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venerdì 3 marzo 2017

AH-UM MEETS EUROPE. Ultimo appuntamento della stagione con Andrea Lombardini, Michel Godard e Emanuele Maniscalco.


Titoli di coda per AH-UM MEETS EUROPE, la rassegna musicale ideata e realizzata da Antonio Ribatti, che affida l’ultimo concerto della stagione all’incontro musicale tra l’Italia e la Francia. Venerdì 10 marzo sul palco del Teatro Sala Fontana (via Boltraffio 21, zona Isola) Andrea Lombardini, tra i più originali bassisti europei, presenterà il suo ultimo lavoro discografico, Diminuendo (Cam Jazz), accompagnato da eccellenze quali Michel Godard e Emanuele Maniscalco.  I biglietti sono disponibili online sui circuiti ufficiali del Teatro Sala Fontana (http://bit.ly/2inQSnD) e in cassa la sera stessa del concerto. Per info e prenotazioni: www.ah-um.it, 02.69015733 - fontana.teatro@elsinor.net.

Diminuendo è un progetto unico nel suo genere, "musica originale e ben riuscita: soffusa, non ridondante, si apprezza per l'inusuale trama di colori e timbri e la leggerezza nell'approccio dichiaratamente sottrattivo" (Eugenio Mirti - Jazzit). L’organico desueto valorizza le diverse risorse timbriche dei musicisti coinvolti attraverso composizioni originali di Lombardini, libere improvvisazioni e melodie evocative di provenienza molto diversa, da antichi corali alla musica da film.  Michel Godard, “voce” del trio,  si alterna alla tuba e al serpentone, dei quali è tra i più autorevoli solisti al mondo, mentre Emanuele Maniscalco, artista ECM e membro del collettivo ILK, è ugualmente a suo agio al pianoforte e alla batteria. Il leader, già apprezzato bassista elettrico, tra i pochi specialisti del suo strumento, presenta per la prima volta in questo progetto anche il liuto colascione, strumento acustico del rinascimento italiano appartenente alla famiglia dei liuti. Ne risulta una musica di orizzonti amplissimi, legata sia al linguaggio improvvisativo afroamericano che a quello europeo, dalla grande varietà timbrica e dal potere evocativo ed emozionale.

VENERDÌ 10 MARZO
ANDREA LOMBARDINI with MICHEL GODARD and EMANUELE MANISCALCO (Italia - Francia)
DIMINUENDO
Andrea Lombardini: basso elettrico, liuto colascione
Michel Godard: tuba, serpentone
Emanuele Maniscalco: pianoforte, batteria
Biglietti               Intero 15 €
Ridotto 10 €    per studenti, conservatori e scuole di musica, Turing Club Italia, AH-UM CARD (che può essere richiesta gratuitamente al sito www.ah-um.it) e altre convenzioni
Per info e prenotazioni: www.ah-um.it
ATTENZIONE!
Richiedi gratuitamente l’AH-UM CARD all’indirizzo http://www.ah-um.it/profiles-add/
per te sconti sul prezzo del biglietto e altre sorprese e facilitazioni!

Allo Studio d'arte Wundergrafik di Forlì, in mostra le opere dell'artista cileno Jaime Poblete.


Sabato 4 marzo 2017, alle ore 19,00 presso lo studio d'arte Wundergrafik, via Leone Cobelli 34 Forlì, si inaugura la mostra personale del artista cileno Jaime Poblete.
Quello che colpisce fortemente di Jaime è la forza delle sue immagini dinamiche e dai toni potenti che coinvolgono l'occhio dello spettatore e lo guidano in un susseguirsi di movimenti e gesti astratti.


La sua poetica pittorica è principalmente gestuale; le tematiche affrontate parlano d’identità, vincolando lo spazio individuale con quello territoriale. In parallelo alla pittura, ha sperimentato tecniche grafiche tra le quali la litografia e l’incisione, performance e teatro come linguaggio corporale. 


La mostra inaugurerà il 04/03/2017 e rimarrà aperta fino al 25/03/2017.
Facebook Event > https://www.facebook.com/events/1656346374668175/

Jaime Poblete, senza titolo, olio, acrilico e collage su tela, 160x130 cm, 2016.


Jaime Poblete - Studio

Jaime Poblete è nato a Santiago del Cile nel 1981. Vive e lavora a Erba (CO).
Studia presso l’Universidad de Chile, Scenografia e Storia dell’ Arte. Dal 2000 lavora come scenografo per diverse compagnie teatrali a Santiago del Cile.

Inizia il suo lavoro pittorico nell’ atelier Artefacto del artista cileno Francisco Gonzalez, dove posteriormente lavora come professore di pittura.
Dal 2002 al 2007 collabora come restauratore al Museo d’Arte Contemporanea MAC di Santiago del Cile.
Dal 2008 al 2010 vive e lavora a Valencia, Spagna, dove frequenta l’ Accademia di Belli Arti della Universidad Politecnica di Valencia.

Alla Terry May Home Gallery di Ferrara, opere pittoriche sulla città di Ferrara, a prezzi ferraresi.

Opere pittoriche sulla città di Ferrara, a prezzi ferraresi.
Per i ferraresi che vengano muniti di documento identificativo, ovvero, una finestra, sconto del 50%.

La finestra. Simbolo della ferraresità. Non è il Castello, né la suggestione, o la Metafisica, o quel che vi piace.
La finestra, come, ad esempio, il film, la finestra sul cortile, è ciò di cui un ferrarese non può fare a meno.
Nella lunga notte del '43, una delle cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani, ad esempio, ciò che accadde è diviso e suggellato da una finestra. Senza quella finestra sarebbe stata un'altra la storia.

Il rapporto che egli, il ferrarese medio, il ferrarese d.o.c., ha con la finestra è duplice. Dall'interno della sua abitazione egli mai si affaccia al mondo, ma rimane sovente non visto, pronto a vedere da qualche spiraglio di luce.
Dall'esterno la curiosità lo assale e consuma, impossessandosi della bramosa voglia di sapere degli interni abitativi altrui. La vita degli altri.

Il rapporto che egli ha con la finestra è un emblema del suo modo di stare al mondo. Il distacco dalla sua propria finestra gli sarebbe fatale: cambiare il punto di vista, la prospettiva, una volta e non più, provocherebbe cataclismi indicibili, la fine di un mondo.

Per tanto, e per questo, saranno premiati coloro che all'acquisto di un opera porteranno con sé ed esibiranno il proprio emblema, il proprio status quo: la finestra.


FRARA 
3 MARZO 2017 - Terry May Home Gallery - dalle 5 alle 7 pm.

Facebook Event > https://www.facebook.com/events/1162835430480559/

GIOVANE CREAZIONE EUROPEA. Allo Spazio Ratti di Como, la Biennale D'arte Contemporanea, a cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni.


 
Frank Blommestijn & Michiel van der Werf, Opportunity knocks only once, 2015


SPAZIO RATTI
 ex Chiesa di San Francesco
v.le L. Spallino, 1 - COMO


BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA

GIOVANE CREAZIONE EUROPEA
a cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni


12 marzo – 2 aprile 2017
inaugurazione sabato 11 marzo, ore 17




Giunge in Italia a Como la Biennale d’Arte Contemporanea Giovane Creazione Europea - JCE Jeune Création Européenne, dopo l’esposizione in Francia, Danimarca, Lettonia e Polonia, per proseguire in Spagna e Portogallo.
Ospitata dal 12 marzo al 2 aprile, presso lo Spazio Ratti, suggestiva chiesa sconsacrata di San Francesco, la rassegna vede la partecipazione di 56 artisti, provenienti da 7 Paesi europei, che si esprimono con differenti linguaggi: pittura, scultura, installazione, fotografia e video art.

L’evento nella sua tappa italiana è curato da Veronica Vittani e Francesca Testoni e gode del patrocinio della Regione Lombardia, del GAI Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani e del contributo tecnico dell’azienda Menphis spa.

Gli 8 artisti italiani under 35, che partecipano alla manifestazione sono: Giulia Berra, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto, Juri Ceccotti, Giulia Fumagalli, Matteo Galvano, Giovanni Longo, Federico Scarchilli. La loro selezione è stata realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como attraverso il concorso “Co.Co.Co.Como Contemporary Contest 2015”, con il contributo di una giuria composta da Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e curatore; Elena Isella, storica dell'arte e curatrice; Claudio Grillone, Responsabile Ufficio Creatività del Comune di Milano e Fabbrica del Vapore; Salvatore Marsiglione, gallerista; Veronica Vittani, Responsabile settore Cultura, Comune di Como.

Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto - Under the surface, 2014



Giulia Fumagalli - Cromatismo visivo, 2014




I 48 artisti provenienti dagli altri sei Paesi partecipanti sono: Valérie Collart, Ditte Knus Tønnesen, Amalie Jakobsen, Astrid Myntekær, Christine Overvad Hansen, Nanna Riis Andersen, Johanne Skovbo Lasgaard, Dan Stockholm (Danimarca); Marion Bataillard, Willem Boel, Virginie Gouband, Arthur Lambert, François Malingrey, Louise Pressager, Tatiana Wolska, Qingmei Yao (Francia); Lauris Aizupietis, Margrieta Dreiblate, Atis Izands, Klavs Loris, Oskars Pavlovskis, Paula Pelše, Linda Vigdorcika, Lauris Vitolinš (Lettonia), Miłosz Flis, Michał Frydrych, Marcelina Gron, Kornel Janczy, Berenika Kowalska, Izabela Łeska, Tomasz Poznysz, Magdalena Sawicka (Polonia), Basttuz, Inês Henriques, Mariana Mendes Delgado, Pedro Mesquita, Mónica Nogueira, Filipa Silveira, Marlene Teixeira, Fátima Teles (Portogallo); Aïda Andrés Rodrigálvarez, Adrian Espinós Ferrero, Anna Ill Albà, Jennifer Owens, Esther Pí Gómez, Mònica Planes Castan, Ignasi Prat Altimira, Ines Schaikowski (Spagna).

La mostra Giovane Creazione Europea presenta opere di grande valore artistico e di forte impatto visivo, ne sono esempio la scultura della francese Tatiana Wolska, realizzata con plastica termosaldata leggera e fluttuante come una nuvola o il grande dipinto del lettone Klāvs Loris, un’immersione nella pittura profonda dell’artista, dove sentimenti e stati d’animo vengono intrappolati tra uno strato e l’altro di colore.
Spiccano originali installazioni come le capsule di Miłosz Flis (Polonia) all’interno delle quali sono ricreati, con oggetti appartenuti all’artista, mondi fantastici, mentre molto legata al mondo reale ed in particolare alla precarietà del lavoro è invece CV di Juri Ceccotti (Italia), un’opera apparentemente ironica che riflette sull’attuale condizione dell’uomo moderno. Un tema analogo è analizzato anche da Giovanni Longo (Italia), che attraverso fragili scheletri di piccoli animali, indeboliti dallo scorrere del tempo, rappresenta la debolezza umana. Singolare nel suo accostamento, il giradischi sormontato da krapfen proposto da Margrieta Dreiblate (Lettonia), dedicato a “chi crede ancora che l’arte sia un affare serio”. Nanna Riis Andersen (Danimarca) espone un’installazione composta da elementi che esplorano i limiti e le possibilità del corpo umano domandandosi fino a che punto la natura possa essere alterata; profonda e raffinata è quella di Anna Ill Albà (Spagna), una decostruzione di un ambiente intimo e privato come la camera da letto.
La danese Christine Overvad Hansen e il lettone Lauris Vitolins costruiscono sculture cinetiche, la prima con lo scopo di tradurre in scultura un atto performativo e il secondo creando una fontana moderna dalla quale sgorga, a ciclo continuo, un liquido nero. Willem Boel (Francia) crea, con materiali di recupero, marchingegni sorprendenti intitolati Nuovi Mulini, un lavoro perpetuo basato sulla casualità e la ripetizione. La spagnola Mònica Planes Castan, compie un processo di fusione di spazi pubblici e privati con l’opera Poltrona. Spazio Interno (Non) Condiviso, composta da steccati e corda, sulla quale è impossibile sedersi. L’italiano Matteo Galvano fonde invece, in un’opera dal gusto postmoderno, strutture architettoniche emblematiche di due città molto distanti Malmö e Pisa, rispettivamente il Turning Torso e la Torre Pendente a simboleggiare la possibilità di riappropriarsi della città ideale.
Iconico e ironico il quadro di Tomasz Poznysz (Polonia), un riferimento arguto e divertente alla famosa "Ragazza con l’orecchino di perla" di Johannes Vermeer, qui tramutata in cane.
Lavori basati sulla ricerca cromatica sono quelli di Aïda Andrés Rodrigálvarez (Spagna) e Giulia Fumagalli (Italia): la prima induce a guardare oltre l’opera d’arte affinché ci si renda conto che la nostra percezione non è né razionale né oggettiva, la seconda nasce dall’osservazione e dallo studio di fenomeni ottici quali l’aura, che sostituisce il campo visivo con fasci di colore.
Non mancano lavori introspettivi come i minuziosi disegni realizzati con i capelli dalla spagnola Jennifer Owens , che assumono un valore simbolico di forza e libertà perché rimangono dopo la morte o le Flotte di sogni dell’italiana Giulia Berra, piccole fragili imbarcazioni realizzate con filo e piume, memoria delle migrazioni nel Mediterraneo.
In mostra anche numerosi artisti che lavorano con la fotografia come Marlene Teixeira (Portogallo) dall’approccio psicologico, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto (Italia), legati all’universo della psiche, del sogno e dell’inconscio, Federico Scarchilli (Italia) che indaga l’essere umano nella società soffermandosi su silenzio e immobilità in contrapposizione alla frenesia del vivere contemporaneo, o di Lauris Aizupietis (Lettonia) dall’orientamento documentale e fotogiornalistico, con scene di vita quotidiana.
Tra le differenti espressioni artistiche è presente inoltre la video art, come l’opera di Qingmei Yao (Francia) che interpreta alla lettera il gesto di sfregare due dita per indicare il denaro.

La mostra allo Spazio Ratti è accompagnata dal catalogo della biennale, edito dalla città di Montrouge, capofila del progetto, con le opere di tutti gli artisti in mostra e i testi curatoriali in inglese e nelle rispettive lingue dei paesi partner.

L’esposizione è corredata da una sezione didattica dal titolo “L’arte viene…da te” che con una ricca programmazione di workshop e incontri, tenuti dagli artisti stessi, coinvolge studenti di ogni età tra cui quelli delle scuole primarie di Rebbio e di Civiglio, dell’ I.S.I.S. Paolo Carcano Setificio, dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli - IED Como e dell’Università della Terza Età Alessandro Volta.


All’inaugurazione, sabato 11 marzo alle 17, saranno presenti Etienne Lengereau e Gabrielle Fleury rispettivamente Sindaco e Assessore alla Cultura di Montrouge, Andrea Ponsini curatore e coordinatore generale della Biennale e numerosi artisti coinvolti nell’esposizione. 

Coordinate mostra
Titolo Biennale d’arte contemporanea. Giovane Creazione Europea
A cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni
Sede Spazio Ratti, viale Lorenzo Spallino 1 - Como
Date 12 marzo - 2 aprile 2017
Inaugurazione sabato 11 marzo, ore 17
Orari martedì - domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18
Catalogo edito dalla città di Montrouge con testi in inglese e nelle lingue dei Paesi coinvolti
Ingresso libero

Info pubblico
Tel. +39 031 252352 / 472 - www.visitcomo.eu - www.jceforum.eu

Ufficio Stampa mostra
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it


lunedì 27 febbraio 2017

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena o spettacolo "LA MOGLIE. Viaggio alla scoperta di un segreto", scritto e interpretato da Cinzia Spanò.


2/12 marzo | sala Bausch

La moglie Viaggio alla scoperta di un segreto
di e con Cinzia Spanò
regia di Rosario Tedesco
luci Giuliano Almerighi
produzione TEATRO DELL’ELFO


Dal 2 al 12 marzo è in scena presso il Teatro Elfo Puccini di Milano lo spettacolo LA MOGLIE, scritto e interpretato da Cinzia Spanò, una delle attrici più intelligenti e attive del panorama milanese, diretto da Rosario Tedesco e prodotto dal Teatro dell’Elfo.

Al centro dello spettacolo Laura, personaggio liberamente ispirato alla moglie del fisico Enrico Fermi. A Los Alamos, nel deserto, mentre il premio Nobel lavora al “Progetto Manhattan”, la moglie, lontana da casa e dagli affetti, non può che interrogarsi sul mistero che avvolge le ricerche del marito.

Il testo intreccia sapientemente tre piani. La vicenda personale di Laura Fermi, costretta a scappare dall’Italia in seguito alle leggi razziali, relegata a Los Alamos, al ruolo di “moglie di”, nella posizione subalterna di chi non può sapere. La storia del mondo che rotola inesorabilmente verso la tragedia della bomba atomica. Il mito di Amore e Psiche, che ci ricorda come è difficile e pericoloso guardare nelle profondità dell’essere amato.

Un soffio di vento rapisce un giorno Psiche, la bella figlia del re, per portarla in un luogo lontano e solitario. Nella dimora dove il vento l’ha portata le fa visita al calar delle tenebre il suo sposo e con lui trascorre nel piacere le ore che la separano all’alba. Nella notte Psiche non vede il volto del suo amante e questa è l’unica condizione che le viene data per poter continuare a vivere in quel luogo incantato assieme all’uomo che ama… 


Anno 1942. Stati Uniti, New Mexico. In pochissimi mesi viene costruito in mezzo al deserto un laboratorio scientifico, e attorno a questo laboratorio abitazioni per ospitare le famiglie degli scienziati che vi lavorano. Nasce così una cittadina senza nome, senza indirizzo, non segnata sulle mappe, alla quale non è possibile accedere senza speciali permessi e dalla quale non è possibile uscire. Non ci sono telefoni e tutto è presidiato e strettamente controllato dai militari americani. È quello a cui gli scienziati stanno lavorando nel laboratorio ad essere oggetto di tanta segretezza. Nessuno sa di che cosa si tratti. Il mondo è in guerra. E in guerra il livello di massima segretezza prevede il divieto di parlare del lavoro persino alle proprie mogli. Esse, come Psiche, in quella cittadina lontana e senza nome attendono che arrivi la sera per incontrare i loro mariti di ritorno dal laboratorio. E, come Psiche, anche a loro viene chiesto di non conoscere fino in fondo il vero volto dell’uomo che hanno sposato.
Il mito racconta che la fanciulla una notte prende un piccolo lume e si prepara a far luce sul volto del suo sposo, sceglie di disobbedire, sceglie di conoscere. E così anche La Moglie vuole scoprire cosa si nasconde dietro al segreto di suo marito. Un segreto che ha cambiato per sempre la storia degli uomini e sui cui moventi e conseguenze non smettiamo ancora oggi di interrogarci.  


Il testo teatrale è liberamente ispirato alla vita di Laura, moglie del fisico Enrico Fermi. Prende in esame la sua vita con particolare attenzione al periodo passato a Los Alamos durante la Seconda Guerra Mondiale per l’attuazione del cosiddetto “Progetto Manhattan”. Numerosi testi teatrali si sono proposti di affrontare la lacerazione che vive l'uomo di Scienza diviso tra il proprio amore per la conoscenza e i meccanismi di potere. Questa lacerazione raggiunge uno dei suoi culmini a proposito delle ricerche che portarono alla costruzione della bomba atomica nel deserto del New Mexico. Il testo si propone di offrire un punto di vista inedito. Quello della moglie dello scienziato che, come realmente avvenne per tutte coloro che si trovarono al fianco degli scienziati riuniti a Los Alamos, non seppe nulla di quello a cui stava lavorando il proprio marito fino al giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti Truman diede alla radio la notizia che la bomba atomica era stata sganciata su Hiroshima.


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Elfo Puccini, sala Bausch - Orari: mar-sab 19:30 / dom 15:30 - Durata: 90’ senza intervallo - Prezzi: intero € 32.50 / martedì posto unico € 21.50 / rid. <25 anni - >65 anni € 17


Date tournée
17 marzo – Muggia (TS) – Teatro Comunale Giuseppe Verdi
dal 30 marzo al 2 aprile – ROMA - Teatro Brancaccino

Allo Spazio Raw di Milano, la mostra personale "Forma Mentis" di Aldo Righetti, a cura di Anna Mola.


Aldo Righetti 
The Big Bubble 60x43,5x3,5 2016
 
“Forma Mentis” è la prima esposizione personale dell’artista ligure Aldo Righetti. In questa mostra l’autore presenta 10 opere che descrivono il suo percorso di ricerca, fino alle sue ultime creazioni. Concettuali, minimaliste e dai tratti essenziali, i quadri-sculture di Righetti, si ispirano all’estetica industriale, per veicolare concetti su temi di grande attualità quali la società, le disuguaglianze, l’immigrazione.
I moduli che costituiscono queste “sculture da appendere” sono caratterizzati da forme geometriche come cerchi, quadrati, cubi, sfere e linee che si ripetono, andando a formare composizioni e scomposizioni armoniche, mai banali o disequilibrate.
Esse attraversano il mondo del design, dell’archiettetura e dell’arte e ognuna di loro si pone come riflessione su grandi temi dell’epoca contemporanea. La semplicità di uno stile che si potrebbe definire “silenzioso” è così completata attraverso messaggi umanitari e antropologici e l’invito a riflettere su questi ultimi.
La crisi economica e la conseguente disparità, sempre più evidente, sugli strati della popolazione; il nuovo significato da attribuire a termini come “verità”, “valore”, “lavoro” sono alcuni dei pensieri che hanno ispirato Righetti e la sua arte. Fino ad arrivare alla serie di opere più recenti che si focalizzano sul delicato tema dell’immigrazione e – più in generale – sulle difficoltà nell’incontro del diverso: difficoltà che purtroppo a volte si trasformano in paura, violenza e rifiuto.
Questa esposizione si pone quindi l’obiettivo, attraverso le opere e i testi dell’autore stesso, di condividere portare alla conoscenza del pubblico un’estetica sobria e minimale che reca in sé una pluralità di contenuti etici e sociologici.

Breve biografia: Aldo Righetti, è nato a La Spezia nel 1964, città dove vive e opera. Ha esposto in diverse mostre collettive. Dal 2008 ha eseguito dei murals e realizzato orologi solari (meridiane) nel paese nativo: Bracelli. Dal 2015 è artista permanente presso la Galleria Wikiarte di Bologna. Ha partecipato alla Fiera Art-Expò di New York e alla Fiera Art Parma Fair. Nello stesso anno è stato premiato nel 20° Concorso Nazionale d’Arte Contemporanea indetto dalla Galleria Satura Genova. A marzo 2016 è stato insignito del   Premio istituzionale “Trofeo Regione Liguria” al Premio Ligures Sarzana (SP). www.aldorighetti.com

Curatrice: Anna Mola è critica e curatrice indipendente, insegnante di storia della fotografia. Realizza e collabora a progetti dedicati all'arte contemporanea e alla fotografia. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Milano e organizzato e curato in Italia, oltre venticinque esposizioni personali e collettive di fotografia, pittura e scultura. annamola.wordpress.com

Mostra: Forma Mentis
Autore: Aldo Righetti
Curatela: Anna Mola
Luogo: Spazio Raw
Indirizzo: Corso di Porta Ticinese 69 – Milano
Inaugurazione: Giovedì 9 marzo ore 18:30
Periodo: dal 9 al 22 marzo 2017
Orario: 15:00-19:30
Da lunedì a venerdì. Sabato e domenica su appuntamento. Ingresso libero.
Informazioni: tel. 02.49436719 – info@spazioraw.it, www.spazioraw.it