STAY COOL. BE SOCIAL.

mercoledì 6 maggio 2015

6 MAY. INTERNATIONAL NO DIET DAY. HEALTH AT EVERY SIZE


Oggi per un giorno si fermano tutte le diete. Ecco perché. 


Avete iniziato la dieta in previsione dell'ormai imminente prova costume? Oggi potete concedervi una "tregua". Il 6 maggio è stato eletto, infatti, come il #NoDietDay, vale a dire un giorno l'anno in cui tutte le diete del mondo vengono sospese e si può mangiare a cuor leggero e a forchetta larga. 

L'evento festeggia la sua 23esima edizione. Nato nel 1992 dall'iniziativa di Mary Evans Young, fondatrice dell'associazione "Diet Breakers" ed ex anoressica, fu celebrato inizialmente a Londra, per divenire con gli anni sempre più internazionale.

Mary ha dichiarato di aver pensato a un giorno senza dieta dopo aver scoperto che una ragazza si era suicidata dopo che alcuni compagni di scuola le avevano detto che era troppo grassa, così: «Ho deciso di passare all'azione».
Gli obiettivi della giornata sono l'accettazione del proprio peso e la sensibilizzazione sulle discriminazioni a cui va incontro chi è sovrappeso.


I disturbi alimentari sono un problema sempre più grave e l'ossessione verso il cibo si è dimostrata spesso molto pericolosa. Quindi oggi bilance a posto e fuochi accesi, è la giornata internazionale dello "sgarro".

martedì 5 maggio 2015

La storia dell’umanità secondo Milo Manara.


Milo Manara illustra le grandi amenità che l'uomo è stato capace di commettere, nel corso dei secoli, in un grande  racconto illustrato.

La storia dell'umanità in una sfolgorante processione di personaggi da Neanderthal ai giorni nostri. Eros e violenza, le due costanti del genere umano.









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IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO CORPO PESO. | A Venezia la performance di Giovanna Lacedra su un tema importante quale la patologia anoressico-bulimica.


Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.
Oggi: 475 Kilocalorie.



Trasformare in arte la patologia.
Fare in modo che il corpo – per anni ostaggio di rituali ossessivi, per anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze –, diventi racconto espressivo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.
Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi. 
Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare. 
Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha o scegliere stoicamente la rinuncia. 
Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera. 
Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.
Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi per rendersi visibili.
E tutto questo per sopravvivere ad altro.

Donne che si sfondano di cibo e vomitano infilandosi due dita in gola, 
al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare. 
Donne che si sfondano di cibo e non vomitano, creando – con un corpo in dilatazione –  
barriere con le quali difendersi dal mondo e da una dimensione dell'affettività, che genera in loro 
inadeguatezza e panico. 
Donne che non mangiano per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza, 
quale alto dominio siano capaci di esercitare su sé stesse e sui propri appetiti.
Autocontrollo, perdita patologica di controllo. 
Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.
Donne che si riempiono di cibo. Donne che si svuotano di sé.
Perché il dolore che le fa agire è in verità un dolore profondissimo. Che a volte neppure loro conoscono.

Al di là della fame e della sua negazione, esiste un’altra fame. Più feroce, più legittima, più importante. Una fame del cuore. Che ha il diritto di essere ascoltata.

Il corpo di un’anoressica-bulimica, è un corpo rotto. 
È corpo-contenitore di vuoti e di parole. Troppi vuoti e troppe parole.
Tutto nasce da una frattura nella relazione, da una crepa tellurica nella comunicazione. 
Digiunare e divorare sono prese di posizione estreme. Punizioni. Penitenze. 
Il corpo si trasforma in una conca sgombra o una pattumiera. E il cibo-non-cibo diventa il solo strumento capace di mettere a tacere ciò che si agita dentro. 
L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene. La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina. Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. 
Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina. Cibo non-più-cibo.
È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo. 
È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso.
Anoressia, Bulimia, Binge Eating e Obesità sono espedienti autodistruttivi, ricercati per sopravvivere a tutto il resto. Per tentare di governare il vuoto. Per provare a non sprofondare.
Presto però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire. IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità. IO SOTTRAGGO è un atto di coraggio che mira a combattere la vergogna e l’omertà. In nome di una verità che vive rovesciata dall’altra parte dello specchio.

Testo a cura di Giovanna Lacedra



Giovanna Lacedra performing
IO SOTTRAGGO
Sabato 9 maggio ore 20,00
Presso EL MAGAZEN DELL'ARTE
DORSODURO 1375 - nei pressi dello Squero di San Trovaso
VENEZIA
Info-press: ass.rosam@gmail.com

lunedì 4 maggio 2015

NEWS. IN MAY THE LAUNCH OF THE SIRENS OF TITAN | An audio-visual project by the author and songwriter John-Paul Pryor.


The crowd, having been promised nothing, felt cheated, having received nothing” 
Kurt Vonnegut, The Sirens of Titan


The Sirens of Titan are an audio-visual project by the author and songwriterJohn-Paul Pryor, featuring Sami Salo, Jez Leather, Phoebe White, Emma Cripps, Sarah Kaldor De Winter, Courtney Murray, Mike Pickering and Matt Millership. The band are a collective formed around the core trio of Pryor, Salo and Leather. The Sirens of Titan always record all songs live in session. 

The debut album The Apocalypse Sessions was recorded over a three-month period with the producer Andy Strange.

Each song on the album is being interpreted by a different contemporary visual artist throughout 2015, and the films will appear on The Sirens of Titan website bi-monthly. 

The artists include Paulina Otlie Surys, Wolfe Von Lenkiewicz, Martin Sexton, David Shama, Marnie Weber and Ewa Wilzcynski, among others.

Portrait: Jez Leather by Paulina Otlie Surys

Portrait: Sami Salo by Paulina Otlie Surys

Portrait: John-Paul Pryor by Paulina Otlie Surys
Film from the forthcoming film for Black Dog Commercial by Paulina Otlie Surys


THE APOCALYPSE SESSIONS IS AN ALBUM OF ELEVEN SONGS BY THE AUTHOR JOHN-PAUL PRYOR AND HIS BAND THE SIRENS OF TITAN COMPLEMENTED BY ELEVEN FILMS PREMIERED BI-MONTHLY BY LEADING CONTEMPORARY ARTISTS





Listen and Watch the Album Apocalypse Sessions Here





NEWS. Infinity Agency: "Oggi come oggi, non basta più essere on line, bisogna saperci stare."


Affidarsi ad un’agenzia social esperta non è più un’opzione ma una prerogativa. E’ un must non solo in termini di comunicazione e web marketing, ma anche di visibilità e posizionamento.
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CURRICULUM VITAE | A Magenta presentata la serie di collage realizzati da Sante Egadi utilizzando pergamene di titoli di studio ed attestazioni varie.

Nei giorni 8-9-10 MAGGIO 2015 a Magenta verrà presentata per la prima volta al pubblico “Curriculum Vitae”, la serie di collage realizzati da Sante Egadi utilizzando pergamene di titoli di studio ed attestazioni varie.
La mostra Curriculum Vitae consiste nell’esposizione del primo ciclo di opere fatte con titoli di studio.
La serie vide la luce a Salerno nel dicembre 2012 con la realizzazione del primo esemplare durante l’omonima performance.
Video della prima performance al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=hKfKeUKKGTw
La mostra prevede l’esposizione di una dozzina di opere uniche, di piccole medie dimensioni, realizzate dall’artista negli ultimi due anni.
Alcuni di questi collage sono il frutto di performance svoltesi a Milano e provincia, altri sono il frutto di un lavoro solitario e riservato.
Trait d’union del ciclo è il materiale utilizzato per la sua realizzazione (pergamene rilasciate da diverse scuole ed atenei: Università Bocconi, Università di Salerno, Università di Foggia, Université de Bretagne Occidentale, Università degli Studi della Basilicata).
Le pergamene sono state tagliate, strappate ed incollate, colorate, dipinte e rielaborate.
La mostra vanta alcuni indiscutibili primati in termini di originalità ed autenticità, oltre a quello del costo della realizzazione.
Opera sempre più attuale, realizzata con il frutto di anni di sacrifici, o meglio, con il loro simbolo. Sacrifici che le famiglie italiane conoscono bene avendo investito con fiducia tutto negli studi, convinti che questa fosse la strada giusta. Uno spaccato amaro e lucido dell’attuale Italia, del peso dato alla cultura, burocrazia e mercato del lavoro.




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Sante Egadi (ex Bocconiano, Dottore di Ricerca, Commercialista, etc., recordman in fatto di titoli e carte varie) è da pochi anni di ritorno a Milano dove è impegnato nel circuito alternativo dell’arte contemporanea. Definito da “Il Corriere della Sera” il nuovo Jeff Koons e più volte accostato da giornali nazionali a Piero Manzoni e ad altri nomi di rilievo, attualmente svolge anche attività di street artist. Da vari mesi infatti, le sue frasi sono visibili sul Ponte degli Artisti a Porta Genova.
Al link testimonianze dell’attività di street artist:  
 La mostra fa sicuramente riflettere sul mondo del lavoro, su quello dell’istruzione della burocrazia, sul valore dei titoli di studio. Si tratta in sostanza di un’opera attualissima che fonda le proprie radici e la propria ispirazione nella profonda conoscenza del “sistema Italia” che Sante Egadi ha potuto conoscere sotto molte vesti.
“Il 2015 per me, artisticamente, rappresenta l’anno zero.” dichiara Egadi “È come se tutto ciò che abbia fatto fino ad ora non esistesse più, anche se si tratta soltanto di una sensazione. La mostra che presenterò in anteprima a Magenta può essere considerata la mia prima vera mostra; per la prima volta esporrò una collezione unitaria di opere. Ho ceduto al linguaggio e questo lo trovo sensazionale. Fino ad ieri ho preferito un approccio timoroso, che evitava qualsiasi tipo di ancoraggio a questa o a quella teoria o a quello stile.”


La mostra è realizzata anche grazie al contributo dei collezionisti: Michele Gazzola, Claudio Nigro, Giuseppe Pagano, Paolo Russomando. Fondamentale l’ospitalità delle Staffette Partigiane di Magenta, infaticabili organizzatori di eventi artistici e dibattiti pubblici con le quali Sante Egadi collabora per la terza edizione consecutiva.
Rassegna stampa parziale al link: http://santeegadi.125mb.com/rassegnastampa.htm

“Curriculum Vitae”- La mostra
8-9 e 10 maggio 2015
Orario: 18.00-22.00
Tensostruttura Piazza Mercato
Magenta (MI)

Per informazioni e contatti:
comunicati.artistici@yahoo.com
Telefono: 3923338073



venerdì 1 maggio 2015

Roma. Il falegname di 172 anni: “La morte si è dimenticata di me”.

Si chiama Giuseppe Orsini il falegname nato nel 1842 a Roma che sta facendo parlare di lui tutti i giornali del mondo. L’uomo, un falegname romano di umili origini, è stato sottoposto a diverse visite specialistiche che confermerebbero i dati riportati nei suoi documenti. Nato il 24/06/1842 a Roma, vedovo di Marisa Marconi da ormai 74 anni e in pensione dal 1953 ha così dichiarato: “Sono stanco di vivere, ho perso il conto dei miei compleanni ed ogni 24 Giugno per me è un giorno di lutto. I miei pronipoti sono morti da anni, sono rimasto solo accudito da alcuni volontari della Caritas” 
L’uomo secondo i medici, tranne uno stadio avanzato di osteoporosi, starebbe in gran forma, con i valori del sangue perfetti ed un cuore da fare invidia ad un’atleta.
Ha poi dichiarato: “Mangio poco e bevo circa mezzo litro di acqua al giorno, ho smesso di prendere le medicine circa 70 anni fa”
Scienziati di tutto il mondo hanno richiesto di poter sottoporre a perizia l’uomo “immortale” ma se l’uomo non si presterà di sua volontà a tali esami probabilmente nessuno avrà questo privilegio finché sarà in vita.

Non ho intenzione di fare la cavia da laboratorio, i soldi non mi sono mai interessati figuriamoci ora a 172 anni, non mi avranno mai”