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lunedì 4 maggio 2020

Moda capelli Primavera/Estate 2020: Tagli, colori e tendenze. Ne parliamo con l'hair stylist Antonio Gionfriddo.


È arrivato il momento di rinnovarsi e di reagire con un cambiamento, di scrollarsi di dosso il grigiore di questi mesi ed essere pronte ad affrontare al meglio di noi stesse la bella stagione che incalza.

Nulla di più facile che cominciare dai capelli.

Con un taglio nuovo, un nuovo colore o anche solo uno styling diverso dal solito che ci dia un nuovo look.


Noi di Untitled Magazine abbiamo intervistato l'hair stylist Antonio Gionfriddo che ci ha raccontato quali sono le nuove tendenze ed i nuovi must del momento in merito alla moda capelli Primavera/Estate 2020





1. Quali sono le tendenze per la nuova stagione primavera/ estate?
Sicuramente c'è un ritorno agli anni ’70, riprendendone quel suo spirito emancipato, libero. Ma con una rivisitazione moderna, più contemporanea. Si riducono, infatti, i volumi e le masse in modo da rendere i look più freschi e restituire un'immagine di eleganza ma anche di semplicità. 

2. Parliamo di tagli: quale lunghezza detterà tendenza per la P/E 2020?
L'idea è quella di tagli in movimento, indipendentemente dalla lunghezza, leggeri, pratici e versatili che creano anche nuove geometrie. Il must to have per la nuova stagione sarà il corto moderno ed audace, in particolare il carré con un'identità nuova ed intrigante e linee di taglio molto chic e naturali.
Questo taglio ha tutte le caratteristiche per mettere in risalto il viso, purché venga realizzato in modo tale da evidenziarne i pregi ed esaltare la natura del capello.


3. La bella stagione non è solo taglio ma anche, e soprattutto colore: quali tinte andranno per la maggiore?
Diciamo che il colore va a valorizzare il taglio, entrambi sono un tutt'uno. C'è un trionfo di tinte naturali, con colori decisi ed intensi, ma sempre personalizzabili sulla base del proprio incarnato.
Si va dal biondo champagne che incornicia il volto illuminandolo al castano naturale con tendenze "fredde" che vede chiome lucenti ed avvolgenti. Ma la vera tendenza sarà il rosso dorato irlandese, questa colorazione, che conferisce subito dolcezza e femminilità, dona particolarmente a chi ha una pelle molto chiara con occhi chiari o castani.

4. Forma del viso e taglio: qual è il giusto compromesso?
A mio avviso, non esiste un taglio che possa andare bene per tutte. Questo perché ogni viso ha le sue particolarità, peculiarità e geometrie. Quindi, prima occorre fare uno studio ben preciso di contouring e poi si decide il taglio.
Utilizzando, però tecniche di scalatura che bilancino i volumi in modo da poter adattare il taglio alla tipologia di viso, ovale, tonda, triangolare o allungata che sia.





5. Il segreto per un taglio perfetto?
Nasce sicuramente dalla conoscenza degli strumenti e dallo studio della tecnica sempre aggiornata che ad un professionista non deve mai mancare.
Altra cosa importante è poi l'empatia: saper leggere l'animo della cliente per capire le sue reali esigenze, studiare la morfologia del viso e le sue caratteristiche che insieme a tante altre attenzioni porteranno ad un'operazione ottimale qualunque essa sia: taglio, colore o acconciatura.

6. La passione più grande di Antonio Gionfriddo?
Semplice: far sorridere le donne. Ho il dono di sapere intravedere bellezza in ogni donna, per me si tratta soltanto di saperne valorizzare l'unicità di ognuna. E poi quel sorriso che traspare nei loro volti, compiaciuto e soddisfatto dopo il risultato raggiunto, è sempre il dono più grande.

7. In una frase, come definiresti il tuo lavoro?
Il mio è il lavoro più bello del mondo. Il mestiere del parrucchiere non è solo quello di un "acconciatore", ed in particolare la figura dell'hair stylist è quella di un vero e proprio scultore che sa armonizzare forme e geometrie. Con il mio lavoro io creo e parlo d'Arte.




8. Che donna emerge nella tua moda capelli P/E 2020?
Sarà una Donna Narciso. E, nell'eccezione più positiva del termine, potrei dire di una bellezza consapevole. Una donna, quindi, che torna ad innamorarsi della propria immagine, che si riappropria della propria femminilità.
Una donna  determinata nella scelta del proprio look, senza trascurane, però, la semplicità e la naturalezza e, soprattutto, la praticità.
Come la protagonista della mia nuova collezione "Narciso".




Se vuoi sapere di più di tutte le novità della collezione Narciso dell'hair stylist Antonio Gionfriddo
seguilo nei suoi canali social...

Instagram >  gionfriddohairstylist
Youtube > Antonio Gionfriddo



Realizziamo insieme il tuo desiderio di bellezza!

Floridia, Via Piersanti Mattarella, 25/e
tel. 0931 940073

***

Siracusa, Via Raffaello,11
tel. 0931 37494


domenica 19 gennaio 2020

UNTITLED MAGAZINE. Intervista alla fotografa e scrittrice Anna Montana, a cura di Marla Lombardo.

(Photo Cover Credits: Jan Sobottka)

 «Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.» 
(Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male)


Anna Montana, fotografa, scrittrice, spirito inquieto e anima
sensibile, capace di toccare e smuovere i contorti labirinti della mente, lì dove fa più male, nella carne.


Creatività in tumulto e sensibilità poliedrica, in continua ricerca del proprio essere ed esserci nel mondo. 

Ogni stimolo che viene dal mondo esterno per lei è una sfida, un’occasione per mettersi in gioco, per fare meglio, anche se preferisce la quiete apparente della sua solitudine, 
e si lascia corteggiare dal silenzio assordante della sua inquietudine.
 
Noi di Untitled Magazine l'abbiamo intervistata in esclusiva per voi.
 

Chi è Anna Montana? 
Anna Montana è un insieme di culture ed identità, è una continua ricerca di se stessa. 

Anna, scrittori si nasce o si diventa? 
Io credo che scrittori si nasca, indipendentemente dal padroneggiare una lingua. 

Che cos'è per te “essere creativa”? Perché scrivi? Cosa ti spinge a dare forma ai tuoi pensieri e alle tue emozioni? 
Ciò che spinge a dare forma alle mie emozioni ed ai miei pensieri è l’impossibilità di saperli gestire diversamente. Ho sempre pensato che le persone senza “vena creativa” siano sotto un certo punto di vista fortunate. Questo non è un gioco di poco conto: ci sono persone che non possono vivere senza una certa forma di arte. 


Qual è l'esperienza che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?    
Credo che l’esperienza che mi ha condotto alla scrittura fin da piccola sia il cercare di mettere ordine a quel caos mentale dentro e fuori di me. Il caos mentale è sia dentro che fuori. Non riesco ad individuare un episodio concreto, ma è frutto di molte esperienze, prima di tutto è frutto di sofferenze. 

Se io dico “Fiori, tu dici...
Io dico “Spine”. 

Anna i tuoi “fiori” hanno le spine? 
Certamente, le mie rose hanno molte spine. Devo ancora imparare a destreggiarmi tra esse. 

Come mai hai scelto come mezzo espressivo la scrittura, e in particolare la poesia? Perché ti sei avvicinata a questo linguaggio? 
La Poesia, il pro-durre, lo svelare, è differente dall’arte della parola. Queste cose me le ha insegnate un certo Martin H. 



Che cos'è per te “essere libero”?  
Credo che “essere libero” significhi “essere responsabile”. 

Chi riconosci come tuoi simili?  
Come miei simili riconosco i gatti e tutti gli artisti, tutti coloro che hanno bisogno della creatività per vivere. 

Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto sull'agenda di Anna? 
A questa domanda posso solo rispondere che la mia agenda attende solo di essere riempita. 

Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono. 
Borderline, sincera, ingenua. 

12. Qual è il tuo motto? 
La vita è sostanzialmente tragica, ma qualche volta riesce ad essere meravigliosa”. 
(Woody Allen)

E il tuo vizio preferito? O hai solo virtù? 
Ho troppi vizi non salutari, uno che mi piace particolarmente è il vizio del caffè. 


Qual è la tua più grande paura? 
La mia più grande paura è di non poter essere quella che sono. 

Ormai da qualche anno vivi in Germania, hai qualche episodio divertente o curioso che ti è capitato lì da raccontarci? 
Diversi anni fa avevo regalato la ‘Nduja (insaccato calabrese) ad un tedesco, lui ha pensato bene di spalmarla sul pane a colazione in grandi quantità, un poco come se fosse burro e marmellata. Le conseguenze le lascio immaginare ai lettori. 

Cosa fa Anna quando non è una scrittrice, o se preferisci un’artista? Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti? 
Questa è una domanda che mi manda in crisi perché mi trovo in un momento della mia vita in cui tutto pare insormontabile. Le notti sono insonni e riempio il vuoto emotivo con leccornie devastanti, nell’attesa di una nuova prospettiva di vita. Il mondo globalizzato pare essere spietato con chi vuole vivere semplicemente in amore ed armonia. Quello che mi circonda è un mondo disumanizzato, un mondo retto dall’economia delle banche, un mondo di basse vibrazioni e di ignobili valori.



FIORI INTERIORI
Poesie di Anna Montana

Attraverso la rottura fra sé e il mondo degli altri, la poesia racconta di una dissociazione assai più lacerante e profonda, più che personale, che riguarda tutti: la condizione intima dell'uomo tragico, separato dalla società in cui vive.
Questa dissonanza è la dimensione sensoriale cui Anna Montana ci riporta costantemente donandoci un antidoto delicato di "fiori interiori".

DETTAGLI
Copertina flessibile: 80 pagine
Editore: Self Publishing (29 settembre 2019)
Lingua: Italiano

Per ordinare una copia del libro, scrivere a:
annamontana597@gmail.com


"Che di giocar alla salute
io non ebbi abbastanza
quando sul letto di morte
gridai all'eccesso della sostanza.

Non fu nutrimento
perchè del nutrimento mi uccisi
fu del muro tuo
madre che mi abbandonasti.

(Giocar che nuoce, da Fiori Interiori)

Se volete sapere di più su Anna Montana, seguitela nel suo canale social...
Facebook Page: Fiori Interiori



venerdì 10 maggio 2019

GUSTO. Pleasure is coming... Stay tuned!


Il piacere è servito!






Si parla di CIBO ma anche di Arte, di Design, di Eventi, di Persone, di Luoghi, di Piaceri e di Emozioni.

PROMO VIDEO
Watch now!


Per info, product placement e sponsorizzazioni, non esitate a scrivere a
  📧 press.gusto@gmail.com


mercoledì 6 dicembre 2017

INTERVYOU. Nel privé con Luca Melilli, intervistato da Marla Lombardo.


Una personalità creativa e onnivora, permaloso quanto basta ma sincero.
Quando si mette in testa un’idea, e sa che è quella giusta, difficilmente puoi contraddirlo.
Ma è così chi difende l’originalità e la perfezione. 
 
Il suo rapporto con la vita lo definirei "una bellissima storia d'amore”.
A lui, in effetti, dicono tutte di sì.

La passione è la qualità che lo contraddistingue, nel lavoro, negli affetti, nelle cose belle.

Luca Melilli è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine 




Premesso che pretendo risposte che vanno in profondità, e non in lunghezza, chi è Luca Melilli?
Luca Melilli è un professionista serio e affidabile. Un amico presente e puntuale. Un uomo estroverso e testardo. Un compagno orgoglioso e sincero. Un bambino mai cresciuto, però, che non ha mai smesso di sognare.


Luca designer si nasce o si diventa?
Designer si diventa; tuttavia un’attitudine alla creatività è indispensabile. E, ovviamente, tanto tanto sacrificio mosso dalla passione.


Quando hai cominciato ad approcciarti al meraviglioso mondo del Wedding, come è nata questa tua
passione o qual è stata la spinta per cominciare?
Era il 2006 e, per un esperimento universitario, misi all’asta la mia fronte su ebay come spazio pubblicitario per le aziende (google ndr) e fui addirittura invitato da Maurizio Costanzo in una puntata dedicata ai “nuovi mestieri”. Lì conobbi un wedding planner, il resto è storia…





Se io dico “Immaginazione”, tu dici…
Usare le posate e avere immaginazione sono le uniche qualità che ci differenziano dagli animali. È l’immaginazione che mi consente di creare, inventare, capire…


Cos'è per te la Bellezza?
La bellezza è equilibrio di forme, armonia di colori; la bellezza è anche il rigore della giustizia e la gratuità del perdono.



Chi riconosci come tuoi simili?
I miei simili sono coloro con i quali condivido scelte, tempo, lavoro, amicizia.


Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?
Sicuramente aver collaborato al G7 per il Presidente Trump è stata l’esperienza più “surreale”, quasi unica. Poi anche il Taormina Film Festival mi ha dato grandi soddisfazioni e la cena di gala Telethon a Roma lo scorso ottobre; tuttavia ogni piccola collaborazione, per me, è uno scrigno da custodire, un tassello che si aggiunge al disegno della mia vita professionale.

  

Secondo te, cosa ci definisce? Ciò che siamo o ciò che facciamo?
I biologi dicono che noi siamo quello che mangiamo; i sociologi affermano che siamo quello che facciamo. Io credo che noi siamo quello che leggiamo.


Come giudichi la SICILIA in genere, che scena vedi?
La Sicilia è come quella sposa eterea, bellissima, vogliosa, colta ma che ha bisogno di grandi e forti attenzioni per scatenare in noi sempre nuove emozioni.


Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Luca?
Il futuro non ci appartiene ancora; i progetti sì. Credo che finirò delle collaborazioni di lavoro già in corso d’opera. Ne sentirete parlare presto, molto presto. Una data, comunque, è già scritta nell’agenda: 15 settembre 2018, il giorno del mio 40° compleanno!


  

Qual è il tuo motto?
Il mio motto: se mi giudico credo di valere poco; se mi confronto credo di valere moltissimo.


Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
Il mio vizio preferito in assoluto è la voglia di viaggiare. La mia virtù più grande è avere scelto grandi amici. Nessuno, del resto, è perfetto…


Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Permaloso, brillante e puntiglioso. Ovviamente prima di risponderti, ho fatto un sondaggio tra i conoscenti …








Che cosa ami di più?
Amo di più la ricerca della scoperta, sia essa un luogo esotico, un lavoro da trasporre in una location, un nuovo sapore. E poi su tutto la mia famiglia, non riuscirei a farne a meno…


Qual è la tua più grande paura?
Fino a poco tempo fa avrei risposto la paura di essere inadeguato in determinate circostanze, oggi mi sento di dire che la mia più grande paura è quella di essere potente al di là di ogni misura. È la nostra luce, e non la nostra oscurità, ciò che più ci spaventa.


Che cos’è per te “essere estremo”?
Sembrerebbe un controsenso ma essere se stessi è ciò che di più estremo possiamo permetterci. Noi, con tutti i nostri difetti e i nostri pregi, senza convenzioni, senza maschera alcuna. Punto!

 

Cosa fa Luca quando non è “Luca Melilli”? Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Luca non smette mai di essere Luca Melilli. In ogni aspetto della mia vita metto sempre un po’ di me, dal lavoro ai rapporti sociali, dalla famiglia agli amici. Mi sento di dire, piuttosto, che quando svesto i panni di Luca Melilli Wedding Designer, con piacere, mi trasformo in Luca Melilli l’amico. Il mio lavoro, purtroppo o per fortuna, non mi lascia molto tempo libero. Quando per gli altri è festa, il weekend ad esempio, per me è lavoro. Quando per gli altri estate è sinonimo di ferie, per me è sempre lavoro. Ecco perché amo a dismisura i miei amici: con loro,  che sia novembre, gennaio o agosto, è sempre estate. Oggi non so se le notti brave mi appartengano ancora, di sicuro sto bene davanti ad un aperitivo mentre godo delle chiacchiere delle persone che più amo…


 


 Se volete sapere di più su Luca Melilli, seguitelo nei sui canali social...

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