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giovedì 6 luglio 2017

Al Grattacielo Pirelli di Milano, la mostra personale "Paesaggi lombardi luoghi dello spirito” di Betto Lotti, a cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano.


GRATTACIELO PIRELLI
Spazio Eventi di Regione Lombardia,  1° piano
Milano, via Fabio Filzi 22

PAESAGGI LOMBARDI LUOGHI DELLO SPIRITO
a cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano

11 - 29 luglio 2017
inaugurazione martedì 11 luglio, ore 13

alla presenza di Philippe Daverio


La prestigiosa sede Spazio Eventi di Regione Lombardia del Grattacielo Pirelli a Milano ospita dall’11 al 29 luglio la mostra personale di Betto Lotti “Paesaggi lombardi luoghi dello spirito”, a cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano, con presentazione di Philippe Daverio.

Nel ricco percorso espositivo viene descritta l’attività artistica di Betto Lotti (1894 - 1977) attraverso oltre 70 lavori, opere pittoriche, acquerelli, carboncini, incisioni, datati fra il 1911 e il 1973, che evidenziano come nella sua pittura abbia privilegiato il tema del paesaggio, degli spazi aperti e descritto con una visione poetica i luoghi a lui molto cari, i paesaggi lombardi.

La mostra si apre con un nucleo di opere realizzate fra il 1911 e 1914, prevalentemente a carboncino, oltre a Le anime (1913) unico dipinto a olio rimasto del suddetto periodo. Sono questi gli anni in cui l’artista nel corso dell’Accademia, stringe una forte amicizia con Ottone Rosai, con il quale al termine degli studi realizza diverse esposizioni. Lo spazio successivo è incentrato sull’attività incisoria, a cui Lotti si dedica per molto tempo, e che vede l’artista soffermarsi su temi e soggetti differenti, sia su scene di vita quotidiana legata al lavoro come Nel cantiere (1918) o La Grande Fornace (1913), sia su situazioni disimpegnate come La Taverna (1913). Che si tratti di acqueforti o di litografie, il segno è netto, secco, molto preciso e nitido, i volumi sono robusti, le linee eleganti e l’uso del chiaroscuro estremamente armonico. Accanto a questi lavori sono inoltre esposti alcuni bozzetti disegnati in trincea e durante la reclusione nel campo di concentramento austriaco di Sigmundsheberg, nel corso della prima guerra mondiale.
La sezione seguente è riservata agli anni ‘20 e ’30, in questo lasso di tempo emerge la forte vena di illustratore e cartellonista, che vede Lotti coinvolto in collaborazioni in Italia e all’estero. Con rimandi al simbolismo e all’espressionismo, molto originali e di impatto, anche grazie alle cromie vivaci oltre al tratto ben definito sono La dame poussé par le vent (1925), l’illustrazione per la casa musicale Saporetti e Cappelli (1925) e Lotti Clown (1925) il poster che gli ha conferito notorietà internazionale. 







Il percorso prosegue con un avvenimento importante nella vita dell’artista, il trasferimento di cattedra in Lombardia, inizialmente a Stradella e poi a Como, con le prime testimonianze legate a soggetti della realtà regionale fra cui si ricordano gli acquerelli In risaia (1934), Lago di Como (1940) e Barche sul lago di Garda (1957); temi che ritornano anche nei disegni e nelle chine di quegli anni come in Cantieri a Milano (1952) e in La Portatrice (1961).
Queste opere preannunciano il cuore dell’esposizione, ovvero la sala dedicata alle tele dei paesaggi lombardi tutte realizzate ad olio. Caratterizzati da una forte legame con la natura, con la realtà che lo circonda e in stretta connessione con il movimento del Novecento, che prediligeva purezza delle forme e armonia nella composizione, questi lavori sono anche carichi di spiritualità e pervasi da un’atmosfera malinconica, legata al ricordo di un passato vissuto in Liguria e in Toscana. Dell’area lombarda vengono descritti i luoghi nelle differenti sfaccettature, ma anche i colori, il mutare della luce nelle varie ore del giorno, le persone, i lavori e le abitudini e ne emerge un racconto completo ed esaustivo. Nelle sue vedute, in cui si scorge un costante equilibrio compositivo, emergono, immersi in un’atmosfera silenziosa e solenne, gli elementi essenziali del paesaggio, raffigurati con colori tenui e luci soffuse.
Pennellate morbide e sfumate, toni delicati descrivono una scena di vita quotidiana, legata alla vita semplice e rurale nella tela Le Mondine (1952), dove quattro donne sono chine nella naturale gestualità del loro lavoro nelle risaie. L’essenzialità delle rappresentazioni, degli elementi architettonici e naturalistici come si può osservare in Rustici al sole (1957), Autunno (1962), Brianza (1963) e Periferia (1967) mettono in luce gli stretti legami di Lotti con i maestri Carrà, Soffici, Rosai, De Pisis. Tuttavia la sua opera si contraddistingue per un timbro personale, con una grande attenzione volta a scandire gli spazi, a studiare i volumi e alla stesura del colore. I suoi paesaggi, pregni di lirismo romantico, descritti in maniera nitida e reale traducono sulla tela bellezze e vibrazioni naturali celate e svelano inoltre il vissuto dell’artista, l’aspetto emotivo, mentale e la forte spiritualità.
Conclude la mostra una sezione legata ai lavori degli anni ’70, caratterizzati da una pittura più asciutta ed essenziale, influenzata dai canoni dell’astrattismo geometrico e dall’amicizia con il gruppo degli astrattisti comaschi e milanesi.

Accompagna l'esposizione un catalogo in italiano e inglese con testo critico di Philippe Daverio, a cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano, edito da Studio Bolzani.

Cenni biografici. Betto Lotti (1894 - 1977) nasce a Taggia (Imperia), frequenta il Liceo Artistico a Venezia e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove stringe amicizia con Ottone Rosai. Ultimati gli studi, prosegue l’attività artistica: carboncino, pittura a olio, acquerello e incisione sono le tecniche che predilige. Frequenta artisti come Carrà, Soffici, Papini, Campana con i quali condivide anni di grande fervore culturale ed artistico.
Lotti già dalle prime collettive di acqueforti mostra una precoce inclinazione naturale a questa tecnica e ottiene importanti riconoscimenti; nel 1913 a Firenze, in occasione della prima mostra personale con Rosai, i due artisti ricevono grandi apprezzamenti da parte di Marinetti, Boccioni, Carrà, Papini e Soffici.
Durante la Prima Guerra Mondiale viene internato in un campo di concentramento in Austria dove continua a dipingere. Nel 1918 torna a Firenze e frequenta il vivace ambiente artistico dello storico caffè delle Giubbe Rosse. In questi anni Lotti avvia una proficua attività di giornalista, illustratore e cartellonista in Italia e all’estero. Nel 1936 vince la cattedra di disegno a Como dove si trasferisce con la famiglia. Dal 1940 Lotti conferma la sua adesione al movimento artistico italiano del Novecento e si dedica prevalentemente alla pittura ad olio.
Partecipa a mostre collettive e personali in sedi istituzionali e private ed è considerato una personalità di rilievo nel panorama artistico.
Nella sua carriera ottiene riconoscimenti e premi, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Su di lui sono stati pubblicati numerosi articoli, cataloghi e testi critici, fra cui si ricordano quelli di Luciano Caramel, Raffaele De Grada e Elena Pontiggia.

Coordinate mostra
Titolo Paesaggi lombardi luoghi dello spirito
A cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano
Sede Spazio Eventi di Regione Lombardia - Grattacielo Pirelli - Via Fabio Filzi 22 - Milano   
Date 11 - 29 luglio 2017

Inaugurazione martedì 11 luglio, ore 13
alla presenza di Philippe Daverio

Catalogo italiano/inglese, con testo critico di Philippe Daverio, edito da Studio Bolzani
Orari dal lunedì al giovedì ore 9-12.30 e 14-17.30 | venerdì ore 9-13
Ingresso libero
Info al pubblico info@lottiart.it  - mob. 338 7276041

Ufficio stampa mostra
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

Diciassettesima edizione del Trofeo del Mare, la manifestazione inserita tra gli eventi nazionali per i 120 anni della Lega Navale Italiana.


DICIASETTESIMA EDIZIONE DEL TROFEO DEL MARE,                                          IL 29 LUGLIO LA PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI
LA MANIFESTAZIONE INSERITA TRA GLI EVENTI NAZIONALI                       PER I 120 ANNI DELLA LEGA NAVALE ITALIANA
    Sarà all’insegna di conferme ed eccelse partecipazioni, la 17esima edizione del Trofeo del Mare – Uomini e Storie, quella in programma a Pozzallo dal 28 al 30 luglio.
    La macchina organizzatrice è già avviata da tempo per garantire alla manifestazione dedicata al pianeta mare, il successo di pubblico delle edizioni precedenti e i riconoscimenti a veri ed autentici protagonisti  che del mare ne fanno una ragione di vita.
    Quest’anno la manifestazione è stata inserita tra quelle ufficiali in occasione dei 120 anni della Lega Navale Italiana, un riconoscimento per il Premio, ma anche un grande impegno per gli organizzatori, in primo luogo la sezione di Pozzallo della Lega Navale e la Sovrintendenza del Mare che al Premio assicura rigore scientifico, contenuti culturali e  scelta dei vincitori.
    E proprio dalla Sovrintendenza del Mare, sono stati resi noti i componenti del Comitato di Giuria: Presidente  prof. Sebastiano Tusa,  documentarista subacqueo Riccardo Cingillo, dott.ssa Luisa Cavallo, dirigente della Polizia di Stato, Ignazio Florio Pipitone, Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Vela, ing Luigi Tussellino, consigliere nazionale della Lega Navale Italiana,  dott. Franco Andaloro, dirigente di Ricerca dell’Ispra, arch. Alessandra De Caro, dirigente della Sovrintendenza del Mare e  prof. Nicolò Carnimeo, docente dell’Università di Bari, scrittore e consulente della trasmissione televisiva Linea Blu.
    E’ stata definita per  il 29 luglio la serata per la consegna dei Trofei nella piazza antistante il Municipio di Pozzallo  nel corso di un evento che vedrà momenti di spettacolo e di cultura. Il programma ufficiale della manifestazione verrà reso noto nei prossimi giorni. Gli organizzatori sono impegnati, tra l’altro, a dedicare un ricordo speciale al grande campione di immersione Enzo Maiorca.
    Conclusa la fase delle nomination, arrivate attraverso il sito ufficiale del Trofeo, riguardanti organizzazioni di volontariato, personaggi noti per atti di eroismo in mare, scrittori, giornalisti, rappresentanti di corpi speciali. Tra le nomination più significative già pervenute da tutta l’Italia,  l’organizzazione ha comunicato quelle di Licia Colò, Giovanni Maria Bellu (autore del libro inchiesta I Fantasmi di Portopalo), SOS Mediterranée con Valeria Calandra, Pietro Bartòlo (Fuocoammare), Romano Sauro (Tour Sauro 100), Monica Blasi (anti Responsabile Filicudi Wildlife Conservation), e lo Yact Club Costa Smeralda (per i 50 anni nel segno del mare e del vento).
    L’edizione di quest’anno cade, come detto, all’interno delle manifestazioni nazionali per il 120 anniversario di fondazione della Lega Navale Italiana e rilancia Pozzallo e l’intera provincia di Ragusa quale terra di frontiera, impegnata nell’accoglienza dei migranti che arrivano dal Nord Africa.
    Il Sindaco Roberto Ammatuna afferma che “per  una città di mare questa manifestazione rappresenta un appuntamento importante, un’occasione di richiamo turistico ma anche una grande occasione di investimento economico  perché Pozzallo sul mare ha legato,il suo passato e il suo presente, ma soprattutto il suo futuro. Il mare è la nostra grande risorsa e ricchezza”.
    L’Assessore al Turismo Giorgio Scarso sottolinea l’importanza che la “manifestazione si tenga a Pozzallo, capitale marinara dell’intera provincia di Ragusa.  Ringraziamo la  sezione di Pozzallo della Lega Navale che, con grande impegno, si sta prodigando nell’organizzazione di questo evento culturale e di spettacolo”.
    Infine, l’Ing. Luigi Tussellino, Presidente della sezione di Pozzallo della Lega Navale Italiana, evidenzia che  “l’edizione di quest’anno del Trofeo del Mare cade all’interno delle manifestazioni nazionali per il 120 anniversario di fondazione della Lega Navale Italia. E’ motivo di grande richiamo turistico, con personaggi di tutta Italia. Abbiamo coinvolto  le diverse associazioni della città, in una sorta di rete associativa  chiamata “Incontriamoci”, oltre che  l’Istituto Tecnico Nautico e 30 ragazzi, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, saranno protagonisti della tre giorni di manifestazioni. Di rilievo, infine, il convegno sulla pesca  competitiva e il consumo sostenibile”.

La Cabina dell'Arte Diffusa. Al via la lavorazione del film.


L’Associazione Culturale Tribù del Badnightcafè ha avviato la lavorazione del film sulla Cabina dell’Arte Diffusa.
Completata la scelta del cast e l’individuazione delle locations, è stata avviata la fase operativa delle riprese del film.
Prodotto in forma indipendente e in totale assenza di finanziamenti, il film segue le linee di principio del progetto della Cabina: tutto ciò che si è reso necessario, e si renderà necessario per la sua realizzazione, compresa la presenza degli attori e di tutte le persone coinvolte, è realizzato in totale condivisione di risorse e secondo i dettami delle reti di collaborazione.
La sceneggiatura del film nasce dal lavoro creativo del collettivo dell’Associazione, la regia è affidata a Luigi Mezzacappa, già regista dei precedenti lavori dell’Associazione, con musiche originali di Sandro Filia.
Il tema della narrazione ruota intorno al sistema dell’arte e al mondo intorno a questo.
L’uscita del film è prevista per settembre, con una preview ad inviti ed una prima ufficiale pubblica.
Il progetto della Cabina dell’Arte Diffusa ha il patrocinio della Circoscrizione 4 di Torino.


Contatti:
Daniele D’Antonio 348 4500461

mail: lacabinadellartediffusa@gmail.com

FOTOGRAFIA: IL FRIULI OMAGGIA ELIO CIOL (E PASOLINI) CON 3 MOSTRE.

 
CASARSA DELLA DELIZIA OMAGGIA L'ARTE
DEL FOTOGRAFO ELIO CIOL: DAI GRANDI MUSEI INTERNAZIONALI
AL TRIBUTO ALL'AMICO PIER PAOLO PASOLINI
Tre mostre visitabili per tutta l'estate nella cittadina nel cuore del Friuli Venezia Giulia
 
Tutto luglio (e anche oltre grazie a delle aperture straordinarie) prosegue a Casarsa della Delizia, città di Pier Paolo Pasolini, la mostra “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni Internazionali”, con 67 opere provenienti dal fondo fotografico di oltre 500 scatti che il grande fotografo Ciol, amico dello stesso poeta e di Padre David Maria Turoldo, ha donato con generosità alla sua comunità. Fotografie in un superbo bianco e nero, tra paesaggi friulani, dettagli di Assisi, volti dell'Italia del dopoguerra, già esposte in grandi musei internazionali a partire dal Metropolitan Museum di New York e dal Victoria and Albert Museum di Londra, solo per citarne due. L’esposizione è stata curata dal maestro Guido Cecere, docente di Fotografia all'Accademia di Belle Arti di Venezia, con la collaborazione del professor Massimo Carboni, docente all'Università della Tuscia di Viterbo e all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Ingresso gratuito nello Spazio espositivo di piazza IV Novembre (ex Sala Consiliare) il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Dal lunedì al venerdì possibili visite per gruppi su prenotazione.


ESPOSIZIONI COLLATERALI - In parallelo proseguono anche le esposizioni collaterali. Nel vicino Centro studi Pasolini (via Guidalberto Pasolini) si può ammirare “A Pier Paolo”, basata sul portfolio di fotografie, raffiguranti Pasolini in varie fasi della sua vita in Friuli e negli anni del successo a Roma fino ai funerali, donato da Ciol alla stessa Città di Casarsa della Delizia nel 2012. L'allestimento di questa sezione, con anche elementi multisensoriali come profumi e musica, è stato curato da Vincenza Crimi con il suo Studio Il Glifo, nella cui sede, sempre in via Guidalberto Pasolini, è visitabile pure la mostra "Arti visive nella poetica di Elio e Stefano Ciol”, con in esposizione le foto del maestro e suo figlio che ne sta proseguendo l’arte nello studio di famiglia.


EVENTI SPECIALI - Collegati alle mostre anche alcuni eventi speciali. Giovedì 6 luglio alle 21 sempre nello Studio Il Glifo di Vincenza Crimi a Casarsa della Delizia in via Guidalberto Pasolini, Elisabetta Borean condurrà la serata d’arte “Il Pordenone attraverso l'obiettivo di Elio Ciol”. Un viaggio nella pittura del grande pittore friulano Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, tra i più famosi del Rinascimento italiano, e le foto del maestro Elio Ciol alle sue opere. Seguirà brindisi finale con i vini spumanti della selezione Filari di Bolle 2017.
Si proseguirà poi martedì 18 luglio alle 21 nel giardino del Centro Studi Pasolini di Casarsa con l'incontro “Nei Musei e nelle Collezioni Fotografiche Internazionali e Ombre di Luce. L’importanza della pubblicazione di un catalogo a supporto di un progetto fotografico”. Presenterà Valentina Gasparet alla presenza dei fotografi Elio e Stefano Ciol e del professore Guido Cecere che ha curato l'omonima mostra. Seguirà brindisi finale con i vini spumanti della selezione Filari di Bolle 2017.
Per chi volesse fare partecipare una visita guidata alla mostra allestita nell'ex municipio, da non perdere l'appuntamento di domenica 23 luglio alle 17 con il curatore Guido Cecere. Previste ulteriori aperture straordinarie delle mostre il 5, 6, 12 e 13 agosto

ORGANIZZATORI - La mostra “Elio Ciol nei Musei e nelle Collezioni fotografiche internazionali” è promossa dalla Città di Casarsa della Delizia, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Il progetto vede la collaborazione di Ambiente Servizi, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Coop Casarsa, Friulovest Banca, Studio Il Glifo, Pro Casarsa della Delizia e Vini La Delizia.


BIOGRAFIA - Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia nel 1929. Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. È sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L'anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all'estero. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant'anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici.

Celeste Prize 2017, 9a edizione. Prorogata l'iscrizione fino al 18 luglio 2017.


Celeste Prize 2017, 9° edizione
Iscrizioni aperte fino al 18 luglio

Il premio d'arte internazionale che mette in luce le opere degli artisti emergenti e mid-career,
costruisce carriere e porta al riconoscimento della critica e delle gallerie.
Sottoponi le tue opere direttamente all'attenzione della giuria guidata da Fatos Üstek, attuale
curatrice di Art Night 2017 London.
SCADENZA per le adesioni 18 luglio 2017.
Per partecipare segui il link:
https://www.premioceleste.it/celesteprize2017
In palio 23.000 € di premi in denaro e 12 collettive con le gallerie partner:
Premio Progetto, 4.000 €
Premio Pittura & Disegno, 4.000 €
Premio Fotografia & Grafica Digitale, 4.000 €
Premio Video & Animazione, 4.000 €
Premio Installazione, Scultura & Performance, 4.000 €
Premio Super-Young, 3.000 €
 

La Giuria
Fatos Üstek, chief-juror del Celeste Prize 2017
George Clark, curatore indipendente e filmaker
Ovul O. Durmusoglu, curatrice indipendente
Rozsa Zita Farkas, Arcadia Missa
Attilia Fattori Franchini, curatrice indipendente
Anna Gritz, Kunst Werke Berlin
Nav Haq, Muhka, Anversa
Harriet Loffler, Norwich Castle Museum
Louise O'Kelly, BlockUniverse
Ilaria Puri Purini, Contemporary Art Society
Filipa Ramos, Art Agenda, Vdrome
Emiliano Valdés, Museo di Arte Moderna, Medellin
Ben Vickers, Serpentine Gallery
 

53 artisti saranno selezionati per la mostra finale a Londra presso Bargehouse OXO Tower, 6 /
8 ottobre 2017, durante la settimana del Frieze.
 

Quota di adesione:
50 € per un'opera
90 € per un progetto
30 € per un'opera, under 26 in Super-Young
 

Per maggiori info sul Premio e la candidatura visita la pagina:
www.premioceleste.it/celesteprize2017
info@premioceleste.it
tel. +39 0577 1521988
Celeste Prize 2017, IX edizione è un’iniziativa di Celeste Network.

lunedì 3 luglio 2017

Intervista al cantante e compositore Eliamo, a cura di Marla Lombardo.


Stefano Eliamo, in Arte Eliamo, è  un artista eclettico e dalle sfumature ombrose.
Definito come "un cantautore filosofo", nei suoi lavori Eliamo affronta temi come il distacco, la nostalgia, la solitudine, la nevrosi, la follia e molto spesso il tema del viaggio.
Il disagio esistenziale e la ricerca della propria identità sono concetti alla base delle sue canzoni. 

Dopo un’esperienza significativa a Londra e Dublino, è negli States che la sua musica si arricchisce in modo significativo, subendo le influenze dell’elettronica e della dance.
Al suo rientro in Italia, escono, autoprodotti, gli album in inglese "Intermittent Lights” e “Hello World!”.

Attualmente è alle prese con un nuovo progetto musicale dal gusto squisitamente italiano che segna un ritorno in grande stile sulla scena musicale del cantautore.
E' già presente in tutti i digital stores con il suo singolo "Brucia"che anticipa l’uscita del nuovo album di inediti dal titolo "Universi Alternativi" con sonorità pop rock e testi in italiano. 

Noi di Untitled Magazine lo abbiamo intervistato in esclusiva per voi.

 
BRUCIA / ELIAMO

Stefano, come hai iniziato ad appassionarti a tutto ciò che è musica?

Se adesso sto facendo musica, sto scrivendo canzoni e sto proponendo le mie performance in giro, è solo per quel momento nella mia infanzia che non potrò mai dimenticare. Il momento in cui nell’anno 1987, alla tenera età di quattro anni, presi in mano una audio cassetta rossa regalatami da mio padre e la lasciai suonare nello stereo dell’automobile. Era l’album degli U2, The Joshua Tree. Mi bastarono pochi attimi, e poche reazioni elettrochimiche dentro me, ma subito intuii, per la prima volta, quale sarebbe stata la direzione che avrei scelto negli anni a seguire.
 
Cosa è per te “fare musica”?

È un ottimo modo di tenere un diario. Scarico nelle mie canzoni molte tensioni psicofisiche e le converto in suoni e versi. Direi che si tratta di una qualche forma di alchimia. Scrivere una canzone, richiede molto lavoro soprattutto per quegli artisti che come me, non si limitano a scrivere la canzone, ma la producono strumento per strumento. A volte ragiono come un architetto, cercando di miscelare lo stile e la struttura. Scrivo il basso, poi le chitarre, poi la batteria, la voce, i cori e così via. 
Una volta avuta l’idea, ho bisogno immediatamente di arrangiarla in tutte le sue parti. Certamente è un lavoro molto impegnativo ma, quando lo faccio, il tempo si ferma ed è la cosa più bella e più gratificante. Credo sia come un parto ed ho la consapevolezza che la canzone, una volta nata, appartenga al mondo e non più solo a me, poiché, da quel momento in poi, il brano potrà comunicare emozioni diverse in base a chi lo ascolterà.


Photographer Credits – Michele Battaglia

Come nascono le tue composizioni ed i tuoi testi? Da cosa trai ispirazione?

Da qualunque cosa possa incuriosirmi. È ovvio che la musica leggera attinge più o meno sempre dalle stesse idee. Sentimenti, politica, società ed il rapporto con il divino. Tuttavia, pochi si interessano all’aspetto psicologico o addirittura filosofico che invece sono gli aspetti che più mi interessano. Viviamo in un’epoca in cui è difficilissimo creare, o meglio, scoprire qualcosa di nuovo. Siamo bombardati continuamente da stimoli sia dal campo dell’immagine che da quello sonoro, soprattutto attraverso i social network. 
Questo produce una over produzione di opere di qualunque genere, pertanto, oggi è sempre più difficile essere originali. Quello che si può fare, invece, è cercare di studiare nuove prospettive dalle quali osservare la vita e, di conseguenza, l’essere umano.
 
Rispetto ai tuoi inizi che cambiamenti vedi nella tua musica e comunque, nella musica in generale?

Beh, un grande cambiamento è sicuramente stato quello della lingua nelle mie canzoni. Sono sempre stato un anglofilo, musicalmente parlando, ed ho sempre ritenuto cha la musica angloamericana avesse una marcia in più rispetto al nostro pop. Per quanto riguarda "Universi Alternativi", il mio nuovo album, tutto è cominciato con una poesia scaturita da una forte rabbia dovuta alla fine di una relazione. Ho iniziato a scrivere con un linguaggio che non credevo mi appartenesse. Sembrava quello di un menestrello. Così andai avanti scrivendo altre poesie finché un giorno, mi accorsi che avevano un ritmo e una metrica molto musicale. Allora provai a cantarle e pian piano e cominciai a pensare seriamente a produrre un album in italiano che avrei realizzato dopo tre anni da quel giorno. Volevo dare una chance alla lingua italiana che musicalmente non mi era mai appartenuta ma, a patto che fosse espressa con un certo linguaggio, magari fuori dal tempo e dalle mode. 
Ho preso molta ispirazione dai testi di Matteo Sgalambro e di Pasquale Panella, già parolieri rispettivamente di Franco Battiato, Lucio Battisti, Zucchero e molti altri. Ho scelto un linguaggio più spigoloso, non organizzato ma frammentato.
 
Tu come ti definiresti, più pop o più rock?

Ti confesso che ho sempre avuto difficoltà nell’inquadrarmi dentro un genere in particolare. Non ho mai conservato nel tempo una linea costante che accomunasse i miei lavori. Credo, tuttavia, di accostarmi più al pop, forse. Insomma, si tratta di canzoni che nascono con una chitarra acustica, melodiche orecchiabili, con architetture classiche della musica popolare. Però c’è pop e pop. Ma sia il pop che il rock sono campi vastissimi, soprattutto oggi che le contaminazioni si trovano ovunque. Sono molto entusiasta di come suona "Brucia", il singolo del mio nuovo album. E’ una canzone che rimbalza tra il rock anni Settanta italiano e il brit pop, con qualche sfumatura elettronica qui e lì. Inoltre, Brucia parla di cose irrisolte. E’ un inno a tutte quelle piccole grandi ferite che spesso ci portiamo dentro per tutta la vita. 
Brucia parla di tutti quei dolori del passato che non se ne vanno, che sono destinati ad abitarci a vita. C’è il disordine, c’è maledizione e nostalgia, c’è la mancanza di controllo. Scrissi la prima bozza a Roma tra il 2006 e il 2007 che è rimasta dentro un hard disk per dieci anni. Solo da poco la canzone mi ha richiamato e sono felice del risultato che ho ottenuto. Lo so, sono di parte, ma a me, sinceramente, piace molto.

Photographer Credits – Michele Battaglia

Chi riconosci come tuoi simili?

Spesso mi sento come un gufo o come uno di quei volatili che di notte canta solitario sopra un ramo di qualche albero. Come un animale che manda al mondo segnali sonori. Pochi lo sanno interpretare, soltanto i suoi simili lo possono capire.
 
Hai un rimpianto, una occasione non sfruttata a dovere che avrebbe potuto “proiettarti ancora più al di là”?

Assolutamente no. Conosco bene me stesso, i miei pregi ed i miei limiti. So di avere fatto molti errori ma, al contempo, so di avere sempre dato il massimo laddove era opportuno, laddove mi sentivo chiamato ad agire. 
Se al momento mi trovo qui è solo perché la relazione di causa ed effetto degli eventi mi ha portato qui oggi. Quindi, è giusto che oggi io sia qui, che stia per lanciare un nuovo album tutto in italiano.
 
Cosa accadrà in futuro? Cosa è scritto nell’agenda di Eliamo?

Posso solo dirti ciò cosa accadrà nel vicino futuro. Abbiamo cominciato le riprese del videoclip di Brucia diretto da Peppe Migliara. Tutti stanno facendo un ottimo lavoro. Il prossimo step sarà proprio lanciare Brucia e vedere le sue sorti nel mondo. Tutto quello che accadrà dopo, al momento è in continuo divenire.

Backstage: Peppe Migliara, Liliana Genovese, Eliamo

Da sinistra: Eliamo, Riccardo Leone, Peppe Migliara

Tre aggettivi che ti rappresentano, o ti definiscono.

Direi, curioso, riflessivo e passionale. Tre bellissimi aggettivi che possono avere sia risvolti positivi sia disastrosi. Dipende sempre dai contesti.
 
Qual è il tuo motto? 

“Nosce te ipsum”. Sull’oracolo di Delphi vi era incisa una frase: “Conosci te stesso” ed io ne ho fatto una bandiera, più che un motto. Sono molto attratto dalla filosofia esistenzialista e mi sono reso conto che molti filosofi, nel corso della Storia, hanno mantenuto un comune denominatore nei loro rispettivi pensieri. La conoscenza dell’essere umano. 
La risposta a molte domande cosmologiche o esistenzialiste è dentro ognuno di noi. I nostri scopi, i nostri obiettivi, le nostre verità, le nostre perversioni. Scavare per conoscersi è fondamentale. L’importante, però, è che una volta trovati, siamo in grado anche di accettarci e di fare i conti con noi stessi senza volerci necessariamente e costantemente migliorare verso un “bene” ipotetico che in verità è solamente un luogo comune. 
Oggi c’è chi fa a gara per essere il più cool, il più forte, il più ricco. Ma molte persone violentano le loro menti e i loro corpi perché pretendono da loro stesse più di quanto hanno da offrire. Questo crea indubbiamente stress e ansia. 
A mio avviso, bisogna invece conoscersi bene, fino in fondo per cercare di vivere una vita nel modo più autentico possibile rispetto al nostro essere. Quando si seguono le vite degli altri o gli esempi degli altri, si sbaglia, quasi sempre.


Photographer Credits – Michele Battaglia


Ed il tuo vizio preferito? O hai solo virtù?

Direi che ho più vizi che virtù ma, il più terrificante di tutti sta nel fatto che mi mangio le unghie e le pellicine delle dita, a volte fino a farmele sanguinare. La cosa assurda e paradossale è che, sebbene provi dolore, a volte mi piace.
 
Qual è la tua più grande paura?

Il tempo mi fa molta paura. La consapevolezza che tutto è in costante mutamento e che nulla di ciò che è rimane. Tutti gli esseri viventi nascono e muoiono. Tutti diamo per scontato il nascere ma spesso cerchiamo strategie per ingannare il pensiero della morte, quando invece dovremmo guardarlo bene in faccia. 
Ci eviteremmo, infatti, tante ansie che, alla fine, sono tutte dovute dal fatto del prenderci troppo sul serio, io per primo. Se invece, a volte, capissimo che siamo solo dei comuni mortali, ci sentiremmo molto più deresponsabilizzati. Per questo motivo, spesso commetto l'errore di dare troppa voce al mio ego e al mio narcisismo, e mi dimentico di essere solo un uomo.

Photographer Credits – Michele Battaglia

Cosa fa Eliamo quando non è un "Musicista"? Come trascorri i tuoi giorni, e, soprattutto, le tue notti?

Mi piace dedicarmi al giardino e amo trascorrere il tempo con il mio cane Platone e con il mio gatto Plotino. Mi piace leggere e amo il cinema, soprattutto di genere azione/ fantascienza. Mi interesso di ufologia e sono socio del Centro Ufologico Nazionale dal 2007. 
La notte, invece, è il tempo ideale per creare. Si esce fuori dal tempo, in tv trasmettono repliche di programmi di vent’anni fa e, soprattutto, c’è silenzio. Così, di notte scrivo, leggo e suono. A parte questo, amo viaggiare.

Eliamo con la band: da sinistra Dario Giannì, Valter Boscarino, Saro Guarracino







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Levels art exhibition - 3rd edition, a cura di Ignorarte.


LEVELS
ART EXHIBITION
3rd edition (AL CUBO)

14 Luglio 2017 dalle ore 19:00
Ingresso Gratuito – No Tessera
FAENAS BISTROT & CAFE’- via Portuense, 47 Roma
a cura di ignorarte.com

CONCEPT
Se la fantasia non è altro che memoria svincolata dall'ordine del tempo e dello spazio, allora l’architettura potrebbe essere considerata come musica cristallizzata in uno spazio condiviso. Questa concezione contaminante viene colta dall'occhio vigile di ignorarte.com in occasione della rassegna “LEVELS” proposta all'interno di Faenas Bistrot & Café, un luogo di aggregazione e offerta culturale nella storica zona di Porta Portese, entrato ormai da tempo a far parte attivamente del processo di sviluppo, riqualificazione e recupero della memoria della zona, un punto di riferimento per condividere il piacere dell’eccellenza eno-gastronomica in accordo con la bellezza dell’arte. Del resto la versione della parola catalana “faenas” è lavoro, creazione, produzione mentale e fisica, quindi ispirazione e saper fare. Dinanzi ad una volontà di convertire lo spazio all'accoglienza dell’arte contemporanea, ignorarte.com, quindi, propone un’idea di distribuzione delle proposizioni artistiche sui tre “livelli” spaziali in cui si sviluppa l’architettura del luogo. Tutti gli artisti partecipanti si possono esprimere in piena libertà, in questo caso senza vincoli tematici. Ognuno apporterà il proprio bagaglio concettuale e tecnico. Pittori, scultori, fotografi, performers, video artists, poeti e musicisti daranno vita alla rassegna.

Il programma si svilupperà nel corso dell’happening il 14 luglio 2017 dalle ore 19:00, mentre le opere installate resteranno in esposizione fino a settembre.


PROGRAMMA
Start ore 19:00

LEVEL 1
InCUBOazione - opere di:
Carmen Carriero; Emanuele Dini; Lara Garofalo; Joollook; Pietro Mancini; Max Martini; Daniela Monaci; Loredana Raciti; Silvia Scarabello
Al CUBO – cubi d’arte di:
Caterina Arena; Daniela Cannarozzo; Adelaide Fontana; Mattia Morelli; Marilena Di Gianvito; Daisy Triolo
RAW – performance fotografica interattiva

LEVEL 2
InCUBOazione - opere di:
Beank; Giulia Del Papa; Giorgia Evangelista; Anna Lorenzini; Roberta Maola; Nunzio Pino; Silvia Struglia; Mirta Vignatti; Daisy Triolo.
Video art di Claudia Quintieri.
Body Painting di Marilena Di Gianvito.
Performance poetico/musicale di Capodiluce.
Performance poetica di Gianni Godi.
Video performance poetiche di: Laura Bertolini; Livia Taloon.
Performance arts di: Giovanni Barbera; Maurizio Cesarini; Dehors/Audela; Caterina Genta; Fabrizia Olimpia Ranelletti.

LEVEL 3
Sculture/Installazioni di Anna Bastoni; Salvatore Cammilleri; Bruno Melappioni.
L’Autrice - interazione poetica di Annarita Borrelli.

INFO
A cura di ignorarte.com
Per informazioni: redazione@ignorarte.com.
In collaborazione con:
Faenas Bistrot & Café – www.faenascafe.com.
Expolive Project - www.facebook.com/expoliveproject.
Media partner: Urban Mirrors - www.urbanmirrors.com.