq di un ex hangar industriale dell’inizio del Novecento all’interno del quale saranno esposte oltre 75 opere fotografiche tra le più famose di Sabbagh, 10 opere video e tre nuove video-installazioni site-specific, oltre all’installazione fotografica acquisita dalla collezione permanente di arte contemporanea del MAXXIMuseo delle Arti del XXI secolo (Roma), che verrà presentata in anteprima assoluta, come molte delle opere inedite che l’artista ha scelto di battezzare a Palermo.

Nell’idea dell’artista, che firma anche la curatela della mostra, ZAC sarà concepito come un contenitore della schizofrenia contemporanea, un grande armadio che vive del suo disordine e della psicosi di chi lo possiede; metafora di un’umanità disorientata, schizofrenica nell’occultamento delle sue paure, che vengono qui catalogate da Sabbagh. Un’umanità dimentica della sua stessa umanità, dell’urgenza di integrazione - individuale e sociale - a partire da Palermo, cui Mustafa Sabbagh richiede un dovere sociale come un comandamento laico: non dimenticare.

Non dimenticare  in Onore al Nero, serie fotografica che lo ha reso celebre nel mondo, riflessione personale e sfida sociale a partire dal lato oscuro individuale, che sovverte le convenzioni attraverso la multidimensionalità di uno #000, e richiama la storia dell’arte reinterpretandola.

Non dimenticare in Candido, progetto inedito, assoluzione laica concessa da chi sa condividere le colpe attraverso gli occhi incontaminati - e le mani insanguinate - di un bambino, come in Das Unheimliche, di freudiana memoria, in cui viene insanguinata l’aspettativa adulta rispetto al c.d. “diverso”.

Non dimenticare in Chat Room, lettera d’amore/sinfonia del dolore tra un povero Cristo e un povero Diavolo, e in Dark Room, riscoperta dell’innocenza attraverso un atto voyeuristico.

Non dimenticare in anthro_pop_gonia, videoinstallazione anch’essa inedita in Italia, filo d’Arianna dalla storia della mitologia greca alla storia del vizio contemporaneo.

Non dimenticare in Made in Italy© - Handle with care, schiaffo cinico a domande urlate, non sussurrate, come dovrebbero essere quelle foriere di rivoluzione. Che cos’è davvero un corpo estraneo, in una società infetta dall’ottusità? Inutile cercare di dimenticarlo, davanti alla serialità di un delitto perpetrato dall’uomo verso l’uomo, nel mare nero dell’installazione - concepita appositamente dall’artista per Palermo - 09.2015: 3944.

Così come per Palermo, e per rimarcarne l’anima profondamente intrisa di arte e contaminazione, è concepita la collaborazione con le prestigiose gallerie FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea e Rizzuto Gallery, realtà palermitane internazionalmente apprezzate per la loro riconoscibilissima ricerca - differente nella semantica artistica, comune nella qualità propositiva. All’interno di esse saranno esposte - come sinapsi connettivali da scoprire nell’articolato sistema nervoso della città - due opere inedite dell’artista, pensate in relazione alle specificità dello spazio espositivo che le accoglie. Una triangolazione per non dimenticare  che ‘diversità’ è un altro modo di definire la ricchezza.   

«Uno schizofrenico non dimentica; uno schizofrenico accumula » scrive Sabbagh, «come in un disturbo da personalità multipla, come in uno zapping impazzito ». Nell’idea di questo nuovo allestimento, le opere d’arte di Mustafa Sabbagh si ribellano alla prevedibilità di un ordine filologico, per irrompere in contraddizioni necessarie.




SCHEDA TECNICA
XI COMANDAMENTO: NON DIMENTICARE
mostra antologica di MUSTAFA SABBAGH
DAL 21 MAGGIO AL 17 LUGLIO 2016
INAUGURAZIONE: SABATO 21 MAGGIO, ORE 18.30

ZAC Zisa Zona Arti Contemporanee
Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili, 4, Palermo
dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 18.30
telefono: 091 8431605 | email: museispaziespositivi@comune.palermo.it

libro d’autore: Mustafa Sabbagh. XI comandamento: non dimenticare
edizione limitata in 601 copie + 40 collector’s edition con opera inedita firmata, in tiratura esclusiva di 40
copertina rigida, 344 pp., 173 illustrazioni, codice isbn #978 8898120 86 4 
realizzazione: Tipografia Altedo | progetto grafico: Aspirine
casa editrice: Danilo Montanari Editore
testi critici di [in ordine alfabetico]: Marcello Carriero, Andrea Cusumano, Marina Dacci, Fabio De Chirico, Antonio Mancinelli, Leoluca Orlando, Giulia Pedace, Antonella Purpura, Davide Sarchioni, Fabiola Triolo, Peter Weiermair

mostra realizzata con il fondamentale supporto e la preziosa collaborazione di:
Comune di Palermo - Assessorato alla Cultura
Dirigenza Area Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo
Centro Studi Storici e Umanistici della Città del Sole [Cosenza]
FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea [Palermo]
Rizzuto Gallery [Palermo]
Accademia di Belle Arti di Palermo
Kontatto [Bologna]
Tipografia Altedo [Bologna]
One of Those – tracks for humans [Parma]

mercoledì 23 marzo 2016

Alla RizzutoGallery di Palermo, la mostra personale "RISE" dello scultore tedesco Jáchym Fleig.


RISE - Jáchym Fleig
31 marzo  - 30 aprile 2016
RIZZUTOGALLERY
Palermo, Via Monte Cuccio 30
 

RizzutoGallery (Palermo, via Monte Cuccio 30) è lieta di presentare RISE - mostra personale dello scultore tedesco Jáchym Fleig (1970, Villingen-Schwenningen).
L’artista, che ha all’attivo numerose mostre in gallerie e spazi pubblici ed è reduce da due importanti personali al Museum Biedermann di Donaueschingen (2015) e al Kiosk am Reileck di Halle (2016), si prepara alla sua prima esposizione in Italia.
L’inaugurazione sarà giovedì 31 marzo alle ore 19 e la mostra resterà visitabile fino al 30 aprile.
Alla RizzutoGallery Fleig presenterà alcune tra le sue opere più importanti, già esposte in Kunstverein e Musei tedeschi, e realizzerà  installazioni site-specific appositamente pensate per la galleria.

Nelle opere di Fleig il concetto tradizionale di scultura viene esteso in ciò che può essere deliberatamente legato al suo rispettivo ambientale. L’integrazione tra corpo scultoreo e l'ambiente circostante dà al lavoro il carattere di una installazione temporanea, soggetta alle condizioni esterne che la sottopongono a continui cambiamenti.

Le sculture di Fleig , come strutture organiche in uno stato di proliferazione e crescita, si sviluppano invadendo lo spazio che le ospita: strutture di sostegno, pilastri, muri, pavimenti, finestre, soffitti,  diventano per l’Artista potenziali luoghi di ancoraggio delle sue installazioni, in alcuni casi avvinghiate – come corpi parassitari o concrezioni organogene - alla struttura esterna degli edifici degli spazi espositivi e museali, capaci di interrompere, talvolta in modo inquietante, la normalità dei luoghi conosciuti, degli spazi urbani sicuri e definiti.
Realizzate in cemento, calcestruzzo, gesso, legno e poliuretano, le opere di Fleyg - sebbene costituite da materiali molto simili a quelli degli ambienti ospitanti - appaiono  leggere e brulicanti di vita;  usati in maniera non convenzionale, questi comuni materiali da costruzione danno luogo a forme sorprendenti, capaci di evocare una forte risposta emotiva, e di creare un singolare  contrasto con l’elemento architettonico che le ospita, in una sorta di confronto e di competizione tra leggero e pesante, organico e inorganico, biomorfico e antropico.

Ma ciò che emerge dalla scultura concettuale di Fleig è anche una riflessione sul limite sottile che esiste tra crescita e decadenza, tra ordine e caos, tra la sicurezza di ciò che è conosciuto e l’incertezza  dell’ignoto, là dove la permanenza appare minacciata dalla circolazione degli stati effimeri.


 
Per informazioni:
Eva Oliveri  +39 348.3622577 | evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo  +39 091 526843 | tizianapantaleo@rizzutoarte.com