STAY COOL. BE SOCIAL.

lunedì 14 dicembre 2015

Photo Contest: THE WALL OF IDENTITIES. Il selfie come rappresentazione. Deadline: 30 gennaio 2016.


"THE WALL OF IDENTITIES" è un contest legato alla manifestazione:

“Other Identity” Altre forme di identità culturali e pubbliche a cura e di Francesco Arena, che si svolgerà nella Loggia della Mercanzia a Genova dal 8 febbraio al 5 marzo 2016 / Opening 6 febbraio. 



Si tratta di una grande collettiva, un evento di respiro internazionale con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Genova, Genova Musei e in collaborazione con il Goethe Institut Genua e vede la partecipazione di artisti italiani e tedeschi che si confrontano sul tema dell’identità e dell’autorappresentazione di se stessi.


Artisti partecipanti: Francesco Arena; Carlo Buzzi; Mandra Stella Cerrone; Roberta Demeglio; Boris Eldagsen (DE); Anna Fabroni; Pamela Fantinato; Massimo Festi; Teye Gerbracht (DE); Barbara Ghiringhelli; Anna Guillot; Teresa Imbriani; Sebastian Klug (DE); Natasa Ruzica korosec; Lorena Matic; Ralph Meiling (DE); Beatrice Morabito; Giulia Pesarin; Annalisa Pisoni Cimelli; Giacomo Rebecchi; Chiara Scarfò; Giovanna Eliantonio Voig; Violeta Vollmer (DE)

Performer: Olivia Giovannini; Angelo Pretolani.

Oltre agli artisti coinvolti ed invitati vogliamo creare una grande installazione composta esclusivamente dalle immagini di chiunque voglia aderire al progetto, (ovviamente inerenti al tema dell’auto rappresentazione), che occuperanno uno dei pannelli espositivi della Loggia della Mercanzia per una superficie di circa 7 metri lineari per 3,78 in altezza!



Un vero e proprio Muro delle nuove identità, THE WALL OF OTHER IDENTITY appunto, un grande murales composto dalle vostre fotografie stampate in formato 10x15, che saranno posizionate come tessere di un mosaico che comporranno l’opera finale.

Ovviamente tutti i partecipanti saranno citati come parte attiva nella mostra e compariranno in ogni testo e documentazione prodotti compreso il nostro catalogo ufficiale on line che riprodurrà ogni immagine presentata.


Quindi riscoprite le vostre foto profilo, i migliori scatti in cui vi siete mai “rappresentati” sui social network e mandateci il vostro materiale.

Non accetteremo immagini a contenuto offensivo o pornografico o decontestualizzato al concorso; non ci sono selezioni e la partecipazione è aperta a tutti con le eccezioni sopracitate. 







"THE WALL OF IDENTITIES"

(simulazione)




REGOLAMENTO

TEMA: IL SELFIE COME AUTORAPPRESENTAZIONE
Senza neppure accorgerci creiamo ogni giorno nuove rappresentazioni della nostra quotidianità e della nostra immagine. Scegli il tuo migliore selfie, l’immagine che meglio ti racconta e che vuoi esporre pubblicamente. Diventa anche tu un’ artista del progetto “Other Identity” ed esponi in un grande evento di arte contemporanea.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione al concorso è aperta a tutti.
Il contributo per la partecipazione (spese di segreteria) è di 10 euro da versare al momento dell'iscrizione.

Ogni partecipante potrà inviare un solo /file fotografico (che sarà successivamente stampato da noi) da far pervenire unitamente a questa scheda di iscrizione e alla ricevuta di pagamento.

Sono esclusi dalla gara i membri della commissione organizzativa, nonché tutti i soggetti che a vario titolo collaborano all’organizzazione del concorso.


CARATTERISTICHE TECNICHE IMMAGINE
Sono ammesse fotografie realizzate con macchine fotografiche o altri dispositivi come cellulare o tablet; sono ammesse fotografie b/n e a colori, modifiche (luce, contrasto, colore, filtri), fotomontaggi o qualsiasi altra elaborazione al computer.

Il file dell'immagine dovrà essere nominato con:

cognome e nome del fotografo, luogo in cui è stata scattata la foto, titolo del ritratto qualora non fosse il nome dell’autore.

il file dovrà essere ad alta risoluzione; dimensioni 15x22 cm. a 300 dpi.



Scarica il bando di partecipazione: BANDO DI PARTECIPAZIONE
> INFO: otheridentity.project@gmail.com





sabato 12 dicembre 2015

Simona Totaro, giovane fashion e lifestyle blogger, si racconta in un’intervista esclusiva su Untitled Magazine, a cura di Marla Lombardo.


Giovanissima, soltanto 26 anni, con un forte spirito imprenditoriale, Simona è l’esempio di come una semplice passione, quella per la moda, unita a talento e volontà, possa diventare un lavoro e soprattutto un sogno da vivere ogni giorno. Si definisce non a caso una “sognatrice” sul suo blog DRESS OF ROSES,  tra i più seguiti dagli appassionati del fashion.
Nel suo blog non c’è solo moda, ma anche tendenze, viaggi, arte.
I sui post, ricchi di foto, raccontano una storia, la sua storia, piena di esperienze, cose viste, cuori infranti, nuovi amori e tanti sogni…


Photographer Credits - Filipe da Silva



Simona come nasce la tua passione per la moda? E cosa ti ha spinto ad intraprendere questa professione?

La passione per la moda nasce il 14 dicembre 1988. Sono nata nel grembo di una donna speciale che mi ha donato con la nascita questo dono/sogno/amore. E’ parte di me, non posso farne a meno. Non ho potuto scegliere altro, è la moda che ha scelto me, proprio come con gli uomini, scegli uno ed è difficile che tu possa essere di un altro. Come potete notare nel mio blog io utilizzo molto spesso questa assonanza, il binomio amore-fashion.

Come è nato “Dress of Roses”? Quando ti è venuta l’idea di aprire un Fashion blog e perché questo nome?

Aprii il primo blog più di 3 anni fa, mi trasferii a Milano e cominciai a scattare qualche foto, poi ho mollato dopo 3 post, (pur avendo 1850 visualizzazioni al giorno). Decisi di concentrarmi sullo studio, ripromettendomi di ricominciare dopo la Laurea Magistrale in Marketing, allo IULM di Milano, indirizzo Brand Management, così avrei avuto la preparazione giusta per affrontare questo mondo con un imprinting diverso.

Il nome non è stato difficile sceglierlo. Ho sempre avuto una passione per le rose bianche e color cipria. Adesso mi viene in mente un episodio, un flashback, di un pomeriggio per negozi con mia madre. Entrammo in un negozio di tende, ma mi innamorai di un quadro con delle rose dipinte, una già sbocciata, e una appena nata, sembravamo io e lei. Mia madre, donna già matura, ormai affermata e con una splendida famiglia; io, appena sbocciata e con un mare di vita di fronte a me. Alla fine le dissi: <<Mamma, guarda che bello quel quadro!>>, e lei me lo comprò subito facendomi promettere di appenderlo nella mia futura casa.
 
Photographer Credits - Giorgia Pedrolli


A differenza degli altri fashion blog, in Dress of Roses tu non parli solo di moda. Come mai questa scelta?

Il mio blog è una finestra sulla mia vita, in essa non c’è solo moda. C’è una famiglia, l’amicizia, l’amore, le delusioni, le passioni, il divertimento, i viaggi. Tutto insomma, tutto ciò che è vita!
Nei miei post, cerco di raccontare una storia, la mia storia. Ho vissuto una vita piena di esperienze, cose viste, cuori infranti, nuovi amori e tanti sogni…




Se io dico “Portogallo”, tu dici…

CRESCITA: Sono cresciuta tanto con questa esperienza in Portogallo, ho avuto la fortuna di imparare una nuova lingua, conoscere gente nuova, culture diverse, mangiare cibo diverso, respirare un’aria diversa. E’ un bagaglio di vita che non ha eguali. Un’esperienza simile l’ho vissuta a Londra, per me, una vera e propria “sfida di vita”. La mia sfida era: imparare l’inglese, vivere, sorridere, divertirmi, arricchirmi… E così è stato.

SPIAGGE: Spiagge lunghissime, passerelle, corse, sole, relax, bicicletta,    pattini, case a strisce, acqua ghiacciata, vento… ho vissuto momenti unici.

SOGNO: Tutto cominciò con la parola “frio”. Un amore folle, sogno. Il mio sogno è sempre stato quello di incontrare l’uomo della mia vita durante un viaggio di 5 giorni, riconoscerlo tra tanti. Ma il mio sogno era ben più articolato: desideravo un uomo straniero, ingegnere, imprenditore, che volesse vivere sulla spiaggia, insomma avevo già tutto in mente… Poi un giorno, in Aprile, durante il Salone del Mobile, casualmente ho incontrato un uomo portoghese, è stato amore a prima vista e dopo esser venuto lui in Italia solo per vedermi, dopo pochi mesi ho lasciato tutto per seguirlo in Portogallo.







Cosa significa, secondo te, essere alla moda?

La moda è un concetto alquanto soggettivo. Per alcuni è comodità, novità, per altri eccentricità. C’è chi segue passo passo “le regole” dello stile; chi invece vi si oppone creando allo stesso tempo uno stile unico.
La moda è un mezzo per esprimere la propria personalità.
Un linguaggio tacito che fa trapelare l’identità di una persona.
Per me non esiste una sola moda, esistono tanti linguaggi a cui le persone attingono per esprimere il loro modo di essere ed esserci.
Con il nostro modo personale di abbigliarci inviamo dei messaggi che ci descrivono ancora prima di dirlo a parole.






Lo stile che preferisci e qualche consiglio per le nostre lettrici.

Non c’è uno stile in particolare che preferisco, mi piace molto l’eleganza, ma anche lo stile romantico – rock. Sono molto camaleontica, ho sempre voglia di stupire con i miei outfit e i luoghi che visito, dove decido di scrivere le pagine della mia vita.

Il consiglio che posso dare è di essere sempre se stessi, e sentirsi a proprio agio negli abiti indossati, dando sempre un tocco personale.

Photographer Credits - Giorgia Pedrolli

Photographer Credits - Giorgia Pedrolli

L’outfit o accessorio a cui non rinunceresti mai.

Il sorriso. Un bel sorriso dona emozioni, pace, tranquillità, e tutto questo è un valore inestimabile per me, a cui non potrei mai rinunciare.

L’altro è la personalità. Ogni aspetto del proprio carattere diventa un vero e proprio accessorio da condividere con amici vecchi e nuovi.

Se proprio devo dirla tutta, un accessorio a cui non potrei mai rinunciare è l’orologio.  Essenziale per me, se guardo un orologio, penso al TEMPO, ai momenti passati e a quelli che verranno!! Mi ricorda ogni volta che la vita è una e non posso perdere tempo nelle cose che non hanno valore per me, perché ho ancora tanti sogni da realizzare.




Cosa accadrà in futuro? Hai qualche progetto o evento in programma?

Il mio motto è: “No pain, no gain”. Non avendo una sfera di cristallo, non posso prevedere cosa accadrà, quello che posso dirvi è che sono una persona molto ambiziosa, ho tanti sogni nel cassetto e so che ce le metterò tutta per realizzarli!!!

Evento in programma, tra pochi giorni sarà il mio compleanno, un altro “piccolo” traguardo di vita, direi… E questa volta ho pensato di fare le cose in grande.
Sabato 12 Dicembre 2015 sarò ospite ad un evento esclusivo a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella, dove gli Brutter, che sono delle vere e proprie star in Norvegia, terranno un concerto di musica techno-jazz. Sarà una serata ricca di sorprese dove festeggerò il mio compleanno in compagnia di buona musica e tanta bella gente.





Tre aggettivi che ti rappresentano

Sognatrice, creativa e determinata.

Cosa fa Simona quando non è sotto i riflettori?

Mi piace leggere libri manageriali, di psicologia, e mental coach, tipo Marie Forleo. Vado a lezione all’Università, esco con gli amici, aperitivi, cene, disco… Sono una ragazza normalissima che cerca di vivere la vita al meglio.






venerdì 11 dicembre 2015

PROGETTO D'IO. Al Palazzo della Permanente di Milano, 23 artisti danno libera interpretazione estetica al discorso di Alessandro Aleotti.



Dal 15 al 23 dicembre 2015, il Palazzo della Permanente di Milano, via Filippo Turati n.34, ospiterà presso lo "Spazio Atelier" la mostra PROGETTO D'IO, un'iniziativa nata dalla contaminazione tra Pensiero e Arte. 
23 riflessioni di Alessandro Aleotti, intellettuale del panorama milanese che ha già avuto modo di esporre le sue tavole di scrittura visiva in questa stessa sede nel luglio 2014, sono interpretate da altrettanti artisti contemporanei di generazioni diverse e provenienti da tutta Italia.
Le opere di pittori, fotografi, scultori e performer sono volte ad offrire una forma estetica al superamento dei valori operato dal disincanto e alla suggestione di una via di rivolta.
L'espressione "D'IO" è l'espediente semantico volto alla simbolizzazione individuale di un pensiero e di un sentimento.


Artisti del Progetto: Maurizio Avi, Sofia Battisti, Nicola Bertoglio, Dorothy Bhawl, Riccardo Brugnaro, Alessandro Bulgarini, Mirko Caruso, Giorgio Cecchino, Angelo Checchia, Cristian Cianporcero, Alice Colombo, Costarocosa, Giovanna Fabretti, Stefania Fietta, Alessandro Filardo, Nicola Fornoni, Ursula Huber, Raffaella Martucci, Marta Moretto, Viviana Pennati, Veronique Pozzi, Novella Rosania, Michele Zanni.

VERNISSAGE >  Martedì 15 Dicembre 2015 ore 18:00
Inaugurazione della mostra accompagnata da una performance del duo Costarocosa

                     
Orari:  Dal lunedì al sabato: 10:00 - 13:00 / 14:30 - 18:30
            Domenica: chiuso

INFO



INTERVYOU. Nel privé con Turi Moricca, intervistato da Marla Lombardo.


Giovane e bell’attore, si descrive come un uomo determinato, espansivo e solare proprio come la sua terra, la Sicilia. 
Una passione travolgente per il teatro, suo primo amore, ma non disdegna di cimentarsi anche in ruoli per la televisione. D’altronde, ogni proposta di lavoro per lui è una sfida, un’occasione per mettersi in gioco, per fare meglio. 
Ha un’estrema consapevolezza di dove vuole arrivare, ma sempre con molta umiltà e tanto cuore.


Turi Moricca è l'ospite di INTERVYOU, il privé di Untitled Magazine.



Siciliano, nato attore di teatro dove riscontra un successo non indifferente, ma si fa notare anche quando recita per il piccolo schermo, come nella fiction “Squadra Antimafia 8” o nella pubblicità della TIM. Premesso che pretendo risposte che vanno in profondità, e non in lunghezza, chi è, a parte tutto questo, Turi Moricca?
Ti ringrazio per questa meravigliosa descrizione... A parte tutto...
Credo che sia una persona determinata e credo anche che questa non sempre sia una cosa positiva, per se stessi intendo, non sempre porta alla vittoria, ma se si ha anche il coraggio e la forza di sopportare delusioni e amare sconfitte allora si che la determinazione fa di te un vincente. Eraclito diceva: "Il carattere di un uomo è il suo destino", come a dire che in ognuno di noi c'è un talento da scoprire, ma se non c'è un carattere che faccia si che questo talento emerga, resterà sempre nascosto; una ghianda che non diventerà mai quercia. Mio padre mi ha sempre detto che io ho più determinazione che talento, un po' scherzando un po' seriamente, non l'ho mai capito e sinceramente non ne voglio una conferma.
Fortunatamente ho avuto due genitori che in maniera educativa mi hanno sempre buttato giù quando andava fatto e allo stesso modo mi hanno sostenuto. Tre volte ho provato il mio ingresso all’accademia Silvio D'amico, la prima volta arrivai subito in terza fase, tre mesi di esami, da 800 che eravamo mi ritrovai tra gli ultimi trenta. Un sogno, subito dopo la delusione: ne entravano solo 20. Ho pianto, tanto, vedevo infrangersi un progetto di vita a cui inesorabilmente la mia famiglia ne faceva parte e il peso aumentava. Quella capacità di sopportare, di non mollare, mi ha portato alla vittoria: dopo due anni entrai. Adesso rido pensando a quel ragazzo in lacrime con accanto una confezione di merendine kinder delice. A proposito, Turi Moricca è un fanatico ossessivo di dolci, li adoro!

Turi chi o cosa ti ha portato a recitare?
Del detto "ogni male non viene per nuocere" ne ho fatto uno stile di vita. Fui bocciato al IV ginnasio del liceo classico Gargallo, come vedi non ci so fare molto con gli esami. Restai nella stessa scuola cambiando sezione ed ebbi la fortuna di incontrare la professoressa Rosa Peluso, incubo di molti ma maestra di vita di tanti, era lei che si occupava del laboratorio teatrale e da li è iniziato tutto. Il primo tassello di un mosaico, mi auguro, senza fine!



Qual è la tua idea di teatro?
Oddio!
Come chiedere ad un ragazzo innamorato cosa sia l'amore. Non ho un’idea esatta di cosa sia il teatro, come ogni forma d'arte., per me è in continua evoluzione, non lo si può sigillare in una idea rigida. Posso dire, invece, cosa dovrebbe essere: innanzitutto, impegno civile ed educazione, dovrebbe essere un accusatore indiretto dei nostri errori, delle nostre paure, delle nostre incertezze, senza escludere le debolezze. 

Se dico “Tragedia greca”, tu dici…
Spaventosamente attuale.
Per quanto mi riguarda rappresenta il mio inizio in questo settore . Essendo di Siracusa, penso di avercela nel sangue, in Sicilia credo che si respiri nell'aria. Dal 1914 è un evento in città, si organizza ormai come quasi fosse una festa da celebrare. Ho mossi i miei primi passi sui testi greci, a scuola fui scelto per il personaggio di Ippolito, l'Ippolito di Euripide, è un genere a me caro. Ricordo che lo portai pure in accademia come prova d'ingresso, diciamo che mi porta fortuna. L'anno scorso durante la tournée di "Dopo il silenzio" (testo sulla mafia scritto da Pietro Grasso) fui scelto dal regista Federico Tiezzi per interpretare il ruolo del messaggero ne "L'Ifigenia in Aulide. A soli 29 anni mi sono ritrovato a dover sostenere un ruolo di grande responsabilità in uno spazio scenico che ho sempre osservato dall'alto, e mai dal centro, e vi assicuro che è un punto di vista assolutamente diverso. Alla prima di Ifigenia mi sentivo quasi senza fiato, mi sentivo quasi schiacciato da quella bellezza, ma per fortuna è andata.
Ho parlato prima di destino e ci credo tanto in questo.  Quella è stata la mia prima esperienza al Teatro Greco ed Ifigenia in Aulide non veniva rappresentata dal 1972 e, per ironia della sorte, in quell'anno mia madre, appassionata anche lei a questo mestiere, entrò a far parte di quel cast, sempre Ifigenia in Alide.

"L'Ifigenia in Aulide"- Teatro Greco di Siracusa, 2015

Photographer Credits - Franca Centaro

"L'Ifigenia in Aulide"- Teatro Greco di Siracusa, 2015

Photographer Credits - Franca Centaro

"L'Ifigenia in Aulide"- Teatro Greco di Siracusa, 2015

Photographer Credits - Franca Centaro

Quando sei in scena, quanto conta il pubblico per te?
Da uno a dieci? Cento!
È un elemento insostituibile, è la dinamo del teatro. 
In scena, o durante le repliche, avviene uno scambio silenzioso tra il pubblico e me, quasi magico direi. Sento che l'atmosfera si fa densa, come se entrassimo tutti insieme in una bolla. Non a caso, il regista russo Mejerchol'd sosteneva che uno spettacolo è costituito principalmente da tre elementi fondamentali: Autore, Attore e Pubblico. 

"DOPO IL SILENZIO" di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
Photographer Credits - Tommaso Le Pera

"DOPO IL SILENZIO" di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
Photographer Credits - Tommaso Le Pera

Chi riconosci come tuoi simili?
Vado molto a sensazioni, come dire a pelle. Li individuo fra mille: persone molto aperte, non mascherate, persone pronte a mettersi a nudo e che, a volte, fanno dei propri difetti, o dei propri errori, un’occasione di ironia. Diciamo quelle persone che non si prendono troppo sul serio, che vivono di e con leggerezza, che non vuol dire assolutamente essere superficiali.

Credi che in un mondo sempre più pieno di tutto, come di niente, sia ancora percepibile la necessità del teatro nelle giovani generazioni?
Sì, assolutamente. Credo sia essenziale! 
Teatro è anche dibattito, confronto, e questo fa si che la tua mente si apra ad orizzonti mentali nuovi ed inesplorati, ti porta a formulare un pensiero facendo crescere in te la necessità di comunicarlo all’altro. Davanti alla tv tutto ciò non accade, la tv fa tutto per te: mastica e digerisce al posto tuo. Ti esclude dalle diversità di sapori fino a farti credere che tutto quello che stai mangiando abbia lo stesso sapore. Ti dirò anche che è un piacere recitare davanti ad un pubblico di giovanissimi; loro sono il pubblico più spietato, senza filtri, ti criticano in diretta, se devono farlo, senza alcun problema. Grazie a loro, al loro feedback, ho perfezionato più di un personaggio.

Come è recitare in televisione? Ogni set è uguale?
È totalmente diverso. Ci sono codici diversi, lì il pubblico è la telecamera. Sarebbe come recitare a teatro con lo spettatore a 5 cm dal volto ed inevitabilmente, volume, intensità ed espressione cambiano. Quello che mi manca quando recito in un set è il rischio della performance dal vivo, quell'ebbrezza di lanciarsi nel vuoto, e a teatro non sempre il paracadute si apre.

Come giudichi il Paese ITALIA in genere?
Nel 2013 ho debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto con "Dopo il silenzio" di Pietro Grasso, spettacolo che racconta le vicende mafiose che hanno coinvolto tragicamente i giudici Falcone e Borsellino; ebbene, in questo spettacolo si fa parecchio uso della parola "Memoria". Ecco credo che nell'Italia della mia generazione, e dei giovanissimi, ci sia poco rispetto per la Memoria che, a parer mio, rappresenta il mezzo primario di “conoscenza”.

Pensi davvero che oggi sia più facile?
Assolutamente no.
Si fa una tale fatica ad emergere, e non sempre il talento basta.

Cosa accadrà in futuro? Hai qualche progetto o spettacolo in programma?
Sicuramente una nuova tournée teatrale, ma non voglio svelare nulla, per adesso pensiamo a quest’ultima… Sto in scena con L'Ulisse di Valerio Massimo Manfredi, con la compagnia Sicilia Teatro di Sebastiano Lo Monaco persona che mi ha "partorito per la terza volta" dopo mia madre e le sorelle Peluso. 


"L'Ulisse - Il mio nome è Nessuno" al Teatro della Corte
"L'Ulisse - Il mio nome è Nessuno", di Francesco Niccolini
tratto dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi

Potrebbe interessarti: http://www.genovatoday.it/eventi/teatro/corte-ulisse-nessuno.html
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"L'Ulisse - Il mio nome è Nessuno", di Francesco Niccolini
tratto dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi

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"L'Ulisse - Il mio nome è Nessuno", di Francesco Niccolini
tratto dai romanzi di Valerio Massimo Manfredi

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Tre aggettivi che ti rappresentano.
Solare, espansivo, umile.

Cosa fa Turi quando non è uno "Attore"?
È complicato rispondere a questa domanda, sarebbe come chiederti "chi è Marla quando non è Marla? Credo che tu lo sia sempre da quando ti svegli a quando ti risvegli, un ciclo unico direi, anche quando sogni continui ad esserlo, in veste diversa, sembianze strane, ma il tuo essere “Marla” è sempre quello. Questo succede quando fai del tuo mestiere la tua passione, credo sia il privilegio più prezioso ricevuto.

Se proprio devo rispondere, quando non sto sul palco, cucino. Cucino molto, adoro farlo per la famiglia e per i miei amici.