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mercoledì 28 gennaio 2015

“Essenzialismo astratto” | Alla Galleria Statuto13 di Milano la mostra personale di Giovanni Citro, a cura di Massimiliano Bisazza.

L'essenza è uno dei concetti filosofici più complessi da illustrare, in virtù dei suoi profondi significati, nonché affascinanti, oggetto di speculazioni fin dalle origini della filosofia; già lo stesso Platone prima di Aristotele ci illustrò l’indivisibilità delle idee che hanno permeato tutto la filosofia greca fina dalle sue origini.

Con la su arte, Giovanni Citro, riesce con grande abilità a contaminare i due concetti – astrazione ed essenzialità – che sono così collegabili tra loro nei contenuti. Riesce a disegnare amabilmente su tele bianche delle immagini elementari e semplici che, a parer mio, sono ampiamente riconducibili ai disegni primitivi (si pensi a quelli scoperti nelle note grotte di Lescaux, uno degli esempi più belli di arte preistorica).

L’artista ricerca nel profondo l’essenza dell’essere umano grazie al “grafismo”, volutamente elementare, che ha deciso di utilizzare scientemente per condurci quasi per mano a ragionare - in modo aulico - sulla cagionevolezza delle cose, sulla caducità della vita, sulle molteplicità di esseri e di caratteri.


I disegni e i dipinti di Giovanni Citro sono frutto di quello spirito che parte da una profonda ricerca di purezza, di minimale, di esistenziale; di essenziale più che mai.





“Essenzialismo astratto”

Mostra personale di pittura di:

Giovanni Citro

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  25 febbraio 2015 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 10 marzo 2015 mattino

Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.), Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

INFO
Cell. +39 347 2265227 | info@statuto13.it

martedì 27 gennaio 2015

GIORNATA DELLA MEMORIA 2015. "K.Z. Disegni dai campi di concentramento nazifascisti", un libro di Arturo Benvenuti, edizioni BeccoGiallo

L’Uomo, tu uomo, sei stato capace di far questo; la civiltà di cui ti vanti è una patina, una veste: viene un falso profeta, te la strappa di dosso, e tu nudo sei un mostro, il più crudele degli animali”. Sono le parole con le quali Primo Levi, in una prefazione inedita del 1981, introduce K.Z. Disegni dai campi di concentramento nazifascisti, un libro di Arturo Benvenuti, a cura di Roberto Costella, Edizioni BeccoGiallo, già nelle librerie dal 22 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, e dedicato “alle vittime innocenti della barbarie di tutti i tempi”. L’acronimo K. Z. rimanda a Ka-tzetnik, ovvero “prigioniero del campo di concentramento”, con riferimento al detenuto piuttosto che al luogo o alla forma di detenzione. Ka-tzetnik associato al numero era il modo abituale con cui venivano chiamati i prigionieri nei campi, simbolo per eccellenza di spersonalizzazione.
250 disegni originali fatti da internati durante il periodo di prigionia nei lager nazifascisti, il capitolo più tragico del Novecento, “opere nate là, per mano di chi ha visto e subìto, opere che sostituiscono la parola con vantaggio, dicono quello che la parola non sa dire”, spiega Primo Levi nella prefazione frutto di un intenso carteggio con Benvenuti. “Alcune – continua lo scrittore torinese – hanno la forza immediata dell’arte, ma tutte hanno la forza cruda dell’occhio che ha visto e che trasmette la sua indignazione”.

Benvenuti ha rinunciato a “sovrapporsi” ai disegni, ritenendo opportuno non aggiungere alcun tipo di testo per dare la massima visibilità e il massimo rispetto alle vittime. Ha inserito solo 5 poesie, scarne ed essenziali, espressione di solidarietà per i prigionieri e di riprovazione per i carnefici. Inoltre, ha voluto anteporre l’etica all’estetica scegliendo i disegni senza fare distinzioni di fede, ideologia, nazionalità, età, stato sociale e, soprattutto, la selezione non è stata fatta per temi, tecnica o qualità artistica, ma solo per la cruda testimonianza che ogni immagine rappresenta. Le opere, infatti, sono pubblicate per autore seguendo l’ordine alfabetico, e di ciascuno sono segnalati i dati essenziali: nome, cognome, data e luogo di nascita.



sabato 24 gennaio 2015

Missione AmArte | Tutti all'HulaHoop Club di Roma, zona Pigneto, per la stesura del manifesto culturale e artistico della rete di creatività della Periferia romana.


Mercoledì 4 febbraio 2015, alle ore 20.30, presso l’HulaHoop Club, zona Pigneto, si terrà “Missione AmArte” il laboratorio creativo dedicato alla stesura del manifesto culturale di AmArte e all’organizzazione di progetti futuri, finalizzati alla nascita di una rete di creatività nella Periferia romana.
Tale laboratorio, nato dall’iniziativa di Mariangela Saliola, è aperto a tutti gli artisti e intellettuali, in modo da poter essere una fucina di idee e di iniziative, capaci di rifondare e ricostruire il Futuro.

Questa carica innovativa si sposa con l’HulaHoop Club, il principale punto di riferimento dell’avanguardia e dell’underground romano.

*Tessera Associativa obbligatoria

INFO & CONTATTI
Carlo Figliacconi, organizzatore Laboratorio: 3346384048
Alessio Brugnoli, presidente Associazione AmArte: 3316002678
Emanuela Cinà, Ufficio Stampa: 3921216678 | Sury1980@gmail.com