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venerdì 10 maggio 2019

GUSTO. Pleasure is coming... Stay tuned!


Il piacere è servito!






Si parla di CIBO ma anche di Arte, di Design, di Eventi, di Persone, di Luoghi, di Piaceri e di Emozioni.

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sabato 12 dicembre 2015

Simona Totaro, giovane fashion e lifestyle blogger, si racconta in un’intervista esclusiva su Untitled Magazine, a cura di Marla Lombardo.


Giovanissima, soltanto 26 anni, con un forte spirito imprenditoriale, Simona è l’esempio di come una semplice passione, quella per la moda, unita a talento e volontà, possa diventare un lavoro e soprattutto un sogno da vivere ogni giorno. Si definisce non a caso una “sognatrice” sul suo blog DRESS OF ROSES,  tra i più seguiti dagli appassionati del fashion.
Nel suo blog non c’è solo moda, ma anche tendenze, viaggi, arte.
I sui post, ricchi di foto, raccontano una storia, la sua storia, piena di esperienze, cose viste, cuori infranti, nuovi amori e tanti sogni…


Photographer Credits - Filipe da Silva



Simona come nasce la tua passione per la moda? E cosa ti ha spinto ad intraprendere questa professione?

La passione per la moda nasce il 14 dicembre 1988. Sono nata nel grembo di una donna speciale che mi ha donato con la nascita questo dono/sogno/amore. E’ parte di me, non posso farne a meno. Non ho potuto scegliere altro, è la moda che ha scelto me, proprio come con gli uomini, scegli uno ed è difficile che tu possa essere di un altro. Come potete notare nel mio blog io utilizzo molto spesso questa assonanza, il binomio amore-fashion.

Come è nato “Dress of Roses”? Quando ti è venuta l’idea di aprire un Fashion blog e perché questo nome?

Aprii il primo blog più di 3 anni fa, mi trasferii a Milano e cominciai a scattare qualche foto, poi ho mollato dopo 3 post, (pur avendo 1850 visualizzazioni al giorno). Decisi di concentrarmi sullo studio, ripromettendomi di ricominciare dopo la Laurea Magistrale in Marketing, allo IULM di Milano, indirizzo Brand Management, così avrei avuto la preparazione giusta per affrontare questo mondo con un imprinting diverso.

Il nome non è stato difficile sceglierlo. Ho sempre avuto una passione per le rose bianche e color cipria. Adesso mi viene in mente un episodio, un flashback, di un pomeriggio per negozi con mia madre. Entrammo in un negozio di tende, ma mi innamorai di un quadro con delle rose dipinte, una già sbocciata, e una appena nata, sembravamo io e lei. Mia madre, donna già matura, ormai affermata e con una splendida famiglia; io, appena sbocciata e con un mare di vita di fronte a me. Alla fine le dissi: <<Mamma, guarda che bello quel quadro!>>, e lei me lo comprò subito facendomi promettere di appenderlo nella mia futura casa.
 
Photographer Credits - Giorgia Pedrolli


A differenza degli altri fashion blog, in Dress of Roses tu non parli solo di moda. Come mai questa scelta?

Il mio blog è una finestra sulla mia vita, in essa non c’è solo moda. C’è una famiglia, l’amicizia, l’amore, le delusioni, le passioni, il divertimento, i viaggi. Tutto insomma, tutto ciò che è vita!
Nei miei post, cerco di raccontare una storia, la mia storia. Ho vissuto una vita piena di esperienze, cose viste, cuori infranti, nuovi amori e tanti sogni…




Se io dico “Portogallo”, tu dici…

CRESCITA: Sono cresciuta tanto con questa esperienza in Portogallo, ho avuto la fortuna di imparare una nuova lingua, conoscere gente nuova, culture diverse, mangiare cibo diverso, respirare un’aria diversa. E’ un bagaglio di vita che non ha eguali. Un’esperienza simile l’ho vissuta a Londra, per me, una vera e propria “sfida di vita”. La mia sfida era: imparare l’inglese, vivere, sorridere, divertirmi, arricchirmi… E così è stato.

SPIAGGE: Spiagge lunghissime, passerelle, corse, sole, relax, bicicletta,    pattini, case a strisce, acqua ghiacciata, vento… ho vissuto momenti unici.

SOGNO: Tutto cominciò con la parola “frio”. Un amore folle, sogno. Il mio sogno è sempre stato quello di incontrare l’uomo della mia vita durante un viaggio di 5 giorni, riconoscerlo tra tanti. Ma il mio sogno era ben più articolato: desideravo un uomo straniero, ingegnere, imprenditore, che volesse vivere sulla spiaggia, insomma avevo già tutto in mente… Poi un giorno, in Aprile, durante il Salone del Mobile, casualmente ho incontrato un uomo portoghese, è stato amore a prima vista e dopo esser venuto lui in Italia solo per vedermi, dopo pochi mesi ho lasciato tutto per seguirlo in Portogallo.







Cosa significa, secondo te, essere alla moda?

La moda è un concetto alquanto soggettivo. Per alcuni è comodità, novità, per altri eccentricità. C’è chi segue passo passo “le regole” dello stile; chi invece vi si oppone creando allo stesso tempo uno stile unico.
La moda è un mezzo per esprimere la propria personalità.
Un linguaggio tacito che fa trapelare l’identità di una persona.
Per me non esiste una sola moda, esistono tanti linguaggi a cui le persone attingono per esprimere il loro modo di essere ed esserci.
Con il nostro modo personale di abbigliarci inviamo dei messaggi che ci descrivono ancora prima di dirlo a parole.






Lo stile che preferisci e qualche consiglio per le nostre lettrici.

Non c’è uno stile in particolare che preferisco, mi piace molto l’eleganza, ma anche lo stile romantico – rock. Sono molto camaleontica, ho sempre voglia di stupire con i miei outfit e i luoghi che visito, dove decido di scrivere le pagine della mia vita.

Il consiglio che posso dare è di essere sempre se stessi, e sentirsi a proprio agio negli abiti indossati, dando sempre un tocco personale.

Photographer Credits - Giorgia Pedrolli

Photographer Credits - Giorgia Pedrolli

L’outfit o accessorio a cui non rinunceresti mai.

Il sorriso. Un bel sorriso dona emozioni, pace, tranquillità, e tutto questo è un valore inestimabile per me, a cui non potrei mai rinunciare.

L’altro è la personalità. Ogni aspetto del proprio carattere diventa un vero e proprio accessorio da condividere con amici vecchi e nuovi.

Se proprio devo dirla tutta, un accessorio a cui non potrei mai rinunciare è l’orologio.  Essenziale per me, se guardo un orologio, penso al TEMPO, ai momenti passati e a quelli che verranno!! Mi ricorda ogni volta che la vita è una e non posso perdere tempo nelle cose che non hanno valore per me, perché ho ancora tanti sogni da realizzare.




Cosa accadrà in futuro? Hai qualche progetto o evento in programma?

Il mio motto è: “No pain, no gain”. Non avendo una sfera di cristallo, non posso prevedere cosa accadrà, quello che posso dirvi è che sono una persona molto ambiziosa, ho tanti sogni nel cassetto e so che ce le metterò tutta per realizzarli!!!

Evento in programma, tra pochi giorni sarà il mio compleanno, un altro “piccolo” traguardo di vita, direi… E questa volta ho pensato di fare le cose in grande.
Sabato 12 Dicembre 2015 sarò ospite ad un evento esclusivo a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella, dove gli Brutter, che sono delle vere e proprie star in Norvegia, terranno un concerto di musica techno-jazz. Sarà una serata ricca di sorprese dove festeggerò il mio compleanno in compagnia di buona musica e tanta bella gente.





Tre aggettivi che ti rappresentano

Sognatrice, creativa e determinata.

Cosa fa Simona quando non è sotto i riflettori?

Mi piace leggere libri manageriali, di psicologia, e mental coach, tipo Marie Forleo. Vado a lezione all’Università, esco con gli amici, aperitivi, cene, disco… Sono una ragazza normalissima che cerca di vivere la vita al meglio.






giovedì 26 novembre 2015

INTERVYOU. Nel privé con Sergio Daricello, intervistato da Marla Lombardo.


"Semplicemente un giorno mi sono svegliato con la convinzione di voler fare lo stilista.

Creatività in tumulto e talento di rara intensità seduttiva. Il suo rapporto con la moda lo definirei "una bellissima storia d'amore", in cui la passione è l'ingrediente magico di ogni sua creazione sartoriale e visione artistica.
Passione per la propria terra, la propria cultura, le proprie origini, passione per il bello che prende sorprendentemente vita negli abiti del talentoso designer palermitano. 

Sergio Daricello è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine.


Fashion designer, artista e professore all’Accademia delle Belle Arti. Un curriculum di tutto rispetto il tuo in cui spiccano i nomi di Anna Gemma Lascari, di Etro e Dolce e Gabbana, e ancora Gianni Versace e Giuliano Fujiwara ed infine la regina del pop Madonna. Premesso che pretendo risposte che vanno in profondità, e non in lunghezza, chi è, a parte tutto questo Sergio Daricello?

Beh, aiuto, difficile parlare di me in terza persona... Credo di essere una persona che crede fermamente che il sogno possa diventare una realtà, capace di affrontare quei lati oscuri e difficili che nelle favole vengono accennati. La caparbietà mi distingue credo, la voglia di cimentarmi in avventure che mi piacciono un sacco nonostante mille casini, sono un uomo che non ha mai perso il bambino che era, e credo di essere un creativo. Per creativo intendo quell'essere sempre con le mani e la testa indaffarate a disegnare, pensare e costruire, a smontare e rimontare. Ho sempre amato disegnare, e quindi credo di essere un buon disegnatore, ho sempre amato leggere, e sono un buon lettore, sono un amante dei gatti perché li ritengo esseri speciali. Sono uno che non ama per nulla i cani e non mangio pesce. 
Sono un amante della Regina Marie Antoinette e colleziono oggetti artistici e porcellane e libri che la riguardano, sono un siciliano innamorato della sua Palermo e vorrei poter avere braccia grandi per poterne abbracciare ogni singola pietra. Sono un fotografo innamorato dei soggetti che ritrae (monumenti per lo più) sono un buon amico spero, anche se non molti capiscono che non sono sempre libero. Sono un professore che ama trasferire quanto imparato ai suoi studenti, sono uno stilista che ama creare un mondo con il proprio gusto e che spera che anche gli altri lo amino, sono una parte della mia famiglia che amo, sono quello che non ha mai tempo e che cerca in ogni modo di far tutto, sono una persona che ama il proprio compagno e vorrebbe sposarlo ma la legge non glielo permette, sono quello che a volte ride quando dovrebbe incazzarsi, e si incazza quando dovrebbe ridere, sono quella persona che combina cavolate e poi trova il modo per recuperare bene, sono quello che difenderebbe la propria libertà, e che difende i propri gusti musicali che tutti gli criticano ma un po' me ne frego se certe cose mi danno gioia; sono quello che soffre per le cattiverie fatte senza motivo e per alcune invidie, e sono quello un po' sbadato che dimentica di pagare le bollette perché rimanda al giorno dopo perché non ha tempo, e poi si ritrova senza gas e luce. 
Insomma sono un "Pesci" con un ascendente "Gemelli" tendente al biondo, ma in molte cose ho un senso pratico che gli altri non si aspettano e forse invidiano. Sono uno che non sta mai fermo,  che vorrebbe girare per un mese tutto il mondo, non per lavoro, ma per conoscere e magari poter dormire di più la mattina. Cambia l'ordine a tutte queste cose e il risultato non cambia.

Sergio chi o cosa ti ha portato al mondo della moda?
Mi ci ha portato un insieme di cose tutte accadute nello stesso momento: un viaggio a Parigi,  l'amore per la creatività, un consiglio di una zia molto amata, una professoressa di accademia,  un amore che mi ha rifiutato perché impossibile e lontano, e la voglia di costruire uno stile, e quella voce che mi diceva dentro da tanto tempo che quella era la strada giusta per me.

Se dico “Istanbul”, tu dici…
Una delle porte del mio cuore.
La città che mi ha permesso di tagliare con un passato che non mi apparteneva più e che non riuscivo a scollarmi di dosso, la città che amo e che mi ha riportato alle mie radici, alla mia Palermo. Istanbul mi parla di tradizioni, di grandi amici, di persone che sono entrate nel mio cuore, di lunghe passeggiate sul bosforo a guardare i minareti mentre il sole sta calando e restituisce un cielo di un blue violaceo trapuntato di stelle. Istanbul e i suoi suoni, la sua luce, il suo cibo, resta, quando chiudo gli occhi un rifugio, un profumo che si insinua senza che non ci sia una lacrima di nostalgia quando sta per svanire. Istanbul è la città che ha rifinito l'uomo che sono.



In che cosa consistono le tue “creazioni”: che temi affronti e con quali materiali? Puoi citarne alcuni?  
Le mie creazioni oggi sono prevalentemente abiti. Purtroppo il tempo libero a disposizione per dipingere o modellare è davvero poco, per cui quello che resta lo dedico ai miei affetti. Il mio lavoro è comunque anche il mio divertimento, il modo che ho per riversare la voglia di fare e di creare. I temi che affronto sono sempre legati alla mia terra, alla mia città, non guardo troppo alle tradizioni ma allo snodarsi artistico architettonico che le varie dominazioni hanno avuto a Palermo. Mi piace entrare dentro le linee, trovarne sintesi modellistiche e stilistiche per poi avere invece chiari rimandi con le stampe che raccontano forse un po' più didascalicamente (ma spero non con accezione negativa) quanto mi abbia ispirato. Per i materiali amo sempre le sete e le organze, non so perché, forse perché sebbene trasparenti e leggere mi permettono di poter usare delle strutture ben definite in grado di restituire alla fine dei volumi netti.




*Foto: Credo Photography

Model : Glora Ascolese 

MUA:  Fabiana Amabile 


Chi riconosci come tuoi simili?
Quelli che sognano sempre, che provano a sorridere e ci credono, quelli che non se la tirano, e quelli che non hanno paura, mi piacciono le persone semplici che hanno comunque una personalità molto ben definita. E mi piacciono le persone complesse che però una volta che hai capito le loro ascisse e coordinate diventano di semplice lettura.

Nel tuo lavoro creativo, a cosa ti ispiri? Come nascono le tue collezioni?  
Le mie collezioni nascono da lunghe passeggiate domenicali in cui la città mi entra dentro e ascolto certi stimoli anziché altri. E' lì il momento in cui tutto ha inizio. E così fotografo ed incamero, e poi la testa fa il resto.

Come giudichi il Paese ITALIA in genere?
Paese esteticamente molto bello, troppo diverso al suo interno, troppe divisioni e razzismi che non portano sicuramente alla crescita. A livello politico avrei da scrivere un'enciclopedia ma meglio tacere, forse perché non ho una levatura rilevante, o forse perché comunque sarebbe inutile. Quello che vedo però è che ogni bene che ne viene fuori nasce dal singolo e non dall'istituzione statale, ma lamentarsi non serve comunque.

E a Palermo, dove vivi e lavori, che scena vedi? Cosa sta succedendo in questa città?
Io sono pazzo visionario temo, ma io vedo una città che sta riprendendosi dopo decadi buie, vedo una città bellissima che evolve e con mille opportunità da cogliere ma che nessuno vede perché sempre tutti convinti che nulla cambi. Io le vedo invece e do tempo cinque anni affinché anche gli altri possano vederne effettivamente il miglioramento.

Pensi davvero che oggi sia più facile?
Non l'ho mai pensato, anzi penso tutto il contrario, ma non per questo penso sia impossibile, forse più ardimentoso ma anche divertente, se fosse facile non ci sarebbe nessun piacere. Bisogna studiare tutte le situazioni più in profondità e soprattutto essere pronti ad ascoltare anche il vento che spesso ci racconta cose che non ascoltiamo per distrazione.



*Foto: Marco Mezzani
MUA: Roberto Mambretti


Cosa accadrà in futuro? Hai qualche progetto o evento in programma?
Vorrei Sposarmi ma non posso... Ma forse la domanda era professionale?
Allora, in futuro la mia collezione sarà presente in Francia, a Parigi con l'ufficio stampa e con lo showroom vendita. Magari a marzo proprio in Francia faremo una presentazione della collezione. Ma non aggiungo nulla di più. Stay tuned, direbbe qualcuno.

Tre aggettivi che ti rappresentano.
Caparbio, sognatore, emotivo (in bilico con sensibile che ha un'accezione più positiva)

Cosa fa Sergio quando non è un "Fashion Designer"?
Legge, si occupa dei gatti, fa il turista, sta con la sua nonna, sta con il suo compagno, prova a cucinare, e canta, canta sempre anche quando è un fashion designer.