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venerdì 7 aprile 2017

A Corato la presentazione del catalogo della mostra collettiva DIALOGUE, una contaminazione di video, pittura e scultura.



Presentazione del catalogo della mostra DIALOGUE



Corato (Ba)

9 aprile 2017, ore 19:00



Il catalogo rende omaggio al successo della mostra al museo di Corato: le installazioni, pensate in stretta relazione con il contesto, sono entrate in dialogo con le opere del passato. Quasi 3000 i visitatori.



Domenica 9 aprile, alle ore 19, si terrà a Corato la presentazione del catalogo della mostra collettiva DIALOGUE, una contaminazione di video, pittura, scultura che ha coinvolto lo spettatore attraverso lo sguardo e le opere di Raffaele Fiorella, Leandro Summo e Alessandro Vangi.

Le installazioni, allestite nel Museo della Città e del Territorio e pensate in stretta relazione con il contesto, sono entrate in dialogo con le opere del passato sperimentando un dialogo tra la prima destinazione d’uso dello spazio, l’attuale collezione permanente del Museo e interventi site-specific.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Società Cooperativa Sistema Museo, CoArt Gallery e con il patrocinio del Comune di Corato, inaugurata il 16 dicembre scorso e prorogata fino al 12 febbraio, ha riscosso il favore di pubblico e critica. Quasi 3000, infatti, sono stati i visitatori venuti a vedere le installazioni, incuriositi anche dalle recensioni su quotidiani e periodici di settore.

La presentazione si terrà presso il Museo della Città e del Territorio.





Interverranno





Luigi Perrone

Senatore della Repubblica italiana e Assessore all’Urbanistica del Comune di Corato



Massimo Mazzilli

Sindaco di Corato e Assessore con delega alla Cultura



Giuseppe D’Introno

Presidente Commissione consiliare Cultura



Alexander Larrarte

Curatore della mostra Dialogue





Live performance per DIALOGUE



Aldo D’Introno

Guitar and Live Electronics



Lorenzo Zitoli

Double Bass and Live Electronics





Info:

Museo della Città e del Territorio

Via Trilussa n. 10 – 70033 Corato (BA)

Orari: martedì, giovedì, sabato ore 17.30-20.30

mercoledì e venerdì ore 9.30-12.30; domenica ore 10.00-12.00/17.30-20.30         

Tel./Fax 080.8720732

corato@sistemamuseo.it


giovedì 6 aprile 2017

INTERVYOU. Nel privè con Livio Moiana, intervistato da Marla Lombardo.

Photographer Credits Yuri Catania

 Amante delle sfide, trasversale ed eclettico, ha da sempre frequentato tanti ambienti.
Negli USA, a Miami, dopo aver lavorato per Mickey Rourke sceglie di allargare il suo lavoro anche al settore pubblicitario e dello spettacolo.

Lavora da venti anni come fotografo, prediligendo il ritratto d’autore. Negli ultimi dieci anni si è focalizzato sulle immagini in bianco e nero e sullo studio del corpo umano, in particolare del nudo artistico, visto come sinonimo di libertà e coniugato senza barriere e chiusure.
Al FIOF international photography awards 2017 si è classificato Vincitore assoluto, sbaragliando tutti e conquistando il primo, secondo e terzo posto nella categoria Nudo, con Menzione d’onore.

Mente erotica sopraffina, ama stupirsi e stupire e nel suo lavoro pignoleria, sentimento e bravura tecnica sono dosate magistralmente.
Per lui “fotografare” non è descrivere vari mondi ma cercare di conoscerli.

Livio Moiana è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine   




Livio fotografi si nasce o si diventa?


Forse si scopre di poterlo diventare.

C'è chi lo è ma non lo fa attraverso una macchina fotografica e chi ne usa una.
Fotografi si può diventare se si sa osservare, se si è curiosi.
Non è una questione di macchine e parametri tecnici, peraltro importanti, ma di pulsioni, di passione e di sensi.


Quando hai cominciato ad approcciarti all'Arte, qual è stata la spinta per cominciare?
La curiosità di conoscere, capire. Una caratteristica che ho da sempre. Sono onnivoro di conoscenza. La comunicazione è uno dei cibi che più mi affascina. Soprattutto quando non è immediata nella sua possibile interpretazione.


Come mai hai scelto come mezzo espressivo la fotografia? Perché ti sei avvicinato a questo linguaggio?
Un po' per caso. Non avevo la passione per la fotografia e non sapevo assolutamente nulla di macchine fotografiche. E' stata una scelta di vita. Volevo fare un lavoro che mi permettesse di viaggiare, conoscere altre culture, vestirmi come mi pare e parlare inglese. Un lavoro che mi desse la possibilità di sentirmi libero. Ho rischiato. E' andata bene e ora non cambierei questo lavoro con nessun altro. Nemmeno se mi permettesse di guadagnare di più. La libertà non ha un prezzo.


Se io dico “Corpo”, tu dici…
Meraviglia. Ammiro, adoro e sento un legame strettissimo col corpo umano. Le sue linee, il suo creare forme ad ogni movimento, l'armonia, i suoi contrasti tra rotondità e spigolosità. Il corpo è arte anche senza che nessun artista lo rappresenti. Lo è nella sua essenza.
Mi fa male quando vedo che alcune persone lo guardano considerandolo volgarità. Come può esserlo qualcosa così puro? La volgarità è un aspetto cerebrale non corporale.











Secondo te, cosa ci definisce? Ciò che siamo o ciò che facciamo?

Penso entrambi. Ciò che siamo emerge anche quando tentiamo di nasconderlo. In ogni nostra manifestazione, anche costruita, siamo noi stessi perché quello è il risultato di una nostra scelta.
Quello che facciamo è un sottotitolo scritto in grassetto.


Chi riconosci come tuoi simili?
Possono esserci varie similitudini. Potrei riconoscermi in più categorie non necessariamente complementari. Se devo sceglierne alcune direi le persone che amano la libertà e rispettano quella degli altri.


Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?
Quelle con persone che stimo e con cui è nata un'amicizia che dura da anni.

Portrait Regina e Beppe Baresi

Portrait M. Laudadio

Portrait L. Manera

Portrait F. Trentalance


Come giudichi il Paese ITALIA in genere?
Anni fa avremmo potuto descrivere il nostro paese in 50 parole. Oggi servirebbe un libro. L'Italia è cambiata molto e non mi sembra in meglio. Siamo una nazione con picchi di eccellenza a livello di umanità e opposti di un livello talmente basso da farmi esaltare e vergognare al tempo stesso del mio Paese.
Anni fa ne ero fiero. Ora spesso abbasso lo sguardo.


Tra le tue varie città, in cui hai vissuto, lavorato, amato, fotografato, ce n’è una cui sei più legato, diciamo per “affinità elettive”?
Più che di città preferirei parlare di nazioni, in particolare quelle scandinave. Lì spesso mi sono sentito a casa senza tutte quelle arrabbiature inutili che riempiono le nostre giornate in Italia.
Se una cosa può essere risolta o gestita in modo semplice, in pochi minuti lì avviene così. Da noi invece inciampiamo in mille ostacoli, passaggi inutili, vai e vieni come jo-jo, scortesie, arrabbiature e insensatezze che ci svuotano di energie che avremmo invece potuto usare per costruire qualcosa di positivo.



Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Livio?
Nella vita ho imparato che fare progetti e programmi a lungo termine è completamente inutile. E' importante avere sogni, obiettivi ma non programmi perché la loro riuscita non dipende mai totalmente da noi.
Nel mio caso cerco di fare sempre il meglio che posso per crescere come persona e nel lavoro. Soprattutto attraverso l'autocritica. Se dopo mesi mi guardo indietro e mi accorgo di essere allo stesso punto vuol dire che ho sbagliato qualcosa.



Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Non amando, in generale, il parlar bene di se stessi preferisco dire tre difetti: pignolo, rompiballe e a volte pigro.

Qual è il tuo motto?
Non mollare mai

Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
Ho tanti difetti. Un vizio sicuramente è il mangiare! Passerei la giornata a farlo (e a volte lo faccio) assaggiando cibi di ogni tipo. Per fortuna non ingrasso! Sia benedetto il mio metabolismo.

Che cosa ami di più?
La serenità. Stare con le persone che amo e conoscerne altre che mi arricchiscano. Una cosa che nella vita mi entusiasma sono le persone che sanno fare sacrifici ma ti regalano sempre sorrisi senza lamentarsi. Le persone semplici che poi magari raggiungono grandi risultati restando umili. E amo guardare chi fa con passione il proprio lavoro. Qualsiasi esso sia. Non esistono lavori umili. Tutti sono importanti.

Shooting campagna istituzionale AIRC a sostegno della ricerca sui tumori

Qual è la tua più grande paura?
La paura fa parte della vita. Quando arriva il fatto da affrontare non hai molto tempo per riflettere. Ti ci ritrovi faccia a faccia e non puoi nasconderti. In quel momento fai quel che puoi. L'importante è affrontarlo invece di scappare. Avere paura prima che qualcosa succeda è una cosa che la mia mente di solito respinge.
Non sono io a farlo razionalmente. Sono fortunato. Essere credente mi aiuta molto.

Qual è, a tuo avviso, il compito del fotografo? Tu perché fotografi? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed alle tue emozioni?
Dipende quale è il motivo per cui si fotografa. Lavoro, passione, ricerca personale o sfogo.
Penso che un fotografo debba saper ascoltare a fondo, un cliente o la propria passione, e poi cercare il modo migliore per raggiungere il risultato richiesto.
Fotografare è un mio modo di vivere la libertà. Anche se è un lavoro commissionato sono comunque libero di scegliere come scattare una foto perché mi si chiede di farla secondo il mio stile. E' una sensazione bellissima da vivere.



Cosa fa Livio quando non è un “Fotografo”?  Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Quando posso cerco un contatto con la natura. Ha un enorme potere rilassante su di me. Mi svuota delle arrabbiature dandomi in cambio sorrisi. Poi, sebbene il tempo libero sia poco, amo fare un po' di tutto, anche lavori manuali, oppure cercare nei mercatini non itineranti oggetti usati del passato, vecchie riviste, fumetti o complementi d'arredo. La sera invece, quando sono a casa e non ho impegni, amo godermi in relax qualche serie tv, della musica, leggere o a volte lavorare alle mie foto di Shapes (of freedom). Le notti sono bellissime. I ritmi della vita rallentano, molti rumori si acchetano e c'è la tranquillità per gustarsi la passione che si sceglie di vivere in quel momento.



Se volete sapere di più su Livio Moiana, seguitelo nei suoi canali social...




lunedì 3 aprile 2017

Ad Abano Terme, a giugno, la 16° edizione dell’“Historic nel Medioevo”, organizzato dall'Historic Club Schio.


HISTORIC nel Medioevo
Abano Terme – Riviera del Brenta
Sabato 10 e Domenica 11 Giugno 2017

                   
L’Historic Club Schio organizza per sabato 10 e domenica 11 Giugno la 16° edizione dell’“Historic nel Medioevo” evento iscritto a calendario ASI.



Il ritrovo è presso “Abano Ritz Hotel Terme” ad Abano Terme (PD). Dopo aver verificato le prenotazioni, inizierà da subito il nostro tour sui Colli Euganei, con passaggio di fronte al Castello del Catajo, roccaforte militare e villa principesca. Pranzeremo con prodotti e vini tipici dei Colli in una nota azienda vinicola, nonché una bianca Villa Veneta, “La Mincana”, utilizzata un tempo da una Nobile Famiglia Veneziana. Nel pomeriggio visiteremo il meraviglioso borgo medioevale di Arquà, nota cittadina abitata dal Petrarca e la sua casa. Con noi ci sarà una guida preparata a rispondere a tutte le nostre curiosità e a guidarci tra gli scorci del paesino. Rientreremo per un percorso collinare tra vigneti e ulivi verso Galzignano con passaggio per il Giardino Monumentale di Valsanzibio – Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, “La Piccola Versailles”, perla dei Colli Euganei. Prima di cena ci relasseremo nella piscina termale dell’Hotel (vasca hydroRelax  e nel centro benessere sauna Detox e bagno turco - SPAKIT fornito: accappatoio, telo spugna e ciabattine). A seguire Cena di gala presso il Ristorante dell’Hotel Ritz.





Domenica l’evento costeggerà la maggior parte della Riviera del Brenta, rinomata per  l’elevato valore storico-paesaggistico grazie alla presenza di numerose ville venete, progettate e affrescate da maestri dell`arte italiana, commissionate e vissute dalla Nobiltà Veneziana.  Al mattino sfileremo tra le vie del centro storico di Abano Terme. Costeggiando l'originario percorso fluviale degli antichi burchielli veneziani della Riviera del Brenta con passando di fronte alla suggestiva e superba Villa Giovanelli di Noventa Padovana, giungeremo alla Villa Foscarini Rossi a Stra. Sosteremo alla Villa per una visita guidata e per visitare il Museo della Calzatura Rossi che ospita al suo interno. Tra le arcate dell’edificio e il parco della Villa avremo l’occasione di brindare tutti assieme.  Lungo la Riviera del Brenta continueremo ad ammirare le altre numerose ville quali Villa Pisani di Strà, Villa Foscari, Villa Widmann e Villa Barchessa Valmarana.

Arriveremo infine a Mira  a “Villa Franceschi”, bellissima Villa secentesca, dove pranzeremo con una cucina attenta alla tradizione gastronomica veneta a base di pesce.





Si accettano un massimo di 40 veicoli immatricolati entro il 1980 (che possiedono la Targa Oro A.S.I. o il Certificato CRS) a discrezione dell’organizzatore, previo invio di dati e foto del veicolo, con priorità alle prenotazioni del programma completo.


 
Per informazioni: eventi@historic.it 
Per informazioni e modalità di partecipazione:
Tel.: 0445 526758 mail: eventi@historic.it

domenica 2 aprile 2017

All'Elfo Puccini di Milano, in scena "N.E.R.D.s - Sintomi" di Bruno Fornasari.


4/9 aprile | sala Fassbinder


N.E.R.D.s - Sintomi 

di Bruno Fornasari

regia Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso

scene e costumi Erika Carretta

allestimento Enrico Fiorentino, Andrea Diana

direttore di scena Enrico Fiorentino

produzione Teatro Filodrammatici



Non è il più forte a sopravvivere e neppure il più intelligente,

ma sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento. L’ha detto Darwin



N.E.R.D. (Non Erosive Reflux Desease) in medicina è l’acronimo che indica il reflusso non erosivo, un classico bruciore di stomaco fastidioso ma apparentemente innocuo.

Siamo in un agriturismo famoso per banchetti e cerimonie. Ecco una famiglia tradizionale. Padre, madre e quattro figli maschi. Oggi è il 50° anniversario di matrimonio dei genitori e per l’occasione i figli Nico, Enri, Robi e Dani, insieme ad altri parenti e conoscenti, si ritrovano qui per festeggiare.

L’idea è quella che tutto sia perfetto, con tanto di torta nuziale, discorso dei figli e fotografie agli sposini nel parco, vicino al laghetto con le paperelle.

I festeggiamenti si svolgeranno in tutta sicurezza perché il parco è stato da poco recintato per evitare che la marmaglia di stranieri là fuori possa entrare a disturbare i clienti.

All’una in punto verranno serviti gli antipasti.

Ma fin da subito le apparenze, in questa micro comunità fatta di egoismi e tanti silenzi, sono bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla.

N.E.R.D.s racconta l’instabilità emotiva e culturale di una generazione che tiene a modello, suo malgrado, un passato ormai anacronistico ed è incapace di un presente autentico. Sul futuro invece nessuno riesce a sbilanciarsi, perché a guardare avanti, dicono, si vede solo sfuocato.

Sono proprio i quattro fratelli a interpretare tutti i ruoli coinvolti nell’ora di delirio che li separa dall’inizio del pranzo, come se il vero nemico da sconfiggere fosse molto più vicino di quanto si possa immaginare.

Lo spettacolo è una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte dalla famiglia come rassicurante paradigma di una società sana per raccontarci il rovescio della medaglia: un quarto stato post moderno che cerca di liberarsi da paure e inquietudini tutte contemporanee, nell’ansia di rimandare il futuro e conquistarsi un presente a lunga scadenza.   



«Bruno Fornasari, autore e regista di stampo britannico, associa il termine “nerd”, lo sfigato mutuato dall’anglosassone che ha assunto un peso specifico diffuso e trasversale anche nella lingua di Dante, alla patologia (acronimo) che descrive il rigurgito e la difficolta ad una corretta digestione, o se vogliamo il comune mal di stomaco, gastrite e bruciori che attanagliano gran parte della popolazione, allora il testo, fin dai primi vagiti, subisce un’esplosione scenica. Da una parte, tradotta con grande ironia british, fredda, cinica, brillante ma che mai scade in una discesa da gag fine a se stessa, e dall’altra implode alla ricerca dei meccanismi, tutt’altro che sarcastici, di questa famiglia “normale” e borghese, emancipata e consuetudinaria, che, come edera, si avviluppano moltiplicando bugie su menzogne, agli altri e a se stessi, ipocrisie e finzioni sparse.

Quattro fratelli (Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso, affiatati, eclettici, precisi in un gioco al massacro condito con vitalità, spunto, brio e guizzi) per quattro modi diversi di stare al mondo per quattro modalità di insicurezza e insoddisfazione per quattro standard di dolore alla bocca dello stomaco. (…) Tutto è  ammantato da una finta gioia, (…) a questa attuale versione, tradotta con il linguaggio del teatro di tradizione inglese (ritmo e dialoghi e facilità alla battuta felice e amara) di un Sesso, bugie e videotape. Tutti insieme appassionatamente sulla nave dell’irrisolutezza, nelle viscere delle ragnatele pazientemente costruite delle falsità».

Tommaso Chimenti, il fatto quotidiano




Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Orari: mar-sab ore 21:00 / dom 16:30 - Durata: 90 minuti - Prezzi: intero € 32.50 / martedì posto unico € 21.50 / rid. <25 anni - >65 anni € 17 - www.elfo.org