STAY COOL. BE SOCIAL.

mercoledì 14 dicembre 2016

Alla Carta Bianca fine arts di Catania la mostra personale "LUCE VINCE" del fotografo Aldo Palazzolo.

La galleria Carta Bianca fine arts ha il piacere di presentare la prima personale catanese del fotografo Aldo Palazzolo dal titolo Luce vince.

Una mostra colta, elegante, sobria e di grande prestigio per la galleria, assolutamente imperdibile per chiunque sia attento alle arti figurative, infatti Aldo Palazzolo è fra i testimoni più importanti del nostro tempo avendo immortalato i più grandi protagonisti del mondo della cultura con una visione assolutamente globale e contemporanea della ricerca estetica, con un respiro talmente ampio da non temere confronti nel mondo.

Dice di lui Guy Mandery:
Aldo Palazzolo fa parte con Avedon, Poinssot, Trivier e pochi altri, dei più straordinari ritrattisti esistenti (Album Public, Paris,1988).
 
Aldo Palazzolo
Inizia la sua ricerca intorno al 1975 indagando il legame fra mimo e fotografia alla scuola di J. Lecoq a Paris. Il lavoro sfocia nell’esposizione: ‘Semantica del Gesto’.
Seguendo il suo istinto di viaggiatore Palazzolo, comincia a frequentare i musei più importanti per studio e per passione. Da queste lunghe peregrinazioni nasce l’esposizione ‘Frammenti di Marmo’, indagine sul gesto erotico nella scultura antica. Immagini di rara bellezza (alcune presenti in mostra) in cui la plasticità dei marmi è esaltata e valorizzata dalle riprese a luce naturale e dalla riscoperta di un gesto e di uno svelamento cui il fotografo dedica attenzione e sensibilità.
La fine del ciclo dedicato alla riflessione sulla storia dell’arte coincide con quello che è sempre stato l’interesse primario del lavoro di Palazzolo: la riflessione sull’uomo, il ritratto.

Ha così realizzato un Panthéon di ritratti che inquietano profondamente e spesso, quasi sempre anzi, seducono; i suoi umani Palazzolo li fotografa frontalmente, a viso aperto senza orpelli, sempre carichi di una tensione emotiva ed esistenziale che riporta il soggetto al grado zero, all'essenza unica e primaria, all'essere mortale. Le pose caratterizzate da comportamento solenne, da uno sguardo penetrante scambiato con il fotografo e attraverso lui, con lo spettatore, turbano per l'intensità della messa a fuoco. Non sono fatti di momenti rubati al soggetto ignaro tuttavia sono ‘candidi’ nel senso originale della parola: franchi, aperti, senza maschera.

Nel 1986 pubblica il suo primo libro, 'Portraits', con testi di Jean Claude Lemagny e Ando Gilardi.
Nel 1989 il critico Peter Weiermair lo segnala fra i ritrattisti più importanti al mondo allestendo l’esposizione e il catalogo per ‘Il ritratto nella Fotografia Contemporanea’ con artisti come Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Annie Leibovitz, Bruce Weber, Mary Ellen Mark, Cleg & Guttman, Lynn Davis, Thomas Ruff.

Davanti al suo obiettivo sono passati personaggi come Jorge L. Borges, Rudolf Nureyev, Julian Beck, Giulio Andreotti, Adonis, Philip Glass, Patti Smith, César, Yannis Kounellis, Sean Scully, Enzo Cucchi, Giovanni Michelucci, Giuseppe Sinopoli, Mimmo Paladino, Gilberto Zorio, Enrico Rava, Gina Lagorio, Christoph Marthaler, Michelangelo Pistoletto, Jordi Savall, Giorgio Marconi, Kengo Kuma, Micha Majski, Jean Pierre Restany, Jack Dejohnette, Pierre Boulez, Franco Loi, Thomas Demenga, Piera Degli Esposti, Vinicio Capossela, Gillo Dorfles e tanti altri protagonisti del mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo.
Dal 1990 in poi vira verso una ricerca personalissima che lega l'elaborazione della foto alla riflessione sulla luce e sull'alchimia che denomina 'Liquid Light'.
 
 
 
Ha esposto nelle più importanti manifestazioni fotografiche: da Arles. dov'è presente nel 1992 con una personale, alla Biennale di Venezia, al Festival di Fotografia di Amsterdam, Liegi e Montpellier.
Nel 2002 viene incaricato dal direttore del Conservatorio di Lucerna di fotografare i musicisti che lavorano nella città svizzera; la mostra "Lucerna, una Città in Musica" viene esposta in diversi spazi pubblici e privati con performance dei musicisti fotografati durante il festival.

Ha ampliato le possibilità di ricerca del linguaggio fotografico con collaborazioni con poeti (Salvo Basso. Esposizione e libro ‘U tempu cc’è’) e con vari artisti, tra cui Fabio Iemmi col quale ha realizzato il progetto ‘I Santissimi’; un'esposizione che travalica la dimensione classica della mostra fotografica per avventurarsi nel campo della sperimentazione e manipolazione di vari linguaggi espressivi (Cappella dell’ Incoronazione in collaborazione col Museo Regionale di Palazzo Riso a Palermo e allo Spazio WOPA, padiglione Nervi-Parma).

E' stato direttore-editore della rivista d’arte e cultura internazionale Charade.
Nel 2015 è stato invitato da Christine Macel (capo curatore del Centre Pompidou e direttrice della Biennale di Venezia del prossimo anno) alla mostra Nel mezzo del mezzo. Arte contemporanea nel Mediterraneo che si è tenuta al Museo Riso di Palermo.
Ha realizzato la serie di Video-Ritratto Gli Imperdonabili dedicati a personaggi siciliani dell’arte e della cultura come Manlio Sgalambro ed Enzo Sellerio.

Aldo Palazzolo è nato a Siracusa nel 1948. Vive e lavora a Lucerna in Svizzera.
Collezioni Pubbliche:
Stedeljik Museum, Amsterdam
Biblioteque Nazionale, Paris
Paris Audiovisuel, Paris
George Easteman House Rochester, New York
Brooklyn Museum, New York
Musée de la Ville, Montpellier
Museo d'Arte Moderna, Gibellina

Giorni e orari di apertura:
da martedì a sabato: 17,00 / 20,00
Altri giorni e orari su appuntamento, tel. +39 336 806701
Chiuso il 31 dicembre

Carta Bianca Fine Arts - via Francesco Riso, 72/b Catania
www.galleriacartabianca.it info@galleriacartabianca.it

sabato 10 dicembre 2016

News: proroga per le adesioni all'open call Streamers. Deadline: 16 dicembre 2016

Streamers è curato da Irene Alison in collaborazione con la National Geographic, Doll's Eye Reflex Laboratory, ArtsFor_, EyeEm e Cortona on the Move Festival

La deadline per aderire a Streamers è stata prorogata al 16 dicembre, con la possibilità di inserire i progetti entro il 23 dicembre.

Streamers è un concorso dedicato ai progetti di arte e fotografia contemporanea, che invita gli artisti a raccontare tutte le fasi del lavoro dal concepimento fino alla realizzazione rivelando le riflessioni e le intuizioni che stanno alla base del processo creativo.

Tutte le info: http://www.premioceleste.it/Streamers2016/

8.000 € di premi in denaro:
6.000 € primo Premio Progetto Artistico
2.000 € Premio Progetto di Impatto Sociale

La giuria è composta da:
Irene Alison, chief curator di Streamers, fondatrice di Doll's Eye Reflex Laboratory
Camilla Invernizzi, fondatrice di ArtsFor_
Xavier Antoinet, head of photography di EyeEm
Arianna Rinaldo, direttore artistico di Cortona On the Move Festival
Jamie Wellford, senior photo editor di National Geographic

Mostra finale a Roma, presso le Officine Fotografiche, dal 20 aprile al 7 maggio 2017.

In allegato il logo che può utilizzare per la news.
In attesa di un suo riscontro le porgo cordiali saluti.

Per info:
Celeste Network
www.premioceleste.it
info@premioceleste.it
tel. +39 0577 1521988

Alla Catania Art Gallery la mostra "Sì Sì Lì" di Mario Vespasiani.

Sì Sì Lì

Sì, sono partito da un punto,


da un cerchio che dovevo attraversare

circondato da un mare specchio del presente

che accoglie e respinge, solleva e sprofonda.



Lì, un lembo di terra e un picco vulcanico

segnano l'orientamento prossimo del Continente 
e di questi dipinti,

che non parlano di rappresentazioni naturali ma di opere di natura,

perché composte dalle stesse sostanze di rocce e fiori.



Sì, sono ritornato al punto,

dove non esiste né dualismo né conflitto

oltrepassando l'elemento naturale del caso

e quello umano del controllo.



Lì, senza meta e contesa i sensi possono dirsi ricettivi

e aprirsi al mistero, di fronte a visioni fuggevoli

che come sassi tornano all'acqua

e generano onde nell'interiorità dell'osservatore. 
MV

La Catania Art Gallery ha il piacere di invitare alla mostra Sì Sì Lì di Mario Vespasiani, che sarà inaugurata nella nuova sede, mercoledì 14 dicembre alle ore 19.

Sì Sì Lì è un suono, un preciso luogo d'incanto. Un racconto fatto d'immagini che si riallaccia alla precedente esposizione di Mario Vespasiani denominata L'arte alchemica, in cui la pittura tendente all'informale riportava i segni del tempo, sulle orme della regina Sibilla sul territorio appenninico. Ora il titolo diventa un'indicazione geografica, una traduzione fonetica rintracciabile nei vertici di quel triangolo posto al centro del Mediterraneo e in un vulcano che ne fa da signore. Presenza inquieta e manifestazione terribile della natura, l'Etna oltre ad intimorire attrae ed il cerchio del suo cratere delimita il perimetro di ciascuna tela, quasi fosse il simbolo che guida alla scoperta di un mondo fluido e incandescente.

Vespasiani ha preso spunto dal vulcano, dalla sua attività incessante capace di modificare l'ambiente circostante come la vita degli uomini, per sottolineare l'attuale fase artistica che accenna la forma senza svelarla, per condurre lo spettatore ad immedesimarsi con le forze che governano il pianeta. Nella superficie circolare delle tele, il rimando interno-esterno, i vapori e le ceneri danno vita a delle presenze da scorgere nelle varie sfumature di colori, che riprendono le tinte del posto, la leggerezza dei panni stesi e il tratto marcato del suolo, come i volti scavati dalla salsedine. In questa mostra la componente umana si fonde al sentimento sacro, del rispetto dei luoghi inaccessibili agli impuri.

Il punto di partenza si trova nella grande carta geografica posta la centro della galleria, dal cerchio tracciato al suo interno che collega i mappamondi azzurri ai dipinti a parete. L'isola grande del Mediterraneo, luogo di approdi e naufragi assume per l'artista la chiave di lettura del presente, capace di alternare asprezza a semplicità, forza selvaggia all'attesa. Le opere sono anche una sintesi dell'intero percorso artistico di Vespasiani, il quale rimane uno scoglio a sé nel mare agitato dell'arte contemporanea e che, senza temere gli assalti esterni, negli anni ha saputo evolversi costantemente.



Sì Sì Lì è un'indicazione a cercare qualcosa ma è anche un'eco diretto ad Oriente, dove l'arte diventa leggerezza e segno deciso che abbozza la forma senza ritocchi, è una riflessione sulla bellezza effimera che traspare dalla natura e dalla vita umana, che ha nel mutamento la sua unica costante.
Mario Vespasiani coniugando le filosofie orientali con la spiritualità cristiana, ci ricorda l'importanza dell'osservazione concentrata, del recupero del senso di raffinatezza e lo fa portando gli spettatori a cercare la bellezza, la forza e la fragilità in quelle che non sono altro che rivelazioni di un istante, mostrandoci come l'immortalità risieda nel percorso compiuto quando la forma svanisce e cede commossa, mentre i contenuti rimangono.

La sua ricerca sta nella consapevolezza di uno sguardo auto-cosciente sul mondo e nella disciplina quotidiana, che sa liberare piuttosto che racchiudere. Le sue opere possono allora essere considerate bandiere al vento, poesie e meditazioni proprio perché intensificano una sensibilità che è religiosa e filosofica oltre che artistica, perciò l'autore invita a raffinare il gusto, a preferire la spontaneità alla decorazione e l'essenzialità all'opulenza visiva. La potenza di cui ci parla, sta nel principio creativo che non si esaurisce nelle tele in questione e così lui stesso diventa una sorta di alchimista perché consapevole più che del talento esecutivo, della potenza che l'ha prodotta, indicandoci una direzione che alberga in quella spinta vulcanica, dentro e fuori di noi.




Dal 14 dicembre al 22 gennaio 2017
Catalogo con i testi di Mara, Cecilia Casadei e con un dialogo tra Mara e Mario

Catania Art Gallery
Via Caronda 48-48a
95128 Catania

Orari e giorni di apertura:
16,30 - 20,30 dal lunedì al sabato - mattina su appuntamento

Info: cataniaartgallery@libero.it - 095- 315047

Sito web: http://www.mariovespasiani.com/site/


TRA JAZZ, BLUES, FUNK E SOUL ARRIVA IN ITALIA IL BASSO AGITATO DI MILES MOSLEY!

Con il suo intenso virtuosismo e uno davvero stile unico arriva in Italia Miles Mosley per tre appuntamenti per presentare il suo nuovo progetto discografico, Uprising. Il contrabbassista, considerato uno tra i migliori al mondo, sarà lunedì 10 aprile al Serraglio di Milano, martedì 11 aprile al Locomotiv Club di Bologna e mercoledì 12 aprile al Monk di Roma. I biglietti saranno disponibili sul circuito ufficiale Ticketone dalle ore 11 di venerdì 9 dicembre.
Miles Mosley ha raggiunto l’apice quest’anno con la forza magnetica del suo nuovo singolo Abraham, che in pochissimo tempo ha catturato l’attenzione di stampa e critica. Negli ultimi anni il virtuoso contrabbassista di Los Angeles ha raggiunto vette professionali importantissimi e il suo nuovo album, Uprising, in uscita a fine gennaio per l’Alpha Pup Records, è davvero molto atteso. Il nuovo singolo appena rilasciato, Young Lion, irrompe con grande energia, con una sezione ritmica propulsiva e una forma lirica di gran gusto. Un inizio perfetto per Uprising che  racchiude una vasta gamma di dinamiche, generi e forme di espressione all’interno dello stesso album. Mosley sintetizza così il suo per il songwriting con lo sguardo innovativo sulla musica e il virtuosismo che lo contraddistinguono, per creare un’opera intima, con melodie che la gente può canticchiare con facilità e che arrivino dirette al cuore. Il tutto oscilla e si muove abilmente tra pop, jazz, blues, funk e soul. 
Miles Mosley è una vera forza della natura con il suo contrabbasso, i pedali ed effetti, il suo arco, la voce e la sezione di fiati che lo accompagna. Oltre alla sua carriera da solista e con la sua band, Mosley ha suonato, registrato, prodotto ed è stato in tour con artisti del calibro di Chris Cornell, Christina Aguilera, Sean KingMos DefIndia Arie, Lauryn HillTerrence Howard, Jonathan Davis of Korn, Avenged Sevenfold, Jason Mraz, Jeff Beck, Rihanna, e Cee Lo Green. Definito come il Jimi Hendrix del contrabbasso, Mosley ha registrato tre brani di To Pimp a Butterfly, album che è valso il Grammy a Kendrick Lamar, ed è il bassista di The Epic, l’album che ha fatto la fortuna di Kamasi Washington.
 
 
MILES MOSLEY
UPRISING

Lunedì 10 Aprile 2017
Milano, Serraglio – via Gualdo Priorato, 5
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera ACSI
 
 
Martedì 11 Aprile 2017
Bologna, Locomotiv Club – via Sebastiano Serlio, 25/2
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera AICS
 
Mercoledì 12 Aprile 2017
Roma, Monk – via Giuseppe Mirri, 35 
Biglietto: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera ARCI
 
Biglietti disponibili sul circuito Ticketone (www.ticketone.it) e relativi punti vendita a partire da venerdì 9 dicembre.

Alla Galleria Spazio Porpora di Milano la mostra collettiva "L'anno che verrà. Visioni di arte futura", a cura di Anna Mola.


L'anno che verrà. Visioni di arte futura
mostra collettiva a cura di Anna Mola
presso Galleria Spazio Porpora
14-21 dicembre 2016
inaugurazione il 14 dicembre ore 18:30


“L'anno che verrà” è una mostra collettiva composta dalle opere di 15 autori italiani e internazionali. Quasi 40 opere di pittori e fotografi e tre video raccontano 15 interpretazioni dell'anno nuovo che ci aspetta e di come lo affronteranno artisticamente.
Dal titolo della famosa canzone di Lucio Dalla, trae ispirazione la tematica di questa esposizione, che accomuna generi e ricerche stilistiche profondamente diversi.

L'anno che verrà può essere la speranza di una natura più selvaggia e meno mortificata dall'uomo: un paesaggio notturno, il letto di un fiume all'alba, erbe che crescono spontanee, rompendo la rigidità urbana o ancora farfalle che fuoriescono da una tela “ferita”. Una natura ammirata attraverso una finestra oppure esplorata di persona, alla ricerca del proprio limite.

L'anno che verrà diventa a volte un sogno: il sogno di un volto o di una figura umana eterea e idealizzata, sognante e pacificata, riflessiva ma anche capace di essere un po' “magica” e di “fondersi” con alcuni oggetti. Perfino lo skyline di una metropoli riesce a trasformarsi in surreale e fiabesco, se illuminato da una romantica luna.
Ma l'anno che verrà può anche spingerci a un ragionamento sulle attuali metropoli e alle terribili condizioni di esistenza di alcuni che le abitano. Ragionamento che dovremmo fare tutti.

L'anno che verrà, infine, può significare un'evoluzione nel modo di approcciarsi all'arte e tradursi quindi nell'inserimento di nuovi elementi nelle opere, mai utilizzati prima, sempre rimanendo coerenti rispetto alla propria ricerca personale. Oppure, al contrario, può esplicitarsi in una semplificazione progressiva, fino ad arrivare al minimalismo estetico. Un po' come mettere un punto (rosso) su un muro bianco e da lì “andare a capo” e vedere cosa succede nell'anno che verrà.

In mostra le opere di: Meral Agar, Giulia Bacchetta, Valeria Buzilan, Jean Claude Caluri, Iraceia De Oliveira, Bruna Ginammi, Jane Gottlieb, Rachy Kang, Ludovica Lanci, Angela Legrenzi, Gianni Mazzesi, Trayana Panayotova, Marco Randazzo, Morris Spagnol, Tobia Zambotti

Curatela: Anna Mola critica, curatrice e insegnante di storia della fotografia indipendente, ha organizzato diversi progetti legati ad arte e fotografia. Ha curato oltre 20 mostre, collaborando con gallerie, spazi espositivi e riviste di fotografia. annamola.wordpress.com

Location: Galleria Spazio Porpora, localizzata in un zona centrale di Milano e posta direttamente su strada, la galleria possiede tre grandi vetrine. Nell'arco di pochi anni ha organizzato molto esposizioni personali e collettive, corsi, presentazioni e premi artistici, collaborando anche con altri spazi espositivi. www.spazioporpora.it


Info:
Giorni e orari di apertura: 14-21 dicembre dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30 (sabato su appuntamento)
Inaugurazione: 14 dicembre ore 18:30
presso Galleria Spazio Porpora, via Porpora 16, 20131 Milano (a 100 mt. da Piazzale Loreto, metro MM1 e MM2, fermata “Loreto”)
Tel.: +39.02.36503901
Mail: you@spazioporpora.it

martedì 6 dicembre 2016

Alla Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte di Bologna le mostre personali di EL FOOSER, SILVANA GATTI, STEFANO MANZOTTI.


La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
in Via San Felice 18 - Bologna
È lieta di invitarvi
Sabato 10 dicembre 2016
ore 18.00

All’ inaugurazione delle mostre personali di:

EL FOOSER
SILVANA GATTI
STEFANO MANZOTTI

Presso le sale della Galleria WikiArte di Bologna, si apriranno le tre personali di Silvana Gatti, Enrico Fuser e Stefano Manzotti. Le mostre evidenziano come trait d'union una sottile matrice simbolista che si dispiega attraverso linguaggi artistici profondamente differenti. In un crescendo di stupore, chi guarda avrà modo di entrare in contatto con l'universo dei tre autori. Silvana Gatti, abile interprete dei sentimenti umani, indaga la realtà come un insieme di simboli che, pur appartenendo al conosciuto, la trascendono. Evocando una dimensione sacrale attraverso l'apposizione di elementi simbolici, l'artista conduce chi osserva in una dimensione altra, lontana dalla sua quotidianità, che permette di entrare in contatto emotivo con l'opera: aderendo a una poetica visiva simbolista l'artista mette in luce le relazioni tra visibile e invisibile, e ne pone sulla tela la sintesi. Il fascino delle antiche Wunderkammern riverbera nelle opere di Enrico Fuser, in arte El Fooser, raffinato e originale disegnatore che ritrova il gusto della curiosità innata dell'uomo, capace di spingersi ai limiti del conosciuto per penetrare i segreti della Natura. Affacciate dalla parete, le figure di Enrico Fuser invitano a non fermarsi all'apparenza. Le sue carte nautiche, supporto privilegiato, conducono l'osservatore verso mondi inesplorati, dove la fascinazione dell'ignoto si mantiene intatta. In Stefano Manzotti gli oggetti diventano attori del tempo presente, abbandonando la loro consueta funzione per recitare un ruolo normalmente riservato all'individuo. I soggetti delle sue nature morte trovano il coraggio di prendere vita e di sostituirsi all'uomo rivelandone le intime caratteristiche attraverso la loro forma simbolica. Una pittura che, anche nel caso del paesaggio, appare introspettiva, invitando alla contemplazione del momento presente e ad andare oltre il velo della quotidianità.

Presentazione critica a cura di:
Dott.ssa Francesca Bogliolo
                                                                                                                                    
Curatrice mostra:
Deborah Petroni
 
Sponsorizzata e pubblicizzata da:
www.ilpensieroartistico.eu
www.paolobalsamo.it

Durata mostra:
dal 10 dicembre - 29 dicembre 2016
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato
Lunedì e domenica chiuso
Ingresso gratuito

Info e contatti:
Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com
 

All'Elfo Puccini di Milano in scena "WEEK END" di Annibale Ruccello, regia di Luca de Bei con Margherita di Rauso.

13/18 dicembre | sala Fassbinder

Week end
di Annibale Ruccello
regia di Luca de Bei
con Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Lorenzo Grilli
scene Fancesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
disegno luci Marco Laudando
produzione Ma.Di.Ra

Week end, scritto nel 1983, è l’ultimo testo della trilogia (assieme a Notturno di donna con ospiti e Le cinque rose di Jennifer) che Annibale Ruccello definiva teatro da camera. È, come in altri suoi testi, ancora la storia di una solitudine, di uno spaesamento, di uno sradicamento culturale che si trasforma nel corso della vicenda in un’alienazione che ha dunque radici nel sociale oltre che nel privato.
Da molti è considerato il testo più  perfetto  e  più  profondo  del  drammaturgo  campano  anche  se,  curiosamente,  è  una  delle  sue opere  meno  frequentate  (se  ne  ricorda  soprattutto  e  quasi  esclusivamente  l’edizione  diretta  da  Ruccello stesso nell’86 e interpretata da Barbara Valmorin e un’altra sempre con la Valmorin diretta da Daniele Segre nel ‘95).
Storia che vive di un affascinante miscuglio di quotidianità, di rimembranze, e di pulsioni inconsce, Week end ci racconta il fine settimana di Ida, un’insegnante quarantenne afflitta da un handicap fisico (una malformazione al piede che la fa zoppicare).
La donna abita in una periferia romana ma è originaria di un piccolo paese del napoletano di cui si sente irrimediabilmente orfana.  Il sud da cui proviene però, sebbene in  qualche  modo agognato  nel  ricordo,  è  un  sud  a  sua  volta  infelice  e  mai  riscattato,  seppur  di  sapore antico,  quasi  mitologico.  
In queste due grigie giornate in cui  è  compreso l’arco  narrativo del  testo,  ida impartisce ripetizioni a un goffo studentello, accoglie in casa un giovane idraulico e vive, o crede di vivere, con entrambi gli uomini esperienze sessuali liberatorie ed estreme, con rito sacrificatorio finale. È una storia al tempo stesso di verità e di rappresentazione che riesce a raggiungere lo spettatore proprio in virtù delle emozioni che mette in gioco e della tecnica drammaturgica costantemente in bilico tra realtà e sogno.

 
«Margherita Di Rauso, da molti anni comprimaria di infallibile bravura, ha così modo di scavare proficuamente in una creatura dalle molte sfaccettature - la vernice di rispettabilità, il retroterra paesano da cui costei si è emancipata ma che riemerge nei momenti di tensione, la sensualità che si libera in un momento di baccante; ed è di volta in volta dimessa e sexy, ispida e allettante, spaventata e aggressiva. È l'eccellente interprete della pièce scritta da Ruccello. Con lei Giulio Forges Davanzati e Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli) nei panni delle sue vittime».                      
Masolino d'Amico, La stampa

«Un testo molto interessante, delicato e duro, che ci racconta ancora una volta una storia di una solitudine estrema, di una alienazione che diventa trasgressione e violenza. Stavolta ci pensa Luca De Bei a presentarlo affidando il racconto di questo noir psicologico a un'attrice molto "ruccelliana", Margherita Di Rauso affiancata dal versatile Giulio Forges Davanzati e dal giovanissimo Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli). Potente e intenso il monologo finale di Margherita Di Rauso, che seduta su una sedia ci racconta una storia familiare e dal sapore antico».
Francesca De Sanctis, l’Unità

«Grazie a una regia attenta ed ispirata come poche, allo svariare delle atmosfere, la prorompente fisicità tra onirica e ironica di un interprete suadente come Forges Davanzati che ben si sposa all'adolescente ansia nevrotica di Brenno Placido (sostituito nell’autunno 2016 da Lorenzo Grilli), si colloca la grande prova di Margherita Di Rauso che piega la propria tecnica superlativa portata a livello di creatività assoluta per conferire allo specchio oscuro di un eros maledetto a priori dalla morbosa sudditanza al corpo tutto il sapore perverso di un'analisi freudiana. Uno spettacolo da vedere e rivedere, che è il caso di non trascurare nella programmazione italiana».  
                                                                                 Enrico Groppali, il Giornale




Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì/sabato ore 21, domenica ore 16.30 - Info e prenotazioni 02/0066.06.06 – PREZZI: Intero 32.50€ - Martedì 21.50€ - Ridotto giovani e anziani 17 € - www.elfo.org