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martedì 29 marzo 2016

Allo SPAZIO LAVIT di Varese, la mostra fotografica “BURN MY SHADOW“ di Giacomo Vanetti.

Inaugura sabato 2 aprile 2016 alle 17.30 la mostra di GIACOMO VANETTI “BURN MY SHADOW“ allo SPAZIO LAVIT di VIA UBERTI, 42 a VARESE

L’esposizione rientra nel programma del Festival Fotografico Europeo 2016.

“La fotografia di Giacomo Vanetti scandaglia i tratti di una corporeità che è messa in discussione del concetto stesso di unitarietà organica. Dove confina l'epidermide umana? Gli organi conservano ancora una forma di organizzazione interna oppure é la gola a sentire e il ventre a fiutare? L'ossessione per un corpo essenzialmente calato nella contemporaneità, che non é mai in condizione di "essere", ma sempre di "divenire", dà vita a una ripetizione differente che coglie e ricoglie un'anatomia fatta di gesti rubati, pose silenziose. L'amore manifesto per le declinazioni che la tecnica fotografica anche nella sua radice analogica rende possibile, é controcanto formale all'individuazione di scene che esprimono la loro complessità sin dalla prima resa in immagine, senza essere necessariamente sottoposte a rielaborazione digitale. I soggetti vengono taLvolta filmati e rifotografati dall'artista stesso, in un gioco di rimandi metalinguistici che innesta reazioni inattese. La "piega", la sbavatura, l'errore sono parte integrante di una manifestazione figurale che trascende ogni possibilità mimetica, e che esibisce senza pudore un'eccedenza oscura: il "retropensiero" del desiderio”. Testo di Camilla Martinelli

Giacomo Vanetti nasce a Varese nel 1974. Dopo il Liceo scientifico si iscrive alla facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano dove si Laurea in Grafica e Comunicazione Visiva nel 2001. Durante la carriera universitaria ha l’opportunità grazie ad una borsa di studio di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Granada dove, oltre a diplomarsi in litografia, segue con successo corsi di fotografia, serigrafia e incisione. Dopo La Laurea, e dopo una collaborazione con il Politecnico di Milano come Cultore della Materia Fotografica e un periodo di lavoro come assistente fotografo di architettura, frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia, sempre di Milano, collaborando come tecnico di studio. Si diploma in Fotografia nel 2004. L’interesse per la sperimentazione sui mezzi e linguaggi fotografici ha sempre caratterizzato la sua ricerca portandolo ad utilizzare differenti tecniche di lavoro sia analogiche che digitali. Pur dedicandosi con passione anche alla fotografia di reportage e commerciale il copro del suo lavoro indaga principalmente la figura umana e il medium fotografico. Ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e in Europa e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Varese.

L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Parentesi e ha il Patrocinio del Comune e della Provincia di Varese
Aperta fino al 16 APRILE 2016
ORARI DI VISITA:
DAL MARTEDI AL SABATO DALLE 17 ALLE 19,30

LA FOTOGRAFIA DI ALESSANDRO RISULEO PRENDE VITA IN “CONTAMINAZIONI DEL CORPO”, IN ANTEPRIMA A MIAFAIR 2016.


Nel percorso dell’Artista che da anni studia l’espressività del corpo nudo si inserisce la realtà aumentata per coinvolgere lo spettatore nell’opera stessa   

Dal 28 Aprile al 2 Maggio
The Mall, Porta Nuova Varesine, Piazza Lina Bo Bardi 1, Milano
(BAG GALLERY, Stand N. P7 Corridoio B)



Alessandro Risuleo (http://www.alessandrorisuleo.com/it/), fotografo e visual artist e uno degli artisti italiani più apprezzati nell’ambito della fotografia di nudo e Fine Art, presenta in anteprima a MIA FAIR 2016 (BAG GALLERY, Stand N. P7 Corridoio B) il progetto fotografico“CONTAMINAZIONI DEL CORPO”, nuovo capitolo del percorso di ricerca sull’espressività del corpo umano in cui l’Autore inserisce, per la prima volta, la realtà aumentata per far interagire spettatore e opera.

Nato a Roma nel 1971, Alessandro Risuleo ha iniziato la propria carriera come visual artist e art director in ambito pubblicitario e in questo ambito ha acquisito grande esperienza nell’elaborazione digitale delle immagini, poi traslata in ambito fotografico nei suoi progetti che si sviluppano con una tecnica mista. Le sue immagini risultano "costruite", non "scattate"; la sua fotografia mette in relazione creato e creatore, il corpo fotografato e noi che lo osserviamo e i nostri occhi partecipano con il fotografo al processo creativo. Per quanto le immagini di Risuleo impongano un messaggio, in tutte le sue opere il protagonista è lo spettatore che attraverso le sue esperienze di vita le riscrive.

Nel nuovo progetto fotografico CONTAMINAZIONI DEL CORPO (http://www.alessandrorisuleo.com/it/portfolio/contaminazioni-del-corpo), lo sguardo elegante e originale del’Autore nel raccontare la figura umana si concentra, questa volta, solo su parti del corpo, contaminate dalle pennellate frastagliate e ruvide della vernice utilizzata per evidenziare alcune linee o sovrapposizioni di arti.

Il lavoro sembra voler trasmettere il desiderio dell’Autore di volersi distaccare dai canoni della tecnica, che vuole tutto standardizzato e tutto estremamente perfetto, e proporre invece una visione differente, dove non è l’utilizzo tecnico che conta ma è l’idea e il messaggio che devono diventare protagonisti.


 
Va evidentemente in questo stesso senso la scelta dell’Autore di inserire, in questo nuovo lavoro, un elemento in più per far comunicare l’opera stessa con lo spettatore. Grazie alla realtà aumentata e un’applicazione specifica da utilizzare con il proprio smartphone, le immagini inquadrate prendono vita e diventano parte di un’animazione che racconta altro e dove lo spettatore diventa inconscio protagonista (qui un video che ne dimostra il funzionamento: https://vimeo.com/160339974)

L’intento dell’Autore non è né la tecnologia né l’effetto scenico, ma l’interazione che si crea tra spettatore e opera. Così le “contaminazioni” prendono il sopravvento su chi in quel momento sta osservando e “inconsapevolmente” interagisce con un oggetto che per definizione dovrebbe essere “inanimato”, la fotografia. Lo spettatore diventa parte dell’opera stessa.

Oltre a CONTAMINAZIOI DEL CORPO, a MIAFAIR sarà possibile ammirare altri due progetti di Alessandro Risuleo: Stati d’essere e Anime Pure.

In “Stati d'essere” (Moments of being), la figura umana è imprigionata all’interno di un tessuto in tensione che toglie e sottrae le forme ma crea drappeggi che ricordano le linee di classiche sculture marmoree. Ritorna il tema della “materia” (in questo caso il tessuto) che nasconde e contamina il corpo. L’intervento grafico all’interno dell’immagine illustra e descrive il progetto denominato “Stati d’essere”. Ogni singola immagine infatti ha un titolo che indica un tratto caratteriale preciso, Razionale, Altruista, Incoraggiante, Libero, Fragile etc. etc. il disegno dietro la figura illustra e descrive questo titolo.

In “Anime pure” (Pure souls) tra la figura umana e lo spettatore viene inserito un elemento trasparente (teli di nylon) che non permettono una visione chiara e pulita dell’immagine ma allo stesso tempo si percepisce bene il corpo nudo della persona. Una donna che si muove, il corpo non è statico ma dinamico, e il movimento è accentuato dall’effetto mosso e sdoppiato della figura stessa. Allo stesso tempo il dinamismo è in qualche modo frenato, imprigionato, all’interno di un elemento estraneo che non permette il completo liberarsi. L’opera diventa metafora di uno stato sociale in cui spesso la donna si trova a combattere per potersi esprimere liberamente, boccata dai pregiudizi o da arretrate regole morali.


Il viaggio di Risuleo non è finito e forse mai lo sarà. I suoi corpi ora risiedono in un'altra dimensione, nella quale la bellezza resta incorruttibile e indeteriorabile, e grazie a lui hanno la possibilità di connettersi con il mondo, con noi.

Alessandro Risuleo ha ottenuto numerosi riconoscimenti per i suoi lavori ed ha esposto in mostre personali e collettive e al MIA 2015.

Per ulteriori informazioni: www.alessandrorisuleo.com

CONTAMINAZIONI DEL CORPO:

STATI D’ESSERE:

ANIME PURE:



Per ulteriori informazioni:
6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa
Via G. Mameli 3 – 20129 Milano
Tel.
+39.02.84560801/ Fax +39.02.84560802
Email:
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www.seigradi.com

mercoledì 23 marzo 2016

In occasione del Salone del Mobile - Milan Design Week 2016, Maria Cristina Carlini espone a Superstudio Più "OBELISCO", una scultura monumentale inedita per l’evento SuperDesign Show.


SUPERSTUDIO PIÙ
Via Tortona 27, Milano

Maria Cristina Carlini. Obelisco
Press Preview 11 aprile, ore 15-20 (solo stampa)
 

In occasione del Salone del Mobile - Milan Design Week 2016, Maria Cristina Carlini espone a Superstudio Più una scultura monumentale inedita per l’evento SuperDesign Show.
L’imponente opera, realizzata alla fine del 2015, dal titolo Obelisco è installata all’aperto ed è visibile già dall’ingresso.
Caratterizzata da un forte slancio verticale e alta oltre 4 metri, quasi a collegare terra e cielo, la scultura è costituita da un involucro in acciaio corten che racchiude al suo interno un’anima in legno di recupero forato in alcuni punti. Emerge l’accurata attenzione e ricerca nell’utilizzo dei materiali, aspetto caratterizzante del percorso artistico di Maria Cristina Carlini, che in questo caso è volta all’uso legno, elemento rappresentativo del passato e dell’acciaio corten più collegabile al presente.
L’accostamento di questi due materiali così differenti tra loro allude inoltre all’unione fra culture diverse, auspicio di una pacifica convivenza. La presenza dei fori, interni alle grandi e robuste assi di legno, simboleggia le differenti culture che insieme creano una trama, una rete in cui ognuna è coinvolta come elemento unico e insostituibile.
Di forte impatto è la tensione verso l’alto messa in evidenza dalla solida base, ancorata al terreno come dotata di salde radici e dal corpo svettante che allude a uno sguardo sul futuro e a un’evoluzione positiva della società.

Obelisco contiene due aspetti che caratterizzano da sempre il fare arte di Maria Cristina Carlini, il primo riguarda lo stile essenziale che unito all’idea di movimento intrinseco dell’opera crea un armonico equilibrio estetico; il secondo concerne il legame con la natura, fonte inesauribile di ispirazione per la scultrice che ne sottolinea l’imprescindibile importanza per l’equilibrio della vita sul pianeta. Nell’opera monumentale il riferimento diretto alla sfera naturale si scorge nell’utilizzo del legno e nella struttura verticale che evoca gli alberi; nel lavoro dell’artista, continui sono i rimandi agli elementi naturali e fondamentale il dialogo che le opere creano con essi e con l’ambiente circostante.
 

Cenni Biografici
La scultrice Maria Cristina Carlini inizia a lavorare il grès a Palo Alto in California, per poi estendere la sua ricerca artistica all'impiego di materiali diversi quali il ferro, l’acciaio corten, il legno e la resina. Il suo percorso artistico comprende mostre personali e collettive in numerose sedi pubbliche e private nazionali e internazionali. Le sue sculture monumentali sono presenti in permanenza in tre continenti: Europa, America e Asia. Fra le ultime sculture monumentali collocate in permanenza si ricordano: La nuova città che sale installata in occasione di Expo 2015 presso la Fiera Milano Rho e presentata da Philippe Daverio e Vento che arricchisce il percorso scultoreo del Parco dell'Arte dell’Idroscalo di Milano.
Numerose pubblicazioni hanno punteggiato l’attività artistica di Maria Cristina Carlini negli anni, si ricordano le case editrici Mudima e Skira.
Hanno scritto di lei importanti critici quali: Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Martina Corgnati, Gillo Dorfles, Carlo Franza, Flaminio Gualdoni, Yakouba Konaté, Elena Pontiggia. 





Coordinate
Nome Evento SuperDesign Show
Titolo Maria Cristina Carlini. Obelisco
Sede Superstudio Più Date Press Preview 11 aprile, ore 15-20 (solo stampa)
12-15 aprile, ore 10-21 (solo professionisti)
16 aprile, ore 10-21 (ingresso anche ai non professionisti)
17 aprile, ore 10-18 (ingresso anche ai non professionisti)
Info pubblico
 L'ingresso è consentito previa registrazione su http://www.superstudiogroup.com/events/

Ufficio stampa per Maria Cristina Carlini
IBC Irma Bianchi Communication
tel. +39 02 8940 4694 - info@irmabianchi.it
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

Alla RizzutoGallery di Palermo, la mostra personale "RISE" dello scultore tedesco Jáchym Fleig.


RISE - Jáchym Fleig
31 marzo  - 30 aprile 2016
RIZZUTOGALLERY
Palermo, Via Monte Cuccio 30
 

RizzutoGallery (Palermo, via Monte Cuccio 30) è lieta di presentare RISE - mostra personale dello scultore tedesco Jáchym Fleig (1970, Villingen-Schwenningen).
L’artista, che ha all’attivo numerose mostre in gallerie e spazi pubblici ed è reduce da due importanti personali al Museum Biedermann di Donaueschingen (2015) e al Kiosk am Reileck di Halle (2016), si prepara alla sua prima esposizione in Italia.
L’inaugurazione sarà giovedì 31 marzo alle ore 19 e la mostra resterà visitabile fino al 30 aprile.
Alla RizzutoGallery Fleig presenterà alcune tra le sue opere più importanti, già esposte in Kunstverein e Musei tedeschi, e realizzerà  installazioni site-specific appositamente pensate per la galleria.

Nelle opere di Fleig il concetto tradizionale di scultura viene esteso in ciò che può essere deliberatamente legato al suo rispettivo ambientale. L’integrazione tra corpo scultoreo e l'ambiente circostante dà al lavoro il carattere di una installazione temporanea, soggetta alle condizioni esterne che la sottopongono a continui cambiamenti.

Le sculture di Fleig , come strutture organiche in uno stato di proliferazione e crescita, si sviluppano invadendo lo spazio che le ospita: strutture di sostegno, pilastri, muri, pavimenti, finestre, soffitti,  diventano per l’Artista potenziali luoghi di ancoraggio delle sue installazioni, in alcuni casi avvinghiate – come corpi parassitari o concrezioni organogene - alla struttura esterna degli edifici degli spazi espositivi e museali, capaci di interrompere, talvolta in modo inquietante, la normalità dei luoghi conosciuti, degli spazi urbani sicuri e definiti.
Realizzate in cemento, calcestruzzo, gesso, legno e poliuretano, le opere di Fleyg - sebbene costituite da materiali molto simili a quelli degli ambienti ospitanti - appaiono  leggere e brulicanti di vita;  usati in maniera non convenzionale, questi comuni materiali da costruzione danno luogo a forme sorprendenti, capaci di evocare una forte risposta emotiva, e di creare un singolare  contrasto con l’elemento architettonico che le ospita, in una sorta di confronto e di competizione tra leggero e pesante, organico e inorganico, biomorfico e antropico.

Ma ciò che emerge dalla scultura concettuale di Fleig è anche una riflessione sul limite sottile che esiste tra crescita e decadenza, tra ordine e caos, tra la sicurezza di ciò che è conosciuto e l’incertezza  dell’ignoto, là dove la permanenza appare minacciata dalla circolazione degli stati effimeri.


 
Per informazioni:
Eva Oliveri  +39 348.3622577 | evaoliveri@rizzutoarte.com
Tiziana Pantaleo  +39 091 526843 | tizianapantaleo@rizzutoarte.com





martedì 22 marzo 2016

La musica classica incontra l’hip hop: arrivano in Italia i BLACK VIOLIN.

Barley Arts e Via Audio
presentano 
La musica classica incontra l’hip hop:
arrivano in Italia i BLACK VIOLIN
  
Con il loro stile inconfondibile che unisce musica classica e hip hop, arrivano in Italia i Black Violin per un appuntamento esclusivo lunedì 6 giugno all’Arci Bellezza di Milano. I biglietti saranno disponibili dalle ore 10 di mercoledì 23 marzo sul circuito Ticketone; l’ingresso è riservato ai possessori di tessera ARCI. 
Will Baptiste (viola) e Kev Marcus (violino), musicisti creativi con un forte imprinting verso la musica classica, iniziano durante gli anni del liceo ad esplorare confini musicali diversi, a sperimentare e combinare i loro strumenti ad arco con i ritmi del pop e dell’hip hop. Il risultato è Black Violin, un duo inedito - che prende il nome dall’omonimo disco del ’65 di Stuff Smith – capace di coinvolgere il pubblico e di mostrare una prospettiva diversa del fare musica. Effetti house e hip hop entrano prepotentemente nella mischia, anche se tutto ruota sempre intorno a fraseggi di matrice classica, spesso anche noti. 
I Back Violin presenteranno in Italia il loro nuovo progetto discografico, Stereotypes (Universal Music): una vera dichiarazione d’intenti per un gruppo ambizioso e innovativo. L’album è concepito per abbattere qualunque tipo di stereotipo; contiene una vasta gamma di features, da Melanie Fiona a Robert Glasper, da Daru Jones a Rob Moose, che aggiungono elementi di rock, R&B, jazz alla musica del duo afro-americano. Will Baptiste e Kev Marcus si sono esibiti per il Presidente Obama nel 2013 e la loro popolarità nel corso del tempo è cresciuta grazie alle esibizioni al fianco di Alicia Keys ai Billboard Awards nel 2004, e con i più grandi artisti internazionali, tra i quali Wu-Tang Clan e Mike Shinoda dei Linkin Park. Produttori e scrittori appassionati, i Black Violin hanno collaborato anche con Kanye West, Tom Petty, Aerosmith, per citarne alcuni.



BLACK VIOLIN 
Lunedì 6 Giugno 2016 
Milano, Arci Bellezza – via Giovanni Bellezza, 16
Posto unico: € 10,00 + prev.
Ingresso riservato ai possessori di tessera ARCI.

Biglietti disponibili sul circuito Ticketone a partire da mercoledì 23 marzo.

 Ufficio Stampa Barley Arts
ufficio.stampa@barleyarts.com                      
Info:
www.barleyarts.com                  
tel 0236744542         
FB: 
www.facebook.com/barleyartspromotion   


lunedì 21 marzo 2016

L’Historic Club di Schio ha deciso di dedicare il quarto incontro denominato “Anello del Paradiso” alle moto ante 1945.


Anello del Paradiso
Domenica 29 Maggio 2016

L’Historic Club di Schio ha deciso di dedicare, nel 2016, il quarto incontro denominato “Anello del Paradiso” alle moto ante 1945. L’Anello del Paradiso si svolgeva un tempo su percorsi montani molto impegnativi: venivano toccate le località turistiche come Tonezza, Folgaria e l’Altopiano di Asiago, dove erano messi a dura prova i mezzi già allora datati. Quest’anno vogliamo fare un salto nel passato: questa edizione sarà interamente dedicata al 1° Anello del Paradiso del 6 Ottobre 1963. Riproporremo lo stesso famoso itinerario percorso all’epoca dai nostri nonni o genitori, per rivivere quelle emozioni in sella alle nostre amate motociclette.

Il raduno avrà il suo ritrovo la domenica 29 Maggio a Schio. Nella mattinata è previsto un giro turistico nelle nostre bellissime montagne. La prima tappa sarà in centro ad Asiago, di fronte al bellissimo monumento dei caduti della Prima Guerra. Il percorso riprenderà poi verso Passo Vezzena, dove si sosterà per il pranzo, e continuerà passando per il Lago di Lavarone, per i Fiorentini, per Arsiero, fino ad arrivare a Schio.


Ore 8,30                Ritrovo a Schio, a fianco dell’Hotel Schio (Viale dell’Industria)
Ore 9,30                Partenza in gruppo in direzione Altopiano di Asiago
Ore 10,30             Arrivo e sosta ad Asiago. Visita al Monumento dei caduti della Grande Guerra
Ore 12,00             Partenza in direzione Passo Vezzena
Ore 12,30             Arrivo e pranzo al “Ristorante Vezzena”
Ore 15,00             Proseguimento per il giro panoramico passando per il Lago di Lavarone, Lastebasse, Arsiero
Ore 16,00             Arrivo a Schio. Consegna ricordo a tutti i partecipanti.

Per informazioni e iscrizioni
Tel. 0445 526758