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venerdì 10 maggio 2019

GUSTO. Pleasure is coming... Stay tuned!


Il piacere è servito!






Si parla di CIBO ma anche di Arte, di Design, di Eventi, di Persone, di Luoghi, di Piaceri e di Emozioni.

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lunedì 25 marzo 2019

Dell'Immagine e del Vetro. Alla Galleria Francesco Zanuso di Milano, in mostra le opere del fotografo Domenico Cicchetti e della scultrice Silvia Finiels, a cura di Jean Blanchaert.

Dell'Immagine e del Vetro
Domenico Cicchetti e Silvia Finiels

A cura di Jean Blanchaert
Dal 3 al 16 aprile 2019
Inaugurazione: mercoledì 3 aprile dalle 18.00 alle 21.00
Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26, Milano


In occasione della Milano Design Week 2019, la Galleria Francesco Zanuso presenta le cianotipie del fotografo Domenico Cicchetti e le lampade-scultura dell’artista francese Silvia Finiels.
La mostra, a cura di Jean Blanchaert, inaugurerà mercoledì 3 aprile dalle 18.00 alle 21.00 e sarà fruibile fino a martedì 16 aprile 2019.



Silvia Finiels, dall'8 al 14 aprile, parteciperà anche all'esposizione REFLECTED REFLECTIONS, curata anch’essa da Jean Blanchaert, che verrà allestita in via Pier Lombardo 14 a Milano negli spazi del Parenti District Art & Design, un nuovo distretto del Fuorisalone.
In concomitanza con l’evento del Parenti District Art & Design, lunedì 8 aprile alle 19.00, la Galleria Francesco Zanuso proporrà un’apertura speciale nella propria sede di Corso di Porta Vigentina 26.

Testi di Jean Blanchaert:

Le fotografie di Domenico Cicchetti danno l'impressione di essere antiche. Questo è dovuto prima di tutto alla composizione con cui vengono realizzate e, in secondo luogo, ad una delle prime tecniche di stampa, la cianotipia.
Domenico Cicchetti ci riporta agli albori della fotografia. Parliamo di centottanta anni fa. In questa mostra propone due temi: i luoghi tutelati e Milano.
Le fotografie scattate nei luoghi patrimoni dell'UNESCO, ci fanno sentire come i viaggiatori del Grand Tour. Di fronte alle Dolomiti ci sembra di essere Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu, il geologo francese che verso la fine del Settecento, durante un grand Tour sulle Alpi, scoprì una nuova roccia che da lui prese il nome: la dolomite.
A Bergamo, nella città alta, vediamo passare Bartolomeo Colleoni, e siamo nel XV secolo, mentre ad Assisi, invece, l'artista ci riporta al XVIII secolo e ci sembra di intravedere San Franceso salire sulla scalinata. Nella Milano che sorge, i dagherrotipi di Cicchetti sembrano minuziosi disegni in graffito, dove le case di Zaha Hadid somigliano a barche e piazza Gae Aulenti è una postazione sulla luna.



Acrobati di circo in vetro bianco e blu, trapeziste in vetro sommerso, clown in vetro zanfirico, maschere stilizzate della Commedia dell'Arte, verdi, rosse, gialle Murano e marroni Laguna. Ecco la descrizione delle lampade di Silvia Finiels, artista francese che vive ormai da trent'anni a Murano.
Con il marito Giorgio Mion, valente pittore prematuramente scomparso cinque anni fa, Silvia Finiels aveva l'abitudine di girare per le vetrerie di Murano alla ricerca di opere in vetro.
È stata cliente di Seguso, Salviati, Venini, Barvier&Toso, Barbini, Moretti, Vistosi e Ferro Lazzarini. Ha avuto poi l'idea di assemblare elementi di vetro colorati, tutti di grande qualità, ma di provenienze diverse, creando uno stile Finiels. È come se vedessimo un automobile con il motore della Ferrari, il cofano della Bugatti, il volante della Jaguar, le portiere della Cadillac, il baule della Rolls e così via.
Le lampade-scultura della Finiels sono composte con sapienza e originalità e riportano in vita vetri di grandi maestri che altrimenti sarebbero dimenticati.  


Cenni biografici:

Domenico Cichetti, milanese, si avvicina alla fotografia nel 1999 con i fotografi di Palermofoto che danno vita alla sua visione fotografica in un percorso di intenso sperimentare, indagare ed esplorare. Dal 2011 al 2013 dopo un corso di fotoreportage, collabora come fotogiornalista freelance con un'agenzia fotografica Milanese pubblicando sulle maggiori testate giornalistiche nazionali. Dal 2014 inizia la collaborazione con Moreno Gentili nel campo della Brand Identity e progetti comunicazione per le aziende, occupandosi di immagine, fotografia, lighting design, impaginazione e organizzazione. Nel 2015 viene scelto tra i fotografi del progetto “Alinari Contemporary“. Nell’autunno 2016 comincia l’attività di stampa fotografica antica in cianotipia. Realizza Workshop fotografici tematici quali: stampa antica in cianotipia, fotografia di scena, motivazionali e di approfondimento, nei quali il mondo della luce teatrale e la fotografia vivono in simbiosi.

Silvia Finiels è nata a Parigi, ha studiato a Lyon Stylisme e Impressione Tessile. Lavora a Parigi nella moda e all‘Opera Comique come costumista. Vive a Venezia dal 1987, dove si avvicina al mondo del Vetro, attraverso le perle e i Vetri Antichi di Murano, che colleziona. Crea il suo Logo “Aventurina Design” legato alla creazione di Lampade in vetro Vintage dai colori raffinati, e al suo Amore per Venezia. La Collezione “Jardin D’opaline” ispirata ai colori e atmosfere dei giardini antichi, è stata esposta al Museo del Vetro di Murano nei mesi di maggio e giugno 2018. Partecipa alla The Venice Glass Week, con la collezione “Luce del Barocco” ispirata al periodo seicentesco e alle forme e luci di quel secolo. La Collezione “Palladio” dedicata al Grande Archittetto Veneziano e “Simple Game” sono state in mostra per The Venice Design Wee.


Mobile: +39 335 6379291 | E-mail: francesco.zanuso@gmail.com
Sito: www.galleriafrancescozanuso.com
Mediapartner: Frattura Scomposta







venerdì 13 gennaio 2017

East Market Milano, un nuovo anno a tutto vintage.

Prima edizione dell'anno per East Market, il mercatino milanese dedicato ai privati dove tutti possono vendere, comprare e scambiare. Dopo tre speciali date natalizie, East Market inaugura il nuovo anno con tanti nuovi espositori, articoli e singolari iniziative dedicate a tutto il suo pubblico.

Oltre 250 espositori provenienti da tutta Italia, sempre scrupolosamente selezionati dagli organizzatori con le loro migliaia di oggetti nuovi e usati tra vintage, artigianato, collezionismo, modernariato, design e pulci colorano gli oltre 6000 mq espositivi dell'ex fabbrica di Lambrate.

East Market può vantare un affezionato seguito di pubblico ed espositori, ispirandosi ai mercati dell’East London, si propone come un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica. Migliaia di persone si danno appuntamento a Lambrate, animando il quartiere e rivitalizzando anche gli esercizi commerciali, che posso beneficiare di un così vasto raggruppamento di ragazzi, famiglie e di venditori.

Tra le varie proposte della prima edizione del 2017 ci sarà Nodo, un marchio che rilegge la tradizione artigiana dell’impagliatura affrontandola con idea e freschezza. Attraverso la ricerca di nuovi materiali direttamente lavorati sulle strutture e sfruttando le infinite possibilità della trama e dell’ordito, conferiscono un nuovo tempo e stile agli elementi. Direttamente dall’Oregon Usa ci saranno gli oggetti di Madame Talbot: una collezione di illustrazioni fatte a mano dark, gotici, del periodo vittoriano, ma, anche stranezze e curiosità tra sacro e profano. Direttamente dalla Sicilia arriva Wop Style che si occupa di arredamento moderno, riciclato e vintage. Tra design e artigianato presenta pezzi unici, interamente lavorati e colorati a mano. La vera chicca sono le vecchie maniglie di porte e finestre che diventano ganci e appendiabiti. Sul fronte accessori ci sarà Vintage Look specializzato in occhiali vintage, il mondo degli occhiali di una volta, di quelle stravaganti forme e modelli agée che usavano i nostri nonni. Montature sia da vista, sia da sole adatte a ogni tipo di viso per un look tutto rivolto al passato.

Sempre a disposizione del pubblico anche il Braid Bar, uno speciale corner dedicato al look, dove sarà possibile farsi acconciare con le mitiche treccine hip hop, cult assoluto degli Anni '90. Dj set pomeridiani a cura di Dj Hanry che suona esclusivamente vinili originali. Sempre aperto anche l'East Market Diner: il nuovo spazio food e beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market. Il Diner propone un'offerta culinaria internazionale: dai ravioli cinesi e giapponesi al vapore ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi ai burger e hot dog più gustosi e il tipico "jerk chicken" jamaicano.



domenica 22 gennaio
dalle 10 alle 21
Via Privata Giovanni Ventura, 14 – Milano
Ingresso Libero
Infoline 3920430853

giovedì 10 novembre 2016

INTERVYOU. Nel privè con Antonio Cannizzo, intervistato da Marla Lombardo.


Spirito dalla creatività in tumulto, individualista emozionale amante della tecnologia e cacciatore di sogni da realizzare che con i codici dell’eleganza e del lusso ha rivoluzionato la semplice definizione di “gioiello”.

Le sue non sono semplici creazioni perché c’è una ricerca e un impegno nel creare un qualcosa di speciale, fuori dal coro.

Materiali inusuali, tra cui il misterioso oro nero, grande studio sulle forme e sull’esecuzione, che, utilizzando la tecnica della progettazione 3D e della stampa tridimensionale, diventano esempio di eccellenza e creatività del “Made in Italy” contemporaneo che incanta e seduce.


Antonio Cannizzo è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine. 



Antonio creativi si nasce o si diventa?

Grazie prima di tutto per questo Privè dedicatomi, bella domanda questa, Penso che creativi in un certo senso si nasca e che Artisti o Designer si diventi. Io sono sempre stato sin da piccolo una persona che amava smontare e rimontare gli oggetti che avevo sotto mano, e questo sentimento di voler cambiare le cose me lo sono sempre portato dentro. Tanto che dopo i primi due anni di studi in Ingegneria Elettronica mi sentivo incatenato ed impossibilitato ad esprimere tutta la creatività che mi cresceva dentro giorno dopo giorno.  Penso che la creatività sia strettamente legata ed interconnessa con il nostro carattere ed in questo la nostra anima ha un ruolo fondamentale, ecco perché ritengo che Tutti possano diventare artisti ma per essere dei creativi, nel senso più genuino del termine, serva qualcosa in più, che non possiamo cercare, o si ha o non si ha.


Quando hai cominciato ad approcciarti all’Arte del Gioiello, qual è stata la spinta per cominciare?
Ho cominciato ad approcciarmi a questo mondo quando ho intrapreso un percorso di studi a Brescia, città con una forte storia di orafi e legata indissolubilmente al mondo della moda e del fashion. Ho sempre Amato i metalli e gli effetti di luce che essi producevano. Grazie a mia madre Geologa ho da sempre potuto osservare diversi tipi di minerali e rimanevo sempre positivamente colpito ed affascinato dalle loro strutture e colori, ecco altro fattore determinante, amo i colori. Nel settore della gioielleria ho potuto trovare questi due elementi che si sposavano in maniera perfetta ed armoniosa ma non trovavo gioielli che rispecchiassero il mio gusto, ecco perché ho dato vita al mio Brand.

Il processo creativo come arriva? Perché crei? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed alle tue emozioni?
Come un fulmine a ciel sereno a volte sento la necessità di esprimere le mie emozioni. Sono una persona molto emotiva ma che per questioni caratteriali non sono abituato ad esprimere le mie paure o gioie con le parole. L’arte è nata proprio per questo, per dar voce ai sentimenti ed esprimere ciò che con le parole non si sarebbe in grado di manifestare. Quando Creo mi sfogo, e tutti i miei gioielli sono la manifestazione fisica di un mio stato d’animo.  La maggior parte delle volte dal nulla sento il bisogno di progettare e disegnare,  e non appena comincio non mi fermo più anche per giorni. Entro in un loop creativo,  un tunnel senza fine la cui fine si manifesta solamente quando sento di aver sfogato tutto le mie emozioni. In uno dei periodi più difficili della mia vita sono riuscito in un solo giorno a creare una intera collezione di accessori. Le difficoltà e le gioie sono la forza motrice del mio processo creativo.  

Faceted Ring
Se io dico “3D”, tu dici…
Futuro. Il 3d è il futuro ed il presente. Io sono un Maestro D’arte e in particolare mi sono impegnato a diventare un 3D Artist. Ho capito sin da subito il potenziale della modellazione tridimensionale e della combinazione di progettazione e stampa 3D. Questo mi ha consentito senza avere una gioielleria o un laboratorio orafo di entrare dalla porta principale in un settore talmente chiuso e ristretto che mai avrei pensato di poter raggiungere in così relativamente breve tempo.  Non avrei mai pensato di poter far parte di questo mondo per me affascinante dal quale mi sentivo escluso, ma io volevo entrare.. e quindi anche qui la creatività ha svolto un ruolo fondamentale, facendomi sfruttare le mie competenze apprese al fine di entrare in un settore apparentemente troppo lontano ed estremamente serrato. Ma Eccomi qui a raccontarmi a voi, per cui penso di essere riuscito nel mio intento iniziale.

Tra le tue creazioni, ce n’è una cui sei più legato, diciamo per “affinità elettive”?
Tutte le mie creazioni sono la manifestazione concreta di uno stato d’animo che cerco di trasmettere, e ovviamente c’è un design al quale sono particolarmente legato, ed è il primo Design che abbia creato in assoluto, ovvero l’anello CHAOS. Con questo anello ho intrapreso il mio percorso che mi ha portato dove sono ora. E’ un anello che ho sviluppato durante uno dei periodi più belli e sereni della mia vita fin ora. Avevo al mio fianco una persona davvero speciale ed unica alla quale ho dedicato questo design. I creativi non amano l’ordine o meglio abbiamo un nostro ordine che spesso vede la sua manifestazione in un apparente Chaos. Tutti gli altri gioielli che ho sviluppato hanno un appeal completamente diverso, e sicuramente più personale.

Chaos Ring
Chi riconosci come tuoi simili?
Sinceramente non mi identifico in nessun mio Competitors, poiché ritengo che già nel momento in cui ti identifichi in qualcuno, è troppo alto il rischio di finire per imitarlo o per semplicemente farsi condizionare. Come detto i miei gioielli rappresentano ciò che con le parole non riesco o spesso non voglio esprimere.

Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?
Ho collaborato con due brand uno Italiano e un altro Internazionale e stiamo lavorando per sviluppare collaborazioni con altri brand molto importanti dei quali non vi dico il nome ma vi posso assicurare che se tutto procedesse secondo i piani sicuramente ci faremo notare. Attualmente la collaborazione più importante che ho instaurato è con l’azienda  “ The Guild Of Storytellers”    
( www.gostorytellers.com) azienda leader nel settore dell’ alta gioielleria di lusso, con sede a Singapore. Per loro ho realizzato diversi design prima di intraprendere la scelta di registrare il mio proprio brand, ma continuo ad essere annoverato tra i loro designer e sono l’unico Italiano che collabora con loro.

Come giudichi il Paese ITALIA in genere?
Questa è una domanda abbastanza scomoda, e vi rispondo con una frase che può suonare esagerata ma che è solamente la rappresentazione di ciò che ho visto, che vedo e che sono sicuro che continuerò a vedere. “In Italia le persone non vivono i proprio sogni perché sono troppo impegnati a vivere le loro paure”. Siamo un Paese anomalo, perché siamo in assoluto il Paese culturalmente più sofisticato del mondo, e ricco di meraviglie che non riusciamo ad apprezzare ma solo a vantare. In Italia vedo la tendenza di tutti a fare quello che la società chiede senza mai porsi il problema se è quello che realmente noi vogliamo. La maggior parte degli Italiano sono convinti che gli unici professioni che contino siano  Medici, Avvocati, Ingegneri ed Economisti.  In poche parole “Non è un paese per creativi”, è un paese che li forgia ma che non li valorizza e che non li stimola in alcun modo. Purtroppo mi rendo conto di far parte di quella porzione di popolazione che rappresenta l’eccezione che però conferma la regola. E’ un paese per vecchi, e non mi rappresenta più ormai. 



Cos'è il lusso per Antonio Cannizzo?
Aspettavo questa bellissima domanda.
In una sola parola? Esclusività. Il Lusso è un concetto strettamente legato a diversi fattori, il primo più concreto riguarda i materiali utilizzati per un prodotto, ma questo non basta quando si parla di lusso. Basterebbe nel momento in cui si parlasse di preziosità, essa è sicuramente legata al fattore economico, ma per me il lusso va altro e pretende qualcosa di più. Ecco perché parlo di Esclusività. Ho sempre voluto distinguermi nel mio modo di essere , di vestire, di comportarmi. La distinzione dalla massa è già un elemento di distinzione. Tutti i miei gioielli sono Elementi di Design che verranno prodotti e saranno disponibili per un periodo limitato di tempo così da garantire al cliente sempre un certo livello di esclusività. Non c’è cosa più bella dell’avere qualcosa che nessun altro possa avere. Ecco perché ho incentrato tutto il mio Brand sul fattore dell’unicità e dell’esclusività,  ed ecco perché nello store ufficiale www.antoniocannizzo.com saranno disponibili gioielli pezzi unici di cui un solo esemplare verrà prodotto. Così chi vuole distinguersi potrà contare su un Brand che punta proprio a dare ai suoi clienti la possibilità di distringuersi. Qualità ed Esclusività sono la forza trainante del brand.



Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Antonio?
Mi piacerebbe avere una sfera di cristallo per poter rispondere al meglio a questa domanda, però posso dirti cosa c’è scritto nella mia agenda.  Conquistare il mondo della moda e del lusso stabilendo nuovi standard oggi e per il futuro. Il mio stile è un omaggio agli individualisti della moda che vogliono fare si che i loro desideri interiori diventino realtà. Perché se non si dispone di sogni  sopravvive e basta.

Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Creativo, Solare, Emozionale. Sono proprio questi elementi la forza trainante che mi hanno spinto a dar vita al mio brand, che è il mezzo attraverso il quale credo di poter esprimere e diffondere al meglio questi valori.

Qual è il tuo motto?
Molte persone a questa domanda probabilmente risponderebbero dicendo che non hanno un proprio motto, ed io da buon creativo ne ho ben due, uno relativo alla mia persona, ed un altro frutto di quello che sto realizzando. “Sii una brava persona ma non perdere tempo a dimostrarlo”  l’altro motto suona meglio in lingua Inglese e pertanto ve lo recito così “Have an Idea and make it Real”.

Brutal Ring

Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
Sono intollerante, e mi spiego meglio. Non tollero chi parla senza sapere, o chi tace pur sapendo, non tollero la violenza in nessuna sua espressione poiché  ci rende simili alle bestie. Non tollero l’arroganza che spesso sfocia nella maleducazione, Non tollero gli indecisi,  o chi pone un problema  e mai una soluzione, chi trova scuse e non motivazioni. Non tollero chi pretende, non tollero gli egoisti, soprattutto non tollero questa società, o meglio il modo di pensare del 90% di essa. potrei andare avanti a scrivere un libro intero ma tra le tante cose non tollero c’è chi si dilunga quando non necessario e non ha capacità di sintesi. Ho sicuramente un problema d’intolleranza non alimentare ma sociale. Ci tengo però a precisare un almeno una mia Virtù, sono estremamente altruista, e cerco sempre di mettermi nei panni degli altri. Cerco di fare del bene ogni volta che ne ho la possibilità.


Qual è la tua più grande paura?
Vivo di sogni non di paure, per cui non so dare una risposta a questa domanda. Sono un sognatore che crede fermamente che la paura sia uno stato d’animo che prima o poi passa, per cui le paure le lascio fuori dalla mia mente.


Cosa fa Antonio quando non è un “Creatore di Gioielli”?  Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Creo gioielli per passione, e li vendo per lavoro. Amo la tecnologia e amo conoscere. Se potessi essere pagato per studiare, probabilmente ci avrei fatto un pensierino. Amo la musica e quindi ballare, e credo che l’attività fisica sia fondamentale per poter rendere al massimo nella vita di tutti i giorni. Le mie notti le passo a pensare a cosa fare l’indomani perché non voglio annoiarmi. Penso che la noia sia la morte dell’uomo e rientra nella tante cose che non tollero. Durante le notti ho avuto le migliori idee della mia vita. Dicono che la notte porti consiglio, a me porta ispirazione, e fosse per me dormirei il meno possibile perché ho troppe idee e progetti da voler realizzare. Per me dormire non è un piacere ma un bisogno per cui non vedo l’ora che inizi la giornata successiva. 

Il designer palermitano Antonio Cannizzo

Facebook Page > Antonio Cannizzo Design





giovedì 28 aprile 2016

INTERVYOU. Nel privé con Sabrina Querci, intervistata da Marla Lombardo.

Photographer Credits Francesco Cascavilla, Styling Gabriele Papi 

Elegante, passionale, cinicamente ironica. Questo è quello che mi viene subito in mente se penso alla mia ospite.


Un nobile intelletto ed una personalità travolgente che ha il pregio di saperla trasmettere a chiunque le stia accanto.
Personalità onnivora, oserei dire.
Lei si nutre di tutto: di arte, di moda, di poesia, di luoghi, di gente e di vita.

C’è in lei una specie di indomita ferocia perpetuamente in lotta con l’ordine accettato delle cose che fa lei desiderare di creare all’istante piuttosto che aspettare pazientemente, rendendola, di conseguenza, intollerante alle restrizioni.
Ha in sé una bellezza iperuranica tutta sua, più potente di quanto le parole e le azioni possano comunicare.

Sum ergo Flash. Eccola immortalata, in tutta la sua presenza vibrante, in qualche scatto famoso o semplicemnte in qualche happening esclusivo, circondata da designer, fotografi e artisti della sua rete infinita di contatti, di idee e di sinapsi. Ovvero le Q.Connections.

Sabrina Querci è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine. 

ph: Andrea Varani, il primo composit

Photographer Credits Mustafa Sabbagh per Davide Bazzerla


Sabrina “musa” si nasce o si diventa? 
Si diventa per elezione.
Se io dico “iperuranio”, tu dici…
Casa.
Cos'è per te l’originalità?
Facendo delle citazioni “L’originale non è quello che non imita nessuno, ma quello che nessuno può imitare. E’ colui che fa ogni giorno qualcosa che nessun altro sia abbastanza stupido da fare. E’ brutto per la mente fare continuamente parte dell’umanità.”

Chi riconosci come tuoi simili?
Tutti quelli che sono aperti a nuovi confini in qualsiasi ambito.
Quali sono state le tue collaborazioni più importanti?
Quelle che mi hanno arricchita intellettualmente, umanamente, spiritualmente. In trenta anni di attività sono tantissime e in vari ambiti, ne cito qualcuna dimenticandone sicuramente molte altre. Vanessa Beecroft a cui  ho prestato il mio corpo, Nigel Coates amico e grande designer , John Maybury regista e continua ispirazione cerebrale, uno degli uomini che adoro di più per cultura ed ironia. Liborio Capizzi altra fonte di ispirazione, con cui collaboro anche con la mia agenzia Q.Connections,  Gianpaolo Barbieri che mi ha fotografata, Matteo Garrone che mi ha permesso di trascorrere dei bellisimi giorni ad Ariccia in un tale of tales ma soprattutto tutti i giovani e nuovi talenti in erba che chiamo i miei bimbi, che mi danno energia e linfa vitale, ultimo in ordine di tempo Michele Chiocciolini che mi ha voluta come testimonial  per la sua linea di borse.

ph: Giampaolo Barbieri per Raphael Lopez
ph: Michele De Andreis per Gentucca Bini
Tra le tue varie città, in cui hai vissuto, lavorato, amato, mangiato, ce n’è un cui sei più legata, diciamo per “affinità elettive”?
La ricchezza di cui vado più fiera, è quella di sentirmi a casa in ogni città in cui ho vissuto. Creo radici e legami che rimangono solidi negli anni per questo sono legata a Londra come a Livorno,  a Prato come a Parigi o Milano, a New York come a Firenze.  Se però devo pensare all’Eden la mia mente va ai gamberi rossi di Mazzara del Vallo da mangiare in riva al mare alla Riserva dello zingaro.

Come giudichi il paese Italia in genere?
Amo l’Italia per il cibo, i sentimenti, la cultura, la passionalità, le radici gli amici, la famiglia, l’arte e lo stile ed è per questo che ci sono tornata, la amo anche per le sue contraddizioni ed i suoi difetti.

E a Milano, dove vivi e lavori, che scena vedi? cosa sta succedendo in questa città?
Grande fermento, voglia di novità, il motore di ricerca per la partenza di una nuova Italia.

performance "TDF" Thomas De Falco

Thomas De Falco performance Museo Marino Marini, Firenze
performing for Vanessa Beecroft's VB74 MAXI Roma

Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Sabrina?
Ho tanti progetti aperti ed in evoluzione: un film in uscita “Babylon Berlin” girato lo scorso anno a Berlino con Stefano Garrone,  sarò mamma nel film di Andrea Zingoni “Sono angelica voglio vendetta” che tratta di un tema che mi sta particolarmente a cuore ma che per il momento non posso svelare e soprattutto seguirò le Q.Connections occupandomi della prossima fashion week e di alimentare le connessioni che porteranno a nuove e stimolanti collaborazioni.
Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Coscientemente incosciente, estremamente accogliente, cinicamente ironica.
Qual è il tuo motto?
Chi non lavora non fa l’amore.
Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
La fiducia nella gente.
Che cosa ami di più?
I flash.
Qual è la tua più grande paura?
Essere dimenticata.

Riccardo Bagnoli per Buio Reale
La tua coscienza è più apocalittica o più integrata?
Integralittica.
Cosa fa Sabrina quando non è “Sabrina Querci”?  Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Cambia costume e cerca di raggiungere l’iperuranio.

Lacrime di Gioia" ph: Marco Pratali

ph: Martina Giachi performance by Gabriele Papi per Culinary Couture Pitti Immagine 88





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