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lunedì 25 gennaio 2016

La videoarte non è Cenerentola! Firma la petizione on line.



Gli artisti ed operatori culturali che lavorano con la videoarte, chiedono più attenzione da parte delle istituzioni pubbliche per questa forma d'arte contemporanea, che pure conta su tanti artisti di grande spessore.
La videoarte è la forma artistica che meglio interpreta i linguaggi della contemporaneità, e che più si intreccia con quelli dell'esperienza quotidiana - soprattutto delle nuove generazioni - ed è incredibile che per i musei e le gallerie pubbliche d'arte contemporanea essa sia ancora così poco considerata, quasi fosse una Cenerentola.
Per questo, a decine, sottoscrivono una lettera aperta alla Direzione Generale per l'Arte e l'Architettura Contemporanee del MiBACT, chiedendo di avviare un processo di valorizzazione, articolato principalmente su tre asset: incoraggiare la ricerca critica, creare una videoteca nazionale, aprire musei e gallerie alla produzione videoartistica nazionale.
Artisti ed operatori culturali, chiedono a chiunque operi nel campo dell'arte contemporanea, e che condivide lo spirito ed il merito della lettera, di sottoscriverla a sua volta, in solidarietà e sostegno all'iniziativa.

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La lettera può essere firmata online (http://www.magmart.it/mibact.php), oppure inviando una email a tomaselli.director@magmart.it, indicando nome, cognome e 'ruolo' (ad es. 'artista', 'curatore', 'critico', 'gallerista', 'collezionista', etc).
More info here > FACEBOOK EVENT

venerdì 22 gennaio 2016

Alla Fabbrica del Vapore di Milano, la mostra personale "Gocce di spazi paralleli" di Klaus Münch, a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà.

Klaus Münch, Senza titolo, 2008
SAVE THE DATE

Fabbrica del Vapore 
Edificio Messina DueMilano, via Procaccini 4
Gocce di spazi paralleli. Klaus Münch 
a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà
17 febbraio - 23 marzo 2016 inaugurazione martedì 16 febbraio, ore 18.30



La significativa mostra personale di Klaus Münch "Gocce di spazi paralleli" a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà presenta, attraverso opere inedite e degli ultimi anni, l'originale universo creativo dell'artista, caratterizzato da sculture policrome semisferiche, realizzate in plexiglass, che evocano la formazione della vita nel cosmo e nel microcosmo in una concezione spaziale in divenire. 
Il disegno accompagna da sempre il lavoro scultoreo di Münch che in questa occasione presenta alcune grandi opere su carta a grafite e cera realizzate ad hoc, dove micro e macro cosmo si riflettono continuamente l'uno nell'altro.  
Completa la mostra un catalogo di Magonza editore con testi dei curatori e del critico Aldo Iori.

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857
info@irmabianchi.it - www.irmabianchi.it

giovedì 21 gennaio 2016

FUORISALMONE Milano Design Week dal 12 al 17 aprile 2016 >>> Call per Designer ed Aziende


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Anche quest'anno l'evento FUORISALMONE sarà strutturato secondo le reali necessità dei Professionisti controcorrente (designer, architetti, creativi) e delle Aziende innovative (settore arredo, interior, oggettistica, fashion) che desiderano affrontare il mercato in modo concreto e con profitto.


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FUORISALMONE
   solo un pesce morto segue la corrente


Al Teatro Elfo Puccini di Milano, lo spettacolo "ROAD MOVIE" con l'interpretazione di Angelo Di Genio, regia Sandro Mabellini.

26 gennaio - 7 febbraio | sala Bausch

ROAD MOVIE
di Godfrey Hamilton traduzione Gian Maria Cervo
regia Sandro Mabellini
con Angelo Di Genio
musiche di Daniele Rotella 
pianoforte e violoncello Antony Kevin Montanari
produzione Teatro dell’Elfo

Angelo Di Genio si sta rivelando uno dei più bravi attori della sua generazione. Dopo History Boys, che è valso a lui e agli otto giovani attori il premio UBU, ha ottenuto un successo personale come interprete di Biff in Morte di un commesso viaggiatore. Road Movie, un piccolo gioiello, ha confermato il suo talento.
Si tratta di un testo profondamente commovente che ci parla della paura dell'amore, della perdita e della morte, sentimenti spesso inscindibilmente legati. Scritto per la compagnia angloamericana Starvig Artist Theater, Road Movie ha vinto nel 1995 il Fringe First Award al festival di Edimburgo ed è stato rappresentato negli Stati Uniti e in molti paesi europei.
Nell’allestimento curato da Sandro Mabellini, Angelo Di Genio interpreta tutti i personaggi, dialogando in scena con un musicista. Al debutto nella rassegna Nuove Storie nell’autunno 2014, lo spettacolo ha convinto senza riserve pubblico e stampa, tanto che il Teatro dell’Elfo ha scelto di inserirlo nel suo repertorio di produzioni.
Questa edizione vede una nuova e originale partitura musicale composta da Daniele Rotella , eseguita dal vivo al pianoforte e violoncello da Antony Kevin Montanari.
Ambientato negli Stati Uniti degli anni Novanta, racconta di Joel, gay trentenne, e della sua avventura coast to coast durata cinque giorni per rincontrare “il suo amore”, Scott. Un viaggio interiore costellato da incontri che lo porteranno ad infrangere paure ed accorciare la distanza dagli altri e da se stesso, trasformandolo profondamente.


DALLA RASSEGNA STAMPA
Allacciate le cinture di sicurezza, annullate paure e tabù, si parte coast to coast sulle strade dell'anima al ritmo poetico di “Road Movie”. Se il teatro è il luogo d'elezione di sorprese e riflessioni la performance in scena all'Elfo ne è conferma tangibile.
Il testo di Godfrey Hamilton, già definito monumentale per la bellezza del linguaggio e l'intensità emotiva dal Times, fluisce in cadenza perfetta attingendo a piene mani da trame esistenziali, innamoramenti, incontri, ribellioni, malattia che nessun incantesimo sconfigge, in continuità tra passato e presente plasmando un piccolo miracolo drammaturgico che parla di morte per aggrapparsi con forza alla vita.
Buio in sala e alle pareti, due sedie, un pianoforte, le note del violoncello suonate dal vivo da Piero Salvatori, un ragazzo dalle scarpe spaiate entra in scena. Da qui decolla il monologo a più voci, interpretato da Angelo Di Genio, annotatevi il nome, da tempo non si vedeva sulla scena un giovane di pari talento. La regia di Sandro Mabellini, con tocco sicuro è ideata sul corpo e la duttilità del performer, Joel randagio attraversa gli States da New York a San Francisco, cinque giorni e mezzo di catarsi per guardare dritto nelle pupille la paura e gli spettatori, riempire la valigia vuota di piccoli oggetti necessari, simboli di incontri salvifici, ridere, piangere, imprecare, stupirsi, sentire finalmente il flusso delle emozioni scorrere nelle vene.
Francesca Motta, ilsole24ore.it

Un monologo sull’Hiv, ma anche su di una solitudine estremamente affollata, popolata di personaggi estremi che racconta l’amore altrettanto estremo fra Joel e Scott. Estremo non tanto perché contenga in sé qualcosa di eroico, quanto perché in una vita spericolata, superficiale, costruita sul sesso senza impegno, anaffettiva, rifuggire l’amore pur cercandolo e poi riconoscerlo con la stessa baldanza con la quale gli si era negato addirittura il diritto di dire il suo nome è, davvero, qualcosa di emotivamente estremo.  
Sandro Mabellini firma una regia asciutta e incisiva.  A reggere questo viaggio che è – almeno così a me pare – una sorta di presa di coscienza, del mutare dello sguardo di Joel sui sentimenti e dunque punto di partenza della sua crescita esistenziale, è un bravissimo Angelo Di Genio che si dona al proprio personaggio con una totalità disarmante, vivendo in scena anche situazioni non facili. Accompagnato dalla musica suonata al violoncello e al piano da Piero Salvatori, Di Genio – che ricordiamo fra i ragazzi di The History Boys e come Biff in Morte di un commesso viaggiatore – , provocatorio e dolce, inquieto e disarmato, cattura, senza mai compiacerlo, il pubblico che lo segue con grande tensione, in una storia lontana dal paradiso, disperatamente vitale, che ci riguarda.

 Maria Grazia Gregori, delteatro.it

Ci sono diversi generi di viaggio.  E un viaggio interiore, che fa del mondo lo specchio di noi stessi e rende luoghi inesplorati i moti più intimi dell’animo. Road Movie di Godfrey Hamilton, è tutte queste cose.
Angelo di Genio è al suo primo spettacolo da solista e riesce a reggere magistralmente la sfida. Non solo è capace di interpretare con abilità sia la parte di Joel che la parte di Scott, ma dà forza ed intensità anche ai ruoli minori, plasmando sia personaggi maschili che femminili ed interpretando una variegata schiera di figure grazie ad un’espressione, una fisicità e un’intonazione di grandissimo livello. Uno spettacolo, così̀ congegnato, che richiede uno sforzo recitativo non indifferente e permette a Di Genio di toccare le corde dello spettatore giocando su registri comici, tragici, battute serie o disincantate, ma pur sempre rappresentando un coraggio ed insieme una sofferenza che meritano di essere raccontate. Sandro Mabellini esalta gesti e parole con una regia essenziale e molto espressiva, giocata su poche luci, elementi scenici ridotti e Piero Salvatori, impeccabile violoncellista, completa l’opera con le musiche in scena eseguita con contrabbasso e pianoforte.
Daniele Giacari, Cultweek.it





Corso Buenos Aires 33, Milano
Mar-San ore 19.30, dom ore 15.30 
Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € 
Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06 – biglietteria@elfo.org -www.elfo.org



Presentazione del secondo libro fotografico "Mara as Muse" dell'artista Mario Vespasiani.


Domenica 24 gennaio 2016 alle ore 17 presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, si terrà la presentazione del secondo libro fotografico dell'artista Mario Vespasiani dal titolo Mara as Muse, con una introduzione del prof. Stefano Papetti sul tema della Musa nell'arte.

Col secondo libro fotografico dal titolo Mara as Muse, Mario Vespasiani (1978) prosegue la ricerca nella fotografia con una selezione di immagini in bianconero, scattate nel corso del 2015 a una giovane donna, Mara, con l'intenzione di trasmettere ciò che sovente anticipa il processo creativo, nel quale una ragazza "normale" assume le vesti di Musa per la capacità di ispirare e influenzare la ricerca artistica. 

Se negli ultimi anni la figura della Musa sembra essere sparita dalla pratica intuitiva degli artisti, Vespasiani con l'imprevedibilità che gli appartiene, se ne riappropria dando vita al susseguirsi di storie che in ogni scatto si espandono in più direzioni per diventare punti di partenza di altre opere e altri racconti. Essenziali sono gli sfondi e le dinamiche descritte dai movimenti eppure permane qualcosa di magico e senza tempo e qui, incurante delle suggestioni odierne Vespasiani immortala questo incontro, mostrando una donna che incarna pensieri in libertà, riflessioni eccentriche, spazi selvaggi che diventano parte viva dell'opera. 

Ogni scatto conduce dunque oltre le rotte battute, per inseguire profumi insoliti ed esperienze possibili solo a chi si concede alla scoperta, tra l'equilibrio della composizione e la raffinatezza del linguaggio. In questo incedere, la bellezza non si consegna mai alle lusinghe della seduzione e così il corpo si carica di pura femminilità e mai di erotismo; le vesti d'altri tempi e i copricapi inusuali non fanno altro che evidenziare questo fare indipendente, che ha il suo centro nell'istante in cui due sguardi si affrontano, aprendosi al mistero e a tutto quello che poi ne scaturisce. Vespasiani ci consegna una scintilla vitale, propria dell'estro dell'artista e degli occhi di due amanti.





Dati volume:

Autore: Mario Vespasiani
Titolo: Mara as Muse

Dimensioni volume: 29x21cm
Pagine: 164
Illustrazioni: 86 in bianconero
Anno: 2015


mercoledì 20 gennaio 2016

"Oltre le Mura di Roma". Al Museo MACRO Testaccio, la mostra fotografica dedicata alle periferie di Roma, con la direzione artistica di Francesco Zizola.



Giovedì 21 gennaio 2016, il Museo MACRO Testaccio (La Factory) ospiterà le storie fotografiche sulle periferie di Roma, selezionate tramite il concorso Oltre le Mura di Roma da una Giuria di esperti di fama internazionale, accanto ai cinque reportage d’autore realizzati in esclusiva dai fotogiornalisti Francesco Zizola, Stefano De Luigi, Davide Monteleone, Angelo Turetta e Tommaso Protti. La mostra rimarrà in esposizione fino al 10 marzo 2016.

Saranno esposte le storie fotografiche realizzate dai vincitori Sara Camilli, Ivan Consalvo, Gerardo Filocamo, Matteo Fusacchia, Giorgio Guastella, Fabio Moscatelli, Andrea Petrosino, Alita Spano & Marco Di Traglia e Matteo Vieille e, per la categoria Giovani emergenti, Isabella Borrelli e Lucia D'Amato. Faranno parte dell'esposizione inoltre singoli scatti di Giulia Ardizzone, Fulvia Bernacca, Francesco Conti, Nicola Delle Donne, Francesca Fabiano, Alice Falco, Alessandro Lacchè, Marco Leonardi, Zàira Mantovan, Viviana Peretti, Francesca Pompei & Gianluca De Simone, Liliana Ranalletta, Gianluca Rocchi, Stefano Sbrulli, Noemi Seminara e Michele Vittori, selezionati con menzione speciale dalla Giuria.

Durante l'inaugurazione saranno annunciati i vincitori delle borse di studio messe in palio con il concorso.

Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su https://www.eventbrite.com/e/biglietti-inaugurazione-mostra-fotografica-oltre-le-mura-di-roma-20784659476 fino ad esaurimento posti.

Per info scrivere a oltrelemuradiroma@gmail.com oppure a globalshapersrome@gmail.com

martedì 19 gennaio 2016

“Contest”. Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di fotografia di Daniele Calvani, a cura di Massimiliano Bisazza.

Daniele Calvani è finalista del Premio “ARTE” 2015 nella sezione fotografia e se lo merita appieno; grazie alla sua originalità che emerge dagli scatti fotografici che nascono come istantanee in movimento.

Le superfici si dilatano, gli oggetti rifranti perdono la natura e la loro consistenza iniziale e sono tramutati dall'artista in “qualcosa” di diverso, affine o complementare, questo non importa, ma sono metamorfosati e senza l'ausilio di “Photoshop”.

Interessante è il processo creativo dell'artista Calvani: tutto parte dal colore - non dimentico delle sue origini di pittore, prima di dedicarsi alla magica tecnica del dagherrotipo.

Un mondo “pittografico” nasce dall'unione tra pittura e fotografia, avvinto in un contesto (“Contest” appunto, ndr.) dove non manca l'ultima fase, quella ragionata che è sempre originata da un impulso che candidamente emerge sempre e comunque dal cuore dell'artista. Si ritorna al punto di partenza, il cerchio si chiude, si è pronti per una nuova fase creativa, per una nuova opera, per una nuova sperimentazione.

Daniele Calvani stravolge l'idea classica di collocazione degli oggetti nell'ambiente, stravolge dunque l'idea di classicismo e va oltre; ricerca, sperimenta e contestualizza con estrema originalità, l'assunto del suo fare arte.





 “Contest”

Mostra personale di fotografia di:

Daniele Calvani

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  9 marzo 2016 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 22 marzo 2016 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227