STAY COOL. BE SOCIAL.

lunedì 7 novembre 2016

LIVE SHOOTING CON MONICA SILVA A EICMA 2016: UN SET OPEN PER RITRATTI D’AUTORE CON OSPITI E BRAND D’ECCEZIONE.



Negli spazi di EICMA 2016, l’Esposizione internazionale ciclo e motociclo, la fotografa ritrarrà visitatori, operatori del settore ed ospiti eccellenti all’interno di un set realizzato in collaborazione con Mafer S.r.l.

EICMA 2016, dall’8 al 13 novembre, Padiglione 2 - Stand E-20 (Rho, Fiera Milano)

Monica Silva, fotografa, ritrattista e artista, brasiliana di nascita ma italiana d’adozione, dopo l’esperienza dello scorso anno, torna a EICMA 2016, l’Esposizione Internazionale ciclo e motociclo, in programma a Milano dall’8 al 13 novembre 2016 (Rho, Fiera Milano).

Dopo aver realizzato la campagna pubblicitaria “Moto mai viste”, scattata proprio per questa 74° edizione, Monica Silva è stata riconfermata anche quest’anno per curare i progetti fotografici dell’area EICMA Custom, lo spazio dal respiro internazionale e contemporaneo, ormai affermato nel panorama della Kustom Kulture, dedicato alla personalizzazione e all’engagement del pubblico, che prevede DJ Set, performance live di grandi artisti e molto altro ancora.

Nel corso delle giornate di apertura della manifestazione, Monica Silva realizzerà un live shooting aperto a tutti, all’interno di un’area ideata e realizzata in collaborazione con Mafer S.r.l.
Grazie a questo sponsor, il set EICMA di Monica Silva sarà arricchito dalla presenza di grandi brand della fotografia e da partner d’eccezione, come Canon, M8 Studios e Styleness.
Un’area dedicata alla fotografia d’autore di circa ottanta metri quadri, all’interno della quale saranno previsti uno spazio per l’accoglienza degli ospiti e la stampa, una zona set brandizzata Styleness, una sala trucco e una zona backstage. Il set sarà dotato delle migliori attrezzature del mondo del foto & digital imaging e del design.

Nelle giornate della manifestazione (8 e 9 novembre apertura alla stampa e agli operatori di settore, giornate successive aperte al pubblico), Monica Silva sarà a disposizione di tutti coloro che vorranno avere un ritratto realizzato da lei: tutti potranno farsi scattare una fotografia, stamparla direttamente in loco e riceverla firmata dall’artista.
Monica Silva è, infatti, una delle fotografe-ritrattiste più attive oggi in Italia, oltre che docente in occasione di workshop e seminari sugli aspetti psicologici e terapeutici del ritratto e dell’autoritratto fotografico. Che sia per magazine o quotidiani, per case discografiche o per approfondire la sua ricerca espressiva, cerca nei suoi scatti di catturare il non detto, prestando attenzione alle emozioni nascoste dietro ad ogni sguardo e cercando di dare spazio all’essenza e alle persone dietro ai personaggi.

Ogni giornata sarà organizzata secondo un preciso calendario di appuntamenti: una fascia oraria aperta a tutti e dedicata alla realizzazione dei ritratti del pubblico di EICMA 2016, una riservata ai ritratti istituzionali dei grandi nomi del mondo delle due ruote e una per gli Ospiti VIP della Manifestazione. Un’occasione non solo per farsi ritrarre da Monica Silva in un contesto d’eccezione, dunque, ma anche per vederla al lavoro sul set ed osservare da vicino personaggi di spicco del mondo del motociclismo, della cultura, della musica e del lifestyle.


Tutte le informazioni e gli appuntamenti relativi alla Shooting Area di Monica Silva saranno comunicati attraverso l’innovativo progetto digitale che contraddistingue questa nuova edizione di EICMA. All’interno del nuovo sito web, www.eicma.it, un vero e proprio marketplace di tutto quello che sarà presentato durante la manifestazione, nella pagina dedicata a Monica Silva & Partners sarà possibile consultare il calendario degli appuntamenti, sapere quali saranno gli ospiti presenti sul suo set o accedere a contenuti multimediali in esclusiva.
Inoltre, grazie alla nuova App EicmaLive, tutte le informazioni saranno accessibili ai visitatori in tempo reale. Grazie agli oltre 2000 beacon - piccoli dispositivi digitali che sfruttano la tecnologia bluetooth - posizionati in tutto il quartiere fieristico, ogni visitatore che avrà scaricato la nuova App potrà ricevere degli alert semplicemente passando accanto alla Shooting Area di Monica Silva e avere così accesso alle news sugli appuntamenti, agli aggiornamenti sugli ospiti VIP e agli avvisi direttamente sul suo smartphone.

Edoardo Bennato a EICMA 2015 - Ph. Monica Silva

Max Pezzali a EICMA 2015 - Ph. Monica Silva

Vittorio Brumotti a EICMA 2015 - Ph. Monica Silva


“Tornare ad EICMA dopo l’esperienza dello scorso anno e la realizzazione della campagna per questa 74° edizione è per me una grande occasione - ha commentato Monica Silva - Sono davvero entusiasta di poter accogliere gli ospiti di EICMA all’interno di uno spazio creato ad hoc, dove potrò lavorare con importanti brand grazie alla collaborazione con i partner coinvolti.
Sarà splendido realizzare ritratti in tempo reale al pubblico, agli operatori del settore e ai tanti VIP che avrò la fortuna di ospitare nella mia Shooting Area. Un ottimo modo per far incontrare il mondo della fotografia con quello delle due ruote, dello show business e del lifestyle, mondi diversi ma vicinissimi tra loro, grazie ad un comune denominatore: quello dell’amore per l’immagine.” 

Per ulteriori informazioni su Monica Silva: www.msilva.photography  e http://www.eicma.it/espositori/monica-silva-m-silva/


 

La vera storia di “Laura Lanza”. Dallo scrittore fiorentino Pietro Trapassi tutti i segreti della Baronessa di Carini.

Una mano insanguinata sul muro… È soltanto questo quello che rimane di Laura Lanza, la bellissima baronessa di Carini, sacrificata dal padre in nome dell’onore. Nota a tutti è la sua storia - ricordata come il primo “femminicidio” d’Italia, narrata dai cantastorie sin dalla notte dei tempi e restituita al pubblico con lo sceneggiato del 1975, con la straordinaria partecipazione di Ugo Pagliai e Janet Agren.
Pochi, invece, dopo la novella di Luigi Natoli composta nel 1892, si sono preoccupati o avventurati a indagarne le origini della sua misteriosa vicenda, che si confonde e si sbriciola nell’alone di una bella leggenda siciliana.
Adesso con “Laura Lanza, la Baronessa di Carini – Romanzo di Cappe e Spade”, in tutte le Mondadori, negli store online e nelle migliori librerie d’Italia per Bonfirraro editore, lo scrittore fiorentino, di origini palermitane, Pietro Trapassi tenta di gettar luce sulla tragica storia della sfortunata giovane di Carini, con un appassionante racconto storico che diventa narrazione di una forte passione, rivisitato con una scrittura colta e morbida, calda e avvolgente, che saprà ammaliare il lettore alla ricerca di una vicenda unica, ambientata in Sicilia in pieno Rinascimento. È questo il periodo – siamo in piena dominazione Aragonese - nel quale l’onore, inteso nel senso più rigido, ha la precedenza sui sentimenti: niente può macchiarlo, pena la decadenza della rispettabilità della persona e del Casato, che deve conservare integro il suo prestigio e la sua potenza. Innumerevoli gli spunti di attualità, considerando che il “delitto d’onore” nella penisola è stato abolito soltanto nel 1981.
Con grande acribia storica, Trapassi compie le sue ricerche d’archivio in maniera precisa e scientifica, che lo porteranno a sviluppare il nucleo narrativo, ma lo spunto principale gli arriva dai ricordi della sua adolescenza, quando guardava il bel Castello di Carini: tante volte gli avevano raccontato che proprio lì, su una roccia, rimase impressa la mano insanguinata della povera Laura. Da qui comincia a snocciolarsi una bella storia d’amore e d’onore…
Laura, infatti, è purtroppo il mezzo per fare aumentare il prestigio del Casato: occorre uno sposo, almeno di pari grado nobiliare. L’autorità paterna la spunta sulla scelta, che cade sul figlio, Vincenzo, della famiglia La Grua, baroni di Carini. Ma Laura ama Ludovico Venagallo: i due devono tacitare i loro sentimenti e diventano amanti. Scoperta la relazione, il barone di Carini, consigliato da un parente religioso e inviso a Laura, riesce a fare intervenire don Cesare per avere soddisfazione del tradimento della moglie. La storia ci consegna, infatti, l’atto di morte della baronessa, redatto il 4 dicembre 1563, conservato nell’archivio della Chiesa Madre di Carini, insieme a quello di Ludovico.
Soltanto il tocco sorprendente dell’autore, che segue tutto il libro con leggiadria e tenerezza, esplode nel finale, travolgente e originale, riuscirà a squarciare le tenebre dell’odio.
«Si è scelto di intitolare il romanzo proprio alla ragazza – dicono congiuntamente l’editore Salvo Bonfirraro e l’autore – perché abbiamo voluto dare rilievo a questa figura fiera di donna del Rinascimento che paga con il proprio sangue la sua verità, il suo essere sua e di nessun altro».
Una scelta completamente coerente con la linea tematica di Bonfirraro, che si prefigge di riservare “al femminile” un ampio spazio della propria produzione editoriale e un’attenzione particolare proprio alle pubblicazioni dal carattere di denuncia nei confronti di qualsiasi forma di maltrattamenti e di ingiustizie e di lottare per l’affermazione di valori ritenuti inalienabili.




giovedì 3 novembre 2016

Noto, ultima settimana per l’Alto Antiquariato siciliano.

Da oltre due mesi il Museo Civico di Noto, sito in pieno “miglio d’oro” ospita la mostra “Alto Antiquariato di Sicilia” di Claudio Fayer – Sere al Museo, a cura di Vincenzo Medica per Studio Barnum, con il coordinamento di Rosario Miano e Federico Fayer. L’evento, realizzato grazie al Patrocinio dell’Amministrazione Comunale e con la partecipazione della Soprintendenza Archeologica di Siracusa, ha catalizzato, nella seconda parte dell’estate netina ed in questo primo scorcio di autunno, la proposta artistica-culturale della città.
L’altissima qualità degli oggetti in esposizione, pezzi unici provenienti da tutta la Sicilia che raccontano le storie delle case dei nostri antenati, ha davvero caratterizzato tutta la Mostra. Manufatti di straordinaria fattura, intarsi e dorature testimonianze di creatività ed abilità nel trattare e trasformare la materia prima non per un mero oggetto d’arredo, se pur utile ed importante, ma come vere e proprie opere d’arte. Un esempio: la splendida coppia di candelabri del settecento, in bronzo dorato al mercurio con tronco in opalina, arrivati solo qualche giorno fa direttamente da una famiglia di principi siciliani. La mostra oggi, ad inizio del nuovo mese, volge al termine.
 
Sono orgoglioso di aver potuto realizzare in questo spazio prestigioso, già dedito all’arte antica, una mostra di opere esclusive d’arredamento storico, selezionate da Claudio Fayer – ha commentato Vincenzo Medica, ideatore e curatore della mostra (nella foto con Fayer)-. Da parecchio tempo era in progetto una nostra collaborazione finalizzata a questa esposizione, che sta riscuotendo parecchia attenzione e curiosità, per la grande precisione e ricchezza di dettagli, per la diversità di stili ed essenze proposte, per le patine, per le lavorazioni, per le tecniche di restauro, le epoche di realizzazione, la provenienza dei mobili. Inoltre la soddisfazione di aver riaperto al pubblico, grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto, questo luogo museale chiuso da tre anni”. 
 
 
Dopo la proroga concessa a fine settembre per l’importante afflusso di visitatori e dunque i consensi raccolti, chiuderà i battenti il prossimo  6 novembre, siamo certi ripagando in pieno gli ulteriori forzi profusi dall’organizzazione, in primo luogo di Claudio Fayer, cuore, anima e cervello, e di Vincenzo Medica, mente e braccia instancabili per quasi tre mesi. L’Alto Antiquariato esclusivamente siciliano messo in mostra ha proposto pezzi dal 1600, nello specifico due colonne provenienti da un collezionista di Messina, sino a tempi relativamente più recenti con chiffonier, specchi, consolle, letti, quadri, ed anche opere di artisti contemporanei come lo straordinario Dino Cunsolo, che rende lustro a quella che può definirsi la figura più alta di artista-artigiano, che da del “tu” alla materia sino a plasmarla a suo piacimento. Visitare la Mostra di Alto Antiquariato di Sicilia, sere al Museo di Claudio Fayer è dunque un’esperienza per gli occhi ed un esercizio di memoria storica collettiva dell’essere innanzitutto siciliani, figli di una terra prolifica di artigiani-artisti, di mobilieri-scultori, di maestri ai quali nulla era celato.


Il 13 novembre a Mestre, ELECTRONICGIRLS e LIVE ARTS CULTURES presentano GAIL PRIEST, FEDERICO DAL POZZO e VERTICAL WAVES PROJECT con Bertrand Rossa.


Un evento triplice, organizzato da Vertical waves project ed electronicgirls con il supporto dell’associazione Live Arts Cultures, quello che il 13 novembre avrà luogo presso Atelier 3+10 a Mestre, in Via Cappelletto 20. 

Il progetto di danza verticale curato da Marianna Andrigo – che nello stesso luogo terrà un laboratorio di due giorni, il 12 e 13 novembre – presenterà dalle 18.00 un’azione performativa eseguita dai performers partecipanti e sostenuta dal live di “Polymnestos”, brano inedito di Bertrand Rossa ed artista che partecipa alla netlabel veneziana electronicgirls. 

La stessa etichetta porterà infatti, nello spazio dell’Atelier e a seguire, due musicisti che si occupano di elettronica di ricerca. 

Veneziano ma torinese d'adozione, Federico Dal Pozzo presenterà il suo album “Untitled_L F”, un tributo alla città di Venezia, ai suoi suoni e alla sua capacità di generare sensazioni estreme ed esperienze perpetuamente vivide nelle nostre menti. Il disco è in uscita in free download proprio in questi giorni su www.electronicgirls.org

L’australiana Gail Priest terrà invece in città l’unica tappa italiana del suo tour europeo. Di base a Sydney, è attiva in diverse pratiche che pongono al centro della loro investigazione il suono visto come chiave di comunicazione. I suoi lavori spaziano da performance elettroacustiche in solo e installazioni sonore per gallerie d'arte, a sound design per performance e video, azioni curatoriali; utilizzando improvvisazione vocale, field recording e detriti sintetici, Gail esplora l'interazione tra il figurativo e l'astratto, la macchina e l'organico, il sensuale e il brutale. Le sue opere sono state presentate, negli anni, a Sydney, Tokyo, Amsterdam, Helsinki, Berlino e in molti altri luoghi. Ha fondato l'etichetta Metal Bitch Recordings ed ha vinto il premio di miglior artista emergente elargito dall'Australian Council (2015-2016).


>>> A cura di: 
Vertical Waves Project
electronicgirls 
Live Arts Cultures

Domenica 13 novembre. Dalle ore 18.00
>>> Vertical waves project + live di Polymnestos, brano inedito di Bertrand Rossa. 
Seguiranno i live, a cura di electronicgirls, di:
Federico Dal Pozzo (IT)
Gail Priest (AUS)

Ingresso soci Atelier 3+10 (tessera € 5)
Via Cappelletto 20 Mestre

martedì 1 novembre 2016

"LA BELLEZZA E LA RUGGINE". A Roma, l'installazione di ALESSIO DELI in occasione della V EDIZIONE di AUTUNNO CONTEMPORANEO 2016.


ALESSIO DELI
LA BELLEZZA E LA RUGGINE

a cura di Lorenzo Canova
con una poesia inedita di Marco Lodoli

Roma, Sala Santa Rita

Dal 13 al 26 Novembre 2016
Inaugurazione sabato 12 novembre ore 17
 

La Sala Santa Rita, nell’ambito della V edizione di Autunno Contemporaneo, presenta La bellezza e la ruggine di Alessio Deli all’interno di un ciclo di tre mostre di artisti che, in modi differenti, si rivolgono al tema del sacro e della sacralità inteso come memoria originaria, ma anche come fondamentale istanza antropologica. Non sempre, infatti, l'arte sacra è rivelativa del sacro, ma sempre il sacro nell'arte dà voce a questa innata dimensione esistenziale dell'uomo, così da rendere l'arte una manifestazione fondamentale del processo d'identità umana e culturale.
Le installazioni site specific nella Sala Santa Rita di Roma sono dedicate alla riflessione sul rapporto tra arte contemporanea, sacro e sacralità, analizzando e contestualizzando il concetto di arte sacra moderna, sottolineando attualizzazioni, tendenze diverse e talvolta conflitti nel rapporto fra arte e sentimento del sacro e della sacralità.
Alessio Deli ha ideato dunque un incontro misterioso tra epoche e stili differenti, in un’installazione che lavora sulla memoria e sulla nostalgia in cui è presentato un ciclo di sculture recenti che fondono sacralità, classicità e avanguardia.
Deli così interviene nei suggestivi spazi della ex chiesa di Santa Rita facendone dialogare l’impianto barocco con le presenze plastiche e angeliche di opere che evocano antiche liturgie, memorie rinascimentali ed elementi di forte contemporaneità, nel mistero di un misticismo legato allo splendore delle figure femminili.
Deli coniuga con maestria la grazia misteriosa e celestiale delle donne rinascimentali scolpite da Francesco Laurana, da Verrocchio o da Jacopo della Quercia alla ricerca sui nuovi materiali e sui materiali di recupero nata col Futurismo e giunta fino all’Arte Povera e oltre, in una ricerca che ha avuto il suo apice nell’opera di Alberto Burri insieme a quella di Ettore Colla, Mimmo Rotella e Jannis Kounellis. La capacità del giovane artista, infatti, non è solo quella di lavorare con il ready-made in senso installativo, ma anche di creare un’armonia tra il polimaterismo e la sua capacità di modellare e comporre le anatomie e i volti, con una qualità formale da scultore antico che nella sua leggerezza si redime da ogni possibile accademismo evidenziando invece una finissima intensità di immaginazione e realizzazione iconica. Le opere di Deli si trasformano così in una vera e propria sublimazione sacrale della materia brutale del mondo, degli scarti della civiltà postindustriale e delle cose neglette, consumate dal tempo e dall’uso, abbandonate ai margini delle nostre città, in un’azione di redenzione degli oggetti scartati, che vengono riscattati dalla loro condizione di inutilità, per trasformarsi negli abiti sontuosi di figure metaforiche che portano con sé allusioni enigmatiche. Così, così come un fiore nato in luoghi contaminati e in rovina, la grazia spirituale delle donne di Deli sboccia dal metallo arrugginito e dalla materia corrosa, metafora di una bellezza che trova sempre la sua via di rinascita.
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo con un testo del curatore Lorenzo Canova e una poesia inedita di Marco Lodoli ispirata alle opere di Alessio Deli. 






Alessio Deli
BIOGRAFIA:

Nato a Marino, in provincia di Roma, nel 1981. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte di Marino si è diplomato con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Carrara dove si è specializzato in scultura. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle discipline plastiche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
La sua area di ricerca e di produzione artistica, iniziata fin dagli anni della formazione, si è sviluppata e arricchita nell’ultimo decennio, su tematiche di natura figurativa, sia nel disegno che nella scultura. Per la scultura in particolare l’impronta che imprime alle opere si rivela mediante l’assemblaggio e la modellazione di materiali di recupero. Sebbene il suo stile abbia profonde radici nella tradizione classica, il suo desiderio di ridar vita ai materiali abbandonati e di riciclo dà al suo lavoro un pertinente taglio postmoderno. Recentemente Arte Rai ha realizzato un documentario sul suo lavoro dal titolo “La Scultura Ecologica”. I suoi lavori sono collocati in spazi pubblici come la Basilica di S. Maria in Aracoeli a Roma, il MacS di Catania, la Raccolta Civica d’Arte Contemporanea di Palazzo Simoni Fè di Bienno, il Museo d’Arte Contemporanea Roberto Bilotti a Cosenza.




Info:
Sala Santa Rita
via Montanara (adiacenze piazza Campitelli).
dal 13 al 26 Novembre 2016

Orario di apertura:
Da Martedì a Sabato ore 15.00-19.00;
chiuso Domenica e Lunedì

Ingresso libero
Info 060608 www.comune.roma.it/cultura


Ufficio stampa: Caterina Falomo; cell. 346.8513723; e-mail: caterina@pennarossapresslab.it

Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura: Gabriella Gnetti tel. 06.82077305 g.gnetti@zetema.it

Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Ernesto Fanzaga, a cura di Massimiliano Bisazza.


“Anime parallele”

Mostra personale di pittura di:

Ernesto Fanzaga

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  7 dicembre 2016 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 20 dicembre 2016 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Il nuovo progetto espositivo di Ernesto Fanzaga in galleria STATUTO13 in Brera a Milano è intrigante sia dal punto di vista stilistico e creativo che da quello concettuale.

Se la mostra dell'anno passato intendeva farci riflettere sul concetto di “temporalità” e del conseguente passaggio spazio-temporale esistente tra gli ambienti urbani e le singole vite, ricche di storie individuali e che troppo spesso non dialogano tra loro; quella di quest'anno entra nel dettaglio: all'interno delle vedute cittadine, ci porta per mano a visionarne le frammentazioni celate nelle singole vite, nei luoghi.

La mostra è ricca sia di opere su tavola che rifrangono gli esterni di vita della società nella quale viviamo, che di quadri su tela che invece rappresentano appunto con l'ausilio delle superfici a cui sono adese, le vite vissute nel dettaglio lenticolare e sono percepite dall'artista in modo del tutto personale e soggettivo.



La metafora è velata sia nei lavori “out” - gli esterni appunto - che negli “in” - gli interni, sottesa e voluta non senza un pizzico di atteggiamento ludico come è riscontrabile secondo un'opportuna lettura dell'opera osservandone con particolare attenzione le luci: “interne ed esterne”, proprio come se si volesse introiettare o esteriorizzare una sensazione, un pensiero, un vissuto di anime parellele.

Non dimentichiamo che l'arte di Fanzaga vuole raccontare della condizione umana, delle sue emozioni, questo è vero, ma anela sempre a una sua risoluzione positiva; nonostante la profonda, attenta e intelligente analisi proprio di quest'ultima.

I lavori ad olio di Ernesto Fanzaga sono sempre “consapevoli” di quella bidimensionalità di cui è intrisa la tela - di fatto bidimensionale anch'essa - da farne un segno di riconoscimento e distintivo nello stile tipico dell'artista. Ma in questa fase, invece, l'elemento della luce è ben più evidente e riesce ad andare oltre il bidimensionale aprendo un varco verso una terza dimensione degli ambienti ivi rappresentati.

Non mancheranno dei divertissements surreali coi quali concludere questo percorso espositivo e nei quali Ernesto Fanzaga decide di giocare concettualmente con gli osservatori e con l'ausilio della sua arte.


Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h11/19)

Dal 2 al 15 novembre prende vita nello Spazio Atelier del Teatro Elfo Puccini la prima esposizione di art@elfo, un progetto di Flavio Arensi e Federninando Bruni.


TEATRO ELFO PUCCINI | SPAZIO ATELIER | 2 - 15 NOVEMBRE 2016
yorick@elfo
Angelo Filomeno + Bertozzi&Casoni
per art@elfo, un progetto di Flavio Arensi e Ferdinando Bruni

luci di Michele Ceglia
foto di Lorenzo Palmieri
una produzione Meetmuseum e Teatro Elfo Puccini
con il supporto di Galleria Giovanni Bonelli


art@elfo è un progetto di Flavio Arensi e Ferdinando Bruni che nasce da una collaborazione di Meetmuseum e il Teatro dell’Elfo iniziata con la ridefinizione del logo del teatro disegnato da Mimmo Paladino, insieme all’immagine guida della stagione teatrale 2016-2017 e alla realizzazione delle videoguide per la mostra Restituzioni di Galleria d’Italia. L’iniziativa intende trasformare l’ambiente del sottopalco, una sorta di scatola nera, in un luogo espositivo temporaneo sottolineando ancora una volta come l’identità dell’Elfo sia di essere un «teatro d’arte contemporanea».

Il primo appuntamento di art@elfo è dedicato a William Shakespeare, in contemporanea con lo spettacolo Otello e vede coinvolti gli artisti Angelo Filomeno e Bertozzi&Casoni (col supporto della Galleria Giovanni Bonelli).
L’installazione, intitolata yorick@elfo, si compone della tela Amulet (White Chandelier) di Filomeno e della ceramica policroma del duo Bertozzi&Casoni Aspettando, che hanno per soggetto il teschio, il memento mori. Yorick è un personaggio letterario della tragedia shakespeariana, legato all’infanzia del principe Amleto che ne rinviene il teschio. Da questo piccolo evento narrativo prende spunto la mostra, in cui l’eleganza dei teschi ricamati di Filomeno si mettono in dialogo con la scultura di Bertozzi&Casoni dove il biancore del cranio emerge fra accumuli di bignè e farfalle, in un allestimento dai toni suggestivi. 


Opere esposte
Angelo Filomeno, Amulet (White Chandelier), 2013, ricamo e cristalli su seta applicata su lino, cm 198x99
Bertozzi&Casoni, Aspettando, 2016, ceramica policroma, cm h 18,5xdiam 44cm


Angelo Filomeno (nato a Ostuni, 1963. Vive e lavora a New York). Filomeno da sempre lavora con il ricamo. I suoi lavori sono stati esposti in importanti rassegne internazionali (Biennale di Venezia nel 2007) e presso Musei e Fondazioni prestigiosi tra i quali il Centre George Pompidou di Parigi (F), il Salvatore Ferragamo Museum di Firenze (I), il Museum Bellerive di Zurigo (CH), Museo Pino Pascali, Polignano a Mare, Bari, (I), il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa (J).

Bertozzi & Casoni è una società fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961). Durante la prima formazione all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza i loro interessi si indirizzano verso un dialogo con la grande tradizione dell’arte e coltivano una originaria vocazione per la sperimentazione in campo scultoreo, vedendo nella ceramica una possibilità per una scultura dipinta. Tra le principali esposizioni: Tate Liverpool e alla XIV Quadriennale di Roma nel 2007, Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2009 e nel 2011; nel 2010 a All Visual Arts di Londra e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel 2011 espongono al Musée des Beaux Arts di Ajaccio; nel 2015 al MaMBo di Bologna e nel 2016 alla GAM di Palermo. Collaborano con importanti gallerie nazionali ed internazionali come Sperone Westwater (New York e Lugano).



yorick@elfo
Angelo Filomeno + Bertozzi&Casoni
per art@elfo, un progetto di Flavio Arensi e Ferdinando Bruni

Spazio Atelier
Teatro Elfo Puccini
c.so Buenos Aires 33
20124 Milano
tel. 02.00660606

orari: la mostra è visitabile solamente in orario di apertura spettacoli
(un'ora prima dell'inizio spettacoli)
Info: biglietteria@elfo.org | info@meetmuseum.com

www.elfo.org
www.meetmuseum.com