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venerdì 3 marzo 2017

GIOVANE CREAZIONE EUROPEA. Allo Spazio Ratti di Como, la Biennale D'arte Contemporanea, a cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni.


 
Frank Blommestijn & Michiel van der Werf, Opportunity knocks only once, 2015


SPAZIO RATTI
 ex Chiesa di San Francesco
v.le L. Spallino, 1 - COMO


BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA

GIOVANE CREAZIONE EUROPEA
a cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni


12 marzo – 2 aprile 2017
inaugurazione sabato 11 marzo, ore 17




Giunge in Italia a Como la Biennale d’Arte Contemporanea Giovane Creazione Europea - JCE Jeune Création Européenne, dopo l’esposizione in Francia, Danimarca, Lettonia e Polonia, per proseguire in Spagna e Portogallo.
Ospitata dal 12 marzo al 2 aprile, presso lo Spazio Ratti, suggestiva chiesa sconsacrata di San Francesco, la rassegna vede la partecipazione di 56 artisti, provenienti da 7 Paesi europei, che si esprimono con differenti linguaggi: pittura, scultura, installazione, fotografia e video art.

L’evento nella sua tappa italiana è curato da Veronica Vittani e Francesca Testoni e gode del patrocinio della Regione Lombardia, del GAI Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani e del contributo tecnico dell’azienda Menphis spa.

Gli 8 artisti italiani under 35, che partecipano alla manifestazione sono: Giulia Berra, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto, Juri Ceccotti, Giulia Fumagalli, Matteo Galvano, Giovanni Longo, Federico Scarchilli. La loro selezione è stata realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como attraverso il concorso “Co.Co.Co.Como Contemporary Contest 2015”, con il contributo di una giuria composta da Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e curatore; Elena Isella, storica dell'arte e curatrice; Claudio Grillone, Responsabile Ufficio Creatività del Comune di Milano e Fabbrica del Vapore; Salvatore Marsiglione, gallerista; Veronica Vittani, Responsabile settore Cultura, Comune di Como.

Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto - Under the surface, 2014



Giulia Fumagalli - Cromatismo visivo, 2014




I 48 artisti provenienti dagli altri sei Paesi partecipanti sono: Valérie Collart, Ditte Knus Tønnesen, Amalie Jakobsen, Astrid Myntekær, Christine Overvad Hansen, Nanna Riis Andersen, Johanne Skovbo Lasgaard, Dan Stockholm (Danimarca); Marion Bataillard, Willem Boel, Virginie Gouband, Arthur Lambert, François Malingrey, Louise Pressager, Tatiana Wolska, Qingmei Yao (Francia); Lauris Aizupietis, Margrieta Dreiblate, Atis Izands, Klavs Loris, Oskars Pavlovskis, Paula Pelše, Linda Vigdorcika, Lauris Vitolinš (Lettonia), Miłosz Flis, Michał Frydrych, Marcelina Gron, Kornel Janczy, Berenika Kowalska, Izabela Łeska, Tomasz Poznysz, Magdalena Sawicka (Polonia), Basttuz, Inês Henriques, Mariana Mendes Delgado, Pedro Mesquita, Mónica Nogueira, Filipa Silveira, Marlene Teixeira, Fátima Teles (Portogallo); Aïda Andrés Rodrigálvarez, Adrian Espinós Ferrero, Anna Ill Albà, Jennifer Owens, Esther Pí Gómez, Mònica Planes Castan, Ignasi Prat Altimira, Ines Schaikowski (Spagna).

La mostra Giovane Creazione Europea presenta opere di grande valore artistico e di forte impatto visivo, ne sono esempio la scultura della francese Tatiana Wolska, realizzata con plastica termosaldata leggera e fluttuante come una nuvola o il grande dipinto del lettone Klāvs Loris, un’immersione nella pittura profonda dell’artista, dove sentimenti e stati d’animo vengono intrappolati tra uno strato e l’altro di colore.
Spiccano originali installazioni come le capsule di Miłosz Flis (Polonia) all’interno delle quali sono ricreati, con oggetti appartenuti all’artista, mondi fantastici, mentre molto legata al mondo reale ed in particolare alla precarietà del lavoro è invece CV di Juri Ceccotti (Italia), un’opera apparentemente ironica che riflette sull’attuale condizione dell’uomo moderno. Un tema analogo è analizzato anche da Giovanni Longo (Italia), che attraverso fragili scheletri di piccoli animali, indeboliti dallo scorrere del tempo, rappresenta la debolezza umana. Singolare nel suo accostamento, il giradischi sormontato da krapfen proposto da Margrieta Dreiblate (Lettonia), dedicato a “chi crede ancora che l’arte sia un affare serio”. Nanna Riis Andersen (Danimarca) espone un’installazione composta da elementi che esplorano i limiti e le possibilità del corpo umano domandandosi fino a che punto la natura possa essere alterata; profonda e raffinata è quella di Anna Ill Albà (Spagna), una decostruzione di un ambiente intimo e privato come la camera da letto.
La danese Christine Overvad Hansen e il lettone Lauris Vitolins costruiscono sculture cinetiche, la prima con lo scopo di tradurre in scultura un atto performativo e il secondo creando una fontana moderna dalla quale sgorga, a ciclo continuo, un liquido nero. Willem Boel (Francia) crea, con materiali di recupero, marchingegni sorprendenti intitolati Nuovi Mulini, un lavoro perpetuo basato sulla casualità e la ripetizione. La spagnola Mònica Planes Castan, compie un processo di fusione di spazi pubblici e privati con l’opera Poltrona. Spazio Interno (Non) Condiviso, composta da steccati e corda, sulla quale è impossibile sedersi. L’italiano Matteo Galvano fonde invece, in un’opera dal gusto postmoderno, strutture architettoniche emblematiche di due città molto distanti Malmö e Pisa, rispettivamente il Turning Torso e la Torre Pendente a simboleggiare la possibilità di riappropriarsi della città ideale.
Iconico e ironico il quadro di Tomasz Poznysz (Polonia), un riferimento arguto e divertente alla famosa "Ragazza con l’orecchino di perla" di Johannes Vermeer, qui tramutata in cane.
Lavori basati sulla ricerca cromatica sono quelli di Aïda Andrés Rodrigálvarez (Spagna) e Giulia Fumagalli (Italia): la prima induce a guardare oltre l’opera d’arte affinché ci si renda conto che la nostra percezione non è né razionale né oggettiva, la seconda nasce dall’osservazione e dallo studio di fenomeni ottici quali l’aura, che sostituisce il campo visivo con fasci di colore.
Non mancano lavori introspettivi come i minuziosi disegni realizzati con i capelli dalla spagnola Jennifer Owens , che assumono un valore simbolico di forza e libertà perché rimangono dopo la morte o le Flotte di sogni dell’italiana Giulia Berra, piccole fragili imbarcazioni realizzate con filo e piume, memoria delle migrazioni nel Mediterraneo.
In mostra anche numerosi artisti che lavorano con la fotografia come Marlene Teixeira (Portogallo) dall’approccio psicologico, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto (Italia), legati all’universo della psiche, del sogno e dell’inconscio, Federico Scarchilli (Italia) che indaga l’essere umano nella società soffermandosi su silenzio e immobilità in contrapposizione alla frenesia del vivere contemporaneo, o di Lauris Aizupietis (Lettonia) dall’orientamento documentale e fotogiornalistico, con scene di vita quotidiana.
Tra le differenti espressioni artistiche è presente inoltre la video art, come l’opera di Qingmei Yao (Francia) che interpreta alla lettera il gesto di sfregare due dita per indicare il denaro.

La mostra allo Spazio Ratti è accompagnata dal catalogo della biennale, edito dalla città di Montrouge, capofila del progetto, con le opere di tutti gli artisti in mostra e i testi curatoriali in inglese e nelle rispettive lingue dei paesi partner.

L’esposizione è corredata da una sezione didattica dal titolo “L’arte viene…da te” che con una ricca programmazione di workshop e incontri, tenuti dagli artisti stessi, coinvolge studenti di ogni età tra cui quelli delle scuole primarie di Rebbio e di Civiglio, dell’ I.S.I.S. Paolo Carcano Setificio, dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli - IED Como e dell’Università della Terza Età Alessandro Volta.


All’inaugurazione, sabato 11 marzo alle 17, saranno presenti Etienne Lengereau e Gabrielle Fleury rispettivamente Sindaco e Assessore alla Cultura di Montrouge, Andrea Ponsini curatore e coordinatore generale della Biennale e numerosi artisti coinvolti nell’esposizione. 

Coordinate mostra
Titolo Biennale d’arte contemporanea. Giovane Creazione Europea
A cura di Andrea Ponsini, Veronica Vittani, Francesca Testoni
Sede Spazio Ratti, viale Lorenzo Spallino 1 - Como
Date 12 marzo - 2 aprile 2017
Inaugurazione sabato 11 marzo, ore 17
Orari martedì - domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18
Catalogo edito dalla città di Montrouge con testi in inglese e nelle lingue dei Paesi coinvolti
Ingresso libero

Info pubblico
Tel. +39 031 252352 / 472 - www.visitcomo.eu - www.jceforum.eu

Ufficio Stampa mostra
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it


martedì 21 febbraio 2017

COMIN' JAZZ 2017. Dal 9 al 15 marzo, Festival di musica jazz della città di COMO.


Un’eccezionale settimana di musica travolge Como con il Comin’ Jazz, festival della musica jazz. La manifestazione alla sua prima edizione coinvolge l’intera città da giovedì 9 a mercoledì 15 marzo con un ricco programma di eventi, concerti, marching band, rivolto ad appassionati del genere e a neofiti, oltre a iniziative dedicate alle scuole.



L’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, in collaborazione con Teatro Sociale, Nerolidio Music Factory, Nota su Nota, Music For Green e Jazz Club di Como, ha ideato Comin’ Jazz con lo scopo di rilanciare la vocazione musicale della città, valorizzare i talenti locali e portare a Como musicisti di fama internazionale, all’interno di un contesto dinamico e creativo come quello di un Festival” dichiara l’Assessore Luigi Cavadini.



Como vanta inoltre una consolidata tradizione jazz, infatti già negli anni Ottanta e Novanta grandi artisti di fama internazionale si sono esibiti nelle piazze e nei teatri della città. Negli anni successivi molti musicisti del territorio si sono formati e specializzati nel genere, anche grazie alla professionalità del Conservatorio di Como e delle scuole di musica.



Gli eventi in calendario offrono un’entusiasmante varietà di approcci e di interpretazioni di questa forma musicale. 

Enzo Zirilli Il Canto del Ritmo © Roberto Cifarelli

La rassegna apre giovedì 9 marzo al Teatro Sociale con i Gavino Murgia Megalitico Quartet in un concerto che mescola e sintetizza con originalità il jazz di tradizione, la musica etnica e i ritmi del Mediterraneo. Nei giorni seguenti animano il festival numerosi eventi: i ritmi coinvolgenti e dinamici dello Tsunami Trio travolgono con uno swing d’eccezione; la All Stars Dixieland Marching Band composta in gran parte dai musicisti del festival attraversa le vie della città con sonorità vivaci; l’originale progetto  Disney Jazz song con i Blue Vibe presentato da Alceste Ayroldi offre un repertorio personalizzato delle colonne sonore dei cartoni animati di Walt Disney con rimandi ai capolavori della musica afroamericana. L’evento Il Canto del Ritmo affascina per la versatilità e creatività dei musicisti coinvolti, mentre La rivoluzione di un incontro propone una reinterpretazione improvvisata e libera di pezzi del trombettista Miles Davis e del pianista Bill Evans il cui incontro storico risale agli anni ‘50/’60.   

"Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta

Incluso nella rassegna I lunedì del cinema viene proiettato il filmYo-Yo Ma e i musicisti della via della seta” che mostra attraverso le vicende vissute dai 50 componenti del gruppo internazionale Silk Road Ensemble - strumentisti e cantanti, compositori e arrangiatori - come la musica abbia la capacità di oltrepassare i confini geografici e di unire diversi continenti e culture. Sono presenti inoltre esibizioni di percussionisti d’eccezione, come quella dei Percussion Staff che con i suoni di pelli, legni, metalli e strumenti consueti e inconsueti crea uno spettacolo che si avvicina all’happening in cui anche i corpi in movimento diventano un elemento imprescindibile. Di particolare interesse è la presentazione del nuovo album “Pixel”, caratterizzato da influenze rock, jazz e fusion, dei Marco Bianchi Lemon Quartett in cui il vibrafonista Marco Bianchi per la prima volta si presenta come compositore, arrangiatore e produttore.

Importante è la proposta didattica dal titolo “La storia del jazz” che ripercorre le tappe salienti del jazz, dalle lotte dei neri d’America per l’emancipazione agli anni indimenticabili  legati alle città di New Orleans, Chicago, New York, fino al free jazz, al jazz rock e alla fusion. 
 


L’odierna prima edizione del Festival, coincide con il centenario della pubblicazione del primo disco jazz, Livery Stable Blues dell'Original Dixieland Jass Band, di Nick La Rocca, figlio di un immigrato italiano in Louisiana. Questa data simboleggia la nascita del jazz, genere musicale che già si poteva sentire qualche anno prima nei quartieri neri di New Orleans.



Comin’ Jazz nasce con la partnership del Festival di Cultura e Musica Jazz di Chiasso che si svolgerà dal 16 al 18 marzo 2017 e che quest’anno festeggia i suoi vent’anni.



In occasione del Festival il Comune di Como ha organizzato e promosso Aperitivi in Jazz, eventi collaterali nei locali della città.

Programma completo su www.visitcomo.eu
 

Info pubblico Ufficio Cultura Comune di Como
Tel. +39 031 252451/472 - cultura@comune.como.it
programma completo su www.visitcomo.eu
Ufficio Stampa
IBC Irma Bianchi Communication

Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

martedì 21 giugno 2016

Allo spazio The Art Company Como, la mostra personale "HOMO LUDENS" dell'artista cileno Jaime Poblete.



Homo ludens
mostra personale di Jaime Poblete
The Art Company Como
opening 23 giugno ore 18.30


Lo spazio The Art Company Como presenta HOMO LUDENS, personale dell'artista cileno Jaime Poblete.

Un percorso che si snoda  tra la grafica e le tele di grande formato. L'opera viene presentata come effetto di una lotta del segno, del gesto che supera la figurazione, un gioco di grigi che sfocia nel piano del colore puro. I sedimenti pittorici diventano traccia del movimento a tutto campo: pennellate dense che lasciano intravedere i molteplici strati sottostanti, come una pelle trasformata in diario.

In mostra fino il 29 luglio presso THE ART COMPANY COMO.
presentazione della mostra a cura di Johnny dell'Orto
Via Borgovico 163 interno, Como.
info@theartcompany.com
www.jaime-poblete.com



JAIME POBLETE è nato a Santiago del Cile nel 1981. Vive e lavora a Erba (CO).
Studia presso l’Universidad de Chile, Scenografia e Storia dell’ Arte. Dal 2000 lavora come scenografo per diverse compagnie teatrali a Santiago del Cile. Inizia il suo lavoro pittorico nell’ atelier Artefacto dell'artista  cileno Francisco Gonzalez, dove posteriormente lavora come professore di pittura.
Dal 2002 al 2007 collabora come restauratore al Museo d’Arte Contemporanea MAC di Santiago del Cile.
Dal 2008 al 2010 vive e lavora a Valencia, Spagna, dove frequenta l’ Accademia di Belli Arti della Universidad Politecnica di Valencia.
La sua poetica pittorica è principalmente gestuale; le tematiche affrontate parlano d’identità, vincolando lo spazio individuale con quello territoriale. In parallelo alla pittura, ha sperimentato tecniche grafiche tra le quali la litografia e l’incisione, performance e teatro come linguaggio corporale.
Ha partecipato in mostre collettive in Cile, Spagna e Italia. Le sue opere si trovano in diverse collezioni private in Cile, Spagna, Stati Uniti e Italia .

venerdì 8 maggio 2015

OPEN ARTELIER | A Como gli artisti aprono al pubblico i loro ateliers durante EXPO.

Durante il periodo di Expo, gli artisti di Como aprono il loro atelier ai turisti e ai cittadini interessati. Open artelier è un progetto ideato dall’artista e grafico Fabrizio Bellanca che, unendo le sue professionalità, ha messo in rete molti artisti attivi a Como e territorio con uno scopo comune: aprire i propri luoghi di lavoro al pubblico. 
Una mappa della città è stata creata per segnalare gli atelier degli artisti e le informazioni utili ai visitatori: mezzi pubblici a disposizione, luoghi di attrazione culturale (teatro, cinema, musei), uffici turistici. Sono inoltre riportate le informazioni necessarie per contattare gli artisti (indirizzo, modalità di visita, sito internet) così da garantire un’ampia visibilità e una riuscita gestione del progetto. Le informazioni principali sono state tradotte in inglese, francese, tedesco.
La cartina, stampata in ben 40.000 copie, verrà distribuita gratuitamente presso i principali infopoint turistici di Como e provincia; è inoltre stata offerta agli alberghi per un’ampia diffusione durante il periodo di Expo. Una seconda tiratura di altre 20.000 copie della mappa è stata completamente sostenuta dagli albergatori del Lungolago che hanno così voluto - in prima persona - aderire a Open artelier e offrire ai loro clienti un percorso artistico e culturale originale. È stata realizzata anche una versione digitale e interattiva della mappa di Open artelier, consentendone così la visualizzazione su computer, tablet e smartphone: in questo modo dalla mappa è possibile accedere con un click al sito personale degli artisti.  
L’intero progetto è stato sostenuto e autofinanziato dagli artisti stessi. La sua valenza culturale è testimoniata dai patrocini raccolti: Comune di Como e Sistema Como - Canto della Terra, che porterà il progetto in Padiglione Italia a Expo.
Per tutta la durata di Open artelier sono previsti eventi, quali inaugurazioni singole degli studi, mostre, aperture serali, concerti, letture. Tutti gli eventi saranno comunicati sul gruppo Facebook che fa riferimento al progetto (arteliercomo).

Gli artisti che aderiscono a Open artelier sono: Ugo Ambroggio, Laura Armato, Doriam Battaglia, Alice Battaglia, Fabrizio Bellanca, Filippo Borella, Marco Brenna, Nicoletta Brenna, Marta Brunelli, Adriano Caverzasio, Enrico Cazzaniga, Marcella Chirico, Francesco Corbetta, Pantaleo Cretì, Alessandro Filardo, Matteo Galvano, Giulio Mantovani, Daniela Montanari, Bettina Musatti, Jeannette Müller, Elisabetta Necchio, Draga Obradovic, Pierpaolo Perretta/Mr Savethewall, Benny Posca, Carlo Pozzoni, Pierluigi Ratti & Angelo Tagliabue, Bruno Saba, Emanuele Scilleri, Segno Visivo, Donatella Simonetti, Giuseppe Tattarletti, Mimmo Totaro, Marco Vido.

Map to visit the ateliers in COMO



Ideazione: Fabrizio Bellanca

con il patrocinio di: Expo Milano 2015, Comune di Como; Sistema Como 2015, 

in collaborazione con: Grafici Senza Frontiere e Tecnografica, Lomazzo; 

luogo: Como

durata: 1° maggio - 31 ottobre 2015, in concomitanza con Expo

orario: aperture in orari diversi specificati sulla mappa cartacea e in formato elettronico, ingresso libero

per seguire gli aggiornamenti: pagina Facebook  OPEN ARTELIER EVENT


venerdì 7 giugno 2013

SFIGGY WHAT ELSE! | A Como la mostra dell'artista Alessio Bolognesi a cura di Salvatore Marsiglione


Dal 13 giugno al 13 luglio 2013, presso la Marsiglione Arts Gallery di Como, si terrà SFIGGY, WHAT ELSE!, la prima personale comasca del giovane artista ferrarese Alessio Bolognesi e della sua icona SFIGGY.

Alessio Bolognesi, ingegnere elettronico per professione e artista per vocazione, è tra i vincitori del premio ORA 2012, ma già nel 2009 si fece notare nel parterre artistico per aver vinto il premio Arte in Opera. Anche se questa è la prima mostra personale nella città lariana, Alessio è inserito nella scuderia della MAG già dal 2009, quando infatti viene in contatto con il direttore della galleria e con lui nasce un intesa rara quanto significativa.
Bolognesi è il primo degli artisti emergenti proposti dalla MAG e si può anche affermare che ormai oltre che essere emerso prepotentemente tra gli addetti ai lavori, si sta affermando anche tra il pubblico ed i collezionisti, grazie a varie mostre personali nelle gallerie più attente alla ricerca e tra le più frizzanti del palcoscenico nazionale, invadendo alcune città del centro e del nord Italia.
Non le invade personalmente con le sue capacità e il suo carattere gentile ed estroso, ma con SFIGGY!
Chi è SFIGGY? 
Sfiggy è venuto al mondo dalla penna di Bolognesi in una mattina di marzo del 2009 durante una riunione di lavoro; tutto bianco, con occhi pungenti, neri ed un sorriso sadico e furbetto, dopo le prime amputazioni e cicatrici, si conferma come un immagine POP che potrebbe diventare icona. 



Un icona tanto miscredente, quanto agganciato alla tradizione, o meglio agganciato alle personalità recondite e nascoste che ognuno di noi ha.
Piace a tutti, lo troviamo simpatico, divertente e bello con quel suo sorriso sadico di quello che l’ha fatta grossa, ma se ne vanta.
Agli esordi, Sfiggy, si scatena emulando grottescamente le vere icone POP della storia recente e della cultura occidentale dello scorso secolo. Entra, scombinandole, nelle opere di questi grandi artisti; fa i suoi bisogni nella zuppa Campbell’s Warholiana, s’inserisce nelle opere di Lichtenstein, spaventa a morte le figure di Haring fino a farle evacuare, urla nei cieli Munchiani e fa impazzire Basquiat incoronandosi.
La sua fame di essere presente nell’immaginario comune e nei ricordi delle ultime generazioni di adulti, lo porta ad inserirsi nei cartoon più conosciuti, come Hello Kitty, la quale è succube delle sue azioni sadiche, la cuoce, la sgozza, la fa a pezzi, ma sempre con la massima ironia, quando appare, il sangue non è mai macabro, ma evoca quello che tanti se non tutti farebbero alla dolce gattina.


Sniffa cocaina con Pollon cantando e ballando la famosa canzoncina della sigla, sgozza soddisfatto la gattina Micia innamorata di Hello Spank, sfonda la testa di Chobin con una mazza ferrata, si fa immortalare come un novello San Sebastiano in versione Far West, se la prende con Pikachu, Pimpa e Bugs Bunny
Il mondo dei cartoons non gli basta, s’impadronisce del ruolo di Neo nella locandina di Matrix, ma soprattutto conquista le locandine dei film più famosi di Michelangelo Antonioni, allestendo una splendida mostra a Ferrara, per il centesimo anniversario dalla nascita del regista suo concittadino.


A Como Sfiggy é irriverente e polemico, ma sempre ironico, rincorrerà il lago che fugge dalle braccia del suo territorio, perché rinchiuso dalla famosa palizzata che ha reso ridicola la città agli occhi del mondo, cercherà di farlo rientrare offrendogli del denaro come un fantasy-turista. 
Sfiggy non resterà relegato alla MAG, non è nel suo carattere; per tutta l’estate infatti irromperà con le sue performance di live painting negli spazi dell’Hotel Metropole Suisse in piazza Cavour a Como e sul lago, a Griante al Grand Hotel Cadenabbia, passando da Laglio a bere un caffè ristretto dall’americano.
SFIGGY, WHAT ELSE!





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SFIGGY
WHAT ELSE!


Mostra personale di Alessio Bolognesi
A cura di Salvatore Marsiglione

Dal 13 giugno al 13 luglio 2013
Opening: Giovedì 13 giugno 2013 dalle 18.30
Orari : martedì - sabato 10:00 - 13:00 | 15:00 - 19:30

Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31
22100 Como
Tel:+39 328 7521463 | info@marsiglioneartsgallery.com

martedì 27 novembre 2012

DOPO MEZZANOTTE | Alla Galleria Artecò di Como la mostra personale di Alessandro Filardo


La Galleria Artecò di Como presenta la seconda personale di Alessandro Filardo, durante la quale verranno esposte tele di medie e grandi dimensioni realizzate dall’artista negli ultimi quattro anni. La mostra verrà inaugurata negli spazi di Viale Lecco 29 sabato 1 dicembre a mezzanotte e sarà visitabile fino al 12 gennaio 2013.
La produzione pittorica di Alessandro Filardo riproduce una realtà immaginifica popolata da ipotetici pensatori immortalati in momenti di pura introspezione. L'impiego esclusivo del colore blu, frutto di una brillante intuizione sintetica, esalta l'aura di intimità emanata dai protagonisti silenziosi dei dipinti dell’artista, assorti immobilmente nel proprio spleen. Proprio ai Fleurs du mal di Baudelaire sarà del resto dedicata una sezione dell' esposizione, all'interno della quale il pittore comasco recherà omaggio ad alcuni indimenticabili versi del poeta francese, in un vero e proprio tripudio di Correspondances.
La mostra aprirà i battenti, coerentemente con il lavoro proposto, con un’insolita inaugurazione a mezzanotte: quale momento migliore per l’uomo contemporaneo perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, per concedersi una pausa dallo stress e dalla routine lasciandosi morbidamente trasportare da un buon bicchiere di vino in un paradiso artificiale ormai dimenticato?


Testo critico a cura di Fiordalice Sette

Scocca la mezzanotte. L'oscurità abbraccia con il suo tocco vellutato le nostre vite, invitandoci ad accogliere una nuova Incognita giornata, scrollandoci di dosso la memoria delle ventiquattro ore appena trascorse. Avvolti da questa affascinante atmosfera, dominata dalle tinte del color blu notte, il nostro essere si sfalda assumendo impalpabili forme oniriche. Ecco allora che ci troviamo improvvisamente a meditare sulle nostre aspirazioni, sui nostri fallimenti, cercando a tentoni una linea guida, una luce, un'ancora di salvezza a cui aggrapparci, una speranza. 

Non a caso dunque i dipinti presentati in occasione della seconda mostra personale di Alessandro risultano familiari, intimi e particolarmente vicini alla nostra sensibilità. La componente onirica della ricerca del pittore comasco non costituisce un esplicito omaggio al surrealismo, in quanto l'analisi del nostro artista prende piuttosto le mosse dall'osservazione della realtà quotidiana e della psicologia dell'uomo contemporaneo, oggi più che mai mentalmente impegnato nell'estenuante ed estraniante ricerca di paradisi artificiali.

Alessandro cala infatti i protagonisti delle proprie opere all'interno di scenari non ignoti agli occhi dello spettatore occidentale. Osservando attentamente i suoi paesaggi, quasi spettrali e spesso inquietanti, i fruitori più attenti potranno agilmente scorgere alcuni frames di capolavori cinematografici liberamente reinterpretati dall'artista. Tali sfondi sono abitati da silenziosi eroi solitari, immersi in un blu dipinto di blu che appare al contempo sereno e inquietante, distensivo e opprimente. Volti e fattezze ben cari all'autore vengono eletti quali simboli dell'umanità contemporanea, ignari interpreti del teatro dell'assurdo scaraventati su di un palcoscenico calcato quotidianamente da tutti noi, un territorio assuefatto e saturo della nostra presenza.

L'inquietudine è palpabile nelle opere di Alessandro, quasi fosse una sottile e umida coltre di nebbia che si insinua nelle nostre articolazioni. Tale sensazione viene enfatizzata dall'acuta deformazione ottica e prospettica con cui l'artista imbastardisce l'oggettività della visione, da lui incanalata fluidamente entro marcate linee di forza di munchiana memoria. Tramite questa operazione di riduzione e astrazione il pittore comasco non intende tuttavia controllare o (peggio) dominare la realtà, che spesso anzi nelle sue opere si ribella fuggendo ogni tentativo di razionalizzazione umana, esplodendo in un rigoglioso crescendo vegetale e floreale in netto contrasto con il silenzio iperreale degli scenari dell'autore: luna park spenti, città deserte e angusti vagoni del treno all'interno dei quali assorti pendolari indugiano su paesaggi allucinati in repentino e continuo mutamento.

Le opere di Alessandro Filardo devono dunque indurci a cercare dentro noi stessi la medesima luce verso cui si rivolgono i suoi effigiati, sia essa quella crepuscolare che inaugura l'inizio di una nuova giornata e il risveglio delle nostre speranze, oppure chissà, quella morbida e lasciva che potrebbe accendere il prossimo tramonto.

Alessandro Filardo
Alessandro Filardo è nato a Como l’1 marzo 1980. Ottiene il Diploma di Maestro d’Arte nel 1999 e successivamente il Diploma di Maturità d’Arte Applicata in Decorazione Pittorica nel 2001 all’Istituto d’Arte di Cantù. Esercita la professione di decoratore d’interni dal 2001 al 2002, quando si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, conseguendo il Diploma di Laurea in Pittura nel 2007. La sua ricerca artistica esplora una visone distorta, alienata e decadente del mondo che ci circonda, elevando a protagonista il desiderio d’evasione espresso da sognatori disillusi che popolano stranianti atmosfere oniriche non troppo lontane dalla realtà.

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INFO

L’esposizione sarà visitabile dall'1 dicembre 2012 al 12 gennaio 2013

Orari: da martedì a sabato dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle 19.00
Inaugurazione: sabato 1 dicembre 2012 ore 24.00
Galleria Arteco', Viale Lecco 29, 22100 Como. Tel. +39 0313370349. Mail: info@cornicicomo.it
www.cornicicomo.it
Per info: fiordalice7@gmail.com