"Tutta la storia umana attesta che la felicità dell’uomo, peccatore affamato, da quando Eva mangiò il pomo,
dipende molto dal cibo." - Lord Byron -
La mia idea di paradiso quando si esce e si va in qualche locale per un aperitivo o per cenare, è un concetto abbastanza semplice: mangiare bene e di qualità, magari con piatti dai sapori unici che sorprendono il palato ed i sensi, dai gusti veri e sopraffini, accompagnando il tutto con dell’ottima compagnia e della musica che accarezza l’atmosfera. Ed è così che ho trascorso la mia paradisiaca serata di giovedì 2 luglio presso il Ristorante Ostaria di Siracusa, dove ogni giovedì, per tutto luglio, si svolge "Atmosfere Jazz Live", un format che combina insieme ottimo cibo e musica jazz dal vivo.
Si può fare solo aperitivo accompagnato da un tagliere di finger food ed un bicchiere di ottimo vino o un cocktail, o prenotare solo per la cena. Io, essendo una "peccatrice affamata", ho fatto entrambi, ed è stata un'ottima scelta.
APERITIVO- FINGER FOOD Supplì cacio e pepe, mozzarellina di fior di latte impanata e fritta, focaccia home made, lievitata 24 ore, con roast-beef e salsa tonnata e un mini burger.
La cena, dal primo al dessert, è stato un racconto di materie prime eccellenti, un tripudio di raffinatezza dei sapori e purezza del gusto che, una volta assaggiati, è difficile non diventarne altamente dipendenti.
Indimenticabili il Carpaccio di Manzo affumicato, dove il sapore dei fichi freschi esalta quella gradevole affumicatura che si svela pienamente poi nella carne ed il dessert Semifreddo alla Mandorla con pesche bagnato dal Moscato di Siracusa.
Spaghettoni all'aglio nero, burrata e alici
Tartare di Filetto di Manzo al coltello, maionese allo yogurt bio, melone e sedano
Carpaccio di Manzo affumicato con fichi e balsamico tradizionale di Modena
Carpaccio di Manzo affumicato con fichi e balsamico tradizionale di Modena
Carpaccio di Manzo affumicato con fichi e balsamico tradizionale di Modena
Fragole e Panna 2020
Semifreddo alla Mandorla con pesche e salsa al Moscato di Siracusa
Felice di condividere con voi questa mia esperienza di "Gusto" all'insegna della convivialità e del relax dove mi sono sentita gradevolmente a mio agio e l'ospitalità dedicatami è stata squisitamente impeccabile ed apprezzata.
Arriva anche a Solarino la Festa del 1 Maggio... E da bravi lavoratori quali siamo ci apprestiamo a passarlo insieme a voi, cercando di offrirvi, come sempre, un luogo confortevole per trascorrere qualche ora con un bel calice di vino ed un piatto succulento.
La festa inizia alle ore 8:00 e si potrà gustare la "Colazione del Contadino" con mescita della ricotta e degustazione di ricotta con il siero e pane casareccio, piatti della cucina tradizionale come formaggio, uova, olive e scacciate.
Si continua poi alle ore 13:00 con il "Pranzo del Lavoratore" con una deguatazione di 3 tipi di pasta e calice di vino.
PROGRAMMA ⬇️⬇️⬇️ Ore 8:00 ➡️ “La colazione del Contadino” Preparazione e degustazione Ricotta fresca Pane Formaggi Olive Uova Scacciate Vino 🍷 Ore 13:00 ➡️ "Il Pranzo del Lavoratore" 10 EURO 🍽 Degustazioni di pasta tipica 3 tipi di pasta + bevanda Menù completo 20 euro
FAIR PLAY. SONORIZZAZIONE SOCIALE >>> Giornata dedicata alla libera espressione <<< Domenica 4 giugno 2017 ore 18:00
Fair Play is back in town!!!
Domenica 4 giugno 2017, a partire dalle ore 18, presso la Villa Comunale di Floridia si terrà la kermesse musicale "Fair Play. Sonorizzazione sociale". Madrina d'eccezione sarà l'artista Marla Lombardo. La manifestazione, giunta alla sua IV edizione, è organizzata dal Comitato Necessario Musicisti Floridiani e come ogni anno riunisce i migliori talenti con generi e stili musicali diversi: dal rock all’elettronica, dal jazz al funky e alla musica indipendente. Fair Play è anche Arte con l'estemporanea di pittura del Maestro Nunzio Papotto e il progetto fotografico "RITRATTIamo il CERCHIO" del fotografo Salvo Fronte. Con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza, non mancheranno, infine, momenti di dialogo e di confronto inerenti l'Arte in generale, e la musica in particolare, in relazione al territorio e alle risorse, con interventi diretti da parte dei musicisti partecipanti la kermesse.
Da sinistra: Valeriano Adorno, Marla Lombardo, Salvo Zappulla
Artisti e Band che si esibiranno durante la serata Ambra Rockess Luigi Bonora Seby Carrubba Eliamo Fourth Dimension Half Time Jazz Lab Alura di Fred Casadey Kiss At Chew Monkey Oblio StereoPlay Tarumbò (FunkyBand) Triskell William Wilson SPONSOR QveniQva Costa Occhiali 1959 B&B Tarì
Da oltre due mesi il
Museo Civico di Noto, sito in pieno “miglio d’oro” ospita la mostra
“Alto Antiquariato di Sicilia” di Claudio Fayer – Sere al Museo, a cura
di Vincenzo Medica per Studio Barnum, con il coordinamento di Rosario
Miano e Federico Fayer. L’evento, realizzato grazie al
Patrocinio dell’Amministrazione Comunale e con la partecipazione della
Soprintendenza Archeologica di Siracusa, ha catalizzato, nella seconda
parte dell’estate netina ed in questo primo scorcio di autunno, la
proposta artistica-culturale della città.
L’altissima qualità degli
oggetti in esposizione, pezzi unici provenienti da tutta la Sicilia che
raccontano le storie delle case dei nostri antenati, ha davvero
caratterizzato tutta la Mostra. Manufatti di straordinaria fattura,
intarsi e dorature testimonianze di creatività ed abilità nel trattare e
trasformare la materia prima non per un mero oggetto d’arredo, se pur
utile ed importante, ma come vere e proprie opere d’arte. Un esempio: la
splendida coppia di candelabri del settecento, in bronzo dorato al
mercurio con tronco in opalina, arrivati solo qualche giorno fa
direttamente da una famiglia di principi siciliani. La
mostra oggi, ad inizio del nuovo mese, volge al termine.
“Sono
orgoglioso di aver potuto realizzare in questo spazio prestigioso, già
dedito all’arte antica, una mostra di opere esclusive d’arredamento
storico, selezionate da Claudio Fayer – ha commentato Vincenzo Medica,
ideatore e curatore della mostra (nella foto con Fayer)-. Da parecchio
tempo era in progetto una nostra collaborazione finalizzata a questa
esposizione, che sta riscuotendo parecchia attenzione e curiosità, per
la grande precisione e ricchezza di dettagli, per la diversità di stili
ed essenze proposte, per le patine, per le lavorazioni, per le tecniche
di restauro, le epoche di realizzazione, la provenienza dei mobili.
Inoltre la soddisfazione di aver riaperto al pubblico, grazie
all’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto, questo luogo museale
chiuso da tre anni”.
Dopo la proroga concessa a
fine settembre per l’importante afflusso di visitatori e dunque i
consensi raccolti, chiuderà i battenti il prossimo 6 novembre, siamo
certi ripagando in pieno gli ulteriori forzi profusi
dall’organizzazione, in primo luogo di Claudio Fayer, cuore, anima e
cervello, e di Vincenzo Medica, mente e braccia instancabili per quasi
tre mesi. L’Alto Antiquariato esclusivamente siciliano messo in mostra
ha proposto pezzi dal 1600, nello specifico due colonne provenienti da
un collezionista di Messina, sino a tempi relativamente più recenti con
chiffonier, specchi, consolle, letti, quadri, ed anche opere di artisti
contemporanei come lo straordinario Dino Cunsolo, che rende lustro a
quella che può definirsi la figura più alta di artista-artigiano, che da
del “tu” alla materia sino a plasmarla a suo piacimento. Visitare la
Mostra di Alto Antiquariato di Sicilia, sere al Museo di Claudio Fayer è
dunque un’esperienza per gli occhi ed un esercizio di memoria storica
collettiva dell’essere innanzitutto siciliani, figli di una terra
prolifica di artigiani-artisti, di mobilieri-scultori, di maestri ai
quali nulla era celato.
“Ciauru
di fimmina”, progetto fotografico dell’artista Maria Pia Ballarino, fotografa
eclettica e originale, è un’ode alla sensualità femminea
sicula e alle donne siciliane, una celebrazione espressiva ed eloquente che
rappresenta la storia d’amore tra la fotografa aretusea e la Sicilia, sua terra
nativa.
“Ciauru
di fimmina”, locuzione che tradotta dal dialetto siciliano significa
testualmente “odore di donna”, formata dai sostantivi ciauru e fimmina,
accezioni forti, pregni di sicilianità, è un percorso ricercato e sviluppato
nel tempo, attraverso le immagini, incentrato sì sulla bellezza estetica, ma più
di tutto sulla percezione emozionale, sull’odore e sul profumo. Odore e donna, binomio assoluto e topos artistico di cui l’arte nei secoli non
ha mai potuto fare a meno, accostamento imprescindibile, efficace e funzionale che
ha potere esoterico, quasi come se dal senso dell’olfatto si riuscisse a comprendere
una sottile ma ben delineata differenza, tra chi è semplicemente donna e chi,
invece, è soprattutto fimmina.
Mi viene
a mente il romanzo Eva, di Giovanni Verga,
“C’era un profumo singolare in quella
camera, un profumo di cosa viva, un profumo di donna e di donna amante”; o gran
parte della poesia francese di Charles Baudelaire che, nella poesia Profumo esotico e nei suoi Fleurs du Mal, del binomio “odore e
donna” ne ha fatto struttura portante, quando la bellezza bruna dell’amata
Duval e il profumo della sua chioma gli rianimavano un mondo di sensazioni: “Quando, con gli occhi chiusi, in una calda
sera di autunno, respiro l’odore del caloroso tuo seno, vedo passare spiagge
felici abbagliate dai fuochi d’un monotono sole; Guidato dal tuo odore verso
incantevoli climi, vedo un porto pieno di vele e di antenne agitate da l’onda
marina”. E poi Scent of a woman, passando
alla magia del cinema. Il regista Martin Brest ha realizzato un capolavoro nel
1992 (rifacimento di Profumo di donna
di Risi), in cui il cieco Frank, interpretato abilmente da Al Pacino,
svela sin dalle prime battute la sua grande passione – le
donne – vantandosi di riconoscerle dal profumo e lasciando a bocca aperta il
suo giovane accompagnatore.
“Credo
che non ci sia nulla di più coinvolgente di questo”. Sono parole di Maria
Pia Ballarino su Ciauru di fimmina.Odore e donna, combinazione linguistico-sensoriale che fuoriesce alla
perfezione negli scatti della fotografa aretusea: corporature mediterranee, talune
veraci e sanguigne, altre incubatrici di maternità che, attraverso una nudità
accennata e mai volgare, sprigionano carnalità e purezza insieme. “La massima espressione della Sicilia è la
donna perché racchiude in sé il fuoco, i colori, l’anima della mia terra. La
Sicilia per me è quindi fimmina.” Accredito sostanziale che la Ballarino sottolinea
con ardore.
Un
progetto fotografico che rappresenta un quotidiano autobiografico fatto dagli istanti
più intimi dell’artista, dai sapori, dagli odori. Una serie di immagini 30x45
cm (più passepartout 10x10), stampate su carta baritata, cotone e polaroid, accompagnate
da scritti e poesie di scrittori siciliani (e non solo), per dare risalto ad
una sicilianità che ha brama di manifestarsi, attraverso ogni forma d’arte, e dare
spazio al talento di cui la Sicilia, terra vigorosa di acqua e fuoco, è ricca.
ALOHA! A grande richiesta arriva al Quadrilatero e lo fa in grande stile il party più atteso dell’estate “HAWAIIAN PARTY”
Collane e ghirlande floreali per tutti i partecipanti, un esclusivo
privé Hawaiiano, fantastici Cocktail Tropicali, musica per riscaldare
l’atmosfera rendendola ancora più suggestiva e indimenticabile, tante
sorprese e tanto tanto divertimento!
Somministrazioni musicali targate Dj Franky ‘O Voice >>> Stefano Campisi
Avete presente un caleidoscopio? Quel simpatico attrezzo
giocoso che scompone la luce in mille linee e forme geometriche? My name is Tannino è proprio questo,
l’angolo migliore per vedere, tutte insieme, le mille prospettive di Scicli.
Nella storia di questo progetto
imprenditoriale giovane ed eccentrico, infatti, il luogo è fondamentale. Siamo
esattamente dietro la chiesa del Carmine, nello stretto percorso che affianca
l’amata China, opera faraonica
costruita a mano, pietra per pietra, un lungo
serpente che attraversa le viscere della città, che emerge misteriosamente
in alcuni punti per farsi ammirare ed amare.
Un ambiente sobriamente vintage e ricercato, posto giusto per rilassarsi bevendo un buon vino siciliano, o magari uno australiano o francese, assaggiando raffinate fritturine di pesce, taglieri di
salumi siciliani, leggeri carpacci di carne. Il tutto, immersi nella poeticità
del luogo, che aumenta a partire dal tramonto con giochi di luce davvero
incredibili.
Il caleidoscopio appunto: da My
name is Tannino, infatti, si può godere di una
delle viste più strabiliante di Scicli, cose che nemmeno il più creativo
degli architetti saprebbe inventare: lunghe linee si dipanano dalla China, dal
suo ponte, dalla chiesa del Carmine, da Palazzo Busacca per poi disperdersi nel
plumbeo cielo barocco di Scicli.
Da My name is Tannino troverete
personale cordiale e qualificato, pronto ad accompagnarvi nel vostro viaggio alla scoperta della cultura del
vino e dei sapori della nostra terra. Un aperitivo o un after dinner
diventano i momenti perfetti per vivere la magia di questo luogo incantato.
Ampia la scelta oltre che delle cantine, anche delle birre, con marchi
artigianali siciliani.
Per chi ne avesse voglia, ci
sono anche i dolci della casa:
piccole creazioni per dare un pizzico di dolcezza alla vostra sosta con vista
su china.
Ad accogliervi, tra gli altri,
ci sarà Andrea Buonomo, uno dei
proprietari.
Andrea si definisce
“appassionato ristoratore” e, malgrado la sua giovane età, ha sulle spalle una
lunga esperienza nel settore legato al food e al beverage. Ha iniziato ad
aggirarsi nelle cucine già dall’età di 13 anni, per poi crescere
professionalmente tra Scicli, Modica, Rosolini, lasciando la sua traccia in
locali come Locanda Don Serafino e Casa Ciomod, e andando a scoprire anche le
cucine di Londra e di Parigi.
“Mi piacciono i vini e le cose
buone da mangiare. E, ancor di più, mi piace farli piacere agli altri”, spiega
Andrea. “Sono una sorta di insegnante del gusto, voglio che i miei ospiti
vivano emozioni uniche da poter raccontare ai propri amici”.
Dunque andate a far una visita a
Tanino (oltre che ad Aurelio e Andrea). A proposito, ma chi è Tanino? Seguiteci su Facebook, Twitter e Instagram per
scoprirlo…
My name is Tannino, Vini e Alimenti. Dove il bere è un'esperienza
eccentrica e barocca.
Scicli,
nella descrizione che ne dà Vinicio
Capossela, è una sorta di clessidra in cui il tempo sembra essere sospeso e
molte cose risultato essere al contrario dell’ordinario: dal Cristo in Gonnella alla Madonna Guerriera, dal Cristo da corsa alla sua conformazione
all’interno di una valle, sormontata da tre colline, quando di solito una città
si edifica sulle alture stesse.
Insomma, un luogo paradossale,
unico, il cui fascino ha sempre incantato visitatori da ogni angolo del mondo.
E dalla volontà di offrire un
prodotto di marketing territoriale
immediatamente fruibile con un click da parte di chiunque nel mondo, è nato il
progetto “I Luoghi del Tempo sospeso”,
ideato da Casatrentatre e da FARM comunicazione. Un docuspot
presente su Youtube, un biglietto da visita che vuole essere la sintesi delle
emozioni, della storia, delle tradizioni, dei volti, della fede che animano
questo luogo incantato.
Il progetto, realizzato in
collaborazione con il Club Unesco,
si articola attraverso due strumenti importantissimi offerti dal mondo della
comunicazione: un docuspot (video marketing) e un testo (copywriting e
marketing territoriale). Il primo verrà veicolato attraverso la piattoforma di
Youtube e la diffusione sui social, il secondo attraverso brochure, testate
giornalistiche e il web in generale.
Il video è prodotto da Banca Agricola Popolare di Ragusa, FARM comunicazione, Casatrentatre ed è stato realizzato grazie al contributo di Candiano Cremeria, Emporio degli Animali – City, Conad
Gentile, Boutique Scic.li, Conte Ruggero B&B, Quam, Pmi Sicilia, Pata Pata, Millennium, Sicilia Ospitalità Diffusa, Osteria
Tre Colli. Media Partner: SiciliaPress.
“Il nostro intento è quello di
omaggiare Scicli offrendo un prodotto che sarà fruibile gratuitamente da
tutti”, dichiarano Stefano Sgarlata
e Andrea Errera, registi del video.
“C’è troppo poco di serio e professionale sul web relativamente alla nostra
città. Speriamo di aver offerto un prodotto all’altezza delle aspettative di un
luogo che si proietta verso il mondo”.
“Nell’era delle
auto-comunicazioni di massa occorre mettere sul web contenuti ideati e
costruiti da professionisti, non si può delegare tutto ad approssimazione e
dilettantismo”, aggiungono Bartolo
Lorefice e Paolo Cirica di FARM
comunicazione, che hanno curato il copywriting, l’ideazione e il coordinamento
del progetto. “Crediamo di aver realizzato insieme a Casatrentatre un prodotto che,
crediamo, almeno sufficiente di marketing territoriale. Siamo sicuri che verrà
apprezzato dai turisti di tutto il mondo”.
IL TESTO
I Luoghi del Tempo sospeso, i
Mille Volti di Scicli
Scicli, nella descrizione che ne
dà Vinicio Capossela, è una sorta di clessidra in cui il tempo sembra essere
sospeso e molte cose risultato essere al contrario dell’ordinario: dal Cristo
in Gonnella alla Madonna Guerriera, dal Cristo da corsa alla sua conformazione
all’interno di una valle, sormontata da tre colline, quando di solito una città
si edifica sulle alture stesse.
Insomma, un luogo paradossale,
unico, il cui fascino ha sempre incantato visitatori da ogni angolo del mondo.
Tra le vittime più celebri di
questa sorta di Mal d’Africa, Pier
Paolo Pasolini ed Elio Vittorini. Quest’ultimo, in un suo celebre passo de Le città del mondo, fa dire ad un
personaggio che, forse, essa è la più bella tra tutte le città del mondo.
Visitare Scicli significa
immergersi in un viaggio sensoriale eclettico, composito, stratificato. Un
muoversi tra angoli sontuosamente barocchi, viuzze e salite medievali,
quartieri arabi, volti mediterranei.
Un paese che sembra la somma di
cento paesi racchiusi in una sorta di grande scatola cinese, forse per una
singolare malìa del paesaggio sull'immaginazione.
Piccola città costiera
dell’estrema punta meridionale della Sicilia, è perla tra le perle barocche in
un Val di Noto dichiarato Bene dell’Umanità dall’Unesco. Da qualsiasi angolo la
si inizi a visitare, si viene subito travolti da mostruosi mascheroni di
pietra, da chiese che si impongono all’attenzione, da giochi cromatici e
geometrie che si intersecano tra di essi, componendo un magnifico effetto
d’insieme dal potere quasi magico ed ipnotico. Scicli è stata, per molto tempo,
come una bella donna timida che ha concesso le sue grazie a pochi.
Poi, a partire da un certo
momento, le sue bellezze sono state condivise con il mondo, grazie alla
celeberrima serie televisiva, Il Commissario Montalbano, che ha fatto di Scicli
la sua Vigata, sede del commissariato e location per la maggior parte delle
scene.
Scicli è un paesino nascosto
dentro una valle che guarda il mare, cinta da morbide e pallide colline che la
attorniano. Circa 27mila anime, è attraversata da una lunga primavera che
perdura, spesso, da aprile a ottobre, in una lunga estate mediterranea.
Oltre al ricchissimo centro
storico, esplosione di giochi prospettici, di rientranze e sporgenze, di
palazzi nobiliari e chiese, ad arricchire il fascino e la bellezza di Scicli è
la sua costa: 18 chilometri di spiagge bianche con sabbia finissima e un mare
cristallino, con lidi, piccole spiagge e scogliere che si alternano in questo
grande balcone naturale sul Mare Nostrum.
La gastronomia locale è un’altra
eccellenza, vera carta d’identità della città, in cui ricette arabe si
mischiano con elementi ispanici, normanni, greci. Una grande caponata di
sapori, con ricette antiche e semplici, in cui il miele incontra la mandorla,
la cipolla, i capperi, la carne, in rielaborazioni estrose e speziate.
Tra i tanti e ricchi piatti che meriterebbero
di essere citati, accenniamo solo ad uno in particolare, le “mpanate”: enormi
pasticci di pasta ripieni di riso, patate, carne, verdure, capperi. Palese la
parentela con las impanadas, piatto
tipico della cucina spagnola.
Ed è così che cala il sipario su
questa nostra suggestione sulla città dai mille volti, in cui il tempo sembra
essere sospeso, in cui tutto si fa con una lentezza che sublima le azioni,
rendendole teatrali, in quel grande teatro all’aperto che è la città degli
Emiri e dei capi Normanni, della Madonna delle Milizie, delle Teste di Turco
che si mangiano.