STAY COOL. BE SOCIAL.

giovedì 15 febbraio 2018

ArteGenova 2018. Deodato Arte è presente con Mr. Brainwash.


ArteGenova 2018
Deodato Arte è presente con Mr. Brainwash

Padiglione Blu - Stand 117

16 - 19 febbraio 2018
inaugurazione su invito giovedì 15 febbraio, ore 18


Con uno stand monografico interamente dedicato a Mr. Brainwash, uno degli street artist più richiesti e quotati al mondo, Deodato Arte dal 16 al 19 febbraio partecipa ad ArteGenova la Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea giunta alla XIV edizione.

Diverse opere uniche su carta e una scultura presentano alcuni tra i soggetti più significativi di Mr. Brainwash a partire da 2.700 euro fino a 22.000 euro.

I lavori dell’artista sono rappresentazioni della società contemporanea, spesso accompagnati da frasi che esprimono messaggi positivi, legati alla ricerca della felicità. La scimmia sopra il contenitore della Coca-Cola in “Everyday Life” che invita a seguire i propri sogni, “Albert Einstein” che inneggia all’amore con il cartello “Love is the answer”, l’ironia di “Charlie Chaplin” e l’intramontabile coppia disneyana “Mickey Mouse e Minnie” stretta in un abbraccio, sono tra i soggetti più amati.
Spiccano inoltre opere simbolo dell’innocenza della fanciullezza come “With All My Love”, in cui i bambini, accompagnati da parole gioiose, diventano i veri protagonisti e personaggi della nostra società di cui Mr. Brainwash offre una lettura sdrammatizzata e ottimista.
Le figure principali dei suoi lavori si stagliano su sfondi coloratissimi realizzati con tecniche differenti - dal collage alla tempera, dalle colature allo spray - che rivelano numerosi riferimenti alla Pop Art, al fumetto, alle icone della cultura di largo consumo.
I suoi pezzi unici sono realizzati su carta porosa molto spessa o su compensato, ma anche su tele, cartone e altri svariati materiali di recupero. 

Ogni lavoro è accompagnato dal Certificato di Autenticità eseguito da Mr. Brainwash e quindi spesso considerato un’opera d’arte: un cartone bruciato con apposta sul retro l’esatta metà di una banconota da un dollaro; l’altra metà viene accuratamente conservata negli archivi dell’artista.
Il titolo scelto per la prima personale di Mr. Brainwash a Los Angeles Life is Beautiful, in seguito divenuto il nome della sua factory, è la frase con cui timbra ogni sua opera ed è inoltre una delle sue principali sculture in cui le parole sono scolpite nella resina e dipinte nell’inconfondibile stile street dell’artista con colature di vernice. 


Le quotazioni di Mr. Brainwash sono da record. I suoi lavori grafici in edizione limitata (multipli firmati e numerati in serie) vanno a ruba. Le opere uniche invece, riservate al mercato dell’arte, sbancano in tutto il mondo comparendo in gallerie d’arte accuratamente selezionate.
Ad oggi i multipli hanno un valore di mercato dai 700 ai 3.000 euro, mentre i pezzi unici partono da 10.000 fino a 100.000 euro, senza contare le cosiddette “opere speciali” realizzate ad hoc per musei, eventi, ed altre occasioni, che sono sempre in strepitosa ascesa.

Cenni biografici. Mr. Brainwash il cui vero nome è Thierry Guetta, nasce nel 1966 in Francia a Garges-lès-Gonesse e si trasferisce con la famiglia a Los Angeles all’età di 15 anni. Nel 1999 durante uno dei suoi numerosi viaggi in Francia viene a conoscenza della vera identità di suo cugino, il noto  street artist Space Invader; dopo questa scoperta Guetta si appassiona alla street art e il suo primo approccio con questo mondo avviene attraverso la telecamera, inizia a seguire Space Invader per le strade filmando la realizzazione dei suoi lavori fino a entrare nella cerchia di amici e riprendere nel corso degli anni le uscite notturne dei più grandi street artist mondiali tra cui Obey e Banksy.
Con lo pseudonimo di Mr. Brainwash punta tutto su se stesso, nel 2008 investe tutti i suoi risparmi fra cui la casa di famiglia, e organizza a Los Angeles in un gigantesco magazzino abbandonato la sua prima personale dal titolo Life is Beautiful, mostra-evento che si conclude con oltre 1.000.000 di dollari di opere vendute. In seguito è chiamato a disegnare la copertina dell’album di Madonna “Celebration” e incaricato di realizzare graffiti promozionali per il singolo dei Red Hot Chili Peppers. Su spinta di Banksy i due artisti decidono di realizzare il film-documentario presentato al Sundance Film Festival nel 2010 e diretto dallo stesso Banksy dal titolo “Exit Through The Gift Shop”. Mr. Brainwash è oggi uno degli artisti più quotati nel mercato dell’arte della street art e tra i più amati dal pubblico.
Presenza ormai fissa da anni ad Art Basel, è immancabile nelle fiere d’arte più importanti del mondo e nelle gallerie da lui selezionate, consapevole di rappresentare un’eccezione, ovvero essere un artista vivente già quotato, di fama internazionale e in continua ascesa.

Coordinate evento
Titolo “ArteGenova 2018. Deodato Arte è presente con Mr. Brainwash”
Sede ArteGenova, Quartiere Fieristico di Genova - Padiglione Blu - Stand 117
Piazzale J. F. Kennedy 1, Genova
Date da venerdì 16 a lunedì 19 febbraio 2018
Inaugurazione su invito giovedì 15 febbraio, ore 18
Orari da venerdì 16 a domenica 18 febbraio, ore 10-20; lunedì 19 febbraio, ore 10-13

Ingresso Intero: € 8,00 - Ridotto: € 4,00 Riservato a gruppi (minimo 10 persone), Forze dell’Ordine, persone over 65, studenti universitari, diversamente abili (l’accompagnatore ha diritto all’ingresso omaggio), ragazzi dagli 11 ai 17 anni - Ridotto speciale: € 1,00 Riservato ai soci Arci, ArciGay Genova, Carta Giovani, Touring Club, FAI, su presentazione della tessera dell’anno in corso. Riservato, inoltre, agli utenti che scaricheranno il biglietto dal sito www.artegenova.com - Ingresso gratuito: per Titolari e accompagnatore Carta Più e Carta MultiPiù de La Feltrinelli, per i ragazzi fino a 10 anni compresi, e per tutte le scolaresche, compresi gli accompagnatori, previa richiesta alla Segreteria Organizzativa via mail o fax
Info pubblico Deodato Arte Tel. +39 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it

Segreteria organizzativa ArteGenova 2018
NORD EST FAIR SRL - Via A. Costa, 19 - 35124 Padova
Tel. +39 049 8800305 - Fax +39 049 8800944 - giulia@fierenef.com

Ufficio stampa Deodato Arte
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it
 

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 15 febbraio in scena "IL PADRE" di Strindberg, regia Gabriele Lavia.

15/25 febbraio | sala Shakespeare

Gabriele Lavia
Il padre
di August Strindberg
con Federica Di Martino
e con Giusi Merli, Gianni De Lellis, Michele Demaria, Anna Chiara Colombo, Ghennadi Gidari, Luca Pedron
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Giordano Corapi
luci Michelangelo Vitullo
regia Gabriele Lavia
produzione Fondazione Teatro della Toscana


Dopo Brecht e Pirandello, Gabriele Lavia si confronta per la terza volta nella sua carriera con Il padre di Strindberg.
La nuova produzione della Fondazione Teatro della Toscana, diretta e interpretata da uno dei maestri della scena italiana, ha debuttato al Teatro Era di Pontedera sabato 13 gennaio. La casa, la famiglia, la resa dei conti, motivi simbolici per il drammaturgo svedese, vengono qui portati a un confronto ultimativo, che si impone con la lucidità dell’allucinazione.

Il Capitano di cavalleria Adolf si scontra con la moglie Laura sull’educazione da impartire alla figlia Berta. La consorte non esita a instillare nell’animo dell’uomo un dubbio atroce: la sua stessa paternità. Il lungo calvario mentale di Adolf lo sprofonda in un’angoscia devastante, fino a farlo precipitare, racconta Lavia, “nell’abisso della perdita di ogni ‘certezza ontologica’ dello statuto virile della paternità”. Una partita inesorabile di dare e avere, dove ogni segno sposta la bilancia di una macchinosa contabilità cosmica.
Sul palco Lavia interpreta il marito, il Capitano di cavalleria Adolf, Federica Di Martino è la moglie Laura. Il cast si compone poi di Giusi Merli (La Balia), Gianni De Lellis (Il Pastore), Michele Demaria (Il Dottor Östermark), Anna Chiara Colombo (Berta, la figlia), e dei giovani attori diplomati alla Scuola ‘Orazio Costa’ del Teatro della Toscana, Ghennadi Gidari (Nöjd), Luca Pedron (L’Attendente). Le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti, le musiche di Giordano Corapi, le luci di Michelangelo Vitullo.




“L’azione di quest’opera – afferma Gabriele Lavia – è tutta interiore e stretta nella morsa tragica dell’unità di tempo, luogo e azione nella quale deve essere compiuto il ‘delitto perfetto’: l’omicidio psichico. Il nostro spettacolo precipita l’azione dentro una vertigine di velluto rosso sangue dove il quieto salotto familiare comincia ad ‘affondare’ nel naufragio di ogni certezza. È il naufragio del mondo e della storia. Ma forse la vita non è altro che un naufragio”.

“Scritto con un’ascia, non con la penna”. Cosi August Strindberg definisce Il padre composto in una manciata di mesi nel 1887 che della tragedia, nel senso più autentico del termine, rivendica tutti i paradigmi, mettendo a nudo i nodi irrisolti di un rapporto coniugale inaridito in regole che hanno reso moglie e marito estranei l’una all’altro, rivali, nemici.

 “L’intreccio del Padre – precisa il regista – è semplicissimo. Un marito sospetta che la moglie lo abbia tradito e che la figlia sia figlia di un altro. Marito, moglie, figlia e… l’altro. Un intreccio, diciamolo pure, banale, che nelle mani di Strindberg diventa un ‘abisso’. O, meglio, il precipitare nell’abisso della perdita di ogni ‘certezza ontologica’ dello statuto virile della paternità e l’avvento della condizione di ‘incertezza dell’essere’ dell’uomo che, dunque, deve fare i conti con la cultura, la storia e addirittura, poiché Strindberg scrive una tragedia classica, con il mito”.
“Siamo alla fine dell’Ottocento e, quindi, ci si muove – prosegue Lavia – in un ambito nel quale, ancora, non è possibile scientificamente provare con certezza la ‘paternità certa’ di un uomo. Solo la madre è certa. Il padre non è certo. Così il Capitano. Il Padre, cioè l’uomo del comando, privato di ogni certezza è condannato a soccombere di fronte alla donna che è più forte, perché ha la ‘certezza dell’essere’. La certezza dell’essere contro l’incertezza del non essere. E se l’essere uomo diventa ‘non essere’, diventa proprio come Amleto, follia”.



La vicenda personale alla quale più o meno precisamente può venir ricondotta l’opera è in sostanza il matrimonio di Strindberg con Siri von Essen, da lui conosciuta quando è la baronessa Wrangel. Divorziatasi dal marito, Siri sposa Strindberg nel 1877 e gli dà quattro figli, dei quali tre hanno molta parte nella vita di lui. Ma il matrimonio attira e respinge insieme lo scrittore, e con tale veemenza, che egli dopo la prima avrà altre due mogli, ma resterà sempre inquieto e infelice.
Il periodo in cui scrive Il padre è quello che precede il divorzio da Siri, sancito nel 1891, ma è pure il momento di sue intense e abbastanza sistematiche letture di psicologia, storia, politica, scienze naturali, e in cui si occupa anche di pittura, fotografia e ipnotismo.

Conclude Gabriele Lavia: “È proprio nel precipitare nella follia che il Capitano Adolf riesce ad affondare il suo ‘caso banale’ di sospetto di ‘corna’ nell’abisso della storia dell’uomo, fino al mito di Ercole (salvatore del mondo) e di Onfale (la grande de-virilizzatrice) che si scambiano i vestiti. Cosicché l’uomo diventa donna e la donna diventa uomo. Onfale con l’inganno s’impossessò della clava di Ercole e della sua pelle di leone, simboli della virilità e della forza. Ed Ercole, ingannato, indossò le vesti della bellissima Onfale, simboli della fragilità e dell’obbedienza. Il nostro Capitano, privato del potere economico e interdetto, impazzito e stretto nel vestito dei ‘pazzi’ (la camicia di forza), indosserà simbolicamente lo scialle profumato della moglie in una vertiginosa proiezione del mito”.



Dal 15 al 25 febbraio, sala Shakespeare 
Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano 
Martedì / sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 
Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org 
Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 
www.elfo.org


Il Perugia Social Photo Fest presenta il programma dell’edizione 2018


10 Marzo - 8 Aprile 2018, Perugia
Inaugurazione venerdì 9 marzo, h 18:00

Diciotto mostre in programma, due nuovi eventi espositivi,  workshop, la conferenza internazionale “Experiencing Photography” e la Master Class con Judy Weiser


Perugia Social Photo Fest (PSPF), la prima rassegna internazionale di fotografia sociale e fotografia terapeutica, svela il programma dell’edizione 2018 “THE SKIN I LIVE”, che si terrà a Perugia dal 10 Marzo all’8 Aprile 2018 (Museo Civico di Palazzo della Penna, Via Podiani 11 e SPAZIOFF - Officine Fratti - Creative Space, Via Fratti). L’inaugurazione del Festival, la cerimonia di premiazione dei vincitori della “Call for Entry” e l’apertura delle mostre si terranno venerdì 9 Marzo, a partire dalle ore 18.00, presso il Museo Civico di Palazzo della Penna.

Il tema di questa quinta edizione del Perugia Social Photo Fest è la pelle, intesa come totalità di una superficie di confine ed espressione di quella “imprescindibile” separazione dal nostro ambiente e dal nostro prossimo, che è fondamento dell’essere. La nozione di “io” inizia infatti proprio dalla nostra pelle.

Come anche per le precedenti edizioni, il tema del festival sarà affrontato portando come testimonianza esempi di Fotografia Sociale, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, mezzo per dar voce agli “esclusi” e quindi strumento di inclusione sociale,  e di Fotografia Terapeutica intesa come mezzo di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale soprattutto laddove c’è una difficoltà di comunicazione per attivare un processo di autocoscienza e di esplorazione del sé.

Saranno diciotto le mostre in programma, tra cui i progetti vincitori della Call for Entry: “Life force“ di Constanza Portnoy, “Für mich” di Sina Niemeyer e “Sick Sad Blue” di Federica Sasso. Tra gli altri lavori fotografici in esposizione “Echolilia” di Timothy Archibald,     “+Youme” di Katharina Bauer,  “A singular vision” di Noah Brombart, “Fragile” di Ilaria Di Biagio, “Life unfilterd” di Donato Di Camillo, “Dare alla luce” di Amy Friend, “Riflessi” di Simona Frillici, “Odd Days – I giorni dispari” di
Simona Ghizzoni, “Only because they are women” di Farzana Hossen, “Homeless” di Lee Jeffries,  “Ri-Genero” di Giovanna Magri, “Human Pups” di Erik Messori, “The right place” di Fabio Moscatelli, “A girl called Melancholy” di Janelia Mould e “Where the children sleep” di Magnus Wennman.     

Tra gli eventi espositivi dell’edizione 2018 del PSPF ci sarà la mostra collettiva dei 15 artisti vincitori di “FRAMMENTI CALL.4.COLLAGIST”, la open call organizzata dal Perugia Social Photo Fest con l’obiettivo di dare visibilità a nuovi artisti che si esprimono attraverso il mezzo del collage analogico. Frammenti vuole anche diffondere nuovi linguaggi della cultura contemporanea e valorizzare le molteplici interpretazioni del tema del PSPF 2018 “THE SKIN I LIVE“.
Gli artisti selezionati: Gian Luca Bianco (Italia), Elisabetta Cardella (Italia), Jorge Chamorro (Spagna), Floriana Di Giorgio (Italia), Paola Fortunato (Italia), Nina Fraser (Portogallo), Lane (Grecia – Vincitore della Call), Rozenn Le Gall (Francia), David Leleu (Francia), Janice McDonald (USA), Floriana Mitchell (Italia), NCLPGL (Italia), Elisa Pietrelli (Italia), Re Barbus (Italia), Katia Rossi (Italia)

Ci sarà inoltre lo “SPAZIOFF - Uno sguardo femminile alla fotografia contemporanea”, un contenitore dei più innovativi e significativi progetti fotografici di fotografe italiane emergenti. Le Autrici in mostra saranno Cinzia Aze, Elisa Biagi, Lisa Ci, Dana de Luca, Iara Di Stefano, Benedetta Falugi, Sophie-Anne Herin, Laura Lomuscio, Irene Maiellaro, Tiziana Nanni, Paola Rossi. La curatela del progetto è affidata a Efrem Raimondi, oggi considerato uno tra i fotografi più visionari e influenti del panorama italiano.

L’edizione 2018 del Perugia Social Photo Fest sarà inoltre ricca di numerosi eventi collaterali, tra cui:

* Sabato 10 e domenica 11 Marzo: Letture portfolio a cura di Sara Emma Cervo (photoeditor), Teodora Melavenda (photoconsultant & curator), Emanuela Mirabelli (photoeditor Marie Claire),  Efrem Raimondi (fotografo);  

* Da venerdì 9 a domenica 11 Marzo: Master Class a cura di Judy Weiser, psicologa, arte terapeuta, fondatrice e Direttrice del PhotoTherapy Centre di Vancouver (Canada) e considerata l’autorità mondiale in merito alla fototerapia; 

* Venerdì 16 Marzo: Workshop “Libere associazioni. Il collage tra arte e psicologia” a cura di Francesca Belgiojoso;   

* Dal 22 al 25 Marzo: Workshop sul Fotoreportage “La scrittura creativa e non-fiction del reale” a cura di Monika Bulaj. Il workshop è in collaborazione con FujiFilm;  

* Venerdì 23 Marzo: Performance “Dove gli dei si parlano” di e con Monica Bulaj. Un monologo di immagini, suoni e musiche raccolti sul campo. Evento in collaborazione con FujiFilm;  

* Sabato 24 Marzo: Presentazione dei libri “Tutto per una ragione” di Loredana De Pace e “Anatomia dei sentimenti” di Claudia Gori e Giulia Maria Falzea. Modera Grazia Dell’Oro della casa editrice Emuse;  

* Tutti i martedì (13-20-27 Marzo e 3 Aprile): Workshop “SENSIBUS raccontarsi attraverso immaginazione, sensorialità e scrittura” a cura di Antonello Turchetti, Marina Biasi e Alessia Fabbri.


Confermata anche per quest’anno la conferenza internazionale sull’utilizzo delle fotografie per migliorare il benessere e ridurre l’esclusione sociale dal titolo “Experiencing Photography” che si terrà sabato 17 e domenica 18  (Hotel San Gallo – Via Masi 9, Perugia). Interverranno Carlo Riggi (Italia. Psicologo, psicoterapeuta, fotografo), Judy Weiser (Canada. Psicologa, arte terapeuta), Dorota Raniszewska (Polonia. Coach, trainer), Daniela Java Balanovsky (Argentina. Psicologa, giornalista, fotografa), Micaela Iturrioz (Argentina. Psicopedagogista), Francesca Loprieno (Italia/Francia. Artista, ricercatrice indipendente, docente), Chiara Digrandi (Italia/Spagna. Psicologa, arte terapeuta), Sarit Haymian (Israele. Regista professionista, fotografa), Sophie Lizoulet (Belgio. Psicoterapeuta, fotografa), Alberto Antonini (Italia. Psicoterapeuta), Pietro Livi (Italia. Fotografo).
All’interno della conferenza verranno organizzati 4 workshop dimostrativi sulle diverse modalità di utilizzo della fotografia nell’ambito delle relazioni d’aiuto e come strumento di conoscenza del sé. I workshop saranno condotti da Chiara Di Grandi, Daniela Bertuletti, Sarit Haymian, Riccardo Musacchi e Farnaz Farahi.

Domenica 18 Marzo verrà infine presentata in anteprima nazionale la rivista on line “NE.MO” creata da LuceGrigia e NetFo (http://www.lucegrigia.org/netfo). NE.MO è una rivista online che vuole essere un memorandum, un contenitore, in cui esperienze e progetti diversi possano convergere, incontrarsi e intrecciarsi, come contributo concreto alla diffusione della cultura fotografica tra i professionisti della relazione d’aiuto.

“Con grande orgoglio presentiamo il programma di questa nuova edizione del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale che si occupa di fotografia sociale e di fotografia nelle relazioni d’aiuto; un festival che solo in pochi anni è riuscito a diventare un solido punto di riferimento a livello nazionale ed europeo – ha commentato Antonello Turchetti, Direttore Artistico del Festival – Anche quest’anno il programma sarà ricco di mostre, eventi e workshop a dimostrazione che la consapevolezza di quanto la fotografia sia importante anche in ambito terapeutico e sociale  sta aumentando sempre di più. Saranno esposti lavori fotografici di famosi fotografi professionisti ma anche di persone comuni e semplici fotoamatori che hanno esplorato se stessi costruendo lavori personali di grande impatto emotivo e sbalorditivi dal punto di vista psicologico. Vi aspettiamo a Perugia per vivere insieme tutte le bellissime novità che questa nuova edizione avrà da offrire.”

Per saperne di più: www.perugiasocialphotofest.org



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East Market, anche a febbraio il vintage non si ferma. Prossimo appuntamento domenica 18 febbraio 2018.

Al via domenica 18 febbraio la nuova edizione di East Market, il mercatino vintage di Lambrate gratuito, dove tutti possono vendere, comprare e scambiare.
East Market coinvolge espositori e collezionisti provenienti da tutta Italia, sempre scrupolosamente selezionati dallo staff di East Market, con migliaia di articoli nuovi e usati tra vintage, artigianato, collezionismo, modernariato, design e pulci. Gli oggetti più frequenti: abbigliamento e accessori, scarpe e borse, cd e dischi, mobili e complementi d'arredo, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora.
Negli oltre 6000 mq espositivi dell'ex fabbrica di Lambrate divisi tra via Ventura e via Massimiano, dove in quest'ultima saranno concentrati gli stand del design e dell'hand made, le loro idee, i loro prodotti e la loro passione arricchiscono sempre ogni edizione con nuove sorprese. East Market è diventato must per i milanesi e non solo. Ispirandosi ai mercati dell’East London, si propone come un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica, con multiformi idee e oggetti stravaganti.
La prossima edizione vede tra i consueti 250 espositori attentamente selezionati da tutta Italia, Andrea Costa alias Mens Requiem, che per la prima volta a East Market, propone una vasta gamma di oggetti di entomologia e tassidermia in stile vittoriano vintage. Spazio all'Oriente con Vintage Flea di Kay, che porta una selezione di kimono originali giapponesi, artigianato, maschere, libricini rilegati e lampade intrecciate dal Sol Levante. Olivia Concept Store con prodotti artigianali dal tocco scandinavo, come candele, diffusori, oggetti per la casa, stampe e lettere in cemento.
Sempre presente la vinyl area con la migliore selezione di dischi per ogni genere musicale direttamente dagli archivi dei nostri collezionisti più attenti, originali LP 33, 45 e 78 giri, picture disc, flexi, 380 gr e rarità dal rock al rap, dal jazz al pop. Videogame area con cabinati e console vintage, dove giocare tutto il giorno come in una vera sala giochi del passato. Sempre aperto anche East Market Diner, lo spazio food & beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market che propone un'offerta culinaria internazionale: dai dumpling cinesi e giapponesi al vapore, ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi all'east burger, l'avocado burger e il tipico jerk chicken jamaicano. Birra, bibite e dolci sempre disponibili all’interno del market nei vari punti ristoro. DJ set pomeridiani con il meglio delle selezioni musicali del momento e del passato e ancora East Market Shop, il corner dove è possibile acquistare il merchandise ufficiale di East Market tra magliette, tazze e gadget.
Tutte le informazioni e le novità sono su facebook.com/eastmarketmilano, eastmarketmilano.com e instagram.com/eastmarketmilano/.

Domenica 18 febbraio 2018
dalle 10 alle 21
Via Privata Giovanni Ventura, 14 – Milano
Ingresso Libero
Infoline 3920430853

FASHION TWINS. Negli spazi espositivi del Sottopasso della Stua di Padova, la mostra fotografica di IOAN PILAT, a cura di Enrica Feltracco.


FASHION TWINS
mostra fotografica di IOAN PILAT
a cura di Enrica Feltracco


Giovedì 15 Febbraio 2018, ore 18.00
Sottopasso della Stua, Largo Europa, Padova


Organizzata dal Comune di Padova Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche con il supporto dell’ Associazione Kìnima, la mostra fotografica FASHION TWINS di IOAN PILAT, curata da Enrica Feltracco, verrà inaugurata giovedì 15 Febbraio alle ore 18.00 negli spazi espositivi del Sottopasso della Stua a Padova e resterà aperta al pubblico fino all’11 Marzo.

In “Fashion Twins” Ioan Pilat racconta in una serie di scatti inediti quella relazione, speciale per antonomasia, che solo i gemelli sanno incarnare.
Un progetto fotografico ambizioso e non semplice che illumina un punto chiave delle relazioni gemellari: un rapporto fortissimo, ma a suo modo liquido e scorrevole, che oscilla continuamente tra identità e differenza, legate dal filo invisibile, quanto tenace, dell’empatia.
È riduttivo quindi parlare di Fashion Twins solo come di una mostra sui gemelli, perché è molto di più, Pilat si addentra con la sua macchina fotografica in un mondo affascinante proprio perché sconosciuto a chi un gemello non ha. E per lo spettatore diventa seducente penetrare in quegli sguardi, quel vedere la propria immagine proiettata in un essere umano identico a te, che ti conosce come nessun altro, ma da cui sai che dovrai distinguerti.
Non cercate le somiglianze o le differenze: nelle foto di Ioan Pilat traspare un legame poderoso e misterioso che risiede tutto nella profondità dei loro sguardi.
(Enrica Feltracco)


Dal 15 Febbraio all' 11 Marzo 2018, ingresso libero.

Dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00
Sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00

LASTLIFE. Al Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz di Roma, la mostra di Sergio Angeli, con installazione vivente e performances.


LASTLIFE

sabato 10 marzo 2018 ore 16.00
Maam, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz
via Prenestina 913, Roma

Installazione vivente e pittura: Sergio Angeli
Fotografia: Marino Festuccia
Testi e curatela: Silvia Colasanto
Performer: Michela Turci
Performance musicale: Ipnoteka


Il concept, nato da un’idea di Sergio Angeli, è una riflessione sulla caducità e sulla speranza, sulla morte e sulla rigenerazione. La natura, osservata e compianta durante e dopo la sua fine, è lettura decodificata di umane parabole e terrestri traiettorie.
La mostra itinerante è composta da 7 dipinti, 3 fotografie che documentano l'installazione vivente e 12 lavori su carta.
Il progetto sarà presentato per la prima volta al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz il 10 marzo 2018 e in quell’occasione l’artista Sergio Angeli e il fotografo Marino Festuccia doneranno alla sede espositiva un quadro e una fotografia della serie Lastlife che entreranno così a far parte della collezione permanente del Museo.
Prologo e compimento della esibizione al MAAM sarà la performance elettro-tribale degli Ipnoteka in un crescendo di ritmi ancestrali e influenze contemporanee.
Dopo la prima tappa al MAAM, Lastlife cercherà la sua evoluzione interagendo con gli altri spazi ospitanti grazie a installazioni site specific, proiezioni video e sviluppi musicali che ne evidenzieranno il carattere contaminato e a sua volta contaminante.



Dal testo di Silvia Colasanto:

“Una donna, un bagliore, una terra bruciata, desolata e abbandonata.
La donna, di bianco vestita, è vita. L’ultima, forse. È speranza che insorge e luce che rischiara.
È luce tenace che filtra attraverso una lampada dai perimetri misteriosi, assemblata con i resti di un mondo tecnologico sfruttato e ripudiato in un oblio che lo traghetta lontano dagli occhi e dalla memoria.
È mondo rifiutato che si trasforma in miraggio fiducioso, riverbero e conforto che illumina un cammino da qualcun altro violato e trasfigurato in un tappeto di foglie e cenere.
È fiducia che si stringe e si protegge, che si carezza come farebbe una mamma con il figlio neonato.
È aspettativa o forse solo chimera da desiderare e inseguire in un viaggio mentale dalle traiettorie imprevedibili, continua tensione alla rinascita invisibile e spirituale.
È il sentiero immaginario da tracciare prima che i lampi annuncino una nuova tempesta e i tuoni annientino la fede.”



CONTATTI:



lunedì 12 febbraio 2018

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, in scena lo spettacolo "Mio Eroe", di e con Giuliana Musso.



13 – 18 febbraio / sala Fassbinder

Mio Eroe
di e con Giuliana Musso
regia Giuliana Musso

collaborazione alla drammaturgia Alberto Rizzi
scene e assistenza Tiziana De Mario
musiche eseguite da Andrea Musto
direzione tecnica Claudio "Poldo" Parrino
produzione La Corte Ospitale
 


Giuliana Musso è la voce di un teatro d'indagine che sa analizzare costumi, modelli culturali e malesseri per farne fotografie precise e inquietanti del nostro paese: «Le storie sono documentate, la vocazione civile è chiara, ma lei ne fa teatro puro. In scena, c'è tutto un mondo che vive». Dopo La fabbrica dei preti, Tanti saluti, Nati in casa, Sex machine, questo nuovo spettacolo affronta il tema della guerra contemporanea. Il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001-2014), raccontato attraverso la voce delle loro madri.

Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace.
Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana.
Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo difronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati.
Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.




«Come evitare il populismo o la demagogia? Con il corpo, con la verità dell’attore, quella di Giuliana Musso così presente con tutta se stessa da non esserci come persona».
Simone Azzoni, L'Arena

«Giuliana Musso non offre risposte ma, come sempre, si fa sguardo attento e profondo sul presente che ci circonda, apre nuove riflessioni che scavano voragini».
Chiara Pavan, Il Gazzettino

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13 – 18 febbraio / sala Fassbinder
Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano 
Martedì / sabato ore 21.00, domenica ore 16.30 
Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org 
Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 
www.elfo.org.