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martedì 20 gennaio 2015

NEWS DALLA REDAZIONE > IF YOU DON'T ASK, YOU DON'T GET.



Vuoi la certezza che tutte le tue notizie siano pubblicate e segnalate?


Vuoi la possibilità che tutte le tue notizie abbiano una copertura totale e tutti i tuoi contenuti abbiano una visibilità capillare su ogni nostro presidio social (Facebook, twitter, google+, Blog, etc...)?

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Invia un'email alla REDAZIONE di Untitled Magazine: redazione.untitled@gmail.com
con OGGETTO: "COPERTURA SOCIAL NETWORK"

lunedì 21 luglio 2014

MCouple. Una vera e propria diavoleria tecnologica che permette di tenere sotto controllo amanti, fidanzati, mogli e mariti.


Se avete il sospetto che il partner vi tradisca, se la gelosia vi distrugge e vi torturate di continuo macerandovi nei dubbi e nei tormenti, se non potete permettervi un investigatore privato ma volete comunque sapere la verità, forse è arrivata l'ora di agire: tra le nuove app per smartphone ecco quella che fa per voi, mCouple, una vera e propria diavoleria tecnologica che permette di tenere sotto controllo amanti, fidanzati, mogli e mariti.

Adesso sapete come fare: si tratta di un'applicazione che permette di accedere a tutti (o quasi) i dati delcellulare che vi insospettisce, infatti segue il partner in ogni mossa grazie al GPS, sbircia gli sms e le conversazioni fatte con gli amici di Facebook, ottiene l'intera lista dei contatti e perfino di ogni telefonata fatta o ricevuta sul cellulare; a breve si potranno anche vedere le foto scattate.

La società londinese MSPY che ha creato la app, inizialmente l'aveva pensata come un mezzo efficace per genitori apprensivi, utile  per tenere sotto controllo i propri figli, ma perchè limitarlo solo a questo? La gelosia di un uomo (o una donna) ossessionato dai possibili tradimenti del partner poteva essere un terreno molto più fertile; la app, disponibile sia per Apple sia per Android, è completamente gratuita, una volta scaricata basterà inserire il nome del soggetto da "monitorare", una mail e in breve sarà assegnato un codice di riferimento identificativo.

A quel punto (e qui viene il difficile) bisogna trovare il modo di convincere il partner a installare mCouple sul suo telefonino e conoscere il suo ID, è dunque indispensabile che entrambi i partner debbano scaricare l'app per accedere ai dati custoditi nel proprio cellulare; ma è anche vero che uno dei due potrebbe acquistarne uno e, prima di regalarlo alla dolce metà, che resterà ignara di tutto, istallare su quest’ultimo mCouple; per gli appassionati informatici è un giochetto semplicissimo: infatti la app può essere criptata e si può renderla invisibile facendola sparire dai contenuti del telefono.



Sembra che l'applicazione cominci a dare i suoi frutti: "Funziona alla grande - dichiara un utente su google Apps Play - grazie a mCouple ho avuto le prove del tradimento della mia (ormai ex) ragazza, che inizialmente mi aveva chiesto di scaricarla perché non si fidava ". Quindi aprite gli occhi d'ora in poi: state attenti alle richieste che fate al vostro partner, alla fine potrebbero ritorcersi contro voi stessi.

sabato 28 giugno 2014

PINIBOOK > Ed è subito bufala | Impazza su Facebook il generatore di bufale social a tono umoristico

Da alcuni giorni le varie timeline di Facebook sono invase da link ad articoli del genere “Il nuovo campione mondiale di rutti è di Roma: Mario Rossi, eroe nazionale” oppure “Shock ornitofilia a Roma: Mario Rossi stuprava volatili di grandi dimensioni”. O ancora "Erotismo: nuova moda a Roma, Maria Rossi ne è la promotrice" oppure "Maria Rossi stuprata da un branco di nani: "Mi sento sporca".
State tranquilli, il mondo non è impazzito, almeno non abbastanza. Si tratta di Pinibook, un vero e proprio generatore di bufale sociali, che permette a tutti gli utenti di Facebook la creazione di un articolo fasullo, da poi condividere con i propri amici.

Fare uno scherzo su Facebook con Pinbook è semplicissimo. Per dare vita all’articolo fasullo non bisognerà far altro che scegliere il genere della vittima (Uomo o Donna) ed inserire il nome e il cognome, assieme alla città di nascita, alla città nella quale si vuole ambientare la bufala, caricare una fotografia della vittima stessa.




Certo le critiche non sono tardate ad arrivare, ma gli amministratori di tale idea originale, in un post in bacheca nella loro pagina facebbok si difendono così: 

"Pinibook non fa informazione. Pinibook nasce esclusivamente con uno scopo: divertire. E vuole continuare a farlo, nonostante si viva in un clima dove l'informazione e la politica generano squilibri, divisioni e conflitti.


Pinibook è humor. Scriviamo con la consapevolezza di non essere creduti, mai per imbrogliare il lettore.

Pinibook è stato in grado di dimostrare qualcosa di unico: l'informazione può essere manipolata, facilmente.

Non facciamo e non faremo mai informazione: noi regaliamo sorrisi. Non proveremo mai ad intersecare il nostro lavoro con quello dei giornalisti. Speriamo possa avvenire la medesima cosa dalla controparte. Ad ognuno il suo. Ci scusiamo con quella parte della stampa italiana che è rimasta sana e senza condizionamenti terzi.

Noi preferiamo rimanere liberi, liberi di divertire. Lasciatecelo fare."





lunedì 12 maggio 2014

What Would I Say | Su Facebook impazza la moda dell'app che sconvolge i vostri status

C'è un'app che va veramente di moda in questo momento: si chiama What Would I Say e si diverte a sconvolgere i vostri status, combinando le parole dei medesimi in modi bizzarri e privi di senso.



Su Facebook continua la moda di What Would I Say, tanto che adesso è anche stata trasformata in un’app apposita per i vostri dispositivi mobile. Di che si tratta? E’ il giochino del momento sul social network di Mark Zuckerberg, non so ancora per quanto rimarrà in auge prima di essere soppiantato da qualcosa d’altro, ma vale la pena capire di cosa si tratta. Anche solo per non rimanere mezz’ora a contemplare quel bizzarro status del vostro amico nel tentativo di capirci qualcosa.
In questi giorni può capitare di leggere uno status su Facebook di un nostro amico e di arrovellarci per cercare di capire cosa volesse dire. O se per caso abbia scritto quella frase sotto i fumi dell’alcol, le ipotesi possono essere le più disparate. State tranquilli, probabilmente è tutta colpa di What Would I Say.
Niente di grave, è la moda del momento che ci permette di rimescolare le parole dello status su Facebook in maniera originale e divertente. In origine, il "giochetto" prevedeva di prendere a caso parole scritte sullo status del nostro profilo Facebook per creare frasi che non sono assolutamente collegate fra di loro.
Tutto nasce con un sito, What Would I Say per l’appunto, ma visto il successo del giochino ecco che è stato trasformato in una vera e propria app per gli smartphoneLo scopo è quello di riempire Facebook di status privi di senso, di quelli che non scriveremmo mai neanche dopo aver preso una botta in testa, al massimo potrebbero essere stati scritti dopo un’intensa frequentazione dell’Oktober Fest. Il tutto per stupire gli amici e divertirci un po’. 
Pare che questa moda stia spopolando negli Stati Uniti, ma in Italia avrà lo stesso successo? Staremo a vedere. 



mercoledì 24 aprile 2013

Investire su internet: 4 buoni motivi per farlo in tempo di crisi.

Steve Jobs (il creatore di Apple per intenderci), in uno dei suoi indimenticabili discorsi disse: “Investire in pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”.
 
E aveva ragione.
Non è un caso infatti, se le sue parole tornano sempre più spesso nei discorsi di tanti miei clienti. Clienti che, nonostante la crisi, hanno deciso di investire, di promuovere la propria azienda, di valorizzarla e di far conoscere al mondo intero la propria competenza, spesso raggiunta in anni e anni di duro lavoro.
Il risultato? Nessuno e sottolineo, nessuno di loro è mai voluto tornare indietro.Siamo tutti d’accordo nel dire che questo è un momento critico, che non ci sono soldi e che è tutto molto difficile, ma convieni con me nel credere che bisogna giocarsi al meglio tutte le carte! In fondo, qual è l’alterativa?
L’alternativa è stare dalla parte di chi non fa nulla per farsi conoscere, di chi non comunica con i propri clienti, di chi ha la presunzione di credere che le fortune del passato possano durare in eterno… Fortunatamente questo non è il caso delle PMI italiane e sicuramente anche tu, caro imprenditore, hai già scelto da che parte stare. E allora veniamo subito a noi.
Se stai leggendo questo articolo è perché anche tu vuoi promuovere la tua azienda, valorizzare i tuoi prodotti e aumentare le tue vendite. Ho indovinato? Allora la strada che devi percorrere è una sola: investire su internet.
 
E ti spiego subito il perché:
 
1. Internet è il mezzo pubblicitario preferito dalle PMI (Tu non puoi essere da meno).
Negli ultimi mesi, le piccole e medie imprese che hanno investito in pubblicità sul web sono aumentate del 28% e il dato è in continua crescita. È vero, questo a te non interessa, tu preferisci sapere quante sono le persone che usano il web per cercare il tuo prodotto.
E allora ti chiedo, perché secondo te, gli imprenditori preferiscono investire su internet piuttosto che in radio, tv o stampa? Naturalmente perché hanno capito che è proprio sul web che si gioca la partita più emozionante! Infatti…
 
2. Oltre un miliardo di persone navigano online (E se fossero tutti potenziali clienti?).
Il numero è impressionante eppure, dati alla mano, questo è ciò che confermano gli esperti del settore. Miliardi di persone che giocano, usano i social network, scambiano e-mail, si tengono aggiornati, lavorano, ma soprattutto cercano. Eh si, cercano!
Sarai stupito infatti, nel sapere che il 90% dei clienti cerca sul web il prodotto o servizio che intende acquistare! Questo significa solo una cosa: che 9 utenti su 10 stanno cercando su Google proprio il tuo prodotto, ma non riescono a trovarlo. E tu che pensavi di aver perso i tuoi clienti.. Non è affatto cosi! I tuoi clienti ci sono ancora, solo che hanno cambiato le loro abitudini di consumo.
E allora cosa aspetti? Per promuovere la tua azienda, devi investire su internet, creare il tuo sito web, preparare la tua strategia di e-mail marketing, acquistare spazi pubblicitari e riprenderti il posto che ti spetta!
 
3. Con internet puoi conquistare i tuoi clienti in dieci secondi (E aumentare il fatturato!).
Ho appena detto che tantissimi potenziali clienti cercano il tuo prodotto su internet. Ma sfatiamo un luogo comune: per conquistarli non basta certo possedere un sito web qualsiasi.
Fare pubblicità su internet permette di trovare nuovi clienti, aumentare le vendite e promuovere la propria azienda, ma ad una condizione: il tuo sito, i tuoi annunci e la tua offerta commerciale devono essere ben visibili e catturare l’attenzione dell’utente. Devi dargli esattamente ciò che sta cercando e lo devi fare in pochissimo tempo.
Il popolo di internet è frenetico e se non trova subito ciò che vuole, ti abbandona per curiosare tra i prodotti dei tuoi concorrenti!
Fai in modo che il tuo sito internet sia ben posizionato sui motori di ricerca, che i tuoi annunci pubblicitari su Google siano prima di tutti gli altri e che ciò che proponi sia davvero interessante. Se saprai dare ai tuoi clienti ció che cercano, ti basteranno pochi secondi per convincerli!  
 
4. Sul web ascolti e parli con i tuoi clienti (Conosci altri modi per diventare loro amico?).
Oggi si sa, non si può più puntare sul prodotto. Se vendi ad un prezzo basso c’è chi venderà ad un prezzo più stracciato; se vendi perché hai un prodotto di design, qualcuno imiterà le tue idee.
Per fare il salto di qualità devi vendere emozioni. I tuoi clienti compreranno da te perché condividono i tuoi valori e lo stile di vita che i tuoi prodotti raccontano. Perchè internet ti può aiutare?
Ancora non lo sai, ma hai tra le mani uno scrigno del tesoro; il web è l’unico mezzo di comunicazione che ti permette di diventare amico dei tuoi clienti. Internet ti permette di comunicare con loro, di giocare, di ascoltarli, di coinvolgerli e far vivere loro esperienze emozionanti.  
 
Usa i social network, crea un blog aziendale, fai in modo che il tuo sito internet sia interattivo.
 
Impara a parlare la stessa lingua dei tuoi clienti-utenti e li avrai conquistati per sempre!  
 
Coraggio, diventa lo Steve Jobs di domani, metti le ali alla tua azienda!
 
 

sabato 23 febbraio 2013

Ieri "Faccio cose, vedo gente". Oggi "Mi occupo di Social Media" | 5 valide ragioni per non fare a meno di questa nuova figura professionale


Chiamatelo come preferite, Social Media Manager, Social Network Specialist, Community Manager… Ma non sottovalutate l’importanza di questa figura, se la vostra organizzazione o società vuole avere un ruolo da protagonista nell’avvento di queste nuove forme di comunicazione, oggi è indispensabile avvalersi di un professionista dedicato. Ed ecco cinque valide ragioni!
1. Se si vogliono ottenere risultati dai social media è fondamentale investire parecchio tempo
Se le aspettative sono alte sarà necessario avere una presenza su più social network, se ci si accontenta di pochi risultati basta una pagina Facebook, ma in ogni caso dovrete dedicarci parecchio tempo.
I risultati che ci si aspetta dall’utilizzo dei social solitamente sono:
- incremento del traffico sul proprio sito
- miglior percezione del proprio nome (brand) da parte del pubblico
- aumento delle visualizzazioni
- maggior partecipazione agli eventi
Pensate davvero che per ottenere questi risultati bastino pochi minuti al giorno e poche competenze?  Purtroppo non è così!
2. Un buon Social Media Manager è esperto di comunicazione online
Lo so, starete pensando: “…Per fortuna ci sono i volontari!”. Può essere, ma valutate attentamente che abbiano queste competenze oltre che mezza giornata da dedicarvi.
- Esperienza nella creazione di contenuti adatti al web
- Esperienza nei criteri di creazione di e-newsletter o promocard
- Capacità di gestione di campagne promozionali online 
- Visione d’insieme della strategia generale di comunicazione
Che Facebook, Twitter, Google+, Linkedin e tutti gli altri social network possano davvero generare ROI, rimarrà solo un mito se dietro non ci mettete un professionista preparato. La chiave non sta negli strumenti ma nella risorsa umana impiegata!
Se i contenuti sono noiosi, inadatti al vostro pubblico e se non viene stimolato un dialogo intelligente con i vostri utenti il vostro ROI difficilmente sarà positivo!
3. I Social Media non sono gratis!
Si tratta di uno dei preconcetti più difficili da contrastare. Come abbiamo appena visto le variabili in gioco per un utilizzo proficuo dei social sono tempo e competenze, a cui spesso si aggiungono i costi di alcuni strumenti specifici (piattaforme digitali, account professionali) e talvolta investimenti economici pubblicitari.
A meno che non siate particolarmente fortunati da trovare una risorsa che vi metta a disposizione tempo e competenze a titolo di volontariato, è evidente che sia necessario allocare un budget dedicato alla risorsa.
Non dimenticate che se fosse poi necessario investire 50€ per un account professionale (Flickr, Linkedin o altri) si tratta di soldi ben investiti, soprattutto se considerate che anche solo 10 anni fa per accedere a servizi paragonabili avreste dovuto investire qualche migliaio di euro!!
4. Come suona “Direttore della comunicazione e social media manager”?
Sembra che una delle principali motivazioni di malcontento dei dipendenti nelle società o agenzie sia proprio un’eccessiva frammentazione dei compiti e il mancato riconoscimento dei risultati ottenuti nelle singole attività.
Se si aggiunge che ad ogni nuova attività richiesta difficilmente possa seguire un aumento del compenso, è facile immaginare quanto tutto questo possa logorare nel lungo periodo a scapito della qualità del lavoro.
Il Social Media Manager è un risorsa specifica che necessita di almeno 20 ore settimanali per poter portare risultati concreti, lasciamo ad ognuno il suo compito!
5. Solo i migliori sopravvivranno!
Sono fermamente convinta che il futuro della comunicazione sia digitale e social. Non è più possibile ignorare l’esistenza di un mezzo che coinvolge attivamente quasi metà della popolazione italiana (solo Facebook ha 25 milioni di utenti iscritti in Italia) senza considerare i notevoli vantaggi rispetto ad altri mezzi di comunicazione tradizionali.
Le organizzazioni o le società che prima sapranno interpretare il momento di transizione avranno il tempo dalla loro parte. Costruire le proprie community è un processo lento, che impiega anni ed è costruito giorno per giorno. Chi investe ora in questi mezzi un domani occuperà le posizioni migliori e sarà tra i primi a beneficiarne!
Se oggi non vi trovano lì, nei loro luoghi preferiti, non potranno certo prendervi in considerazione domani.