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mercoledì 2 marzo 2016

Alla Pinacoteca Comunale di Gaeta, la mostra antologica “Furenti Tropici. Dim Sampaio tra segni e colori in tempesta”, a cura di Pietro Bellasi e Alessandro Sarteanesi.


PINACOTECA COMUNALE DI GAETA
Palazzo San Giacomo
Gaeta, via De Lieto 2

Furenti Tropici
Dim Sampaio tra segni e colori in tempesta
a cura di Pietro Bellasi e Alessandro Sarteanesi

5 marzo – 10 aprile 2016
inaugurazione venerdì 4 marzo, ore 18.30




La suggestiva Pinacoteca Comunale di Gaeta ospita l’antologica “Furenti Tropici. Dim Sampaio tra segni e colori in tempesta” curata da Pietro Bellasi e Alessandro Sarteanesi, dal 5 marzo al 10 aprile.

La mostra, patrocinata dalla regione Lazio, dalla Provincia di Latina, dal Comune di Gaeta e dall’Ambasciata del Brasile, organizzata da Magonza Editore e promossa dalla Pinacoteca di Gaeta, offre al pubblico un corpus di 50 opere realizzate da Dim Sampaio fra il 2003 e il 2015 fra cui numerosi inediti.

I lavori esposti, realizzati con differenti tecniche, da acrilici a inchiostri, da oli a pastelli, da smalti a catrame e in prevalenza di grandi dimensioni come Ordine e Ferocia di cm 250x350 o Corpi di cm 135x335, esprimono la forza e l’energia creativa che contraddistinguono l’artista brasiliano, italiano d’adozione. In Sampaio ad elementi caratteristici dell’espressionismo europeo si uniscono tratti enigmatici, carismatici, primitivi che si legano a tradizioni magiche precolombiane del suo paese d’origine. I colori sgargianti, l’importanza del gesto pittorico emergono dalle tele con impasti eruttivi, segni, macchie, spruzzi che mettono in evidenza la vitalità e la violenza della sua arte.

L’indiscutibile originalità artistica è così descritta dal curatore Pietro Bellasi: “Per la pittura di Dim Sampaio gli storici dell’arte, con la consueta nevrosi e protervia classificatoria, potranno parlare di ‘espressionismo estremo’ e anche di fauvismo, come di ‘atmosfere Cobra’; e poi anche di Art brut, di Dubuffet, di Pop, di Graffitismo e di Basquiat. Magari tutto anche assai plausibile, ma che rischia di affievolire l’essenziale, ciò che rende la pittura di Sampaio di un’originalità e novità virulenta e sorprendente; appunto la sua qualità di un’immediatezza poetica ‘homeless’, di una esplosione creativa che sconnette e disloca tante categorie consolidate”.

Accomapagna la mostra un catalogo di Magonza Editore.





Cenni biografici
Dim Sampaio nasce nel 1975 in un piccolo villaggio del Brasile, nello Stato federale del Piauì. Fin da bambino, mostra interesse per il disegno e a tredici anni realizza alcune vignette satiriche per alcuni quotidiani locali; da queste nasce la prima rivista di satira politica nella storia del Piauì, che presto chiuderà a causa di pesanti minacce.
Contemporaneamente coltiva un forte interesse per la pittura cui si dedica costantemente.
Intraprende il corso di educazione artistica presso l’Università federale del Piauì, dove frequenta le lezioni di Afranio Pessoa, considerato uno dei più importanti pittori del Nord-Est brasiliano, che immediatamente gli offre il posto di tutor nella sua classe. In questo stesso periodo tiene piccole mostre e inizia a insegnare presso alcune scuole medie di Teresina, ai bambini di strada e delle favelas.
Conseguita la laurea, ottiene una borsa di studio di un anno presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove frequenta le lezioni di Marcello Faletra che lo nomina coordinatore di un ciclo di seminari sull’arte, la poesia e la filosofia dal titolo Lezioni siciliane.
Dal 1999 Dim Sampaio vive e lavora a Bologna. Nel 2001 tiene la sua prima grande mostra personale a Gubbio. Nel 2003 è ospite speciale alla Biennale d’arte contemporanea del Cairo e nel 2006 è selezionato da Philippe Daverio per una collettiva organizzata dalla Fondazione Carisbo a Bologna. Nello stesso anno inizia la collaborazione con Grossetti Arte Contemporanea di Milano. Realizza successivamente numerose personali e collettive e partecipa ad Arte Fiera di Bologna e al Miart di Milano.

Coordinate mostra
Titolo Furenti Tropici. Dim Sampaio tra segni e colori in tempesta
A cura di Pietro Bellasi e Alessandro Sarteanesi
Sede Pinacoteca Comunale di Gaeta - Palazzo San Giacomo. Ingresso Via De Lieto 2, Gaeta
Date 5 marzo - 10 aprile 2016
Inaugurazione venerdì 4 marzo, ore 18.30
Orari
MARZO ven ore 16 - 19; sab ore 11-13 e 16 - 19; dom e festivi ore 11 - 13 e 16 - 19
APRILE ven ore 17 - 20; sab ore 11-13 e 17 - 20; dom e festivi ore 11 - 13 e 17 - 20
E' possibile la visita in altri orari per gruppi e scolaresche previa prenotazione contattando
i seguenti numeri: 339 - 2776173 o 0771 - 466346
Ingresso € 5,00 - ingresso gratuito per giornalisti con tessera e minori di anni 10
Catalogo Magonza Editore - www.magonzaeditore.it
Info pubblico tel. 0771 466346 - www.pinacotecagaeta.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

giovedì 11 febbraio 2016

Alla Fabbrica del vapore di Milano, la Mostra "Gocce di spazi paralleli" di Klaus Münch, a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà.


La Fabbrica del Vapore
Edificio Messina Due
Milano, via Procaccini 4

Klaus Münch. Gocce di spazi paralleli
a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà

17 febbraio - 23 marzo 2016
inaugurazione martedì 16 febbraio, ore 18.30



Una grande installazione di Klaus Münch “Gocce di spazi paralleli” è in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano - Edificio Messina Due a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà con il contributo scientifico di Aldo Iori, dal 17 febbraio al 23 marzo.
Oltre cinquanta sculture policrome semisferiche in plexiglas, serigrafate internamente con immagini di cellule minerali, vegetali e animali ricavate al microscopio, dialogano con grandi opere su carta a grafite e cera, disegni realizzati con resina e pigmenti che illustrano un universo dove micro e macrocosmo si riflettono continuamente l’uno nell’altro.
Il rapporto tra arte e scienza è sapientemente espresso in tutta l’opera dove le “cupole” di varie forme e dimensioni diventano “spazio abitativo” per l’origine della vita, in cui le nanostrutture cellulari rimandano a pianeti, a mondi più vasti, a costellazioni astratte.
  
L’esposizione promossa da Magonza Editore e Atlante Servizi Culturali in collaborazione con il Comune di Milano, La Fabbrica del Vapore, presenta attraverso inediti e opere degli ultimi anni il lavoro dello scultore tedesco che, formatosi tra Carrara e Monaco, si esprime attraverso la realizzazione di opere che evocano la formazione della vita nel cosmo in una concezione spaziale in divenire, avvicinandosi alla teoria degli universi paralleli.





In mostra, i lavori posizionati a terra e alle pareti definiscono lo spazio espositivo e collocano il visitatore all’interno di una galassia di organismi plastici che induce alla riflessione sulla natura stessa dell’uomo e dell’universo. Ne sono esempi le opere in cui la texture cellulare serigrafata sulla superfice ricorda l’immagine di un mondo lontano, in altre opere  impronte cromatiche evocano paesaggi lunari, ed in altre la trasparenza del colore su plexiglas richiama la vita nel suo stadio embrionale. Afferma il curatore Pietro Bellasi: “Nelle sue ‘bolle’ o ‘gocce’ incinte, gonfie di spazio quasi a far scoppiare quei gusci traslucidi e cheratinosi, forme e colori alludono ad aspetti ed ‘espressioni’ primordiali, archetipiche della materia stessa, che Münch sembra racchiudere in vitro con una attenzione quasi naturalistica a catturarne fluidità e consolidamenti, deflagrazioni e implosioni, fratture e saldature, luminescenze, riverberi, luccichii… Osservando le più voluminose a forma rotonda o ellittica subito vengono in mente certe rappresentazioni stupefacenti della ‘radiazione cosmica di fondo’, quel remoto debole bagliore che ci giunge dall’inizio di tutto”. 

Evidenti analogie formali e poetiche si scorgono con emblematiche opere come il Trittico del giardino delle delizie, dove spazi immaginari, caratterizzati da forme curve, da cupole, sono scenari del mondo vivente. Nel suo testo critico il curatore Bruno Corà commenta: “È evidente, a proposito delle calotte semisferiche di Klaus Münch che in esse si manifesta la memoria di un archetipo. Tanto esplicito per quanto già intuito e celebrato da Hieronymous Bosch e in seguito, con forme diverse, da altri artisti interessati all'entità e al concetto di spazio. Detto archetipo è quello della curvatura dello spazio e, al contempo, quello stesso dell'origine della vita sul pianeta e in altri mondi”. Proprio all’interno di queste calotte, avviene la nascita della vita - come documentano gli scatti in mostra della performance del 2006 al CAMeC di La Spezia - emulata dai lenti movimenti di una modella all’interno di una semisfera.

A partire dagli anni novanta, come sottolinea Aldo Iori, nel lavoro plastico di Klaus Münch il disegno assume un ruolo di imprescindibile importanza: “Esso è realizzato a grafite o tecnica mista su carta, quasi a dare risposta, come prima accennato, alla necessità di esperire un rapporto fisico ed energetico con la materia e con la forma; anche la dimensione spesso cambia e in alcuni casi assume dimensioni antropometriche”. Caratterizzato da una forte enfasi del gesto, il disegno è in costante evoluzione e le immagini pur rimanendo molto astratte, nel corso del tempo vanno riferendosi ad un universo più organico fitomorfico e zoomorfico, con continui riferimenti al micro e macrocosmo.

Completa la mostra un catalogo di Magonza Editore con testi dei curatori e di Aldo Iori.

Cenni biografici
Klaus Münch nasce nel 1953 a Freiburg in Germania da genitori tedeschi, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Carrara dove si diploma in scultura e in seguito studia a München dove consegue il diploma in pittura. Da allora, per scelta personale vive e lavora in Italia a Casal Borgone, vicino a Torino, dove ha il suo studio.
Nel corso degli anni partecipa a numerose mostre nazionali e internazionali.
Inizia la sua attività espositiva frequentando l’ambiente torinese degli anni Ottanta, in cui è vivo il fermento prodotto da artisti che conosce personalmente come Mario e Marisa Merz, Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo, Marco Gastini e alcuni coetanei come Vittorio Messina e Eduard Winklhofer. Nel 1986 espone per la prima volta a München e successivamente a Torino, Metz, Parigi, Modena, Freiburg, e altre città europee. Seguono numerose mostre di cui si ricorda la personale nel 2006 presso il Centro Arte Moderna e Contemporanea – CAMeC di La Spezia; nello stesso anno è invitato alla XII Biennale Internazionale di Scultura a Carrara e espone a Palazzo San Clemente a Firenze; nel 2007 partecipa alla Rassegna internazionale Artempo, a Palazzo Fortuny nell’ambito della 52° Biennale di Venezia. Nel 2008 lo vediamo ad Artissima a Torino. Nel 2012 vince il concorso per l’installazione di un’opera nella città di Donaueschingen in Germania, nell’ambito della manifestazione “Heimattage Donaueschingen Skultpurenweg” del Museo Biedermann. Nel 2013 tiene una personale presso Palazzo Panichi a Pietrasanta dal titolo “Nuovi Organismi Spaziali”; nel 2015 espone presso il CaMusAC Museo d’Arte Contemporanea di Cassino.
Diverse sue opere si trovano in permanenza in importanti collezioni in Italia e all’estero.


Coordinate mostra
Titolo Klaus Münch. Gocce di spazi paralleli
A cura di Pietro Bellasi, Bruno Corà
Sede La Fabbrica del Vapore - Edificio Messina Due, via Procaccini 4, Milano
Date 17 febbraio - 23 marzo 2016
Inaugurazione martedì 16 febbraio, ore 18.30
Orari da martedì a domenica, ore 15-20
Catalogo Magonza Editore - www.magonzaeditore.it
Info pubblico tel. 075 372 1525 - atlanteserviziculturali@gmail.com - www.atlantecooperativa.it

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it