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lunedì 20 novembre 2017

PROVE TECNICHE DI CONCEPTS. All'interno della mostra personale di Salvatore Cammilleri, la performance "ALIENATA" di Caterina Genta.


ALIENATA – Caterina Genta


ALIENATA una performance di Caterina Genta
Da un'idea di Salvatore Cammilleri 
all’interno della sua mostra personale Prove tecniche di concepts
a cura di Roberto Sottile



INFO
02/12/2017 ore 19.30
NVMEN - concept space
via Capo d'Africa 9 - Roma



MEDIA PARTNERS







 


martedì 13 giugno 2017

INTERVYOU. Nel privé con Monica Marioni, intervistata da Marla Lombardo.


 Una personalità straripante e multanime, di onnivora curiosità intellettuale.
Uno spirito mistico e appassionato di operosità innovatrice e leggerezza.

Davanti a me ho una donna coraggiosa che ama mettersi in gioco, che sa prendere posizioni estreme ed anticonformiste, quando rispondono a dei valori che lei sente profondamente.

La sua arte è tagliente, le sue opere cariche di tutta la crudeltà e l'ambigua bellezza della natura umana. 

Lei è un'Alice moderna, disincantata, ed il Paese delle sue Meraviglie sono le umane paure.


Monica Marioni è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine  



Monica artisti si nasce o si diventa?

Lo si nasce nei contenuti, lo si diventa nella forma.



Quando hai cominciato ad approcciarti all'Arte, qual è stata la spinta per cominciare?

Il bisogno di dare forma e porre al di fuori da me i demoni che mi abitano. C’è chi fa arte per scelta, per me è una necessità. Se non avessi avuto l’opportunità di fare arte vivrei molto peggio oggi, proprio a livello mentale.          



Se io dico “Contemporaneità”, tu dici…

Spaesamento. Mi pare la matrice del vivere odierno, troppi punti di riferimento sono scomparsi troppo in fretta e ora si va in ordine sparso, non come respirando la libertà bensì come sperduti in un mondo troppo vasto.  







Ci sono alcuni artisti che hanno influito o influiscono sul tuo lavoro? A cosa ti ispiri?

Moltissimi sono gli input che attivano il mio output, non tutti coscientemente peraltro. Certamente grandi creatori di visioni come Hitchcock e David Lynch, Stanley Kubrick, David Lynch e Quentin Tarantino per stare sul cinema. E poi Kafka ed Edgar Allan Poe sul versante letterario, li sono molto classica. In arte, dall’uso della luce caravaggesco al decorativismo di Klimt, credo di essere sotto l’influenza praticamente di tutta la storia dell’arte; ma di più, di tutto ciò che vedo.   



Secondo te, cosa ci definisce? Ciò che siamo o ciò che facciamo?

Dipende dal punto di vista: dal nostro, facciamo secondo ciò che siamo, a guardare da fuori è più vero il contrario. L’importante è che si riesca a mantenere molto vicine le due cose, perchè il fare cose lontane dal nostro essere non può che crearci nevrosi e insoddisfazioni.



Chi riconosci come tuoi simili?

In primis chi fa; non importa cosa nello specifico, ma tanti sono i miei incontri con chi parla, e così spesso ho verificato l’assenza di sostanza e azione dietro narrazioni anche favolose, che ho capito con chiarezza anche qualcosa di me. Io ho davvero poco da spartire con chi trova mille ostacoli per non alzarsi e fare. 



Tra le tue opere, ce n’è una cui sei più legata, diciamo per “affinità elettive”?

Faccio figli e figliastri si, ed in genere sono le opere meno “estetiche” le mie preferite, quelle che alla fine entrano di rado tra le selezioni in mostra. Probabilmente è lo stesso principio con cui adotto i cani, mi porto a casa sempre il più sfigato della cucciolata.



Chi, o che cosa, alimenta la tua passione per l’arte?
Direi le persone. Nel senso che spesso creo a seguito di incontri, conversazioni con persone stimolanti. Quasi mai si tratta di personaggi noti, c’è tanta ricchezza nascosta tra la gente qualsiasi.


Come giudichi il Paese ITALIA in genere?
La terra del chi striscia non inciampa, soprattutto nel contemporaneo, che qui da noi è un settore molto piccolo e pesantemente relazionale. Ancora oggi incontro continui ostacoli nel mio lavorare con la nudità, per dire. E un certo fatalismo piagnucoloso che mi fa dire: c’è più tristezza che miseria in Italia. 

E a Milano, che scena vedi? Cosa sta succedendo in questa città?
Milano non è diversa in quanto detto prima, lo è nel consentire a tutti una nicchia: Qui puoi  seguire la tua strada e crearti una tua dimensione lavorativa. Naturalmente fuori dai radar, che in arte viene censito solo ciò che è in galleria o in accademia. 






Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Monica?

C’è scritto Napoli. Dall’anno prossimo sarò in una nuova città, splendida per cibo clima e attenzione alle proposte culturali. Vi ho esposto FAME! nel 2015 con grande successo, l’ho vissuta per un mese durante la realizzazione del corto LE UMANE PAURE, ora in scena al Teatro Parenti e che concluderà al MADRE proprio di Napoli la sua “tournee”. La facilità ed il trasporto con cui tante persone già collaborano con me mi conduce lì.  


Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.
Pigra determinata e megalomane.

Qual è il tuo motto?
La regola delle 3 C: alzare il Culo, farsi il Culo, avere Culo.


Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?
In realtà sono fatta per lo più di vizi, ma ho anche qualche virtù, tipo fumare e bere molto rum scuro.
 

Qual è, a tuo avviso, il compito dell’artista? Tu perché crei? Cosa ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed alle tue emozioni?

Io creo per necessità psicologica, non lo facessi starei in clinica. Altri lo fanno per fama, testimonianza sociale, o perchè è sempre meglio che lavorare. Tutto valido al pari, siamo tutti semplici testimoni del nostro tempo, non insegnanti. La cultura non è l’educazione.



Che cosa ami di più?
I miei cani, la mia famiglia naturale e lavorativa e i maghi in TV.

Qual è la tua più grande paura?
L'abbandono. in assoluto! E' come si ti strappassero il cuore dal petto.


L’Uomo è ancora misura di tutte le cose?
Oh no, le cose sono a misura d’uomo, ma l’uomo è tale solo se in grado di misurarsi con le cose, in termini di produttività e funzionalità. No, c’è molta più teknè che humanitas oggi. 

Cos’è per te la Bellezza?
L’italia e la sua arte classica, Rinascimento in primis. Ho avuto la fortuna di vedere tutto il mondo fin da bambina ed il nostro paese continua a sembrarmi il più bello. All’arte di casa nostra poi io devo molto in termini formali e cromatici.

Cosa fa Monica quando non è un “Artista”? Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?
Sono artista soprattutto di notte, di giorno a metà tra un ghiro e uno studioso ricercatore, la sera una cacciatrice di stimoli e leggerezza.    



"Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. 
Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. 
Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò."




Se volete sapere di più su Monica Marioni, seguitela nei suoi canali social...





mercoledì 1 giugno 2016

Live Arts Cultures: calendario della stagione 2016, giugno-settembre.


Un programma unico, aperto e fitto di appuntamenti quello che Live Arts Cultures proporrà per i prossimi mesi presso C32 performing art work space (Capannone 32 – Palmanova) a Forte Marghera, Mestre-Venezia, nel segno di una progettualità ampia, in grado di accogliere proposte di relazione artistica non solo con l’Italia ma anche con l’estero.

Pensato con la curatela di due delle fondatrici dell’associazione, Marianna Andrigo e Johann Merrich, vedrà 5 eventi in programma e aperti al pubblico da maggio a settembre, a conclusione di esperienze di vario tipo, tra laboratori, seminari e residenze artistiche che toccheranno il mondo delle arti performative declinate secondo le specificità degli artisti ospiti.

Sabato 4 giugno la conclusione del laboratorio di performance art condotto da Jurgen Fritz e da Vest&Page (27 maggio - 4 giugno) con il supporto di due guest-teacher italiani: Aldo Aliprandi e Marianna Andrigo. Il progetto è in collaborazione con Studio Contemporaneo e International Performance Association, e rappresenta la proposta formativa di Venice International Performance Art Week.
L’evento avrà luogo nel capannone 30 di Forte Marghera dalle ore 10.00; culmine dalle 18.00 alle 21.30 con una open situation performance.

Sabato 2 luglio l’evento di restituzione del laboratorio di pratiche performative dedicato a un gruppo di minori stranieri non accompagnati grazie alla collaborazione di LAC con la Cooperativa GEA di Venezia. A condurre il laboratorio gli artisti Andrea Fagarazzi e Ichen Zuffellato. Accompagnano la serata un incontro con Emergency-gruppo territoriale di Venezia, le compagnie Teatro Woodstock e Duse’s Blush, e l’etichetta discografica dedicata alla musica elettronica al femminile electronicgirls.
L’appuntamento è parte del progetto Fort In Festival, Festival dell’Inclusione e delle Diversità attraverso l’Arte per il Sociale.

Mercoledì 13 luglio un appuntamento live che segue la conclusione del laboratorio per musicisti elettronici condotto da Markus Stockhausen: “Intuitive Music and More with Electronics”.
Il seminario internazionale (11-12-13 luglio) avrà come obiettivo principale l’esplorazione della Musica Intuitiva – così definita da Karlheinz Stockhausen a metà degli anni ‘60 – utilizzando strumenti musicali elettronici o strumenti musicali tradizionali filtrati da sistemi che ne permettano la manipolazione sonora.


Domenica 24 luglio la restituzione del laboratorio condotto da Cesare Ronconi e Teatro Valdoca.
La compagnia torna per il terzo anno a Forte Marghera offrendo una settimana di formazione per musicisti, attori, danzatori (18 – 23 luglio), che si concluderà con una presentazione. La cura del movimento sarà affidata a Lucia Palladino mentre i testi saranno della poeta Mariangela Gualtieri.

Si è conclusa la definizione del programma della quarta edizione di Electro Camp festival, che si terrà dal 7 all’11 settembre. La manifestazione dedicata alla relazione suono-movimento con serate di performance, danza, musica elettronica vedrà, durante le giornate, due laboratori stabili: uno per musicisti condotto da Seijiro Murayama (Giappone), l’altro per danzatori con la coreografa e danzatrice Ronit Ziv (Israele).
Il festival ospiterà quest’anno, tra gli altri, produzioni frutto di residenze negli spazi di C32: Overflow di Kollektif Singulier (Amiens, Francia); nuovi artisti promossi dalla netlabel electronicgirls: Lusque, Fusque, Porto Alegre (Brasile); artisti provenienti da fucine artistiche del territorio: Corinne Mazzoli, Bevilacqua La Masa, Carlo Siega, Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia; da network con festival nazionali ed europei: “Perypezye Urbane” (Milano), “Sound Disobedience” (Lubiana, Slovenia).
Per la prima volta il festival si avvarrà della formula open call ricercando le reinterpretazioni di opere (musica elettronica/elettroacustica, performance art/danza) create dal secondo dopoguerra agli anni ’80.



Info
liveartscultures.org
info@liveartscultures.org ; electronicgirls.fest@gmail.com