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lunedì 9 gennaio 2017

Al Teatro comunale San Teodoro di Cantù la mostra personale "SOTTOPELLE" dell’artista Rachele Moscatelli, a cura di Elisa Fusi.


Teatro comunale San Teodoro di Cantù
RACHELE MOSCATELLI
SOTTOPELLE
a cura di Elisa Fusi

Inaugurazione: domenica 15 gennaio 2017 ore 19
In mostra fino al 10 febbraio 2017


Il Teatro comunale San Teodoro di Cantù è lieto di presentare SOTTOPELLE, mostra personale dell’artista Rachele Moscatelli (Cantù, 1993) a cura di Elisa Fusi.
Dal 15 gennaio al 10 febbraio 2017 gli spazi del teatro canturino presentano la recente produzione della giovane artista: tredici opere di medie e piccole dimensioni realizzate su carta e tela, appartenenti alla serie Collezione di Madonne; una grande installazione fotografica dal titolo Nuotare è come volare; un’installazione site-specific allestita sul palco del teatro esclusivamente per la serata di inaugurazione, che metterà in scena una Crocifissione al femminile ambientata in un salotto borghese.
L’esposizione testimonia l’interesse dell’artista per la rappresentazione della figura femminile indagata da un lato come icona di bellezza pubblicitaria e dall’altro come depositaria dell’affetto ma anche del dolore materno, come avviene nell’iconografia sacra. Nella volontà di unire apparenza e sostanza, contemporaneità e tradizione, voleri e valori, Moscatelli affronta con un linguaggio semplice e diretto l’aspetto estetico, sociologico e antropologico della questione dell’identità femminile, accantonando gli ideologismi a favore di una presa diretta con la realtà e l’esperienza personale.
La mostra si apre con la serie Collezione di Madonne, sei opere realizzate tra il 2015 e il 2016 con il collage, la stampa digitale e la stampa calcografica su carta. Come il ragno perde la sua pelle e il baco da seta il suo involucro, queste Madonne nate dalla contemporaneità perdono le loro sembianze per diventare simboli di maternità e di sofferenza. Sono figure perturbanti ed enigmatiche, prelevate dalle pagine patinate delle riviste di moda e dalle pubblicità e poi manipolate e distorte nella loro fisionomia attraverso diverse tecniche tra cui l’incisione e il collage per far emergere il dolore del loro vissuto. Soffocate, lacerate e incise in superficie, si ergono solitarie in primo piano con colli allungati, sorrisi stridenti e sguardi insani.

Una sofferenza del tutto femminile che caratterizza anche l’installazione che trova luogo sul palco del teatro:  una Crocifissione che rovescia la tradizionale iconografia mostrando come il dolore della vergine per la morte del figlio sia così forte da diventare lei stessa oggetto della crocifissione. La crocifissione è però un’allusione simbolica e metaforica: non siamo su un monte e non ci sono croci, ma pochi elementi ambientano la scena all’interno di un salotto; non ci sono personaggi dalle sembianze umane ma una serie di fantocci realizzati dall’artista con calzamaglie ricolme di ovatta o di bachi da seta ormai estinti  (il protagonista), quali interpreti della fecondità materna ma allo stesso tempo dell’aborto. La loro disposizione richiama la Crocifissione di Matthias Grünewald , un’opera del Cinquecento che colpisce per la resa efficace dell’agonia dei personaggi, e di cui troviamo un dettaglio tra le pagine del libro d’artista Rachele aperto al centro del palco. Si tratta di un libro di memorie, appunti e paragoni visivi che racchiude l’intero processo di ideazione di questa mostra e l’indagine svolta negli anni sull’identità femminile. Ed è da queste pagine, dall’associazione visiva tra una Crocifissione dipinta da Francis Bacon e una statua raffigurante la Madonna sofferente, che nasce l’idea di una crocifissione al femminile, in cui il dolore della Madonna diventi altrettanto forte e universale. Un intreccio di riferimenti iconografici storico-artistici ma anche autobiografici, nati da una presa diretta con la realtà. Su un secondo piano di lettura, infatti, l’approccio alla sofferenza è intimo e personale, proveniente dalla perdita di una familiare. E quindi il body, il cassetto, le fotografie: elementi di una storia privata che circoscrivono all’ambito personale un’iconografia di portata universale.
La sofferenza trova infine pace nell’ultima opera, una composizione di grande formato che chiude concettualmente la mostra proponendo una sorta di catarsi, di resurrezione. Nuotare è come volare è un’installazione composta da una sequenza di 30 fotogrammi prelevati in ordine non consequenziale dal cortometraggio The land of men (1966) del regista armeno Artavazd Peleshyan. Con il procedimento della cianotipia, i fotogrammi prescelti sono stati impressi dall’artista mediante la luce solare su carta fotografica scaduta, poi fissata in camera oscura. La disposizione finale dei fotogrammi propone un’analogia visiva tra le immagini di nuotatori, paracadutisti e un astronauta immersi nell’acqua o nell’aria, circondati dal vuoto. E con questa condizione di leggerezza si chiude la mostra, aprendo una via verso l’ascensione e la ricongiunzione con qualcosa che era prima lontano e inafferrabile.

Note biografiche

Rachele Moscatelli è nata a Cantù (CO) nel 1993. Dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte Fausto Melotti di Cantù, si laurea in Grafica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente frequenta il biennio di specialistica nello stesso indirizzo di studio. Ha partecipato a diverse mostre collettive e collaborato con studi di visual design per installazioni e progetti espositivi. Questa è la sua prima mostra personale.

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Rachele Moscatelli
SOTTOPELLE
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione domenica 15 gennaio 2017, ore 19
In mostra fino al 10 febbraio 2017
Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.
Mail. mostre@teatrosanteodoro.it | Tel. 347 8086566

lunedì 31 ottobre 2016

11-13 novembre 2016: Tittoni Art Fair porta a Desio installazioni, proiezioni, performance e più di 40 giovani artisti.



DESIO - VILLA TITTONI TRAVERSI
DALL’11 AL 13 NOVEMBRE 2016

TITTONI ART FAIR
II edizione
Torna a Desio TITTONI ART FAIR, la fiera degli artisti emergenti ospitata nella settecentesca Villa Tittoni Traversi.
In mostra 40 artisti e numerosi progetti speciali, tra cui installazioni interattive, live painting, performance, proiezioni e workshop.


Programma

INAUGURAZIONE VENERDì 11 NOVEMBRE 19.00 – 24.00
alle 19.30 live painting di Johnny Cobalto e Alessandro Cripsta
dalle 21.30 djset e proiezioni by Beat Acrobatique

SABATO 12 NOVEMBRE 14.00 – 22.00
dalle 15.00 alle 19.00: disegno interattivo by MATITA (performance e installazione)
e proiezioni dei docu-film Amo te Lisboa di Canemorto e Se Torno del collettivo Sikozel
alle 19.30 performance teatrale del gruppo Narr_0
dalle 20.30 djset e proiezioni by Ai Di Ti

DOMENICA 13 NOVEMBRE 11.00 – 19.00
Dalle 11.00 alle 15.00 continuano le proiezioni dei docu-film Amo te Lisbona e Se Torno
e dalle 14.00 workshop con gli artisti: Stampimperia con Elena Campa e Lifeshot con Pierpaolo Perretta ed Emanuele Scilleri

e durante i tre giorni saranno presenti le installazioni di:
RUGGERO ASNAGO, GIULIA GERBI, NO CURVES, NOTALAB, FABRIZIO SAVIO, DOMENICO STRANIERI, STUDIO APEIRON, STUDIO FLORIDA, UN PIZZO


Per il secondo anno consecutivo, da venerdì 11 a domenica 13 novembre la Villa Tittoni Traversi di Desio ospita TITTONI ART FAIR, la prima fiera della Brianza dedicata ai talenti emergenti dell’arte contemporanea, ogni anno sempre più ambiziosa.

L’iniziativa è promossa da Parco delle Culture e dalla cooperativa Mondovisione, con il patrocinio del Comune di Desio, all’interno di una programmazione culturale più ampia – che spazia dall’arte, alla musica al teatro - orientata a promuovere la cultura in tutte le sue forme e valorizzare la Villa Tittoni Traversi alimentando il contatto tra la storia del luogo, l’estro degli artisti e il territorio circostante.

La Villa, magnifica dimora di delizia progettata da Giuseppe Piermarini, rinnova la sua attrattiva storica, architettonica e decorativa, grazie all’estetica contemporanea della fiera.
Per tre giorni, infatti, i saloni settecenteschi faranno dialogare antico e contemporaneo, decorativismo e minimalismo, artigianato e nuove tecnologie. 




Al piano terra il percorso espositivo si strutturerà in un susseguirsi di installazioni interattive e immersive e progetti espositivi speciali, mentre non mancheranno performance sonore e teatrali, proiezioni, live painting e workshop con gli artisti, suddivisi nei tre giorni [Segue calendario].

Pittura, scultura, fotografia e grafica, declinate secondo differenti linguaggi, tecniche e materiali saranno invece proposte al primo piano della villa, secondo un percorso espositivo che nei quattro saloni presenterà quaranta giovani artisti, tutti under 35, per un totale di circa 150 opere.

Gli artisti, in questo caso selezionati attraverso un bando avviato a fine settembre, sono: Gianrico Agresta, Studio Apeiron, Daniela Ardiri, Eleonora Arosio, Ruggero Asnago, Atxoni, Barbara Baiocchi, Basso&Urbanetto, Malvina Berti, Giulia Bianchi, Roberta Maddalena Bireau, Maria Francesca Broggini, Michele Cazzaniga, Johnny Cobalto, Andrea Esposito, Andrea Fiorino, Roberta Garbagnati, Clara Gargano, Angelica Gerosa, Beatrice Giovannelli, Marta Grimoldi, Giulia Lavina, Antonio Lucarelli, Dario Maglionico, Andrea Martinucci, Edoardo Massa, Claudia Matta, Martino Mauri, Silvia Mauri, Susi Mauri, Laura Migliano, Luca Miscioscia, Rachele Moscatelli, Naki, Isabella Nazzarri, Juan Eugenio Ochoa, Zeno Peduzzi, Stefano Rasconi, Stefania Ruggiero e Jacopo Starace.

Elisa Fusi, curatrice di questa seconda edizione, si dice molto soddisfatta del numero di artisti che si sono canditati all’esposizione: “hanno aderito al bando circa 120 artisti che hanno proposto le loro opere o hanno presentato progetti speciali, a metà strada tra ricerca artistica, teatrale, musicale e tecnologica. L’alto numero delle candidature testimonia dunque che il territorio in cui ci troviamo a operare è molto fertile, ed è necessario convogliare queste energie per sviluppare nuove potenzialità per il territorio e la comunità”.

Due le caratteristiche della fiera: la prima è che se normalmente le fiere raccolgono le adesioni dalle gallerie d’arte, in questo caso gli artisti sono coinvolti in modo diretto, senza mediazioni; la seconda particolarità è la vendita delle opere a prezzi accessibili: ciascun lavoro esposto, infatti, avrà un costo massimo di 2.000 euro, al fine di ottenere un migliore scambio tra artista e pubblico e avvicinare nuove persone all’arte contemporanea.

giovedì 13 ottobre 2016

Al Teatro comunale San Teodoro di Cantù "Origini", la mostra personale di Tilf, a cura di Elisa Fusi.


Teatro comunale San Teodoro di Cantù
presenta:


Origini
Mostra personale di Tilf
a cura di Elisa Fusi

Inaugurazione: domenica 16 ottobre ore 19
In mostra fino al 18 novembre 2016

Il Teatro comunale San Teodoro di Cantù è lieto di presentare Origini, mostra personale dell’artista comasco Tilf, a cura di Elisa Fusi. La mostra inaugura domenica 16 ottobre dalle ore 19 e proseguirà fino al 18 novembre 2016.
Tilf è lo pseudonimo di un giovane artista (classe 1985), la cui pittura prende forma inizialmente nell’ambito della urban art. Dai grandi dipinti murali realizzati a cielo aperto l’artista affina ulteriormente il suo stile attraverso una produzione di tele e carte.
Origini porta a Cantù una ventina di opere inedite dell’artista, realizzate su tela e carta, accomunate dall’esuberante vitalità di un mondo primordiale, farsesco e allucinato che vi è ritratto.  I soggetti di questi lavori sono figure zoomorfe dai tratti grotteschi e fantastici, caratterizzate da maschere iperdecorate di evidente derivazione primitiva e tribale. 


Caratterizza lo stile pittorico di Tilf la scomposizione dell’immagine in una miriade di sezioni di colore dalle tonalità accese, proprie dell’acrilico, che alterano la percezione dell’osservatore. La cura meticolosa del dettaglio si moltiplica all’infinito, colmando lo spazio pittorico a disposizione con una fitta trama che ricorda la tecnica del mosaico e dell’arabesco, con un forte senso di horror vacui  (lett. "terrore del vuoto”) che non lascia tregua all’occhio tra un dettaglio e l’altro. L’immagine viene così distillata in piccole dosi, corrotta e segmentata da una linea di contorno decisamente intensa e incisiva, e può ricomporsi solo in uno sguardo distante.

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Tilf
Origini
a cura di Elisa Fusi
Inaugurazione domenica 16 ottobre, ore 19
In mostra fino al 18 novembre 2016
Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)
Ingresso libero
La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica. Per informazioni: mostre@teatrosanteodoro.it; 347 8086566

domenica 5 giugno 2016

All'Atelier Zumart di Cantù, la mostra collettiva "I'M" di trentasei artisti invitati a esporre il proprio autoritratto, a cura di Elisa Fusi.


Silvia Mauri, Sovraesposizione
Atelier Zumart (via Bolzano 1, Cantù) è lieto di presentare I'M, mostra collettiva che riunisce le opere di trentasei artisti invitati a esporre il proprio autoritratto.  La mostra, a cura di Elisa Fusi, inaugura venerdì 10 giugno 2016 alle ore 19 presso gli spazi dell'Atelier, dove resterà fino all'8 luglio.
Approcciando una pratica così diffusa e costante nel corso della storia dell'arte, gli artisti in mostra si sono cimentati nella progettazione e restituzione delle proprie sembianze, reali o immaginarie, consegnando al pubblico un'identità filtrata dallo stile e dalla tecnica propri di ognuno. Mimesi e astrazione, concettualismo e provocazione: tante le interpretazioni sul tema come molteplici le tecniche che spaziano dalla pittura al calco in gesso, dal disegno all'assemblage, e ancora fotografia, zentangle, paper cutting, collage.
Questa mostra costituisce una sorta di ritratto di gruppo degli artisti che collaborano con l'atelier, lo frequentano da tempo o semplicemente fanno parte della scena artistica che ruota intorno alla città. La mostra nasce da un'idea delle proprietarie dell'atelier, Dorella Fallanca, Anna e Barbara Mauceri, che espongono il loro autoritratto insieme a quelli di: Paola Alborgetti, Davide Aurilia, Massimo Ballabio, Vanni Begio, Claudia Bellinghieri, Sirio Bertani, Filippo Borella, Icio Borghi, Chiara Casati, Laura Cassina, Gianni Cella, Doan, Chiara Falzone, Tommaso Falzone, Pietro Ferri, Eckehard Fuchs, Rina Fusi, Valerio Gaeti, Chiara Giussani, Sonia Guazzoni, Walter Herchenbach, Aoi Huber Kono, Battista Luraschi, Silvia Mauri, Yari Miele, Tommaso Nava, Peppo Peduzzi, Zeno Peduzzi, Gian Oreste Pifferi, Strambetty, Asami Takahashi, Venti, Anastasia Zavoli.
Catalogo in mostra, con grafica di Yari Miele.

Valerio Gaeti, Many of me
Zeno Peduzzi, Autoritratto
Battista Luraschi, L'autoritrato nel mondo



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Atelier Zumart è un laboratorio artigianale che nasce nel 2006 dall’incontro delle sorelle Anna e Barbara Mauceri, decoratrici e restauratrici, con Dorellla Fallanca che si occupa del restauro di arte contemporanea. Nel corso di un decennio l’atelier ha collaborato con artisti, galleristi, collezionisti, privati e imprenditori del settore. Ambiente creativo e prolifero, situato tra Como e Milano, che abbraccia commissioni nazionali e internazionali.
Già sede nel 2013 della mostra Corpo di mille balene! nel 2016 è la volta dell’autoritratto.


Anna Mauceri, Dorella Fallanca e Barbara Mauceri


Atelier Zumart, Cantù

presenta:

I'M

Paola Alborghetti | Davide Aurilia | Massimo Ballabio | Vanni Begio | Claudia Bellinghieri
Sirio Bertani | Filippo Borella | Icio Borghi | Chiara Casati | Laura Cassina | Gianni Cella
Doan | Dorella Fallanca | Chiara Falzone | Tommaso Falzone | Pietro Ferri | Eckehard Fuchs
Rina Fusi | Valerio Gaeti | Chiara Giussani | Sonia Guazzoni | Walter Herchenbach
Aoi Huber Kono | Battista Luraschi | Anna Mauceri | Barbara Mauceri | Silvia Mauri
Yari Miele | Tommaso Nava | Peppo Peduzzi | Zeno Peduzzi | Gian Oreste Pifferi
Strambetty | Asami Takahashi | Venti | Anastasia Zavoli

a cura di Elisa Fusi

Inaugurazione: venerdì 10 giugno 2016, ore 19
in mostra fino all'8 luglio 2016


Atelier Zumart, via Bolzano 1 – Cantù (CO)
Orari di visita: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18
Per informazioni: 031 6870234 | zumart@hotmail.it | elisa.fusi90@gmail.com

giovedì 14 aprile 2016

Circoloquadro presenta "Generica", prima mostra personale di Stefania Ruggiero, a cura di Elisa Fusi.


Circoloquadro presenta Generica, prima mostra personale di Stefania Ruggiero, a cura di Elisa Fusi, che inaugura mercoledì 11 maggio 2016.

La giovane artista ha ideato e realizzato un progetto site specific dal forte impatto visivo, che prosegue la linea progettuale sperimentale dello spazio non profit milanese.

Ruggiero deforma la profondità di Circoloquadro, occupato dai suoi nuovi lavori: tele e carte di grandi dimensioni trattate con tecnica mista, in cui i colori a olio si affiancano all'uso dello spray, del pastello a olio e del marker, mentre alle grandi campiture cromatiche piatte si alterna una linea di matrice più grafica, segno tipico dell’artista.

Elemento portante della mostra è un grande tappeto in lana e seta, realizzato ad hoc, che contribuisce allo sfondamento spaziale della sala espositiva, rendendo evidente l'interesse dell'artista per il design.

L’intero corpus dei lavori prende le mosse dall’interesse di Ruggiero per le situazioni quotidiane più semplici, dove uomini e donne, protagonisti dei suoi lavori, si muovono in modo meccanico e anonimo. In ogni inquadratura, infatti, la mancanza di espressioni dei volti e le pose innaturali lascia trapelare un'assenza di emozioni, una omogeneità disarmante che rende ogni situazione uguale alle altre per svelare la difficoltà del quotidiano e mostrare l’uniformità del vivere.

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Stefania Ruggiero nasce a Legnano (MI) nel 1987. Vive e lavora a Milano. Laureata in Design del Prodotto presso il Politecnico di Milano, frequenta nel 2010 due corsi di disegno al Saint Martins College of Art and Design di Londra. Attualmente lavora come disegnatrice tessile, designer di tappeti e accessori. È stata finalista al Premio Griffin nel 2014 e ha partecipato a diverse mostre collettive.




Stefania Ruggiero | Generica
a cura di Elisa Fusi
Catalogo in mostra
Inaugurazione: mercoledì 11 maggio 2016, dalle 18.30
In mostra: dal 12 maggio al 8 giugno 2016
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00 o su appuntamento

Circoloquadro
Via Genova Giovanni Thaon di Revel 21, Milano
Tel. 347 8086566 – info@circoloquadro.com

venerdì 1 aprile 2016

Il Teatro San Teodoro di Cantù inaugura la mostra "Collage à trois", la recente produzione di tre artisti che hanno fatto del papier collé la loro cifra stilistica: Francesca Belgiojoso, Dorella Fallanca e Zeno Peduzzi, a cura di Elisa Fusi.


Zeno Peduzzi
Collage à trois
Francesca Belgiojoso | Dorella Fallanca | Zeno Peduzzi
a cura di Elisa Fusi

Inaugurazione: domenica 10 aprile, ore 19
In mostra: fino al 30 aprile 2016



Domenica 10 aprile il Teatro San Teodoro di Cantù inaugura Collage à trois, una mostra che presenta la recente produzione di tre artisti che hanno fatto del papier collé la loro cifra stilistica: Francesca Belgiojoso, Dorella Fallanca e Zeno Peduzzi.



La mostra, a cura di Elisa Fusi, è composta da circa trenta lavori inediti realizzati attraverso l'accostamento di ritagli e frammenti di carta prelevati da fonti eterogenee e assemblati in un discorso nuovo. Materiali poveri e quotidiani come giornali, fotografie, cartine geografiche e manuali di anatomia diventano nuova materia per composizioni provocatorie e concettuali, ironiche e poetiche, in bilico tra figurazione e astrazione.



Il principio creativo alla base della tecnica del collage verte sul binomio rottura-ricreazione, per il quale un discorso viene interrotto ed estrapolato dal contesto originario per essere ricostruito attorno a un nuovo nucleo concettuale. Attraverso la prassi compositiva della selezione, del prelievo e dell'accostamento di residui e scarti effimeri, le opere dei collagisti si configurano come l'esito di una fantasia libera, anarchica e, insieme, ragionata, che all'istinto associa l'intenzione progettuale.



Per ciascun artista la carta si configura come il materiale privilegiato e il collage diventa il filo conduttore della ricerca. Le opere di Francesca Belgiojoso si contraddistinguono per gli accostamenti sintetici e fugaci che vertono sulla sintesi dell'immagine, composta da due o tre brani visivi associati per volta. La nuova serie di lavori esposta trae il titolo da un haiku del poeta giapponese Masahide: Il tetto si è bruciato: 
ora 
posso vedere la luna. Proprio come l'haiku giapponese condensa un significato in poche selezionate parole, così l'artista opera sulle immagini un iter sottrattivo e purificativo. I collages di Dorella Fallanca sono maggiormente narrativi, raccontano luoghi, viaggi, situazioni attraverso pochi e semplici materiali tratti dall'uso quotidiano: libri e giornali, cartine geografiche, rivestimenti di vecchie valigie. Sono composizioni che evocano uno spirito libero e giocoso, espresso soprattutto dal fascino dell'objet trouvé che diventa protagonista del quadro e ne definisce l'intero sistema di significato. Infine, Zeno Peduzzi è colui che del gruppo inserisce nel collage la provocazione e il sarcasmo, elementi di una critica contro i clichés della società moderna e dei suoi costumi. Ritagli tratti da manuali di anatomia, biologia, matematica si affiancano a quelli prelevati da riviste di moda e bellezza del secolo scorso, per generare accostamenti illogici e pungenti, nutriti dello sguardo ironico e perturbante e della fantasia sovversiva tipica dei dadaisti.

Francesca Belgiojoso

Francesca Belgiojoso


 
Dorella Fallanca




Zeno Peduzzi







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Francesca Belgiojoso, nata a Milano nel 1980, psicoterapeuta e artista, è crescita intrecciando le due formazioni. Dopo il liceo artistico studia psicologia, e parallelamente lavora come assistente a diversi fotografi. È ricercatrice presso l'Università di Bologna per l'International Association for Art and Psychology per poi specializzarsi come psicoterapeuta nell'utilizzo della fotografia integrato alla pratica clinica. Da tre anni porta avanti un progetto artistico attraverso l'uso del collage: fotografie e ritagli di riviste, d'epoca e contemporanee, si uniscono in libere associazioni creando nuove storie fra arte e psicologia.



Dorella Fallanca è nata nel 1960 a Cantù (Co), dove dal 1990 lavora come restauratrice di arte contemporanea. Dopo aver conseguito il diploma in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, dal 1976 al 2004 lavora presso lo studio dell’artista Paolo Minoli dove tra i molti insegnamenti riceve quello dell'attuale professione. Come artista ha partecipato a numerose esposizioni collettive.



Zeno Peduzzi è nato nel 1981 a Mariano Comense (Co). È artista e graphic designer, laureato nel 2004 presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Dopo un periodo che l'ha visto impegnato sul fronte della street art, Peduzzi ha portato l'interesse per la composizione e per il rigore formale, predominanti nella sua professione, sulla minore dimensione del supporto cartaceo, ricorrendo alla tecnica del collage e partecipando con le sue opere a numerose mostre collettive e personali.





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Francesca Belgiojoso | Dorella Fallanca | Zeno Peduzzi

Collage à trois

a cura di Elisa Fusi

Inaugurazione domenica 10 aprile, ore 19

In mostra fino al 30 aprile 2016

Teatro Comunale San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù (CO)

Ingresso libero

La mostra è visitabile negli orari di apertura del teatro, in presenza di spettacoli teatrali e durante gli aperitivi della domenica.

Per informazioni: mostre@teatrosanteodoro.it; elisa.fusi90@gmail.com; 3478086566