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giovedì 24 novembre 2016

Déjà Donné presenta tre giorni di danza con "PASSAGES – Movimenti contemporanei" | Dal 2 al 4 dicembre, Sala Cutu, Perugia.


La Compagnia Déjà Donné
in collaborazione con Pandanz e Teatro di Sacco
presenta

PASSAGES – Movimenti contemporanei 2016
Un progetto dedicato alla danza contemporanea
Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 dicembre - SALA CUTU P.zza Giordano Bruno, 9 – Perugia

Compagnie e Associazioni partecipanti
Déjà Donné / Sosta Palmizi / Adarte / Excursus - Cadavre Exquis / e-Motion / Točnadanza

Si terrà a Perugia presso la Sala Cutu dal 2 al 4 dicembre 2016, il progetto PASSAGES – Movimenti Contemporanei 2016, organizzato e diretto dalla Compagnia Déja Donné, in collaborazione con Pandanz e Teatro Di Sacco, nell'ambito della XXII^ Edizione della Stagione INDIZI di Teatro di Sacco.
PASSAGE è una tre giorni intensa e ricca di appuntamenti dedicati alla danza contemporanea con dieci performance in tutto; suasi un piccolo festival, che vuole rappresentare un’opportunità di incontro tra un pubblico attento e gli artisti coinvolti. Intrecci di un lavoro artistico che ambisce a diventare uno spazio concreto e atteso, capace di promuovere un dialogo aperto tra differenti progettualità, di ricerca e riflessione nell’ambito dello scambio culturale, alimentando e sostenendo l’interesse e il coinvolgimento degli spettatori verso la danza contemporanea e il teatro; un confronto quindi, uno scambio diretto, attivo e dinamico tra pubblico e artisti coinvolti.
Le tre giornate vedranno sul palco numerose creazioni artistiche delle sei realtà coinvolte nel progetto: cinque produzioni di Déjà Donné “SOUNDING|Décalage - cadute di stile”, “SOUNDING|Wannabe”, “I always wanted to be”, “HO|ME” e il debutto della nuovo lavoro “TRE|14” realizzato in collaborazione con Centro Danza Studio di Daniela Pascolini; l’Associazione Sosta Palmizi presenta “Soggetto senza titolo”, Adarte “Non è cosa da tutti”, Excursus | Cadavre Exquis in scena con “Stupor”, Točnadanza con “BODY-SATT-VA colui che porta equilibrio” e Gruppo e-Motion presenta “Studio sul concetto di muro - 1° studio”.
L’occasione di PASSAGES 2016 rappresenta, inoltre, il ritorno della collaborazione tra Déjà Donné e Teatro di Sacco che sottolinea l’importanza di una presenza culturale viva e attiva sul territorio della città di Perugia e della Regione Umbria a sostegno di una progettualità concreta di promozione dei nuovi linguaggi e di contaminazioni per una scena contemporanea.








IL PROGRAMMA dal 2 al 4 dicembre


Venerdì 2 dicembre dalle ore 20.30
Déjà Donné - “SOUNDING | Décalage - cadute di stile”
Un progetto di Fabritia D'Intino e Lucia Guarino. Con Lucia Guarino - musiche di Marco Momi, Michele Sanna, Andrea Agostini. Produzione danza Déjà Donné - produzione musica Ass. Young Jazz.
Sosta Palmizi - “SOGGETTO SENZA TITOLO”
Di e con Olimpia Fortuni. Spettacolo selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore 2016 – anticorpi XL. Produzione Sosta Palmizi con il sostegno di Teatro la Cavallerizza di Torino, assistenza artistica Cinzia Sità, montaggio audio Pieradolfo Maria Ciulli, produzione Sosta Palmizi, con il sostegno di Teatro la Cavallerizza di Torino.
Déjà Donné -SOUNDING | Wannabe”
Un progetto di Fabritia D'Intino e Lucia Guarino. Con Fabritia D’Intino - musiche originali Federico Scettri. Produzione danza Ass. Déjà Donné - produzione musica Ass. Young Jazz.

Sabato 3 dicembre dalle ore 20.30
Déjà Donné - “I ALWAYS WANTED TO BE”
Di e con Martina La Ragione, produzione Déjà Donné.
Excursus - Cadavre Exquis - “STUPOR”
Di e con Lorenzo Giansante, Giovanni Impellizzieri, Giordano Novielli, produzione Excursus / Cadavre Exquis.
Točnadanza - “BODY-SATT-VA colui che porta equilibrio”
Coreografia, danza e video Ambrose Laudani, produzione Točnadanza.
Adarte - “SANTISSIMA DEI NAUFRAGATI” e “NON È COSA DA TUTTI”
Di e con Paola Vezzosi, produzione Adarte e Fondazione Teatro della Pergola.
Gruppo e-Motion - “Studio sul concetto di muro - 1° studio
Di e con Francesca La Cava, produzione GRUPPO e-MOTION, con il sostegno di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila. Residenze e coproduzione: Oriente Occidente e I Cantieri dell’Immaginario.
Déjà Donné - “HO | ME”
Di e con Virginia Spallarossa, produzione Déjà Donné.

Domenica 4 dicembre -  ore 17.30
Déjà Donné presenta “TRE | 14” (debutto)
Coreografia di Virginia Spallarossa, regia di Gilles Toutevoix, con Chiara Burla, Nicholas Guido, Andrea Rampazzo e gli allievi del Centro Studio Danza di Perugia di Daniela Pascolini, intervento di analisi sul processo creativo attraverso la prospettiva coreologica Claudia Monticone, disegno luci Cesare Lavezzoli, musiche Aquaserge, produzione Déjà Donné.
La produzione è stata realizzata grazie al sostegno di Claps Spettacolo dal Vivo nell’ambito di NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2016-17.



INFO
SALA CUTU P.zza Giordano Bruno, 9 – Perugia / Inizio spettacoli ore 20,30 – domenica ore 17,30 / Ingresso intero € 8 – ridotto giovani € 6
Info e prenotazioni: Teatro di Sacco tel. 320.6236109info@teatrodisacco.it / Pandanz tel. 333 8568841 – info@pandanz.it // ufficio stampa: federicacesarini56@gmail.com - tel. 339 3369594

Alla Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte di Bologna la mostra "Icons" di Marco Biscardi e Rubens Fogacci.


La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
in Via San Felice 18 - Bologna
È lieta di invitarvi
Sabato 26 novembre 2016
ore 17.00
All’ inaugurazione della mostra
ICONS
di
MARCO BISCARDI
RUBENS FOGACCI

 
 
MARCO BISCARDI
Nasce nel 1986 a Bari; dopo il diploma si trasferisce a Roma, dove si laurea in Arti visive e Cinematografia. In seguito si sposta a Firenze, e poi ancora a Bologna. Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato a Los Angeles e New York, sempre alla ricerca di nuove idee dalla strada, con un particolare interesse alla relazione tra soggetto e ambiente circostante. La cultura POP americana è percepibile nel suo lavoro, che si basa su una solida educazione artistica Italiana. L'arte di Biscardi è una sottile e pungente satira, e riesce a fare dell’ironia uno strumento per regalarci interessanti, e spesso amari, spunti di riflessione. Caratteristiche del suo stile sono queste fotografie (quasi sempre scattate da lui o in alcuni casi recuperate da archivi storici) sul quale egli interviene, digitalmente o manualmente, inserendo elementi concettuali che stravolgono il senso dell’immagine stessa e la percezione che prima avevamo di essa. Ha all'attivo una decina di mostre, tra le quali una ad Antigua (Caraibi) e una a NEW YORK, in un’importante galleria d'arte situata nel quartiere glamour di Soho, classificata dal magazine americano "Timeout" tra le cinque gallerie più importanti della grande mela. Hanno scritto di lui su: La Repubblica, Il Corriere della sera, Il resto del Carlino, Il quotidiano, La gazzetta del mezzogiorno, e altre cinquanta testate tra quotidiani nazionali e riviste del settore. La critica ama definire la sua arte come concettuale. Questo tipo di opere sono diventate la sua vocazione, il suo marchio di fabbrica. Nel suo coerente evolversi espressivo, fra pittura e fotografia, l’opera di Marco Biscardi incontra nell’attualità esiti più maturi e convincenti. Sebbene vi aleggino  ancora echi della cultura pop americana, ad emergere, nella stagione creativa più  recente di quest’autore originale  e ispirato, è, piuttosto, una  riflessione disincantata sulla realtà  e, più in generale, su ciò che oggi contraddistingue – in bene e in male – la nostra sempre più incerta e precaria esistenza. Fra ironia sapientemente meditata  e non taciuta  disillusione, i lavori di Biscardi esprimono temi – ora emblematici, ora trasfigurati – nei quali è dato di percepire profondità di riflessioni, estese non soltanto agli ambiti etici ed estetici. Sono, infatti, composizioni,   le sue – in special modo quelle che offrono una suggestiva fusione fra pittura e fotografia -, in grado di dar  conto  di un comune  sentire condiviso dagli uomini e dalle donne più sensibili a  varie latitudini. Per questo, pensando al futuro che attende questo talentuoso artista emergente, è  facile prevedere – continuando egli a mantenere,  nelle cose dell’arte, il  medesimo impegno – scenari luminosi e,  nondimeno, avvincenti. Giovanni Faccenda
 
RUBENS FOGACCI
Quel qualcosa che «è», «è stato» o «è sul punto di essere»
 
«Se chiudo gli occhi, vedo meglio
e dipingo il mondo come lo vorrei.»
Keith Haring
 
Stabilita la necessaria distanza rispetto ad alcune datate posizioni critiche, caratterizzate da letture alquanto superficiali del complesso dell'opera di Rubens Fogacci, pare giusto rimarcare, nella ricerca espressiva del medesimo, piuttosto l'attitudine a rivisitare, in chiave del tutto personale, taluni riferimenti iconografici appartenenti ad ambiti espressivi dilatati nel tempo e talvolta perfino eterogenei dal punto di vista squisitamente concettuale. Lungi tutto questo, dunque, dall'aura fiabesca o, peggio, dalla supposta parvenza fumettistica (indicata, questa, in un rapporto evidentemente distorto rispetto alla Pop Art americana), con le quali, in passato, si è sbrigativamente - di fatto - circoscritto orizzonti espressivi al contrario più originali e fecondi, abitati da visioni immaginifiche tenute dall’artista a pretesto per tradurre visivamente una realtà sospesa fra qualcosa che «è», «è stato» o «è sul punto di essere». Al solito, Fogacci ambienta, dipinge e infine caratterizza, con riflessi ora memoriali ora fantastici, un proprio, suggestivo teatro virtuale, nel quale possono legittimamente convivere i fantasmi tardo ottocenteschi di Munch accanto ai personaggi mitizzati di Lichtenstein. Non sarebbe dispiaciuto a Calvino un pittore così limpidamente orientato verso l'inconscia percezione - diresti persino una qualche, remota e giustificata probabilità - di accadimenti arcani quanto invisibiliConti e si affermi, allora, soprattutto questo: l'inclinazione narrativa di Fogacci, che risalta dentro e oltre quel suo universo immaginario, nel quale il colore si spande come il tono di una voce seducente che echeggia nell’aria. Una voce che racconta, intriga, affascina. Una voce che ha, fra gli altri, il merito di esprimere un senso di stupore e di rimanere, sempre, profondamente autentica.
Giovanni Faccenda, Venezia, settembre 2015
 
 
Presentazione critica a cura di:
Prof. Giovanni Faccenda
                                                                                                                                            
Curatrice mostra:
Deborah Petroni
 
Catalogo mostra:
AEM Srls
 
Sponsorizzata e pubblicizzata da:
www.ilpensieroartistico.eu
www.paolobalsamo.it
 
Durata mostra:
dal 26 novembre - 8 dicembre 2016
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato
Lunedì e domenica chiusoIngresso gratuito 
Info e contatti:
Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com

giovedì 17 novembre 2016

Alla Galleria Statuto13 di Milano, la mostra personale di pittura di Alegria Polit, a cura di Massimiliano Bisazza.


“Altre dimensioni”

Mostra personale di pittura di:

Alegria Polit

A cura di Massimiliano Bisazza

Opening:  23 novembre 2016 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 6 dicembre 2016 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato


Alegria Polit è un'artista talentuosa che per la prima volta, dopo numerose mostre nel mondo, approda nel cuore artistico di Milano, a Brera.
I suoi lavori pittorici ad olio donano quel gusto che sa abilmente altalenarsi tra l'antico ed il contemporaneo.

Corpi e figure umanoidi sono dipinte con una figurazione frastagliata e fanno pensare ad un'immagine riflessa sul vetro appannato di una finestra. Quella stessa finestra è leggibile come la metafora dello sguardo sulla vita dell'artista, ma non solo...


Tele romantiche nel contenuto, vagheggianti un lieve espressionismo stilistico, ci raccontano nei loro silenzi statici il proprio vivere. Esprimono una forte introspezione ed un lirismo molto raffinato che sa trasmettere emozioni, sia grazie all'unicità creativa dell'artista che tecnicamente, nell'amalgamare e poi stendere i colori e gli impasti tra loro. Altre dimensioni si manifestano davanti allo sguardo dell'osservatore. Dimensioni che ci incuriosiscono e che portano con loro una pacata sensazione di nostalgia o di malinconia, che può celare qualcosa di non detto, di non raccontato.


L'attualità rappresentativa e contemporanea si mescola amabilmente con un rimando inatteso e piacevolissimo con tecniche - come quella della foglia d'oro - di chiara matrice bizantineggiante, con finiture di pregio, che sa di riportare la memoria ai capolavori del passato.


Le sue più recenti rappresentazioni della serie “Square One” sono state presentate alla "Biennale di Firenze", dove hanno vinto il Premio “Lorenzo il Magnifico”, come meritato coronamento ulteriore di un grande apprezzamento sia dalla critica che dal pubblico.


Nella serie “Mi Lago”, anch'essa esposta in galleria STATUTO13, è invece presente il colore oro, metafora sottesa dell'acqua, elemento potente e fonte vitale. L' artista dipinge questa poetica quasi tentando di “immergersi” nel desiderio che l'uomo apprenda come rispettare sempre più se stesso e l'ambiente che la vita gli ha donato; andando così ben oltre le futili vanità e giungendo così alla comprensione che la “Natura” sia essa stessa l'“Oro”.


Per informazioni:

Cell. +39 347 2265227 (mart-sab h 11/19)

“Donne”, si inaugura il 4 dicembre la mostra di Giuseppe Leone alla Galleria Lo Magno di Modica.

Si intitola “Donne”, la mostra di Giuseppe Leone, ospitata dal 4 dicembre al 14 gennaio nella Galleria Lo Magno di Modica, in via Risorgimento 91- 93. La mostra, curata da Giuseppe Lo Magno e Viviana Haddad, propone un’ampia collezione di foto, realizzate in un lungo arco temporale (dal 1968 al 2015) dedicate tutte alla figura muliebre, all’erotismo, alla sensualità femminile. La mostra sarà inaugurata domenica 4 dicembre, alle 18,30. I testi del catalogo sono stati curati dallo stesso Leone e da Caterina Magliulo.

“Scatto dopo scatto – racconta Leone - ho cercato di raccontare la donna, lontano dai cliché: il mio interesse non è mai stato legato alla rappresentazione degli amori, delle ambiguità, delle contraddizioni umorali e passionali, espressioni fuorvianti tipiche del raccontare la donna nell’attuale contesto dei cambiamenti sociali. Il mio è uno sguardo carezzevole, che ricerca la bellezza femminile nel suo vivere quotidiano; nell’incedere travolgente e nel vortice sottile dell’erotismo, ne ho colto la sensuale gestualità, le movenze che sprigionano la delicata passionalità”.

L’autore ha selezionato e propone una serie di foto realizzate in quasi 50 anni di attività: “Intorno agli anni ’60 nascono le prime fotografie – spiega - e da allora fino ad oggi la mia ricerca non si è fermata. Dalla vestizione della sposa, agli scatti rubati, dalle immagini costruite seguendo l’incedere della mia fantasia, dalle lucciole, adescatrice o gioconde, alle dormienti, colte nei silenzi delle stanze mentre dormono o alla donna semplice colta in una voluttuosa danza”.

“In Giuseppe Leone – scrive Caterina Magliulo - non esiste quella rapacità tutta mascolina nella cattura di immagini di nudo femminile propria di tanti suoi colleghi. Il suo sguardo è, invece, gentile e preveggente nel cogliere l’attimo appena precedente e rende gli spettatori complici e consapevoli. Dietro la macchina fotografica egli colleziona attimi fulminei, intuendo che sta per accadere qualcosa di piccolo e grande al tempo stesso. La magia di Giuseppe Leone sta proprio qui, fotografare qualcosa che nessuno riesce a scorgere, ci fa riconoscere qualcosa che noi altrimenti non noteremmo”.

La mostra osserverà i seguenti orari: da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.


Info e contatti
Galleria Lo Magno
via Risorgimento n. 91/93 Modica
Tel. 0932/763165
gallerialomagno@virgilio.it
www.gallerialomagno.it


mercoledì 16 novembre 2016

"La Magia del mio Nome", il nuovo libro personalizzabile per bambini che mette al centro identità e unicità.


La Magia del mio Nome” è il nuovo libro illustrato e personalizzabile grazie al quale ogni bambino potrà diventare il protagonista di un magico viaggio alla scoperta della magia del proprio nome.

Grazie alle sue caratteristiche e alle sue particolarità, è una splendida idea regalo per i più piccoli in occasione del Natale che sta arrivando.

“La Magia del mio Nome”, infatti, è un libro adatto a tutti i bambini, dagli 0 agli 8 anni, in grado di accompagnarli nei primi anni di vita e di diventare poi un compagno fedele di giochi e avventure.
All’inizio, se molto piccoli, i bambini apprezzeranno le illustrazioni, i personaggi, i colori.
Dopo che avranno imparato a leggere, potranno iniziare a familiarizzare con le lettere del loro nome. Nei primi anni di scuola, poi, saranno in grado di comprendere e di apprezzare l’intera storia creata a partire proprio dal loro nome.

Nato da un’idea diThe Story Tailors”, società fondata nel 2015 a Barcellona, forte di una grande esperienza nell’animazione, nella creazione di contenuti per i più piccoli e di collaborazioni eccellenti, “La Magia del mio Nome” parte da un semplice concetto: il nostro nome è la nostra identità, ci distingue dagli altri e contribuisce alla definizione della nostra personalità.


Lo scopo principale, infatti, è quello di insegnare ai bambini a dare valore al proprio nome, a considerare la propria unicità come un valore e ad esserne pienamente orgogliosi.

Ad ogni lettera di un nome viene assegnata una precisa qualità caratteriale, descrivendo così alcuni lati della personalità del bambino che lo riceve. Una bambina di nome Valentina, ad esempio, riceverà un libro dove sarà lei stessa la protagonista e dove scoprirà una storia che racconta delle sue qualità, come l’essere Vivace, Adorabile, Lottatrice, Entusiasta, Nobile, Tenera, Intelligente, Naturale e Allegra.

Questa personalizzazione, così vicina a ciascuno, incoraggia i bambini a sentirsi davvero i protagonisti della storia che stanno leggendo, accresce il loro interesse e l’amore per la lettura.
La missione di The Story Tailors, infatti, non è solo quella di creare storie, ma di donare delle vere e proprie esperienze di lettura indimenticabili.
Ogni libro, corredato da splendide e coloratissime illustrazioni, cerca di dare grande risalto, attraverso la storia, a valori come l’amicizia, la generosità, la perseveranza, che aiuteranno i più piccoli ad affrontare alcune situazioni della loro vita quotidiana.
Creare una versione personalizzata de “La Magia del mio Nome” e richiederlo per Natale è semplice: accedendo al sito www.lamagiadelmionome.it si può dare vita al proprio libro indicando il nome del bambino, il sesso, il colore della pelle e dei capelli.
Procedendo con l’acquisto online, il sistema genera un’anteprima alla quale è possibile aggiungere una dedica personalizzata.
Questa creazione, unica e digitale, viene poi stampata, confezionata e consegnata direttamente all’acquirente. È possibile scegliere tra due formati, con copertina rigida o morbida; ogni copia è stampata con inchiostro ecologico su carta spessa da 170 gr. in formato A4 orizzontale.

“La Magia del mio Nome” è un vero prodotto fatto su misura: ogni libro viene creato direttamente dall’acquirente e la stampa è on demand alla fine dell’ordine.

Il prezzo base è di € 26,90 e il testo è attualmente disponibile nelle seguenti lingue: italiano, inglese (US o GB), tedesco, francese, spagnolo, olandese e castigliano.

Per maggiori informazioni: www.lamagiadelmionome.it
Per vedere un piccolo video di presentazione de “La Magia del mio Nome”: https://www.youtube.com/watch?v=rrmBS4TUW7Q

Alla Galleria Deodato Arte di Milano prosegue la personale dell’artista spagnolo “José Molina. Fino al 26 novembre 2016.


DEODATO ARTE
Milano, via Santa Marta 6

José Molina
Uomini e altri demoni

a cura di Chiara Gatti

fino al 26 novembre 2016




Alla Galleria Deodato Arte di Milano prosegue fino al 26 novembre la personale dell’artista spagnolo “José Molina. Uomini e altri demoni” che dalla sua apertura ha registrato un notevole interesse da parte del pubblico. Con oltre quaranta opere, fra dipinti a olio, disegni e sculture, l’esposizione offre un nucleo importante di lavori recenti e inediti esposti accanto a quelli storici.



Curata da Chiara Gatti, la mostra mira a raccontare il mondo sommerso della ricerca di Molina, il suo interesse, in bilico fra psicanalisi e antropologia, per i moti dell'animo umano, le pulsioni più intime che distinguono l'inconscio collettivo e nutrono quella genealogia di archetipi primari radicati nella esperienza dell'uomo, sin dalle origini. In un viaggio dentro le anse della nostra mente, Molina scava – forte di una certa lezione junghiana – a caccia di istinti primordiali che traduce in immagini totemiche e primigenie, selvatiche e archeologiche, in una commistione di passato e presente, improvvisamente incontrati sul limite del tempo. Anime e volti si mescolano in un flusso di memoria. L'uomo e i suoi progenitori. La vita, la morte, il cerchio dell'esistenza. La realtà, i sogni, gli incubi.

La pittura di Molina è un grande specchio teso a svelare ciò che siamo nel profondo, quello che mostriamo agli altri e quello che invece nascondiamo. È una pittura colta che, nei ritratti, si dimostra erede della scuola fisiognomica rinascimentale; nei soggetti, tradisce altresì una matrice fortemente letteraria: attinge infatti dai miti e dalle leggende della letteratura mondiale, e intesse storie popolate di dei, eroi e demoni spesso attualizzati sullo sfondo di un panorama contemporaneo.



L'uomo di oggi e le sue relazioni con gli altri, con l'ambiente che lo circonda, è il protagonista di una monumentale saga del potere nelle opere già note, più volte esposte in occasione di mostre pubbliche e private, della collezione “Predatores” di cui si ricorda Le Formiche II; qui il demone sociale si manifesta nella propensione atavica di dominare i deboli, in quella ruota del potere dove chi lo subisce si alterna a chi lo esercita. Un atto di forza sgorga da impulsi basici, dalla volontà di conferma, di accettazione e di gratifica. Nella collezione “Los Olvidados” affiora in superficie, su carte tratteggiate con matite nere e grasse, un corteo di creature ferite dalle leggi della selezione, relegate ai margini della storia per una fragilità congenita. Poetica è la riflessione che alimenta la collezione “AnimaDonna”, dove spicca Lucy, la prima Eva, un omaggio alla donna vissuta sulla terra tre milioni di anni fa, un tuffo – permeato di fonti di ispirazione tribali – nel nostro trascorso ancestrale, in cui la testimonianza sposa l'utopia. 

 

Tra le opere della collezione “Beloved Earth” emergono La cacciata dal paradiso e La vita segreta delle piante, realizzate a matita grassa, e il lavoro a olio dal titolo La prima mattina.

Nella collezione “The monsters under my bed” l'attualità torna al centro del discorso: lo sguardo acuto, critico, militante verso episodi di violenza e sopraffazione (Desaparecidos), verso personaggi dal potere molesto (I signori della guerra), verso vizi (Amor Morboso) e corruzione ricorda in sottotraccia – anche nel segno affilatissimo della matita – le condanne di Goya nei cicli leggendari de “I Disastri della guerra” o “I Capricci”.



La formazione sui grandi classici della sua cultura d'origine, dalla scuola di Madrid (da El Greco a Solana) fino al surrealismo spagnolo, si intravede oggi, ancor di più, negli esemplari della nuova collezione “Peccati e virtù” come Il muro del pianto e Avarizia. Si tratta di dipinti di medie e grandi dimensioni, oli su tela e disegni a matita grassa, studiati come allegorie di perversioni capitali che scuotono le coscienze. La pittura, fatta di modulazioni di colore impercettibile, tratti minuti in punta di pennello su superfici ampie, indaga in modo infinitesimale corpi sospesi in bilico fra bene e male, la loro indole segreta, messa a nudo da un linguaggio espressivo visionario e insieme introspettivo.

Sarà esposto per la prima volta, in occasione di questa importante personale milanese, anche il nucleo inedito di quattro sculture legate a temi analoghi del ciclo “Predatores”, tra cui risaltano in mostra Il sopravvissuto e Il guardiano, con un gusto per il reperto paleontologico, il fossile, la vita calcificata nella roccia e nella materia. 



In Molina si evince la passione per la sperimentazione: dalla matita alla china e ago, dalla bic alla matita colorata, all’olio su tavola passando per la grafite e il pastello. Molina spesso, oltre all’opera, è autore delle cornici: polimateriche e realizzate con materiali di recupero fino all’esperienza tattile del legno.






Coordinate mostra

Titolo José Molina. Uomini e altri demoni

A cura di Chiara Gatti

Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 - Milano         

Date 19 ottobre – 26 novembre 2016

Orari martedì - sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00

Info pubblico Tel. 02 80886294 - galleria@deodato-arte.it